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Esami di Maturità 2026, quanto dura la prova orale e quali sono le nuove regole di valutazione

Esami di Maturità 2026, quanto dura la prova orale e quali sono le nuove regole di valutazione
Esami di maturità, foto Imagoeconomica

Cambia il colloquio che avrà sostanzialmente la stessa durata rispetto al passato attestandosi sui 40-60 minuti ma la commissione terrà conto della capacità di elaborazione del candidato, di saper discutere i propri lavori e molto altro. Maggior peso specifico al percorso scolastico e alla condotta

Manca sempre meno agli esami di Maturità 2026. Uno dei momenti più attesi è la prova orale che quest’anno ha subito dei grandi cambiamenti e che avrà (ancora di più) un peso decisivo rispetto al recente passato. Questo (anche) per evitare il rifiuto dei candidati di sottoporsi all’interrogazione.

Il colloquio durerà tra i 40 e i 60 minuti e ci sono nuovi criteri di valutazione che puntano a valorizzare non solo le conoscenze ma anche il percorso personale e la capacità di collegare le discipline. C’è da tenere in considerazione anche il voto in condotta che cambia peso: sotto il 6 niente esame.

Quanto dura l’orale di Maturità 2026

I maturandi si chiedono quanto duri il colloquio all’esame di Stato. Il tempo a disposizione resta in linea col passato. In media, la durata del colloquio si attesta tra i 40 e i 60 minuti. Questo lasso temporale è stato studiato dal ministero dell’Istruzione e del Merito per permettere alla commissione di esplorare a fondo le competenze e la trasversalità del candidato, senza andare con interrogazioni eccessivamente lunghe o estenuanti.

Di norma, le commissioni riescono a esaminare un massimo di 5 studenti al giorno. Questo significa che il calendario dei colloqui, che prenderà il via indicativamente verso il 22 giugno 2026 (subito dopo il weekend successivo alla prima e seconda prova scritta), si svilupperà nell’arco di una o due settimane, a seconda del numero di iscritti per classe.

Le quattro fasi dell’esame orale

Il colloquio di maturità 2026 vuole abbandonare la natura di semplice interrogazione a compartimenti stagni per trasformarsi in un vero e proprio colloquio di sintesi e di orientamento verso il futuro. L’orale è stato riorganizzato in quattro fasi distinte.

La prova non inizierà più con l’estrazione di una busta, di un’immagine o di un testo a sorpresa. Il punto di partenza ufficiale diventa l’E-Portfolio integrato dal Curriculum dello studente. Al candidato viene richiesto di esporre una riflessione matura e autonoma sul proprio percorso di studi, valorizzando le proprie attitudini, i propri talenti e le eventuali attività extrascolastiche di rilievo.

Le discipline scolastiche fanno parte della seconda fase: la commissione interrogherà il maturando esclusivamente sulle materie individuate per il proprio indirizzo. L’obiettivo è la valutazione della capacità di argomentare e creare collegamenti fluidi tra argomenti apparentemente distanti.

Nella terza fase, invece, lo studente presenterà una relazione che può essere anche un elaborato multimediale, relativa alle esperienze nei percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento. parallelamente, i docenti interverranno con domande sulle tematiche di educazione civica affrontate durante l’anno, verificando la consapevolezza sociale del giovane adulto.

L’ultimo passo prevede la disamina della prima e della seconda prova scritta. In questo frangente, lo studente ha l’opportunità di dimostrare obiettività: riconoscere i propri errori, motivare le scelte stilistiche o di calcolo effettuate e proporre autocorrezioni ragionate.

Le quattro materie all’esame

La grande novità di questa maturità risiede nella delimitazione del perimetro didattico a sole quattro discipline specifiche per il colloquio. Questa scelta non si traduce affatto in un esame più semplice, bensì in una prova che richiede un livello di approfondimento verticale e analitico molto più elevato rispetto al passato.

A gennaio 2026, tramite un apposito decreto, il Mim ha pubblicato le materie destinate alla seconda prova scritta e quelle che costituiranno l’ossatura del colloquio orale. I commissari hanno l’obbligo assoluto di attenersi a questo perimetro: non è consentito porre domande o richiedere collegamenti su discipline escluse da questa selezione ministeriale. Questa novità garantisce agli studenti la possibilità di concentrare le proprie energie in una preparazione estremamente mirata e strategica, ottimizzando il tempo di studio in vista del rush finale.

