Milano, 1 giu. (askanews) – C’è una stagione, subito dopo la fine della scuola, in cui il calendario familiare diventa un bel rebus: bambini liberi (e che gli facciamo fare?), genitori ancora dentro riunioni, mail e scadenze. La montagna friulana prova a trasformare quel problema in un progetto.
Dal 15 giugno al 10 luglio 2026 Visit Zoncolan lancia a Sutrio, nel cuore della Carnia, “Vivere la montagna in famiglia”, progetto pilota per bambini dai 6 ai 13 anni accompagnati dai genitori o dall’intera famiglia.
Lo schema è semplice e concreto: i bambini partecipano a un camp immersivo tra boschi, orti, animali, sport, laboratori creativi e attività manuali; i genitori soggiornano nel borgo e possono lavorare da remoto in spazi di co-working attrezzati con wi-fi.
Per una settimana i più piccoli lasciano telefonini e schermi fuori dalla giornata. Al loro posto entrano sentieri, fattorie, malghe, giochi di gruppo, piccoli lavori nell’orto, attività con il legno e incontri con persone che quelle montagne le abitano davvero.
Il progetto nasce da una rete locale: associazioni sportive, giovani formati nelle università, artigiani, operatori, malghe e fattorie. Ciascuno porta un pezzo di competenza. La Carnia prova così a farsi conoscere anche come territorio dove vita quotidiana, lavoro e tempo familiare possono trovare un equilibrio più sensato.
“Vogliamo raccontare un territorio che non è soltanto turismo e vacanza, ma anche un luogo dove si può scegliere di vivere bene, crescere una famiglia e ritrovare un rapporto più sano con la natura e con la comunità”, spiega il presidente di Visit Zoncolan, Silvio Ortis.
L’obiettivo è far crescere il progetto pilota e trasformarlo in una proposta stabile, capace di portare famiglie in Carnia anche nei periodi di minore afflusso.
La quota è di 140 euro al giorno e comprende il camp dal lunedì al venerdì, pranzo e merende preparati in prevalenza con prodotti a chilometro zero, sette notti negli appartamenti dell’albergo diffuso Borgo Soandri per tutta la famiglia e l’uso degli spazi di co-working per i genitori.
E mentre i grandi lavorano, per una settimana i bambini – promettono gli organizzatori – vivranno un’esperienza autentica e concreta, lontana dagli schermi e dalla tecnologia: niente telefonini, ma giornate fatte di relazioni vere, attività manuali, movimento, scoperta e collaborazione.
I posti disponibili sono otto per ciascuna settimana. Una misura ridotta, quasi prudente. Perché certe idee, prima di diventare format, hanno bisogno di vedere se reggono alla prova dei fatti: bambini stanchi la sera, genitori con il lavoro finito, e una montagna che per una volta entra davvero nella giornata vissuta e non solo come sfondo di Zoom.

