La fibra è un diritto, tutti devono accedere - QdS

La fibra è un diritto, tutti devono accedere

Carlo Alberto Tregua

La fibra è un diritto, tutti devono accedere

martedì 20 Aprile 2021 - 00:00

Basta oligopoli, aumentare la concorrenza

Una questione cui pochi fanno attenzione (mal si comportano i giornalisti che non la evidenziano) riguarda la lenta diffusione della fibra in tutto il Paese, soprattutto nelle zone poco o scarsamente popolate.
Si capisce che non essendovi una motivazione economica, le società che stanno costruendo la Rete in Italia corrano di più dove possono attrarre un maggior numero di clienti e vanno lento pede laddove i clienti sono relativamente pochi.
È la regola del profitto che governa le decisioni delle imprese, una regola corretta perché queste ultime devono generare ricchezza, la quale produce occupazione ed imposte, che servono alle casse pubbliche per produrre a loro volta servizi necessari a cittadini e imprese.
Però, la regola del profitto deve avere un correttivo, laddove l’interesse generale supera quello individuale. Le reti, come quella ferroviaria o quella della distribuzione delle acque, del gas o elettrica, devono essere pubbliche, lasciando alla libera concorrenza di esercitarne l’esercizio commerciale.

Ora, le reti (elettriche, dell’acqua, del gas e ferroviarie) sono già a disposizione di decine di aziende che commercializzano i relativi prodotti in regime di concorrenza. Ma non è così per quanto riguarda la rete digitale.
Il compito di costruirla in questo momento ce l’hanno la Tim e la Open fiber: la prima a capitale privato, la seconda a capitale pubblico per la presenza di Cassa depositi e prestiti ed altri. Tim ritarda nella costruzione della rete perché essendo proprietaria di quella in rame, che verrebbe abbandonata con la nuova, tende ad evitare che questo avvenga in tempi brevi, perché nel momento in cui accadrà l’abbandono della stessa rete in rame, la Tim perderà i canoni della sua utilizzazione.
D’altro canto, Open fiber costruisce lentamente la parte di rete di sua competenza, ma qui non se ne individua la causa perché dovrebbe mancare la regola del profitto.
La situazione è in stallo, per cui il Governo dovrà prendere decisioni drastiche per dare una sostanziale accelerazione alla costruzione della rete digitale.
Proprio per questa finalità, il presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha nominato un apposito ministro per la digitalizzazione del Paese, Vittorio Colao, il quale ha subito dichiarato che tutti gli italiani hanno il diritto di accedere alla Rete gratuitamente, in qualunque posto si trovino, dal litorale più sperduto, alla montagna più alta, e che essa debba essere pubblica anche se utilizzabile sul piano commerciale da qualunque gestore. In questo senso il Ministro si sta muovendo, pur trovando resistenze nelle attuali aziende che la stanno costruendo.
L’accesso ad internet da parte di qualunque cittadino risieda nel territorio nazionale non solo è essenziale, perché ognuno deve avere la potenzialità di svolgere la propria attività, ma anche perché attraverso l’informazione che scorre su essa, ogni persona sia informata e conosca di più fatti e situazioni che si verificano, per poi fare valutazioni personali, possibilmente con la propria testa e non con la testa degli altri.

Un altro argomento che sembra diverso dal precedente, ma che ha la stessa finalità dell’interesse pubblico, riguarda il cosiddetto Golden Power, vale a dire la possibilità del Governo di intervenire in transazioni internazionali quando potrebbe essere influenzato negativamente l’interesse nazionale.
In altri termini, se aziende straniere volessero acquistare aziende italiane che si trovano in settori strategici, il Governo potrebbe interdire le trattative, appunto col Golden Power, in modo da evitare che risorse nazionali vengano controllate da società estere (cinesi, francesi o americane) che ovviamente fanno i loro interessi e non quelli italiani.
Il Golden Power è stato utilizzato pochissime volte perché si tratta di una sorta di imperio che il Governo esercita sulla concorrenza internazionale, ma bisogna convenire che quando serve, va usato, come peraltro fanno altri Paesi che si sono dotati di questo strumento.
Rete e Golden Power sono mezzi per preservare la sicurezza nazionale da distorsioni che la possano intaccare. Vanno tutelati.

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