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Federbio a Vinitaly: vini biologici e biodinamici sono strategici

Come risposta alle nuove sfide del settore

Roma, 14 apr. (askanews) – In uno scenario complesso come quello attuale, il biologico e il biodinamico continuano a rappresentare una visione strategica per il futuro della vitivinicoltura italiana. E’ la posizione espressa da Federbio a Vinitaly, in corso a Verona Fiera fino al 15 aprile. In uno scenario sfidante per il comparto, sottolinea Federbio, il vino biologico si distingue come area dinamica, sostenuta dall’attenzione crescente alla sostenibilità e da una maggiore resilienza alle sfide climatiche. Secondo i dati di Wine Monitor, l’osservatorio Nomisma su rilevazioni Nielsen che analizza l’andamento del settore, nel 2025 dopo una fase iniziale di flessione le vendite in Italia delle etichette biologiche sono tornate a crescere.

A Vinitaly 2026, FederBio rinnova quindi il proprio impegno a sostegno di un modello vitivinicolo capace di generare valore economico, ambientale e sociale, promuovendo etichette che sono espressione di un’agricoltura attenta al futuro dei territori e sempre più attrattiva anche per le nuove generazioni. I vini bio e biodinamici sono protagonisti di Vinitaly Bio 2026, lo spazio dedicato al biologico certificato all’interno dell’Organic Hall – Padiglione C, valorizzati da appuntamenti che raccontano le storie dietro le etichette e l’evoluzione del vino sostenibile.

A Vinitaly, FederBio ha promosso un ricco calendario di Masterclass e degustazioni guidate delle migliori etichette regionali biologiche e biodinamiche, organizzato da FederBio Servizi, valorizzando la storia, le tradizioni e la cultura dei territori che conferiscono identità e carattere ai vini.

“Il biologico è una scelta strategica per il futuro del comparto vitivinicolo italiano – sottolinea Maria Grazia Mammuccini, presidente di FederBio – L’unione tra la denominazione di origine e una produzione sostenibile certificata, come quella biologica, costituisce un punto di forza fondamentale non solo per la qualità, ma anche per l’identità del vino, espressione autentica di una vocazione territoriale che produce ricadute utili per la collettività. In un contesto segnato da crisi climatiche, geopolitiche ed economiche, serve accelerare sulla transizione agroecologica, investendo in innovazione, ricerca, semplificazione e supporto ai produttori. In questa direzione si inserisce anche l’imminente introduzione del Marchio del biologico italiano, una certificazione che aumenta tracciabilità, fiducia e riconoscibilità delle produzioni biologiche nazionali”.