Come si calcola il voto finale con la nuova valutazione

Il sistema di punteggio complessivo per ottenere il diploma rimane ancorato ai classici centesimi (100/100), ma i meccanismi di attribuzione sono stati revisionati, introducendo una valutazione dello studente basata rigidamente sul merito, sulla costanza e sulla responsabilità. Il voto finale nasce dalla somma di diversi elementi:

  • Crediti scolastici: si può arrivare fino a un massimo di 40 punti accumulati durante il triennio finale.
  • Prima prova scritta d’Italiano: vale fino a 20 punti.
  • Seconda prova scritta di indirizzo: vale fino a 20 punti.
  • Colloquio Orale: pesa per i restanti 20 punti.

Il comportamento

Le nuove disposizioni in materia di voto in condotta si trasformano in un severo filtro per l’accesso e la valutazione finale. Gli studenti con una condotta inferiore alla sufficienza (sotto il 6/10) vanno incontro alla bocciatura immediata e all’esclusione automatica dall’esame.

Chi invece si ferma esattamente alla soglia del 6/10 viene ammesso, ma la commissione di classe assegnerà un elaborato critico obbligatorio incentrato sulla cittadinanza attiva e solidale, che dovrà essere esposto e discusso senza sconti durante l’orale.

Al contrario, un comportamento irreprensibile, valutato con un 9 o un 10, sblocca la possibilità di accedere alla fascia più alta di attribuzione dei crediti, fungendo da vero e proprio trampolino di lancio verso l’eccellenza.

La griglia di valutazione

Il voto del colloquio di maturità 2026 non è un numero assegnato a sensazione. Ogni commissione deve rigorosamente compilare una specifica griglia di valutazione nazionale. I 20 punti a disposizione sono ripartiti equamente su quattro macro-indicatori (ciascuno dal valore massimo di 5 punti):

  • Acquisizione di contenuti e metodi (5 punti): valuta il livello di preparazione pura sulle quattro materie designate.
  • Capacità di collegamento e padronanza lessicale (5 punti): premia la fluidità nell’unire i concetti e la precisione nel vocabolario tecnico e semantico.
  • Capacità argomentativa e rielaborazione critica (5 punti): misura la distanza tra lo studio mnemonico e la reale comprensione analitica dei fatti.
  • Maturazione personale e autonomia (5 punti): questa è la novità più impattante. Cinque punti interi sono dedicati alla valutazione del grado di maturità, senso di responsabilità e crescita umana del ragazzo, desumibili dalla riflessione sull’E-Portfolio e dall’esposizione del PCTO.

Punti bonus

Aumenta il livello di selettività anche per chi punta al massimo dei voti.

Nel 2026 l’attribuzione dei punti bonus subisce una riduzione: i commissari non hanno più 5 punti a disposizione, ma possono elargire un massimo di 3 punti aggiuntivi. Questo piccolo margine, inoltre, è accessibile soltanto a patto che il candidato parta da un bottino di almeno 90 punti cumulati in totale tra prove d’esame e crediti del triennio.

La Lode si conferma quindi come un’onorificenza rara e prestigiosa, riservata esclusivamente a chi chiude con un percorso netto da 100/100, senza la spinta di alcun bonus e sempre con il pieno accordo unanime di tutta la commissione.

Composizione e ruolo della Commissione d’Esame

La configurazione adottata prevede la formazione di una commissione mista ogni due classi. Nello specifico, lo studente dialogherà con cinque insegnanti giudicanti: un presidente di natura esterna che vigila sul corretto svolgimento burocratico dell’iter, affiancato da due commissari esterni (professori di altri istituti incaricati per alcune delle materie caratterizzanti) e due commissari interni, ovvero docenti noti che hanno accompagnato la classe e che possono contestualizzare, sostenere e supportare lo studente nei momenti di tensione. Un assetto pensato per garantire rigore ma anche un doveroso riconoscimento al percorso di cinque anni vissuto tra i banchi di scuola.

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