Formazione professionale, migliaia di lavoratori non ancora censiti - QdS

Formazione professionale, migliaia di lavoratori non ancora censiti

Michele Giuliano

Formazione professionale, migliaia di lavoratori non ancora censiti

sabato 13 Luglio 2019 - 00:00
Formazione professionale, migliaia  di lavoratori non ancora censiti

Effettuata una prima scrematura del bacino, le sigle sindacali insoddisfatte della lentezza. Vertice al ministero del Lavoro: linee guida per Inps e Regione per superare il problema

PALERMO – Le soluzioni potrebbero essere a portata di mano, eppure si procede con una lentezza sfiancante, per i lavoratori della formazione professionale.

Prima di qualunque procedura, infatti, è necessario completare il censimento del personale che potrebbe godere di ammortizzatori sociali. E in questa ottica, nei giorni scorsi si è tenuto al ministero del Lavoro l’incontro tecnico per l’accordo per la convenzione tra gli assessorati al Lavoro e Pubblica Istruzione con Inps e Anpal.

Il tavolo ha affrontato l’emergenza relativa al controllo di tutti quei lavoratori che risultano non aver risposto all’aggiornamento dell’Albo. Alla fine di una lunga discussione si è arrivati all’accordo che a breve gli assessorati devono fare pervenire una nota al ministero per la firma di una convenzione che consenta l’utilizzo complessivo di tutte e tre le banche dati (Inps, Anpal e centri per l’impiego).

Il ministero ha sottolineato che entro una ventina di giorni il controllo dovrà essere completato per consentire la ricognizione delle somme necessarie per l’attivazione dei prepensionamenti e del numero certo delle unità che potrebbero usufruire del Fondo di Garanzia, per il quale Anpal sta completando il controllo delle somme che possono essere utilizzate. Insomma, i tempi continuano ad allungarsi e ciò che potrebbe essere fatto a favore di questi lavoratori rimane una chimera ogni giorno che passa. E i sindacati non sono per nulla contenti di quello che sta succedendo.

Se i toni dell’organizzazione degli “Irriducibili della Formazione Professionale”, a firma di Gianfranco Bono, e dei Cobas Lp Formazione Sicilia, a firma di Laura Bonifacio, si mantengono comunque contenuti, gli “Ex sportellisti” con Adriana Vitale si lascia andare ad un sfogo accorato. I primi, in maniera piuttosto formale, dopo aver riassunto i risultati della giornata, scrivono che “ritengono importante continuare a pressare su tutti e due gli assessorati per il completamento politico sia sull’accordo Ata che sull’ampliamento del personale dei Cpi. Rimane in sospeso la risposta dell’Amministrazione sulle leggi regionali, ma ovviamente non è di competenza tecnica bensì politico-legale”. Adriana Vitale, sui social con l’hashtag #exsportellistiliberi, riporta come, in estrema sintesi, nell’incontro tecnico al ministero “sono state tracciate linee guida per la convenzione tra Regione, Inps e Anpal al fine di identificare 2.584 lavoratori non censiti (un problema trascinato da incontro a incontro).

È stata operata una scrematura complessiva della platea dei lavoratori (numeri sciorinati da mesi e mesi). Sono state quantificate le potenziali misure richieste e proposte dalla Regione. La verifica, dove possibile, per l’erogazione”. Parole che sembrano indicare una strada, ma che si riducono ad un nulla di fatto finora. E Vitale non le manda a dire. “Gli Ex Sportellisti Liberi – scrive ancora – si ritengono assolutamente insoddisfatti per la lentezza delle azioni che non spostano di nulla, se non impercettibili passi avanti solo sul come intendono operare, che vada verso la soluzione della vertenza. Dopo un anno è davvero poco.

Forse non è chiaro che la loro lentezza e direttamente proporzionale alla ormai emergenza sociale di chi vive nella quotidiana disperazione. Qualcuno potrebbe parlare di azioni propedeutiche, ma per chi puzza di fame è davvero poco. Ci riserviamo di organizzare forme di proteste eclatanti per spingere a fare bene e presto. Non siamo avvezzi a facili entusiasmi, esattamente come non siamo avvezzi a fare terrorismo, semplicemente piedi per terra”.

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