Flat tax al sette per cento, nuova vita per i borghi siciliani (e del Sud Italia) sino a ventimila abitanti - QdS

Flat tax al sette per cento, nuova vita per i borghi siciliani (e del Sud Italia) sino a ventimila abitanti

Adriano Agatino Zuccaro

Flat tax al sette per cento, nuova vita per i borghi siciliani (e del Sud Italia) sino a ventimila abitanti

venerdì 19 Giugno 2020 - 00:00
Flat tax al sette per cento, nuova vita per i borghi siciliani (e del Sud Italia) sino a ventimila abitanti

La tassazione riguarda tutti i redditi prodotti all’estero (non solo le pensioni). Il regime resta valido per nove anni. Sono in aumento gli italiani che decidono di trasferirsi all’estero una volta andati in pensione. Secondo i dati dell’Inps, lo scorso anno a scegliere di andare in un altro Paese sono state trecentotrentottomila persone.

Diventa operativa la flat tax del 7% per i pensionati esteri che si trasferiscono al Sud Italia con l’istituzione del codice tributo (1899) per il versamento dell’imposta entro il prossimo 30 giugno. La novità è contenuta nella risoluzione 19/E/2020 del 21 aprile, che completa le modalità applicative previste dal provvedimento del 31 maggio 2019.

Quali agevolazioni sono previste per i pensionati che decidono di trasferirsi in una regione del Sud Italia?
Le persone fisiche non residenti in Italia che percepiscono redditi da pensione di fonte estera hanno la facoltà di optare per un’imposta sostitutiva del 7% su tutti i redditi prodotti all’estero (non solo sulle pensioni) per cinque anni, in alternativa alla tassazione ordinaria, se sceglieranno di trasferirsi in una Regione del Sud e in un paese a bassa densità abitativa; appartenenti al territorio di Sicilia, Calabria, Sardegna, Campania, Basilicata, Abruzzo, Molise e Puglia, con popolazione non superiore a 20mila abitanti.

Lo prevede la legge di Bilancio 2019 – articolo 1, comma 273 della legge 145/2018. L’opzione per il regime di imposta sostitutiva si perfeziona con la presentazione della dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta in cui i soggetti interessati hanno effettivamente trasferito la residenza fiscale in uno dei Comuni del Sud aventi le caratteristiche previste dalla norma ed è efficace a decorrere dallo stesso periodo d’imposta.

In particolare, nella dichiarazione dei redditi il contribuente è tenuto a riportare i cinque requisiti che danno diritto all’opzione; primo fra tutti lo status di non residente in Italia per un tempo almeno pari a cinque periodi di imposta precedenti l’inizio di validità dell’opzione. La giurisdizione o le giurisdizioni in cui ha avuto l’ultima residenza fiscale prima dell’esercizio di validità dell’opzione tra quelle in cui sono in vigore accordi di cooperazione amministrativa nel settore fiscale; gli Stati o territori esteri per i quali intende esercitare la facoltà di non avvalersi dell’applicazione dell’imposta sostitutiva; lo Stato di residenza del soggetto estero erogante i redditi; l’ammontare dei redditi di fonte estera da assoggettare all’imposta sostitutiva.

L’opzione rimane comunque efficace anche se dal secondo periodo di imposta di validità dell’opzione stessa, il contribuente trasferisce la residenza in un altro Comune del Sud e con le stesse caratteristiche indicate dalla norma per fruire dell’agevolazione. L’opzione invece decade se, in seguito a controlli, viene accertata la sussistenza della residenza fiscale in Italia nei cinque anni precedenti l’esercizio della stessa. E comunque, la revoca dell’opzione e la decadenza dal regime precludono l’esercizio di una nuova opzione.

Un italiano che va all’estero a chi paga le tasse?
Le pensioni corrisposte a persone non residenti nello Stato italiano, da enti residenti nel territorio dello Stato o da stabili organizzazioni nel territorio stesso, sono imponibili in linea generale in Italia.
Anche le persone non residenti nel territorio dello Stato italiano sono obbligate al pagamento delle addizionali regionale e comunale all’Irpef se, nell’anno di riferimento, risulta dovuta l’Irpef dopo aver scomputato tutte le detrazioni spettanti e i crediti d’imposta per i redditi prodotti all’estero che hanno subito la ritenuta d’imposta a titolo definitivo.

Con alcuni Paesi sono in vigore Convenzioni per evitare le doppie imposizioni sul reddito, in base alle quali ciascuno Stato contraente individua i propri residenti fiscali.
Le Convenzioni contro la doppia imposizione fiscale prevedono generalmente che le pensioni corrisposte a cittadini non residenti siano tassate in modo diverso a seconda che si tratti di pensioni delle gestioni previdenziali dei lavoratori pubblici o dei lavoratori privati.
Per verificare qual è il regime fiscale applicabile alla gestione previdenziale d’interesse è disponibile il testo relativo a ciascuna Convenzione in vigore contro le doppie imposizioni.

