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Guerra Iran, le ultime news in diretta | Via al blocco di Hormuz, USA schierano navi da guerra

Guerra Iran, le ultime news in diretta | Via al blocco di Hormuz, USA schierano navi da guerra
Isola di Kharg, Iran, immagine di repertorio da Imagoeconomica

Le notizie sulla guerra Iran USA e Israele: news in diretta, aggiornamenti di oggi su morti, feriti e attacchi e su cosa sta succedendo nell’area del Golfo.

Guerra in IranLIVE sul QdS: tutte le ultime news e gli aggiornamenti in diretta sulle azioni di Usa e Israele, Iran e Paesi del Golfo di lunedì 13 aprile 2026.

Guerra in Iran, le ultime notizie del 13 aprile 2026 in diretta

Guerra in Iran – lunedì 13 aprile 2026 -, LIVE sul QdS
Guerra in Iran, LIVE sul QdS: tutte le ultime news e gli aggiornamenti in diretta sulle azioni di Usa e Israele, Iran e Paesi del Golfo di lunedì 13 aprile 2026.
Inizio diretta: 13/04/26 07:00
Fine diretta: 13/04/26 00:00
Trump: "Xi Jinping vorrebbe vedere la fine della guerra"

Donald Trump afferma di non aver parlato con Xi Jinping, ma esprime la convinzione che il presidente cinese “vorrebbe vedere” la fine della guerra con l’Iran. “Abbiamo relazioni molto buone con la Cina”, ha aggiunto il presidente rispondendo alle domande di giornalisti oggi alla Casa Bianca.

Trump: "Non stanno facendo affari, faremo in modo resti così"

“Adesso c’è il blocco navale e non ci sono combattimenti. L’Iran non sta facendo assolutamente alcun affare – e faremo in modo che le cose restino così”. Lo ha detto il presidente americano Donald Trump, parlando ai giornalisti alla Casa Bianca, a cui ha ammesso: “non mi piaceva vedere navi uscire da lì, perché vuol dire che erano in affari con loro”.

Trump: "Vogliono l'accordo"

“Siamo stati chiamati dall’altra parte. Vogliono assolutamente fare un accordo“. Lo ha detto il presidente americano Donald Trump, parlando dell’Iran ai giornalisti alla Casa Bianca. “Ci hanno chiamato questa mattina, le persone giuste e appropriate, e vogliono un accordo”. “Adesso c’è il blocco navale e non ci sono combattimenti. L’Iran non sta facendo assolutamente alcun affare – e faremo in modo che le cose restino così”, ha aggiunto. “Non mi piaceva vedere navi uscire da lì, perché vuol dire che erano in affari con loro”, ha concluso.

 

Gli USA schierano navi da guerra a Hormuz
Stretto di Hormuz, guerra in Iran - Adnkronos

Il dispiegamento militare statunitense di ben 15 navi da guerra ha accompagnato l’entrata in vigore del blocco navale imposto dagli Usa contro i porti iraniani. Lo conferma un funzionario USA di alto rango, citato dal Wall Street Journal.

Tra i mezzi impiegati figurano una portaerei, diversi cacciatorpediniere lanciamissili, una nave d’assalto anfibio e altre unità della Marina, in grado di far decollare elicotteri per operazioni di abbordaggio e di scortare le navi commerciali verso aree prestabilite, impedendo loro di proseguire la rotta.

Le unità statunitensi, precisa il Wsj, verosimilmente opereranno al di fuori dello Stretto di Hormuz per ridurre il rischio di essere esposte a possibili attacchi iraniani.

 

Starmer: "Includere il Libano nel cessate il fuoco"

“Il Libano deve essere incluso, con urgenza, nell’accordo di cessate il fuoco” tra Iran e Stati Uniti e i bombardamenti israeliani sul Libano “devono cessare immediatamente”. Lo afferma il primo ministro britannico Keir Starmer che, intervenendo in Parlamento, ha detto che “la diplomazia è la strada giusta e accolgo con favore i colloqui di questa settimana”.

Parlando di Hezbollah, Starmer ha detto che “deve disarmarsi”, ma allo stesso tempo ”gli attacchi di Israele sono sbagliati” e ”stanno avendo conseguenze umanitarie devastanti e stanno spingendo il Libano in una crisi”.

