Fiere catalizzatrici del business mediterraneo - QdS

Fiere catalizzatrici del business mediterraneo

Carlo Alberto Tregua

Fiere catalizzatrici del business mediterraneo

giovedì 16 Settembre 2021 - 04:00

Imitare quello che fanno al Nord

C’erano una volta le mitiche fiere del Mediterraneo (Palermo) e quella di Messina. Facevano girare la ruota economica, attraevano moltissimi visitatori e costituivano la vetrina del meglio che c’era in Sicilia. Poi sono state abbandonate ed oggi, nello spazio di Palermo, si fanno altre cose ed in quello di Messina quasi niente.

La nostra Isola, come tutti sanno, è al centro del Mediterraneo. Dovrebbe imitare quello che ha fatto il governo di Malta, soprattutto dopo l’entrata nell’Europa (2004), sviluppando il business in tutti i settori.

Teniamo conto che Malta, più volte occupata da turchi, francesi, inglesi, arabi ed altri, ha finalmente trovato una sua identità e messo in moto, ormai da decenni, un meccanismo di crescita irrefrenabile con aumenti del Pil annuale del cinque/sei per cento e più.
Ricordiamo che si tratta di un arcipelago (le tre isole principali sono Malta, Gozo e Comino) di appena 316 chilometri quadrati, con una popolazione intorno ai 500 mila abitanti. Riportiamo all’attenzione Malta perché è un esempio che con intelligenza e modestia la Regione siciliana dovrebbe imitare.

Rimettere all’ordine del giorno una fiera in Sicilia, non solo sarebbe come attivare una calamita del business di tutto il Mediterraneo, ma metterebbe in moto meccanismi di sviluppo anche interni.
Organizzare una fiera, che abbia anche un ritorno economico, non è semplice. Occorrono manager di valore e con capacità gestionali. Ecco perché sarebbe necessario collegarsi con qualche ente fiera del Nord (Milano, Torino, Bologna, Padova, Verona ed altre) con i quali creare una liaison o addirittura un collegamento stabile.

Una fiera in Sicilia si può fare solo se l’ente, pubblico o privato, entra in una galassia nazionale di altri soggetti che hanno esperienze, capacità e conoscenze manageriali. Da soli non si sta bene neanche in paradiso; mentre i siciliani hanno la tendenza all’individualismo, piuttosto che al collettivismo sano e non imposto.

Tutto il Nord Africa è in forte evoluzione, a partire dall’Egitto per proseguire alle due Libie, alla Tunisia, all’Algeria, al Marocco, per non parlare di quei Paesi che sono a Sud della fascia mediterranea.
Collegarsi con queste nazioni sarebbe necessario e, con una sorta di maieutica, estrarre il meglio che loro hanno (attività materiali ed immateriali) e portarle in questo ente siciliano catalizzatore, come appunto potrebbe essere una fiera.

Non solo, ma essa sarebbe un trait-d’union con tutte le attività che si svolgono nel Nord Italia ed in Europa. Una sorta di cerniera che unisce i due continenti proprio per la sua posizione intermedia al centro del Mediterraneo.

Il progetto è di difficile realizzazione e di ancor più difficile esecuzione. Sappiamo però che quando si dice che un progetto è impossibile, la consapevolezza della sua difficoltà dovrebbe stimolare ancora di più le capacità di chi lo propone per realizzarlo.
Del resto, un mare di idee trasformate in progetti ed in atti concreti si sono realizzati proprio perché nel tempo la verità viene sempre a galla e se un progetto è buono si concretizza.

La carenza della Sicilia è la mancanza di iniziative, anche ardimentose, ma quando esse scaturiscono dalle menti fertili di tanti bravi siciliani, trovano una barriera difficilmente sormontabile nel sistema istituzionale regionale e comunale. Non per cattiveria, almeno non lo crediamo, bensì per una mentalità lassista che fa pensare ai fatti propri e non all’interesse generale.

Si tratta di una ineducazione proveniente dall’incapacità della scuola di formare bravi cittadini ed anche dall’incapacità dell’informazione regionale, che continua con il suo tran tran di fatti banali e ripetitivi, ma non affronta con coraggio, intelligenza e competenza i veri nodi dell’inviluppo della nostra Isola.

Sappiamo bene che il disegno politico di Roma è quello di tenerci in povertà e in stato di bisogno, in modo che le loro elargizioni possano essere scambiate col voto. Ma la responsabilità è nostra, dei siciliani, che rispetto a questo perverso disegno non reagiscono adeguatamente con coraggio, onestà e linearità.
La fiera indicata potrebbe essere un buon inizio per Risorgimento Sicilia.

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Un commento

  1. davide ha detto:

    Grazie Carlo Alberto, d’accordo su tutta la linea. Spero presto di contribuire a quanto auspichi … la Sicilia ne ha immensamente bisogno. Ecco il mio contributo al tema: https://focusicilia.it/il-settore-fieristico-siciliano-intervista-a-davide-lenarduzzi/

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