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Etna Sky, 60 posti a prezzo fisso per i siciliani su ogni volo: Manlio Messina svela il piano per il decollo

Etna Sky, 60 posti a prezzo fisso per i siciliani su ogni volo: Manlio Messina svela il piano per il decollo
La presentazione di Etna Sky nella sede di Confindustria Catania

Closing degli investimenti previsto a novembre, poi i contratti per i primi due aeromobili e l’iter autorizzativo Enac. Confindustria Catania apre al coinvolgimento delle imprese

Vedere l’aquilotto di Confindustria sulla livrea degli aerei Etna Sky. È il sogno, così lo definisce, di Maria Cristina Busi Ferruzzi. La presidente dell’associazione che riunisce gli industriali catanesi ha fatto gli onori di casa in occasione dell’incontro tra il management e la proprietà della compagnia aerea costituita a fine 2025 e la stampa.

L’appuntamento era atteso per aggiornare il quadro dell’iniziativa imprenditoriale che vede in prima fila il parlamentare nazionale Manlio Messina. Il politico etneo, che dopo la ricucitura del rapporto con Fratelli d’Italia ha accettato di far parte della componente che consentirà a Cateno De Luca e a Sud chiama Nord di avere una rappresentanza a Montecitorio, così da avere vita più facile in vista della raccolta firme per le prossime Politiche, era presente insieme ad Angelo Lo Bianco, il direttore generale di Etna Sky.
Messina e Lo Bianco sono anche due dei tre soci – il terzo è il palermitano Gaetano Caminita, che con Lo Bianco in passato è stato coinvolto in Air Sicilia – della holding la cui costituzione fu annunciata via social.

“Questo progetto mi riempie di grande entusiasmo, perché una compagnia aerea che si chiama Etna Sky vuol dire anche Catania, il nostro bel vulcano merita di essere conosciuto nel mondo. Come Confindustria – ha dichiarato Busi Ferruzzi – faremo tutto quello che ci concede il nostro statuto per essere dentro. Come aziende ci dobbiamo muovere, essere presenti. Sono certa che i nostri imprenditori – ha proseguito la presidente di Confindustria Catania – saranno ben lieti di aderire a questo progetto”.

Momento propizio

Secondo Busi Ferruzzi, che nel corso del proprio intervento ha sottolineato l’importanza di tornare ad avere una compagnia che colleghi la Sicilia con le importanti destinazioni in Italia e all’estero garantendo un servizio all’altezza delle aspettative, il consolidamento di Etna Sky arriva in un momento propizio come dimostrato dal percorso verso la privatizzazione dell’aeroporto di Catania, con tanti pretendenti fattisi avanti.

“Oggi facciamo un passo importante con la presentazione del progetto alle imprese del territorio. Etna Sky vuole dare supporto ai nostri concittadini ma anche alle imprese siciliane in generale – ha detto Messina – L’Italia non ha più una compagnia aerea di bandiera e i costi troppo spesso sono esorbitanti, soprattutto nel periodo vacanziero. Noi vogliamo porci l’obiettivo di aiutare i siciliani a volare a prezzi davvero calmierati, poter girare l’Italia potrebbe viaggiare a prezzi corretti, giusti, ma anche portare tanta gente in Sicilia, perché la Sicilia ancora deve colmare questo gap molto ampio dettato anche dalla mancanza di vettori aerei”.

Il politico-imprenditore ha detto che il piano di Etna Sky prevede di riservare su ogni volo sessanta posti per i siciliani, che viaggeranno a prezzi fissi.

Il closing a novembre

A mancare fino a oggi è stato però un elemento non secondario: i capitali per fare decollare, non solo metaforicamente, l’iniziativa imprenditoriale. Etna Sky Holding al momento è una srl da 20mila euro, mentre Ets Operations, la società a cui saranno affidate le attività operative, una spa da 50mila.

“Non c’è alcuna segretezza o alone di mistero sull’identità degli investitori – ha commentato Messina – Già molti hanno versato il proprio capitale, altri lo stanno facendo. Il closing è fissato a novembre. Quando si chiuderà questo capitolo i nomi dei soci usciranno chiaramente anche sulla visura camerale. Non sono informazioni che non vogliamo dare per segretezza, ma per rispetto degli investitori che magari vogliono in prima persona annunciare di essere entrati in Etna Sky”.

Il piano per arrivare al Coa

Altro capitolo importante è quello riguardante il Coa, il certificato di operatore aereo rilasciato da Enac, senza il quale non si è autorizzati a operare.

“Chiusa la raccolta dei fondi, andremo a sottoscrivere i contratti per i primi due aeromobili e a quel punto presenteremo tutta la documentazione in Enac. Dopo tre-quattro mesi contiamo di avere concluso l’iter burocratico e avere la licenza e le autorizzazioni necessarie”, ha detto Lo Bianco.

Il direttore generale ha spiegato che Etna Sky sarà una compagnia di linea, una compagnia aerea charter e sarà una compagnia che venderà voli ad altre compagnie. “La diversificazione del prodotto farà sì che si abbasserà il rischio imprenditoriale. Inizieremo con i voli charter, apriremo poi integreremo i voli di linea e via via aumenteremo le rotte dando anche servizi ad altre compagnie. Dopo un anno e mezzo, inizieremo anche con le rotte a lungo raggio. Avremo anche un elicottero e un aeromobile per i voli executive. Il progetto è ampio e ambizioso”, ha concluso Lo Bianco, specificando anche che in prospettiva c’è anche la volontà di alimentare i vettori con Saf (Sustainable Aviation Fuel), ovvero carburante sostenibile per l’aviazione prodotto da risorse rinnovabili o di scarto.

Ambizioni che per Messina hanno i piedi ben saldati a terra. “I numeri e il mercato dei trasporti aerei ci dicono che la nostra idea non è folle. I siciliani sono i migliori al mondo nel fare le cose quando vanno via, nella nostra terra invece c’è qualcosa che ci frena. Noi – ha concluso il parlamentare – abbiamo deciso di non fermarci e andare avanti”.

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