 

Air Europa estende la sospensione dei voli per Israele fino al 31 maggio

Air Europa estende la sospensione dei voli per Israele fino al 31 maggio. “Apprezziamo la vostra comprensione e ci scusiamo per gli eventuali disagi che questa situazione, al di fuori del controllo della compagnia, potrebbe causare”, scrive la compagnia sul suo sito web.

Attualmente, l’Agenzia statale per la sicurezza aerea (EASA) ha esteso fino al 24 aprile la sua raccomandazione alle compagnie aeree di non operare in Medio Oriente e nel Golfo Persico.

Bahrein convoca incaricato d'affari Iraq

Il ministero degli Esteri del Bahrein ha convocato l’incaricato d’affari dell’Iraq a Manama per una “condanna inequivocabile” e per esprimere una “forte denuncia” per i “continui attacchi ostili con droni lanciati dal territorio iracheno contro il regno e altri Paesi del Consiglio di cooperazione del Golfo” nonostante la tregua tra Usa e Iran. L’agenzia Bna riferisce che al diplomatico iracheno Ahmed Ismail Al Karawi è stata consegnata una “nota formale di protesta” sottolineando “l’obbligo urgente” per l’Iraq di “affrontare queste minacce e attacchi”. Il Bahrein, si legge ancora, “si riserva il pieno diritto di adottare tutte le precauzioni necessarie e le misure per tutelare la sua sicurezza, la sua stabilità e l’incolumità” di chi vive nel Paese.

 

Trump: "Se le navi di Teheran sfideranno il blocco saranno eliminate"

Il presidente Donald Trump minaccia di affondare “le navi da attacco veloce” dell’Iran che tenteranno di forzare il blocco imposto nello Stretto di Hormuz. “La Marina iraniana giace sul fondo del mare, completamente annientata – 158 navi. Quelle che non abbiamo colpito sono le loro poche, come le chiamano loro, ‘navi da attacco veloce’, perché non le consideravamo una minaccia significativa. Avviso: se una qualsiasi di queste navi si avvicinerà anche solo minimamente al nostro blocco, verrà immediatamente eliminata, utilizzando lo stesso sistema di uccisione che usiamo contro i trafficanti di droga sulle imbarcazioni in mare. È rapido e brutale”. Così Trump in un post su Truth Social.

 

Premier del Qatar sente Araghchi

Non usare gli stretti come “strumenti di ricatto“. Lo ha chiesto il ministro degli Esteri e primo ministro del Qatar, Mohammed bin Abdulrahman Al Thani, nel corso di una telefonata con il capo della diplomazia iraniana, Abbas Araghchi.

Al Thani, si legge in una nota diffusa dal governo di Doha, ha ribadito “la necessità di aprire i corridoi marittimi, garantire la libertà di navigazione e non utilizzarli come strumento di pressione o di ricatto“, evidenziando “gli effetti negativi” della chiusura dello Stretto di Hormuz “sui Paesi della regione, sulle forniture energetiche e alimentari nel mondo e sulla sicurezza e la pace internazionali”.

Durante la telefonata, “sono stati esaminati gli ultimi sviluppi relativi al cessate il fuoco e la necessità di consolidarlo in modo da contribuire al rafforzamento della sicurezza e della stabilità nella regione”, prosegue la nota, secondo la quale Al-Thani ha auspicato che “tutte le parti rispondano agli sforzi di mediazione in corso, aprendo la strada alla risoluzione della crisi alla radice attraverso mezzi pacifici e il dialogo”.

Secondo lo stringato comunicato diffuso invece dal ministero degli Esteri iraniano, Araghchi e Al Thani hanno avuto uno scambio di punti di vista sugli ultimi sviluppi regionali e sui negoziati Usa-Iran che si sono tenuti a Islamabad.

Axios, mediatori al lavoro per nuovo round negoziati con Usa

“Non siamo in una situazione di stallo totale. La porta non è ancora chiusa. Entrambe le parti stanno negoziando. È un vero e proprio bazar”. Così si è espressa una fonte regionale citata da Axios in merito ai colloqui tra Stati Uniti e Iran dopo che i negoziati diretti tra le parti si sono conclusi senza un’intesa definitiva. Un funzionario statunitense ha aggiunto che si potrebbe raggiungere un accordo se l’Iran dimostrasse maggiore flessibilità e riconoscesse che la proposta di Islamabad sia la scelta migliore.

