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Federazione Alzheimer Italia, decennale progetto Dementia Friendly Community

Federazione Alzheimer Italia, decennale progetto Dementia Friendly Community

Dalla costruzione alla responsabilità collettiva

Roma, 20 mag. (askanews) – Oltre 70 Comunità Amiche delle Persone con Demenza nate in 36 province di 13 Regioni; 10.000 persone con demenza e caregiver coinvolti; 7.700 cittadini formati su come rapportarsi a chi convive con questa condizione. Sono questi alcuni dei numeri che raccontano il progetto Dementia Friendly Community della Federazione Alzheimer Italia: un percorso collettivo di cambiamento culturale e sociale che nel 2026 festeggia il suo decennale. Per celebrare questo traguardo, informa una nota, la Federazione Alzheimer organizza in collaborazione con Alzheimer Bari ODV il convegno “Dieci anni di Dementia Friendly Community. Dalla costruzione alla responsabilità collettiva”, in programma venerdì 22 maggio dalle 9,15 alle 16 a Bari, presso il Teatro Kursaal Santalucia.

La partecipazione all’evento, aperto a persone con demenza, familiari, caregiver, professionisti sanitari e sociali, volontari, amministratori locali e cittadini, è gratuita previa registrazione tramite form online o contattando la Federazione Alzheimer Italia (info@alzheimer.it; 02 809767). L’appuntamento ha il patrocino della Regione Puglia e del Comune di Bari.

DAI SERVIZI ALLE RELAZIONI: COSA FA UNA COMUNITÀ AMICA Avviate in Italia nel 2016 da Alzheimer Italia con il progetto pilota di Abbiategrasso (Milano), le Comunità Amiche delle Persone con Demenza – o Dementia Friendly Community (DFC) – sono città, paesi e territori che scelgono di diventare più consapevoli e accoglienti, affinché le persone con demenza e le loro famiglie siano rispettate e sostenute e possano continuare a partecipare attivamente, insieme ai loro familiari, alla vita del luogo in cui abitano.

Le DFC promuovono dunque un cambiamento culturale e sociale che coinvolge luoghi, servizi e persone, rendendo la conoscenza della demenza uno strumento concreto per ridurre lo stigma – sottolinea Katia Pinto, presidente della Federazione Alzheimer Italia – Dalla formazione di chi lavora a contatto con il pubblico all’organizzazione di attività culturali e ricreative su misura, fino al coinvolgimento delle scuole, l’obiettivo è permettere a chi convive con questa condizione di continuare a essere parte della società. Quando i cittadini imparano ad ascoltare e a riconoscere i bisogni, la demenza smette di essere un’esperienza di solitudine e diventa una responsabilità condivisa.

In questi dieci anni, le Comunità hanno promosso numerose iniziative per sensibilizzare i cittadini e offrire spazi di ascolto e occasioni di partecipazione. Gli ambiti maggiormente interessati sono stati quelli ricreativi, culturali e del benessere, le scuole e le università, oltre ai servizi pubblici e di emergenza. Il lavoro delle DFC ha toccato anche le attività commerciali, i gruppi religiosi, i servizi a domicilio e i trasporti, insieme ai servizi finanziari e assicurativi. Nel complesso, le attività hanno raggiunto una persona con demenza su quattro tra quelle che vivono nei territori interessati dal progetto e hanno coinvolto oltre 700 volontari. Un altro dato particolarmente significativo è quello sulla co-progettazione delle attività: a oggi, le persone con demenza nelle DFC hanno partecipato all’ideazione e alla realizzazione di oltre 200 diverse iniziative che le riguardano direttamente. In generale, le Comunità registrano un impatto concreto soprattutto in termini di migliore accoglienza e comprensione dei bisogni, aumento delle opportunità di partecipazione sociale, rafforzamento delle competenze degli operatori e maggiore collaborazione tra i servizi e il resto della comunità.

I numeri di questi primi dieci anni sono molto incoraggianti perché sono una conferma della validità del nostro modello – afferma Simona Mascellaro, referente nazionale del progetto Dementia Friendly Community – Restare sempre a fianco di chi si rivolge a noi, dalla prima telefonata all’inaugurazione della Comunità, superando insieme gli ostacoli che si presentano lungo il percorso, risulta efficace e i dati ci spronano a proseguire in questa direzione.