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Fragile tregua in Iran, Netanyahu: “Potrebbe finire in qualsiasi momento”

Fragile tregua in Iran, Netanyahu: “Potrebbe finire in qualsiasi momento”
Benjamin Netanyahu, premier Israele. Foto Imagoeconomica

Il premier israeliano ha dichiarato che il vicepresidente americano JD Vance lo ha informato al suo ritorno dai colloqui con l’Iran in Pakistan: “Gli Usa non potevano tollerare la violazione dell’accordo per avviare i negoziati”

Tregua fragile e traballante tra Iran e Stati Uniti. Al punto che il cessate il fuoco “potrebbe finire da un momento all’altro”. A dichiararlo il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu all’inizio della riunione di governo, come riportato da diversi media israeliani.

Le parole di Netanyahu

Il premier ha dichiarato che il vicepresidente americano JD Vance lo ha informato al suo ritorno dai colloqui con l’Iran in Pakistan. Gli americani, ha aggiunto il premier israeliano, “non potevano tollerare la palese violazione dell’accordo da parte dell’Iran per avviare i negoziati. L’accordo prevedeva che l’Iran avrebbe cessato il fuoco e che gli iraniani avrebbero immediatamente riaperto lo Stretto di Hormuz, cosa che non hanno fatto. Gli americani non potevano accettarlo”.

Israele appoggia decisione americana per il blocco navale

Inoltre, secondo Netanyahu, Vance gli avrebbe detto che la questione centrale dal punto di vista degli Stati Uniti era “rimuovere tutto il materiale nucleare arricchito e garantire che non ci sarà alcun arricchimento nei prossimi anni, per decenni, all’interno dell’Iran. Questo è il loro obiettivo, e ovviamente è importante anche per noi”. Israele appoggia la decisione del presidente statunitense Donald Trump di imporre un blocco navale ai porti iraniani, ha dichiarato Netanyahu, aggiungendo che le due parti “sono in costante coordinamento”.

“False le notizie di una spaccatura tra noi e Usa”

“Le affermazioni secondo cui ci sarebbe una spaccatura tra noi sono completamente false”, ha dichiarato Netanyahu. “È vero esattamente il contrario. Chiunque abbia partecipato a queste conversazioni e alle discussioni quotidiane che abbiamo con il presidente e il suo staff può testimoniarlo. Questo livello di coordinamento non è mai esistito prima, né nella storia di Israele, né nella storia del popolo ebraico”, ha aggiunto il premier.

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