Resta basso il numero delle persone che denunciano il pizzo. Come è emerso nel corso del comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica convocato a Palermo, alla presenza del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, su 21 attentati intimidatori avvenuti nel capoluogo da parte del racket delle estorsioni solo un commerciante aveva denunciato la richiesta di pizzo.
Su 21 attentati intimidatori a firma del racket delle estorsioni, avvenuti a Palermo da fine novembre ad oggi, solo un commerciante aveva denunciato la richiesta di pizzo.
Piantedosi a Palermo: “I problemi ci sono, ma lo Stato è reattivo”
“I problemi ci sono ma c’è una reattività dello Stato molto forte”. Lo sottolinea il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, in visita a Palermo per presiedere il comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica in una giornata che si è rivelata molto importante anche sul fronte della lotta contro la mafia e la criminalità organizzata. Nelle scorse ore, infatti, un blitz contro le famiglie mafiose dell’Acquasanta e dell’Arenella – eseguito dalla Polizia Valutaria della Guardia di Finanza – ha portato a 13 arresti. Tra i nomi interessati dall’indagine spiccano quelli del boss Stefano Fidanzati, 78 anni, e del boss Raffaele Galatolo, 75 anni, ergastolano ma spesso in permesso premio nel capoluogo regionale siciliano.
Piantedosi sottolinea la presenza dello Stato in un momento molto difficile per Palermo, anche alla luce dell’incremento degli episodi di violenza e intimidazione ai danni di imprenditori locali. Una presenza che passa da blitz come quello delle scorse ore, ma anche dai sequestri che permettono di trasformare i beni illeciti della mafia in un luogo di cultura, speranza e rinascita. È il caso del nuovo centro sportivo inaugurato a Bagheria, che sorge proprio in un immobile confiscato alla criminalità e che il ministro Piantedosi ha inaugurato assieme al presidente della Regione Renato Schifani.
Segui tutti gli aggiornamenti di QdS.it sui canali WhatsApp e Telegram