Il sito statunitense sostiene che nei prossimi giorni i mediatori pakistani, egiziani e turchi continueranno i colloqui con gli Stati Uniti e l’Iran nel tentativo di colmare le distanze e raggiungere un accordo per mettere fine alla guerra. Secondo Axios, tutte le parti credono che un accordo sia ancora possibile. La speranza dei mediatori è che, con il loro lavoro, si possa arrivare a un nuovo round di negoziati prima del 21 aprile, quando scadrà il cessate il fuoco. Il funzionario statunitense ha precisato che il blocco di Hormuz, così come la decisione degli Stati Uniti di abbandonare i colloqui in Pakistan, faccia parte di una strategia negoziale.

Stando a quanto riferito da funzionari statunitensi e fonti regionali, le principali divergenze emerse durante le 21 ore di negoziato in Pakistan hanno riguardato il programma nucleare di Teheran. Una delle questioni riguardava la richiesta degli Stati Uniti all’Iran di congelare l’arricchimento dell’uranio e rinunciare alle proprie scorte di uranio altamente arricchito. Un’altra riguardava l’ammontare degli asset congelati che l’Iran vorrebbe che gli Stati Uniti sbloccassero in cambio delle proprie concessioni in materia nucleare.

Pakistan: "Continua nostro impegno per pace e stabilità"

“Il Pakistan rimane determinato a mantenere questo slancio per la pace e la stabilità”. Lo scrive, dopo i colloqui del fine settimana a Islamabad tra delegazioni di Usa e Iran, il premier pakistano Shehbaz Sharif nel post su X in cui riferisce del colloquio “produttivo” con la premier del Giappone, Sanae Takaichi.

Netanyahu: "Cessate il fuoco potrebbe finire da un momento all'altro"

Tregua fragile e traballante tra Iran e Stati Uniti. Al punto che il cessate il fuoco “potrebbe finire da un momento all’altro”. A dichiararlo il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu all’inizio della riunione di governo, come riportato da diversi media israeliani.

Il premier ha dichiarato che il vicepresidente americano JD Vance lo ha informato al suo ritorno dai colloqui con l’Iran in Pakistan. Gli americani, ha aggiunto il premier israeliano, “non potevano tollerare la palese violazione dell’accordo da parte dell’Iran per avviare i negoziati. L’accordo prevedeva che l’Iran avrebbe cessato il fuoco e che gli iraniani avrebbero immediatamente riaperto lo Stretto di Hormuz, cosa che non hanno fatto. Gli americani non potevano accettarlo”.

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Papa Leone da Algeri: "Incontriamoci e comprendiamoci, molte porte si apriranno"

“Vengo in mezzo a voi come pellegrino di pace, desideroso di incontrare il nobile popolo algerino. Siamo fratelli e sorelle, perché abbiamo lo stesso Padre nei cieli: il profondo senso religioso del popolo algerino è il segreto di una cultura dell’incontro e della riconciliazione, di cui anche questa mia visita vuole essere segno”. Il Papa ad Algeri incontra le autorità e la società civile.

“In un mondo pieno di scontri e incomprensioni, incontriamoci e cerchiamo di comprenderci, riconoscendo che siamo una sola famiglia! Oggi la semplicità di questa consapevolezza è la chiave per aprire molte porte chiuse”, sottolinea Leone in un passaggio applaudito.

Berlino: "Blocco navale non fermerà processo diplomatico, è strumento di pressione"

Il governo tedesco si aspetta che i negoziati sul blocco dello Stretto di Hormuz continuino. Ad affermarlo è stato un portavoce del governo di Berlino, sottolineando che la Germania non ritiene”che il presunto blocco navale… segni la fine del processo diplomatico”. “Lo consideriamo una mossa per incrementare la pressione”, ha aggiunto, parlando dell’annunciato stop al traffico da e verso i porti iraniani preannunciato da Donald Trump.

Il portavoce ha quindi fatto riferimento alla dichiarazione del Centcom, che “non fa menzione di un blocco dello Stretto di Hormuz, ma di un blocco dei porti iraniani, si tratta di un approccio diverso”, ha detto.

