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Dall’aumento delle temperature alla siccità: le nuove sfide

Dall’aumento delle temperature alla siccità: le nuove sfide
Immagine di repertorio, di Carlo Carino by Ai via Imagoeconomica

Cambiamento climatico: cause, effetti e impatti globali tra siccità, caldo estremo e crisi economiche.

Dalle ondate di calore in Europa alle alluvioni in Asia, il riscaldamento globale non è più una minaccia futura ma una realtà che sta riscrivendo l’economia e la geografia del mondo. Il cambiamento climatico rappresenta oggi una delle sfide più gravi e discusse del XXI secolo. Con quest’espressione non ci si riferisce a un semplice aumento della temperatura, ma a un insieme complesso di variazioni a lungo termine dei modelli climatici globali.

Cause del cambiamento climatico e attività umane

Sebbene in passato la Terra abbia vissuto ere glaciali e periodi caldi dovuti a cause naturali, la velocità del cambiamento attuale non ha precedenti. Il cuore del problema risiede nelle attività umane. Dalla rivoluzione industriale, l’uso massiccio di combustibili fossili come carbone, petrolio e gas naturale ha sovraccaricato l’atmosfera di gas serra, in particolare anidride carbonica e metano.

Dati sul riscaldamento globale e ruolo dell’IPCC

Secondo l’IPCC (l’organismo internazionale che sintetizza le ricerche sul clima), è scientificamente provato che le attività antropiche siano la causa principale del riscaldamento globale osservato dalla metà del Novecento. I dati sono allarmanti: il periodo compreso tra il 2015 e il 2024 è stato il decennio più caldo mai registrato. Solo nel 2024, la temperatura media globale è stata di 1,55°C superiore ai livelli preindustriali, con un ritmo di crescita attuale di 0,25°C per decennio. Oltre alla combustione di fossili, giocano un ruolo cruciale la deforestazione, l’allevamento intensivo di bestiame, l’uso di fertilizzanti azotati e le emissioni di gas fluorurati da apparecchiature industriali.

Effetti del cambiamento climatico su ambiente e acqua

Le conseguenze naturali sono visibili ovunque. L’aumento delle temperature non significa solo sentire più caldo, ma una redistribuzione delle zone climatiche e un impatto profondo sulla biodiversità. Gli ecosistemi perdono resistenza e molte specie animali e vegetali faticano ad adattarsi ai nuovi cicli vitali. Uno dei rischi maggiori riguarda l’acqua. Da un lato, la siccità e l’evaporazione riducono la disponibilità di acqua dolce e alimentano incendi boschivi devastanti. Dall’altro, l’aumento di nubifragi intensi causa inondazioni pluviali e fluviali, come quelle drammatiche avvenute a Valencia nel 2024 o in Pakistan nel 2022. Inoltre, lo scioglimento dei ghiacciai e l’espansione termica degli oceani stanno accelerando l’innalzamento del livello del mare. Questo minaccia le coste, aumenta l’erosione e rischia di sommergere aree densamente popolate, come accade in Bangladesh o nelle Isole Salomone.

Impatti economici e sociali del cambiamento climatico

Il cambiamento climatico non è solo una questione ambientale: è una crisi sociale ed economica. Le ondate di calore aumentano la mortalità e aggravano malattie respiratorie e cardiovascolari. La diffusione di virus e parassiti è favorita dalle temperature elevate, così come il peggioramento della qualità dell’aria.

L’economia soffre l’impatto del cambiamento: l’agricoltura e il turismo, settori dipendenti dal clima, subiscono danni crescenti a causa della riduzione delle rese e degli eventi estremi. Nelle città, l’effetto “isola di calore” e la concentrazione della popolazione rendono i centri urbani estremamente vulnerabili.

Disuguaglianze climatiche e aree più colpite

Il clima non colpisce tutti allo stesso modo. Regioni come l’Artico stanno vivendo uno scongelamento del permafrost che distrugge le infrastrutture. Il Mediterraneo affronta una diminuzione delle precipitazioni e un aumento dei rischi di siccità. Nelle zone montane, la scomparsa dei ghiacciai minaccia il turismo invernale e il potenziale idroelettrico.

Tuttavia, sono i Paesi più poveri – come il Madagascar o la Somalia – a pagare il prezzo più alto pur avendo contribuito meno alle emissioni globali. Qui la crisi climatica si trasforma in crisi umanitaria, costringendo milioni di persone alla migrazione forzata verso zone più sicure. Affrontare questa sfida richiede una strategia. Investire in adattamento, costruendo infrastrutture resilienti e migliorando la gestione delle risorse idriche non è più un’opzione, ma una necessità per proteggere la stabilità delle società umane.

Strategie e ruolo delle aziende nella sostenibilità

La cooperazione internazionale e una riduzione drastica delle emissioni restano gli unici strumenti per limitare gli effetti peggiori di questa crisi e garantire un futuro alle prossime generazioni. La lotta al cambiamento climatico passa anche dalle scelte delle grandi aziende energetiche. Tra queste c’è Eni, che da diversi anni sta puntando sempre di più sulla sostenibilità, costruita sull’integrazione tra impresa e sostenibilità, crescita e responsabilità.

L’azienda prevede azioni concrete volte a afferma di voler garantire energia accessibile alle persone, riducendo allo stesso tempo l’impatto sull’ambiente e le emissioni connesse alle proprie attività. di gas serra. Le strategie e i progetti realizzati sono raccontati nel report “Eni for”, dove viene spiegato anche il legame tra le attività dell’azienda e i 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite.

Buetta Gloria, Di Modica Serena, Gagliano Desirée, Morgano Pietro, Piscopo Daisy, Spatola Alissa
3^L dell’Istituto – Leonardo da Vinci di Niscemi