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Fondi regionali alle chiese, scontro ad Acireale: “La città ha bisogno di sicurezza”. Il sindaco difende le parrocchie

Fondi regionali alle chiese, scontro ad Acireale: “La città ha bisogno di sicurezza”. Il sindaco difende le parrocchie
Acireale, Basilica San Sebastiano

Alle opere pubbliche una quota inferiore dei fondi ottenuti con la manovrina. Sapienza (Lega): “Giochi politici”. Il sindaco Barbagallo: “Nessuno scambio, contributi spontanei”

ACIREALE – In Sicilia a ogni approvazione della manovra finanziaria un assunto trova conferma: non esistono contrapposizioni di guareschiana memoria. Non ci sono i Peppone e neanche i don Camillo, o meglio non ci sono nella loro tradizionale contrapposizione che trova ampia rappresentazione nell’opera di Giovannino Guareschi. Nell’Isola istituzioni e clero vanno pienamente d’accordo e le prime – in particolar modo l’Assemblea regionale siciliana – non mancano occasione di ricordarlo. Come? Dando soldi, tanti soldi.

Fondi regionali alle chiese in Sicilia: una consuetudine

I finanziamenti a parrocchie ed enti ecclesiastici, da utilizzare per perseguire obiettivi diversi, dalla manutenzione degli immobili all’organizzazione di feste religiose e altri eventi di carattere aggregativo, sono da anni una costante. A elargirne è anche il presidente dell’Ars Gaetano Galvagno, attingendo dai fondi di sua stretta competenza. A livello locale, di questo rapporto tra politica e mondo del sacro, se ne è parlato nei giorni scorsi ad Acireale. In quella che è conosciuta come la città dei cento campanili – a dimostrazione di come certi legami sono remoti – con l’ultima manovra finanziaria arriveranno oltre 3,1 milioni di euro. Il tesoretto è frutto dell’impegno dei tanti onorevoli che, per origine e residenza o per raggio d’influenza di natura politica, si sono impegnati per far passare i propri emendamenti.

Acireale, oltre 3,1 milioni tra chiese e opere pubbliche

Del totale, però, meno della metà sono destinati a opere di proprietà pubblica, il resto invece sarà ad appannaggio di beni della Chiesa. La voce più alta tra i contributi destinati ad Acireale ci sono 800 mila euro per la Curia vescovile che li utilizzerà per la ristrutturazione della chiesa di San Michele Arcangelo. In tema di edifici religiosi, un contributo di 300 mila euro è stato destinato per la parrocchia di Santa Caterina per l’omonima chiesa, mentre 150 mila sono destinati alla chiesa di Santa Maria delle Grazie nella frazione di Mangano. Centomila euro sono per la parrocchia Cuore Immacolato di Maria, altrettanti alla Basilica Collegiata di San Sebastiano. In questo caso i soldi serviranno per il restauro del fercolo.

La lista dei contributi dedicati al mondo religioso va avanti con 100 mila euro per i locali dell’opera di assistenza sacerdotale e si conclude con 50 mila euro per la chiesa del collegio Spirito Santo, la cui proprietà è però dell’Ipab Santonoceto. E al Comune? L’Ars ha dato l’ok per mezzo milione di euro da usare per riqualificare la villa Belvedere, il giardino cittadino che già un decennio fa venne sottoposta a uno stravolgimento costato diversi milioni di euro e i cui risultati sono stati criticati da più parti. Altri 200 mila euro serviranno per curare le rotatorie in ingresso alla città, 110 mila per i marciapiedi di via Martinez e 200 mila euro per il verde urbano nella frazione di Santa Maria Ammalati. La lista dei finanziamenti prosegue con 200 mila euro per una strada nella frazione di Scillichenti e e per la bambinopoli di via delle Terme. Infine ci sono 70 mila euro per un’area fitness ad Aci Platani, due stanziamenti da 60 mila per l’area sportiva di Santa Tecla e 50 mila per la sicurezza stradale nella frazione di Guardia.

Scontro sui fondi alle chiese in Consiglio comunale

La ripartizione della spesa ad Acireale ha fatto discutere anche dentro il palazzo di città. Nell’ultima seduta del consiglio comunale a commentare il tema è stato l’esponente dell’opposizione, in quota Lega, Matteo Sapienza. “Chi mi conosce sa che sono una persona ultra-cattolica, con idee ultra-cattoliche, ma con la religione non faccio politica. Essere cattolici non significa che per giochi politici si debba fare uso della chiesa. Il Signore è ovunque ma soprattutto è apolitico”, ha incalzato Sapienza intervenendo nel corso dei lavori. Il consigliere, alla presenza del sindaco Roberto Barbagallo, ha aggiunto: “Mi metto nei panni del sindaco. Ci sono onorevoli che devono finanziare il territorio, ognuno finanzia le proprie cose ma quando io vedo che più del 65 per cento non va alla città ma alle chiese… Io penso che il Signore vorrebbe una città più sicura e più a portata di cittadino”. Per Sapienza, gli onorevoli che vivono il territorio “conoscono i disagi e sanno che abbiamo una città che è un disastro”.

Il sindaco Barbagallo difende i finanziamenti alle parrocchie

A replicare, poco dopo, è stato il primo cittadino, che ha esordito specificando che l’assegnazione di contributi ad Acireale non ha nulla a che fare con patti di natura politica, anche nell’ottica di prossime possibili nomine ai vertici della Fondazione Carnevale. “Nessuno scambio, tutto è avvenuto in maniera spontanea. Io, consigliere, non la penso come lei sui fondi alle chiese e anzi spero che nella prossima finanziaria possano essercene altri. E sa perché? Perché chiese e parrocchie da sempre hanno funzioni anche sociali, sono punti di riferimento nei nostri territori”. A ciò Barbagallo ha aggiunto un’altra considerazione: “Sono anche beni che, al di là della proprietà che non è comunale, ricadono nel nostro territorio e hanno valore storico e architettonico. Beni di cui bisogna prendersi cura per il loro valore”.