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La Sicilia che non si volta dall’altra parte di fronte all’emergenza incendi, la petizione: “Chiediamo droni e IA per la prevenzione”

La Sicilia che non si volta dall’altra parte di fronte all’emergenza incendi, la petizione: “Chiediamo droni e IA per la prevenzione”
Incendi di vegetazione in Sicilia. Del 23 luglio 2026

Al QdS il racconto di un’iniziativa che nasce dalla rabbia contro l’indifferenza e che chiede alle autorità di agire con lo strumento della prevenzione

“Come tanti miei coetanei sono cresciuta sentendomi ripetere la solita frase: ‘Tanto in Sicilia non cambierà mai niente’. E sono stanca che tutti ripetano le stesse cose senza muovere un dito”. Sono le parole di una studentessa di 25 anni, che ha deciso – per “rabbia contro la rassegnazione” generale – di avviare, in forma anonima, una petizione richiedendo azioni decise contro l’emergenza incendi e l’azione sempre più pericolosa e devastante dei piromani, proponendo “l’adozione sistematica di droni equipaggiati con termocamere e intelligenza artificiale” a supporto della prevenzione e del monitoraggio del territorio.

In poche ore la petizione su Change.org ha raccolto quasi 15mila firme, segno che una parte della Sicilia è stanca. Delle fiamme e di tutte le conseguenze connesse: blackout, crisi idrica, agricoltura in ginocchio, case danneggiate e in alcuni casi – come accaduto negli scorsi giorni con la morte del vigile del fuoco Alessandro Marchì – vittime.

La popolazione reagisce all’emergenza incendi e “decide di provarci”, la petizione in Sicilia

La giovane che ha dato vita alla petizione non cerca visibilità. Vuole semplicemente dare voce a una comunità stanca di vivere in perenne emergenza, vedendo spesso andare letteralmente in fumo la propria terra, le proprie attività o perfino i propri beni. Non è – racconta la ragazza al QdS – “una battaglia astratta”: i danni dei roghi la proponente li ha visti e li vede con i propri occhi. Nel 2020 e nel 2023 ha visto le fiamme “a un passo da casa” e ricorda gli incendi che hanno devastato Pizzo Moarda come “un trauma”.

Scene del genere la 25enne vorrebbe non vederle mai più. E vorrebbe che i siciliani reagissero senza rassegnarsi di fronte a una situazione che si ripete anno dopo anno. “Vorrei che l’indignazione e la rabbia delle persone arrivassero non soltanto quando si vive in prima persona un’esperienza del genere”, racconta. “Dobbiamo svegliarci prima” che i drammi accadano, aggiunge.

“La Sicilia – come tutto il Sud – non è bella soltanto quando è instagrammabile, quando serve per farsi le foto in vacanza, le escursioni o per vantarsi di quanto sia fantastica la nostra isola. È facile amarla quando va tutto bene. Poi però, quando va a fuoco, troppi si voltano dall’altra parte e continuano la loro vita come se niente fosse. L’ho visto fare a tanti miei coetanei: zero interesse, neanche un pensiero o una condivisione, non per obbligo social, ma per far capire quanto sia facile godersi questa terra finché è comodo e disinteressarsene appena c’è un problema reale. Vorrei solo che i ragazzi e i cittadini siciliani tornassero ad appassionarsi alla propria terra, senza far finta di nulla”, si legge nella riflessione della giovane.

La proposta, droni e strumenti per puntare tutto sulla prevenzione

L’appello alla popolazione è quello di reagire, partendo da un gesto semplice come il firmare una petizione. Quello alle istituzioni è di recepire il messaggio ed entrare in azione. La petizione auspica l’installazione di droni equipaggiati con termocamere e intelligenza artificiale per il monitoraggio H24 del territorio, soprattutto delle aree più esposte all’emergenza incendi. Non si tratta – specifica la prima firmataria – di “un piano tecnico impeccabile”. Solo una proposta che la 25enne spera di vedere arrivare a chi ha le competenze – tecniche e politiche – per trasformare l’idea in una realtà in grado di migliorare l’apparato antincendio siciliano.

“Alla Regione chiedo una cosa semplice: smettere di rincorrere le emergenze e contare i danni a disastro avvenuto, quando ormai mezza isola è cenere. Dobbiamo puntare tutto sulla prevenzione, prima che il fuoco parta”, dice ancora la giovane. Alla popolazione, invece, chiede lo stop all’indifferenza, anche di fronte ai piromani: “Il cambiamento climatico esiste ed è sotto gli occhi di tutti in varie parti del mondo (…) E quando un incendio viene appiccato dall’uomo è ancora peggio. In molti casi vengono persino usati animali per appiccare i roghi, creature innocenti che muoiono bruciate o che perdono per sempre il loro habitat”. E aggiunge: “È inaccettabile che tutto questo passi sotto silenzio”. Per questo nasce la petizione, per “fare rumore” e smettere di rispondere ai mali dell’Isola con l’indifferenza.

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