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Turista morta per malore fatale ai Crateri Silvestri, dopo la tragedia monta la polemica sulla sicurezza

Turista morta per malore fatale ai Crateri Silvestri, dopo la tragedia monta la polemica sulla sicurezza
In foto l’intervento del Soccorso alpino

Per la 65enne, nonostante l’intervento dei soccorsi, non c’è stato nulla da fare

Tragedia ai Crateri Silvestri, nel versante Sud dell’Etna: secondo quanto comunicato dal Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico, sui propri canali social, una turista è morta dopo essere stata colpita da un grave malore. L’episodio è accaduto nella tarda mattinata di oggi, intorno alle 11,30.

Turista morta per malore ai Crateri Silvestri

I tecnici della stazione Etna sud, del Servizio Regionale Sicilia del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico, sono stati attivati dalla centrale operativa 118 di Catania per prestare soccorso a una donna di 65 anni, di origine francese, vittima di un arresto cardiocircolatorio mentre si trovava in visita ai Crateri Silvestri inferiori.

A nulla sono serviti gli sforzi dei Tecnici del Soccorso Alpino e Speleologico Siciliano, del Soccorso Alpino della Guardia di Finanza e del personale sanitario del 118, giunto con l’eliambulanza nell’area del Rifugio Sapienza e prontamente trasferito sul luogo dell’intervento con il mezzo del Soccorso Alpino, nel tentativo di rianimare la turista francese.

Accertato il decesso della donna da parte del medico del 118, la salma, dopo l’autorizzazione del magistrato di turno, è stata spostata per il successivo trasferimento a Catania e la riconsegna ai familiari per il rimpatrio.

Dopo la tragedia si riaccendono le polemiche

Un episodio che riaccende le polemiche sorte in seguito alla decisione di Funivia dell’Etna, proprietaria dei Crateri Silvestri, di imporre un ticket di ingresso, da parte delle associazioni ambientaliste, quelle delle guide turistiche e Assoguide, che esprimono il cordoglio per la tragedia accaduta ma, nel contempo, chiedono risposte.

“Nel massimo rispetto di questa tragedia – scrivono in una nota – riteniamo doveroso richiamare l’attenzione delle istituzioni su alcune questioni di interesse pubblico”, a cominciare dalla sicurezza. “Poiché il ticket è stato presentato anche come strumento per garantire la sicurezza dell’area – sostengono – chiediamo che siano rese pubbliche le misure concretamente adottate: presenza di DAE (defibrillatore nda), formazione del personale per il primo soccorso, protocolli di emergenza e organizzazione dei soccorsi“.

“Fino alla definizione del giudizio – continuano – chiediamo una chiara cartellonistica istituzionale che distingua proprietà private, sentieri pubblici, eventuali servizi di uso pubblico e percorsi liberamente accessibili”.

E ancora, chiedono “la convocazione di un tavolo tecnico tra Comune, Ente Parco, proprietari, CAI, Guide e associazioni per definire modalità condivise di informazione al pubblico che venga resa pubblica, o predisposta se inesistente, una cartografia ufficiale che individui chiaramente proprietà private, sentieri, strade pubbliche, servitù e aree liberamente accessibili. Le nostre richieste mirano esclusivamente a garantire sicurezza, trasparenza e corretta informazione ai cittadini e ai visitatori nel pieno rispetto delle competenze delle istituzioni e dell’esito del giudizio ancora in corso”.

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