Coronavirus, food delivery e take away “Servizi sicuri ma bloccati” - QdS

Coronavirus, food delivery e take away “Servizi sicuri ma bloccati”

Ivana Zimbone

Coronavirus, food delivery e take away “Servizi sicuri ma bloccati”

giovedì 16 Aprile 2020 - 06:00

Il presidente della Fipe di Catania, Dario Pistorio, ha inoltrato una richiesta all’assessorato regionale alle Attività produttive. “Chiediamo di poter lavorare prendendo tutte le misure di sicurezza”. Girolamo Turano, “Così ha stabilito Musumeci”

CATANIA – L’articolo 2 del Dpcm del 10 aprile chiarisce le “misure di contenimento del contagio per lo svolgimento in sicurezza delle attività produttive industriali e commerciali”. Ma la mancanza di chiarezza continua a penalizzare il settore gastronomico, anche quando l’attività riesce a garantire il servizio di take away esclusivamente online (food delivery). Gli imprenditori del settore vorrebbero poter lavorare in sicurezza, ma la Regione continua a priori a non allentare le misure.

L’articolo 2 del Dpcm del 10 aprile – ai commi 3 e 4 – recita così: “Restano sempre consentite, previa comunicazione al Prefetto della provincia ove è ubicata l’attività produttiva, nella quale comunicazione sono indicate specificamente le imprese e le amministrazioni beneficiarie dei prodotti e servizi attinenti alle attività consentite, anche le attività che sono funzionali ad assicurare la continuità delle filiere delle attività di cui all’allegato 3, nonché (…) delle altre attività di rilevanza strategica per l’economia nazionale (…). Il Prefetto (…) può sospendere le predette attività qualora ritenga che non sussistano le condizioni (…). Fino all’adozione dei provvedimenti di sospensione dell’attività, l’attività è legittimamente esercitata sulla base della comunicazione resa”.

Al comma 5 aggiunge che “È sempre consentita l’attività di produzione, trasporto, commercializzazione e consegna di (…) prodotti agricoli e alimentari”.

E allora pare lecito almeno chiedersi perché soltanto supermercati e panifici – che spesso vendono anche prodotti gastronomici – possano accogliere i clienti che intendessero acquistare il cibo da consumare sulla propria tavola.

Le aziende che rappresenta Dario Pistorio, presidente FIPE (Federazione Italiana Pubblici Esercizi) di Catania, “non hanno alcun codice Ateco, come specificato nell’allegato 3 cui si fa riferimento del Dpcm del 10 aprile, ma chiedono di poter almeno lavorare, se prendono le misure di sicurezza più adeguate”.

“Ho chiesto al presidente della Regione e all’assessorato alle Attività Produttive regionale almeno la possibilità di estendere il delivery anche alla domenica e ai festivi, senza ricevere alcuna risposta. Questo servizio consente l’ordine e il pagamento esclusivamente online di tutti i prodotti desiderati dal cliente, che vengono consegnati direttamente a domicilio dal rider personale o dal persone delle App di riferimento, come Glovo e Just Eat. I clienti non creano così alcun assembramento, non devono nemmeno uscire da casa propria e non devono utilizzare il denaro come al supermercato. Non si comprende come mai sia possibile effettuare questo servizio fino al sabato, ma non la domenica, se non viene violata alcuna norma di sicurezza e se viene consentito proprio perché ritenuto sicuro”, ha chiosato Dario Pistorio.

Il trattamento sembra tra l’altro differire rispetto a quello riservato ad altre attività commerciali che, assieme a bar e ristoranti, danno un grande contributo all’economia di una regione come la Sicilia che “vive” anche di turismo e ristorazione. “I panifici sono autorizzati a rimanere aperti e vendono spesso anche pasticceria e gastronomia varia. Credo che si debba continuare a garantire loro questa possibilità, ma che la stessa vada estesa anche a bar e ristoranti che intendessero fare take away. Occorre anche chiarire bene l’interpretazione della norma, visto che continuamente i vigili urbani redarguiscono esercizi commerciali che seguono le direttive”, ha aggiunto il presidente.

Ma l’assessore alle Attività Produttive – Girolamo Turano – fa sapere tramite addetto stampa che: “Con l’ultima ordinanza del presidente della Regione – Nello Musumeci – sono state prorogate fino al 3 maggio le misure già prese precedentemente – misure ancora più restrittive rispetto a quelle adottate dal Governo -. È prorogato, quindi, anche lo stop al food delivery. Su questo tema il presidente è stato categorico e l’assessorato non può disporre diversamente da un’ordinanza regionale”.

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