Farmaci, divulgare la cultura di quelli equivalenti - QdS

Farmaci, divulgare la cultura di quelli equivalenti

Giuseppe Lazzaro Danzuso

Farmaci, divulgare la cultura di quelli equivalenti

lunedì 18 Novembre 2019 - 11:03
Farmaci, divulgare la cultura di quelli equivalenti

Il problema è stato posto a Catania da Umberto Comberiati di Unit Generics, il quale ha sottolineato che in Italia l'utilizzo è al di sotto degli standard europei. Risparmi per il fruitore e per il Servizio sanitario nazionale

“In Italia l’utilizzo del farmaco equivalente è ben al di sotto degli standard europei. Il dato nazionale è intorno al 30%, in Sicilia siamo al 20%, contro l’oltre 50% del dato medio Continentale”.

Umberto Comberiati, Senior Director Business Unit Generics, Otc e Portofolio di Teva Italia, delinea così lo scenario riguardante i farmaci equivalenti in Italia e in Sicilia, al centro dei lavori di un convegno nella sede di Federfarma di Catania.

Un quadro in evoluzione che coinvolge figure professionali diverse come medici e farmacisti, fondamentali per sviluppare un percorso di crescita che riguardi l’Italia e in particolare la Sicilia.

“Abbiamo deciso di aprire un confronto con le istituzioni, la classe medica e i farmacisti in Sicilia – spiega Comberiati – perché siamo certi di poter aiutare il sistema sanitario regionale e nazionale ad essere più sostenibile e nel contempo per divulgare la cultura sul farmaco equivalente, passaggio chiave per provare a raggiungere gli standard continentali, attestati ben oltre il 50%”.

Nicolosi, con l’equivalente risparmiano Ssn e cittadino

Il medico di famiglia e una comunicazione corretta. Per crescere in Italia e diffondersi sul territorio, il farmaco equivalente ha bisogno del contributo imprescindibile di entrambi i fattori.

A ribadirlo è il convegno sui farmaci equivalenti in Sicilia per la sostenibilità del sistema sanitario regionale in un convegno nella sede di Federfarma di Catania.

“Una comunicazione chiara – spiega Gioacchino Nicolosi, presidente di Federfarma Sicilia – è indispensabile. Chiamare ‘generico’ il farmaco equivalente era sbagliato, trasmetteva l’idea di una sottomarca. Cambiando la terminologia è cambiata anche la percezione. Farmacista e medico devono lavorare in sinergia: ciò produce un risparmio per il sistema sanitario, ma anche per lo stesso cittadino”.

“Il ruolo del medico di famiglia – sottolinea Luigi Spicola, presidente di Simg Sicilia – non può che essere fondamentale. Siamo convinti che i farmaci equivalenti abbiano pari bontà ed efficacia, quindi quando li prescriviamo lo facciamo con assoluta fiducia e la certezza di dare al nostro paziente un farmaco che svolgerà pienamente il suo ruolo al pari dei farmaci brand”.

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