CATANIA – “Un cortocircuito istituzionale che colpisce i soggetti più deboli”. Le parole di Adolfo Scandurra, presidente provinciale della Federciclismo Catania, fotografano l’attuale situazione del Parco dell’Etna dove, per la prima volta dopo decenni, è saltata l’Etna Marathon, evento nazionale posticipato a settembre per mancanza di autorizzazioni. C’è caos nell’Ente regionale dopo le dimissioni di cinque componenti su sei del Comitato tecnico scientifico e dopo le dimissioni del direttore generale Giuseppe Battaglia.
Giammusso: “Nuovo Comitato tecnico scientifico in arrivo, accelerare sulle autorizzazioni”
Un momento di stallo che il presidente, Massimiliano Giammusso, intende superare, pur non nascondendo le oggettive difficoltà. “La questione non è superata – ci dice – ma, a breve, ci sarà un nuovo Comitato tecnico scientifico che dipende dall’Università, ho già parlato con il rettore e ho chiesto di accelerare. Bisognerà essere bravi – aggiunge – a trovare, sulla base di quanto dispone la legge, il modo di individuare le procedure più corrette per rilasciare i nulla osta“.
Intoppi e problematiche dovuti principalmente all’aver sbloccato uffici e procedure ferme da anni. “Abbiamo il problema autorizzativo che non è di poco conto – continua Giammusso – perché la prima missione istituzionale dell’Ente è proprio quella della tutela e della conservazione e quindi dire cosa si può fare e cosa no. Su questo si sono create criticità dovute al ripristino del Cts che per 12 anni non c’era stato e all’arrivo di un nuovo direttore che ha ripreso in mano una serie di procedure. Un’autorizzazione sconta diversi passaggi – prosegue – bisogna avere la bravura di armonizzare questi processi e cercare di farli nel più breve tempo possibile. Su questo, oggettivamente, siamo mancati e dobbiamo rimediare”.
Organico insufficiente: progressioni verticali, mobilità esterna e nuovo dirigente in arrivo
Al di là della contingenza, restano alcune problematiche all’interno del Parco, a cominciare dall’organico insufficiente. “Il vero problema è che manca il personale – conferma il presidente Giammusso – ho nominato l’Organismo indipendente di valutazione e stiamo procedendo con la verifica degli obiettivi e la valutazione delle performance dal 2023 a oggi. Faremo progressioni orizzontali per una buona percentuale di personale, il che significa un migliore trattamento economico – continua – e faremo le progressioni verticali: ci sarà un istruttore che diventa funzionario e due operatori che diventano istruttori. Questo significa più gente che può lavorare alle pratiche. Non solo: sei persone le stiamo prendendo dall’esterno, con mobilità bandite nel 2024 e che ora, stiamo finalmente attivando. Ho dato infine indicazione per assumere un dirigente esterno – sottolinea Giammusso – perché c’è un’area scoperta, proprio quella della fruizione”.
Bilancio, sicurezza e ricerca scientifica: le buone pratiche già avviate nel 2026
Cosa facili a dirsi ma difficili a farsi, senza copertura finanziaria che, però, è stata trovata. Prossimo passo, dunque, rilanciare il Parco. “Lo si fa con le buone pratiche amministrative che sono quelle che, di fatto, abbiamo già avviato in questi primi sei mesi, che sono quelle sul bilancio, sul personale, sulla sicurezza e sull’aspetto convenzionale con le associazioni e con il mondo della ricerca scientifica che sono tutte già ripartite”.
Parco dell’Etna: due proposte di legge in Parlamento per più risorse e personale
E che potrebbero avvantaggiarsi della trasformazione del Parco dell’Etna in parco nazionale. Questo porterebbe oggettivi vantaggi in termini di risorse. “Ci sono due proposte di legge in Parlamento, sarebbe un vantaggio perché porterebbe risorse, finanziarie e umane – evidenzia Giammusso – ma andrebbe comunque fatta un’opera di armonizzazione tra la normativa nazionale e quella regionale, perché tutte le materie su cui interviene l’Ente parco sono di competenza regionale. Se ne sta parlando – conclude – vedremo”.

