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Euro 2032, la Figc presenta il dossier alla Uefa: il Barbera tra gli stadi in lizza

Euro 2032, la Figc presenta il dossier alla Uefa: il Barbera tra gli stadi in lizza
Il progetto del nuovo Renzo Barbera. Foto Palermo Fc

La federazione ha inviato la documentazione. Palermo punta a essere tra sedi. Anello al QdS.it: “Fatto di tutto per arrivare al traguardo”

Tredici città, quattordici stadi (potenzialmente erano 16), cinque posti. La Figc manda il dossier alla Uefa per individuare le cinque sedi italiane, che si uniranno alle cinque turche, di Euro 2032. La documentazione da parte della Federcalcio italiana sarà visionata dalla massima istituzione continentale che dopo le verifiche la restituirà al mittente. Solo allora, ma la data è ancora da destinarsi anche se non dovrebbe volerci molto, verranno poi individuati e ufficializzati gli stadi italiani che ospiteranno le partite dei campionati europei in programma tra meno di anni. .

Palermo in lizza, ad oggi solo Torino è pronta

Lo stadio Renzo Barbera di Palermo rientra in lizza nel dossier italiano con altri quindici stadi in 13 città. Il capoluogo siciliano prova a rientrare nel ristretto novero che ospiteranno le partite. Un risultato che sarebbe straordinario. La città tornerebbe a ospitare una kermesse calcistica internazionale dopo i Mondiali di Italia ‘90.

Per ora si tratta più di speranze e di un sogno che nell’aprile 2023 rischiò di essere cancellato ancor prima della nascita: il Barbera venne escluso nel dossier della Figc che presentò alla Uefa per la candidatura solitaria per Euro 2032. Lo stadio venne indicato come “riserva” ma non tra le dieci sedi. Poi la decisione di dividere gli oneri (e gli onori) dell’organizzazione di Euro 2032 con la Turchia.

Adesso la nuova possibilità. Con il Comune che ha previsto l’appoggio finanziario al progetto del City Group di rifare completamente lo stadio Renzo Barbera che attualmente versa in condizioni precarie.

Come molti altri stadi italiani del resto. Allo stato attuale, solo lo Juventus Stadium di Torino soddisferebbe i 125 requisiti Uefa, tra cui compatibilità infrastrutturale, servizi per i tifosi, accessibilità, sostenibilità, sicurezza, hospitality e servizi destinati a media e broadcaster. L’analisi riguarderà anche 11 aree tematiche. Solo al termine di questa fase la Figc procederà all’indicazione delle cinque sedi italiane.

Inoltre, per tutti i requisiti sono chiari: se lo stadio non è già pronto, che ci sia un progetto interamente finanziato e cantierabile entro aprile 2027, e che preveda la fine dei lavori entro giugno 2031, un anno prima dell’inizio degli Europei. Decisamente più stretti i tempi rispetto a Italia 90 quando lo stadio palermitano (all’epoca Favorita) venne inaugurato il 30 maggio a nove giorni dal calcio di inizio di quella rassegna iridata famosa per le Notti Magiche.

La situazione a Palermo

Il Comune del capoluogo siciliano, recentemente ha approvato il progetto di fattibilità tecnico-economica permettendo l’inserimento in questa prima lista. Un piano da 330 milioni una parte dei quali di derivazione pubblica. Il documento contiene anche un modello dettagliato su come l’impianto dovrebbe essere utilizzato e su quanto potrebbe incassare nelle diverse occasioni.

Durante la costruzione, la copertura finanziaria è affidata a circa 257 milioni degli azionisti, 89 milioni di finanziamento bancario e 36,2 milioni di linea Iva. Sono inoltre ipotizzati 70 milioni di contributi pubblici, 60 dalla Regione e 10 dal Comune, da incassare al termine dei lavori.

L’impianto, una volta concluso, ospiterà 38.152 posti tutti al coperto. Il cronoprogramma indica l’avvio del cantiere a giugno 2027 e la piena operatività dal primo febbraio 2030. Gli interventi saranno articolati per fasi per consentire lo svolgimento delle partite casalinghe del club rosanero con capienza ridotta.

