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Mafia, sicurezza e giovani “tentati” dalla criminalità, Piantedosi: “I problemi ci sono, ma lo Stato reagisce”

Mafia, sicurezza e giovani “tentati” dalla criminalità, Piantedosi: “I problemi ci sono, ma lo Stato reagisce”
Piantedosi, foto di imagoeconomica

In una giornata segnata da un importante blitz antimafia, il ministro Piantedosi è a Palermo per fare il punto sulla lotta alla criminalità e sulla crescente ondata di violenza che ha travolto il capoluogo

“I problemi ci sono ma c’è una reattività dello Stato molto forte”. Lo sottolinea il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, in visita a Palermo per presiedere il comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica in una giornata che si è rivelata molto importante anche sul fronte della lotta contro la mafia e la criminalità organizzata. Nelle scorse ore, infatti, un blitz contro le famiglie mafiose dell’Acquasanta e dell’Arenella – eseguito dalla Polizia Valutaria della Guardia di Finanza – ha portato a 13 arresti. Tra i nomi interessati dall’indagine spiccano quelli del boss Stefano Fidanzati, 78 anni, e del boss Raffaele Galatolo, 75 anni, ergastolano ma spesso in permesso premio nel capoluogo regionale siciliano.

Piantedosi sottolinea la presenza dello Stato in un momento molto difficile per Palermo, anche alla luce dell’incremento degli episodi di violenza e intimidazione ai danni di imprenditori locali. Una presenza che passa da blitz come quello delle scorse ore, ma anche dai sequestri che permettono di trasformare i beni illeciti della mafia in un luogo di cultura, speranza e rinascita. È il caso del nuovo centro sportivo inaugurato a Bagheria, che sorge proprio in un immobile confiscato alla criminalità e che il ministro Piantedosi ha inaugurato assieme al presidente della Regione Renato Schifani.

Piantedosi a Palermo, le parole sulla lotta alla mafia

All’inaugurazione di Bagheria, rispondendo alla domanda “cosa può fare lo Stato contro la violenza esplosa a Palermo”, Piantedosi sottolinea: “Lo Stato può fare quello che abbiamo fatto sino adesso, innanzitutto di dare risorse e non lesinarle soprattutto in territori come questo. A Palermo supportiamo l’attività delle autorità e delle istituzioni territoriali, diamo risorse“. E ammette: “I problemi ci sono ma va anche segnalato che c’è una reattività dello Stato molto forte. Proprio oggi è stata fatta un’altra operazione antimafia. È un fenomeno complesso, quello che si sta manifestando. Ci sono giovani generazioni che si affacciano sullo scenario criminale. C’è da ritarare un po’ l’azione di contrasto e lo stiamo facendo.

“Sono fiducioso”, commenta il ministro, annunciando che tornerà “a breve” in Sicilia per verificare i risultati raggiunti in termini di contrasto alla violenza e alla criminalità.

Palermo, la difficile situazione e il rapporto giovani-criminalità

Nel corso del suo discorso a Bagheria, il ministro ha parlato anche dell’emergenza dei giovani che mostrano sempre più interesse nella criminalità e nella violenza su più livelli. “Viviamo un momento storico a Palermo in cui c’è un problema di giovani generazioni che si affacciano su scenari criminali, quindi il messaggio che deve partire deve essere quello di preferire una vita fatta di rapporti con il prossimo positivi e rifiutare le tentazioni criminali, e avere sempre un legame con la collettività e lo Stato“.

Piantedosi, dopo l’inaugurazione, ha incontrato per un bilaterale il governatore Renato Schifani e presieduto anche la riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza, convocata dal Prefetto Massimo Mariani dopo l’escalation di violenza delle ultime settimane in città. Presenti anche il procuratore Maurizio de Lucia e i vertici di carabinieri, polizia e guardia di finanza.

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