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Formazione, Turano: “Il successo non si misura dai corsi attivati ma dai contratti generati”

Formazione, Turano: “Il successo non si misura dai corsi attivati ma dai contratti generati”
Girolamo Turano, assessore all’Istruzione Regione siciliana

Più attenzione ai “fabbisogni effettivi del mercato” e alla lotta contro la dispersione scolastica. L’assessore all’Istruzione fa il punto al QdS.it

PALERMO – Secondo l’assessore regionale all’Istruzione, Mimmo Turano, l’elevato numero di percorsi dedicati ad acconciatura ed estetica va letto innanzitutto alla luce delle scelte delle famiglie e della funzione degli Iefp, nati anche per contrastare la dispersione scolastica. Turano rivendica inoltre un cambio di approccio nella formazione professionale rivolta agli adulti: meno corsi fini a sé stessi e maggiore attenzione ai fabbisogni delle imprese, con l’obiettivo di collegare sempre più formazione e occupazione e finanziare profili realmente richiesti dal mercato del lavoro.

Formazione, dati e progetti: parla l’assessore Turano

Su 243 percorsi finanziati per il ciclo 2026-2029, ben 184 comprendono acconciatura ed estetica: come si spiega una concentrazione così forte delle risorse sul settore del benessere e quali dati sul mercato del lavoro regionale hanno giustificato questa scelta?
“Intanto, va detto che i corsi di Istruzione e formazione professionale sono dei corsi previsti dalla legge in tutta Italia per consentire a chi non intende proseguire il ciclo di studi in un liceo o istituto superiore di assolvere l’obbligo scolastico e contrastare la dispersione scolastica. In Sicilia sono rivolti a circa 8.100 giovani dai 14 anni in su e consistono in percorsi triennali per il conseguimento di qualifiche professionali riconosciute a livello nazionale ed europeo. Tuttavia la scelta è delle famiglie”.

Parliamo di oltre 24,3 milioni di euro di finanziamenti complessivi e di circa 18,4 milioni collegati ai percorsi che comprendono il benessere: la Regione ha verificato quanti qualificati usciti dai corsi degli anni precedenti abbiano realmente trovato lavoro prima di autorizzare una nuova quantità così elevata di percorsi?
“Dall’inizio del mio mandato, la Regione ha avviato un monitoraggio e dall’analisi è emerso un dato significativo. Molto spesso i giovani che frequentano i corsi Iefp trovano un lavoro in settori diversi da quello per cui hanno conseguito la qualifica professionale. I motivi possono certamente essere imputabili anche alla natura di questi percorsi, che hanno una duplice natura: contrastare dispersione scolastica, elevando i livelli di istruzione dei minori e consentendo loro di assolvere l’obbligo scolastico se non vogliono proseguire gli studi in un istituto superiore; dall’altro conseguire una qualifica professionale spendibile nel mercato del lavoro”.

Mentre il benessere raccoglie 184 percorsi, alcune figure professionali considerate strategiche, come informatica, logistica, meccanica specializzata e altri profili tecnici, restano molto più marginali: non teme che questa programmazione finisca per formare più persone di quante ne richieda il mercato e meno di quante ne servano in altri settori?
“Tengo a precisare che occorre distinguere tra corsi Iefp istituiti con la duplice finalità di contrastare la dispersione scolastica e consentire ai minori fino a 16 anni di assolvere l’obbligo scolastico, frequentando un corso alternativo alla scuola secondaria di secondo grado, dai corsi di formazione professionali dedicati ai maggiorenni inoccupati e disoccupati. Fatta questa premessa e con riferimento a questi ultimi, l’avviso 1 Poc del 2026 emanato dall’assessorato segna una vera e propria rivoluzione nel sistema della formazione professionale in Sicilia, perché punta a finanziare i corsi utili a colmare il mismatch tra domanda e offerta di lavoro. E questo, permettetemi di sottolinearlo, significa che il successo di un percorso formativo non si misura più dal numero di corsi attivati, ma dal numero di contratti di lavoro che quei percorsi sono in grado di generare. Questo cambio di paradigma è frutto di un percorso, avviato dall’assessorato negli ultimi tre anni e culminato nel protocollo d’intesa siglato dal presidente della Regione, Renato Schifani, e i vertici siciliani di Confindustria e Ance, che introduce un principio chiave: la formazione professionale deve essere costruita insieme al mondo produttivo. Con l’Avviso n. 1 del 2026 per la ‘Costituzione del Catalogo regionale dell’offerta formativa’, che mette a disposizione 100 milioni di euro per percorsi di qualifica professionale, ora finanziamo la domanda, colleghiamo direttamente formazione e lavoro, e creiamo percorsi che abbiano uno sbocco occupazionale reale. Non a caso, sono state proprio Confindustria e Ance a indicare i profili professionali prioritari su cui concentrare l’offerta formativa. Abbiamo creato le premesse affinché chi intende formarsi abbia a disposizione un’offerta formativa agganciata ai bisogni del tessuto produttivo”.

Ogni anno la Regione torna a finanziare un numero molto elevato di corsi per acconciatori ed estetisti: quali correttivi intende introdurre per il prossimo ciclo per evitare che la formazione professionale si trasformi in una replica dell’offerta già esistente, invece di anticipare i nuovi fabbisogni occupazionali della Sicilia?
“Come ho già detto, l’Avviso 7 e l’Avviso 1 Poc formativa segna una svolta, i nuovi profili inseriti nel Repertorio delle qualifiche professionali sono quelli richiesti associazioni degli industriali e degli edili sulla base dei fabbisogni effettivi del mercato del lavoro”.