Il progetto comprende nuove aree hospitality, ristorazione, museo, negozio e spazi per concerti ed eventi, anche nella prospettiva della candidatura a ospitare Euro 2032. Il canone a regime è previsto in 800mila euro annui, con compensazione fino al 71esimo anno a fronte di 72 milioni anticipati dal club di viale del Fante.

Anello: “Sarebbe un risultato straordinario”

“Stiamo facendo di tutto per cercare di rientrare nella lista delle cinque prescelte. Ci auguriamo, veramente, di poter arrivare a questo risultato che sarebbe straordinario e che all’inizio non poteva essere previsto. Con grandi sacrifici da parte di tutti, invece, stiamo cercando di portare a termine la richiesta per la riqualificazione”, queste le parole dell’assessore comunale allo Sport Alessandro Anello al QdS.it

L’importanza della candidatura ufficiale

La concorrenza per diventare sede e ospitare i match di Euro 2032 è ampia e spietata ma il rientrare tra le candidature ufficiali comporterebbe già un primo risultato non indifferente: secondo quanto stabilito dal Governo italiano dalla Legge Stadi, con vari decreti, gli impianti – nuovi o ristrutturati – che non saranno presenti nella rosa dei cinque potranno comunque accedere a contributi economici pubblici.

Non solo, quindi, il prestigio, ma anche un aiuto concreto per la realizzazione dello stadio nuovo.

Le 14 candidature (due già bocciate)

Queste le 14 candidature italiane presenti nel dossier della Figc presentato alla Uefa. Da notare come due siano state già bocciate: subito fuori il Flaminio e il progetto di De Laurentiis a Napoli per un nuovo stadio. Il presidente federale Giovanni Malagò ha inviato al numero uno della Uefa Aleksander Ceferin la comunicazione formale con l’esito dell’istruttoria degli uffici federali sui progetti presentati.

  • Bari: San Nicola
  • Bologna: Renato Dall’Ara
  • Cagliari: nuovo stadio (Luigi Riva?)
  • Firenze: Artemio Franchi
  • Genova: Luigi Ferraris
  • Lecce: Via del Mare
  • Milano: San Siro o progetto nuovo di Milan e Inter
  • Napoli: Maradona
  • Palermo: Renzo Barbera
  • Roma: Stadio Olimpico, nuovo stadio a Pietralta
  • Salerno: Arechi
  • Torino: Allianz Stadium
  • Verona: Marcantonio Bentegodi.

Di questi: l’Olimpico, San Siro, il San Nicola, il Dall’Ara, Cagliari, l’Artemio Franchi, il Luigi Ferraris, Torino, il Bentegodi e il Barbera (allora Favorita), ospitarono Italia ‘90. Di quel lotto composto da 12 stadi manca già in fase preliminare Udine, nonostante il nuovo impianto, che però non arriva ai 30.000 spettatori, uno dei requisiti minimi per ospitare le partite degli Europei.

Euro 2032, i dubbi sugli stadi

La Federcalcio ha ufficialmente inviato il dossier e, dopo aver ricevuto indietro la documentazione con i rilievi della Uefa individuerà i cinque impianti che ospiteranno le partite di Euro 2032. Ma quali sono gli stadi in vantaggio e quelli in bilico? Da questo punto di vista, appare abbastanza certa la presenza di Torino (l’unico come detto che sarebbe già pronto rispettando tutti i requisiti Uefa), Milano e Roma. Proprio la Capitale potrebbe addirittura ospitare le partite in due impianti. Scelta che però sembrerebbe forzata e per via dell’esiguo numero di sedi potrebbe già essere esclusa, Napoli sarebbe l’altra candidata naturale, anche per ragioni geopolitiche, per uno dei due posti ancora – in linea teorica – disponibili.

La città partenopea dovrebbe contendersi dunque la possibilità di ospitare la competizione con Firenze e soprattutto Palermo, senza escludere eventuali sorprese dell’ultim’ora.

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