Pertanto, il pensionato che risiede all’estero può chiedere all’Inps l’applicazione delle Convenzioni per evitare le doppie imposizioni fiscali in vigore, al fine di ottenere, nei casi espressamente previsti, la detassazione della pensione italiana (con tassazione esclusiva nel Paese di residenza), oppure l’applicazione del trattamento fiscale più favorevole ivi indicato (es. imposizione fiscale in Italia solo in caso di superamento di determinate soglie di esenzione).

Quanti sono stati nel 2019 i pensionati che hanno lasciato l’Italia?
Sono in aumento gli italiani che decidono di trasferirsi all’estero una volta andati in pensione. Secondo i dati dell’Inps, lo scorso anno a scegliere di andare in un altro Paese sono state 338mila persone.

Quali sono state le loro destinazioni?
Al primo posto fra le mete più gettonate troviamo l’Europa, che ha attirato 208.909 nostri connazionali. Subito dietro ci sono l’America settentrionale, verso cui sono volati 86.944 individui, e l’Oceania, che ha accolto 44.050 pensionati. Nel dettaglio, la prima preferenza dei cittadini è andata al Canada, che ha dato casa a 51.927 persone, e la seconda alla Germania, con un totale di 51.085 cittadini. Seguono la Svizzera, con 46.171 mila preferenze, la Francia, a quota 41.778, l’Australia, con 43.955 cittadini, e poi gli Stati Uniti, a 35.015.

Alle casse dell’Inps, nel 2019 questa fuga di pensionati è costata quasi un miliardo di euro. Gli importi medi, infatti, sono stati bassi: in Australia sono stati pari a 139,93 euro, in Canada a 105 e in Germania a 139. Leggermente più alti quelli in Svizzera, circa 201 euro, e in Francia, 206. Ma ci sono stati anche casi eclatanti: a Cipro la media è stata di ben 5.467,74 euro a testa e negli Emirati Arabi Uniti di 3.783,81 euro. Anche i pensionati ritirati in Turchia se la sono passata piuttosto bene, con una pensione media di 2.392,3 euro. I 2.897 italiani che vivevano in Portogallo hanno percepito mediamente 2.719,99 euro, mentre i 105 che hanno scelto l’Irlanda si sono fermati a 948,21 euro. In mezzo ci sono coloro che si sono trasferiti a Malta, con 1.860,58 euro in media. Complessivamente, la media di una pensione pagata all’estero è stata di 259 euro.

Salemi, Gangi, Sambuca di Sicilia, Petralia Soprana, Novara di Sicilia: i “Belli” che ora sono anche attraenti e convenienti

Imposta sostitutiva vantaggiosa e amore per il Sud Italia da soli potrebbero non bastare per attrarre un numero importante di pensionati dall’estero.

Tale possibilità, però, affiancata alla possibilità di acquistare case all’interno dei borghi isolani a prezzi vantaggiosi, potrebbe essere davvero un’attrattiva forte.

Tra i borghi appartenenti al Club “I borghi più belli d’Italia” e con una popolazione al di sotto delle 20.000 unità segnaliamo iniziative di successo per la vendita di case a prezzi stracciati a Salemi, Gangi, Sambuca di Sicilia, Petralia Soprana e Novara di Sicilia. Non vi sembra abbastanza? Il Governo nazionale ha dato il via all’ecobonus che prevede detrazioni per specifici lavori di efficientamento energetico e tutela ambientale pari al 110% per le opere e gli impianti di ristrutturazione immobiliare su case e palazzi.

Non siete certi dell’operazione? Potete visitare i borghi e alloggiare qualche notte prima di prendere una decisione. All’iniziativa regionale che prevede il pagamento da parte del turista di due notti su tre fruite, l’Amministrazione Comunale di Montalbano Elicona, al fine di far ripartire il turismo, ha affiancato l’iniziativa “Voucher 2020 – Vieni a Montalbano fra arte – cultura – natura e Medioevo”. L’azione, prevista dall’atto deliberativo, si concretizza nell’assegnazione al turista che trascorrerà una breve vacanza nel borgo (almeno 2 giorni) di un “Voucher Vacanza” dell’entità di 50 euro per una persona, 100 euro per due persone e 150 euro per un nucleo familiare , spendibile esclusivamente all’interno del territorio comunale.

Anche a Palazzolo Acreide (Sr) sono stati istituiti i voucher comunali. Se sei tra i primi cento siciliani a registrarsi sulla piattaforma del comune e prenoti almeno una notte a Palazzolo nel mese di luglio riceverai 20 euro da spendere in qualunque attività commerciale. Inoltre è stata riaperta l’area archeologica e i musei. Ad agosto si punterà sulle residenze artistiche e con San Sebasastian Contemporary, una galleria d’arte, si ospiteranno artisti da tutto il mondo.

Castiglione di Sicilia (Ct) ha previsto un voucher una tantum, pari a 200 euro, immediatamente spendibile dai beneficiari presso la struttura alberghiera in cui gli stessi avranno prenotato la vacanza con la previsione di un soggiorno minimo di cinque giorni per almeno due persone. Il voucher potrà essere usato per far fronte alle spese di soggiorno nella misura massima del 50% e il restante 50% in servizi nel territorio.

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