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Festa interrotta all’Università di Palermo dai carabinieri, Midiri al QdS.it: “Ecco come sono andate le cose”

Festa interrotta all’Università di Palermo dai carabinieri, Midiri al QdS.it: “Ecco come sono andate le cose”
I carabinieri davanti alla Facoltà di Lettere di Palermo

Gli studenti: “Scossi da quanto successo giovedì sera”. Proclamato lo stato di agitazione

Una serata di musica e divertimento organizzata dagli studenti del dipartimento di Scienze Umanistiche all’Università di Palermo è stata interrotta dai carabinieri giovedì sera.

Uno studente al QdS.it: “Situazione che ci lascia scossi”

“La serata era iniziata da poco – racconta al QdS.it Fabrizio Calderone, studente di Lettere -, quando all’improvviso sono arrivate diverse pattuglie dei carabinieri, i quali ci hanno detto di avere avuto una segnalazione direttamente dal Rettore. Ci hanno detto che dovevamo interrompere la serata, altrimenti ci avrebbero fatto sgomberare. Una situazione che lascia profondamente scossa la comunità studentesca, soprattutto alla luce delle numerose serate organizzate negli ultimi anni nell’androne dell’ex Facoltà di Lettere e Filosofia, senza arrecare alcun danno ai beni universitari. La cosa che ci ha lasciato perplessi è proprio il fatto che non si trattava del primo evento organizzato, anche in passato è successo e non abbiamo mai avuto problemi”.

La replica dell’Università

Nel corso della mattina era arrivata la replica da parte dell’Ateneo, il quale sottolineava di come la serata non fosse stata autorizzata, come spesso avviene in questi casi.

Gli studenti, che questa mattina si sono riuniti in assemblea straordinaria all’interno dell’edificio 12, hanno replicato: “Scopriamo oggi di non essere riconosciuti dal Magnifico Rettore – spiegano –. Da cinque anni organizziamo gli stessi eventi culturali e musicali all’interno del dipartimento, senza che sia mai stata sollevata alcuna obiezione o richiesta un’autorizzazione formale. Una prassi che non ha mai rappresentato un problema e che oggi viene improvvisamente contestata”.

Studenti in stato di agitazione

Gli studenti puntano soprattutto il dito contro la gestione dell’episodio di ieri, quando nell’edificio sono intervenuti i carabinieri: “Di fronte a una situazione che avrebbe potuto essere affrontata attraverso il dialogo e il confronto con gli studenti, si è scelto di ricorrere alle forze dell’ordine. Un fatto anomalo, che non ricordiamo sia mai accaduto prima all’interno della nostra università”. Al termine dell’assemblea, gli studenti hanno votato e proclamato lo stato di agitazione permanente.

Midiri al QdS.it: “Non ho chiamato io le forze dell’ordine”

Su quanto accaduto giovedì sera alla Facoltà di Lettere è intervenuto, contatto dal QdS.it, il Rettore Massimo Midiri che ha spiegato: “C’era un’associazione, che noi non conoscevamo, la quale secondo quanto ci ha comunicato la vigilanza voleva organizzare una festa vicino la facoltà di Lettere. Noi tempo fa abbiamo fatto un regolamento perché negli ultimi tempi abbiamo riscontrato una degenerazione di questi eventi. In particolare dopo la mezzanotte inizia a girare droga e alcol e non studenti che arrivano da diverse parti della città. Si trasforma, quindi, in feste non controllate”.

L’arrivo delle forze dell’ordine non è dipeso da Midiri. “A chiamare i carabinieri non sono stato io – sottolinea il Magnifico Rettore -, non so chi l’abbia fatto. Sicuramente ci sarà stato qualche episodio intimidatorio o di aggressivo che ha allarmato i vigilanti. Per tutta risposta questo gruppo di giovani ha occupato la Facoltà di Lettere dove era in corso una protesta all’interno della biblioteca, di cui noi eravamo a conoscenza”.

Per Midiri la prima cosa è tutelare la sicurezza degli studenti e del personale: “Non bisogna strumentalizzare quanto accaduto, gli studenti non sono i ‘cattivi” della situazione. I ragazzi possono fare tutto, nel rispetto della convivialità chiaramente. Ma qui si parla di sicurezza: se io non so chi sono, non ho interlocutore con cui mi posso rivolgere, a cui posso rivolgermi, certi eventi non li posso autorizzare. Soprattutto con la presenza di gente estranea. Noi dobbiamo sapere tutto perché succede qualche incidente il responsabile sono io. La sicurezza dei ragazzi viene prima di tutto”.

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