Iran, il bilancio: 60 aerei fuori uso e 7 aeroporti danneggiati da raid

Sette aeroporti danneggiati e 60 aerei passeggeri messi fuori uso in Iran dai raid di Usa e Israele, iniziati il 28 febbraio. Questo il bilancio riportato dal giornale Shargh, che cita l’associazione delle compagnie aeree dell’Iran. I danni più ingenti all’aeroporto internazionale di Teheran-Mehrabad, nella città nordoccidentale di Tabriz e a Kashan. Pesanti anche i danni per le compagnie aeree.

Colloquio Vance-Netanyahu

**Iran: Netanyahu, ‘sentito Vance, negoziati esplosi per violazione accordi Teheran’**

Il premier israeliano Benjamin Netanyahu riferisce di un colloquio con il vicepresidente americano Jd Vance dopo i negoziati falliti di Islamabad. “Mi ha aggiornato sull’esplosione dei negoziati – rivela, citato da Axios – L’esplosione è partita dalla parte americana, che non ha potuto tollerare la palese violazione da parte dell’Iran dell’accordo per avviare i negoziati. L’intesa prevedeva un cessate il fuoco e che gli iraniani aprissero immediatamente le porte. Non lo hanno fatto. Gli americani non hanno potuto accettarlo”.

Vance, secondo quanto riferito da Netanyahu, “ha anche chiarito che la questione principale all’ordine del giorno per il presidente Trump e per gli Stati Uniti è la rimozione di tutto il materiale arricchito e la garanzia che non vi sia più alcun arricchimento nei prossimi anni, e questo potrebbe significare anche decenni”. “Questo è il loro obiettivo e, naturalmente, è importante anche per noi”, conclude il premier israeliano.

 

Israele "ovviamente" sostiene il blocco navale di Trump

Israele “ovviamente sostiene” il blocco navale imposto all’Iran dal presidente americano Donald Trump. Lo conferma il premier Benjamin Netanyahu durante la riunione di gabinetto. “Poiché l’Iran ha violato le regole, Trump ha deciso di imporre un blocco, un assedio navale, e noi ovviamente sosteniamo questa posizione risoluta”.

 

Von der Leyen: "Chiusura di Hormuz estremamente dannosa"

“La chiusura in corso dello Stretto di Hormuz è estremamente dannosa, e il ripristino della libertà di navigazione è di fondamentale importanza per noi”. Lo afferma la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen nel corso di una conferenza stampa, sottolineando che qualsiasi accordo a conclusione della guerra tra Usa-Israele e Iran “dovrà affrontare le preoccupazioni sollevate dal programma nucleare e missilistico balistico dell’Iran, e le sue azioni che ostacolano la navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz”.

“Ormai da quarantaquattro giorni, ancora una volta, il Medio Oriente è stato inghiottito dalla guerra, e queste ultime sei settimane ci hanno ricordato che la pace non può essere data per scontata”, sottolinea la presidente dell’esecutivo Ue. “Negli ultimi giorni, sembrava che stesse emergendo una pausa. È stato annunciato un cessate il fuoco – prosegue, ringraziando il Pakistan per il ruolo di mediazione svolto – Ma sappiamo anche che i negoziati sono ora in fase di stallo, e dobbiamo vedere come evolveranno le cose”.

Cremlino: "Pronti a ricevere uranio arricchito", ma l'offerta non è ancora stata accettata

La Russia sarebbe pronta ad accogliere sul proprio territorio l’uranio arricchito iraniano nell’ambito di un eventuale accordo di pace tra Washington e Teheran. Lo conferma il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ricordando che “questa proposta è stata formulata dal presidente Putin durante i contatti sia con gli Stati Uniti che con i paesi della regione. L’offerta è ancora valida, ma non ha avuto seguito”.

 

Ghalibaf: "Gli USA rimpiangeranno la benzina a 4-5 dollari"

“Godetevi gli attuali prezzi alla pompa di benzina, perché con il cosiddetto ‘blocco’ presto rimpiangerete la benzina a 4-5 dollari” al gallone. Lo scrive in un post su X il presidente del Parlamento di Teheran Mohammad Bagher Ghalibaf rivolgendosi agli Stati Uniti dopo che il presidente americano Donald Trump ha annunciato il blocco navale dello Stretto di Hormuz.

 

Quattro navi cisterna attraversano lo Stretto di Hormuz

Quattro navi cisterna hanno attraversato lo stretto di Hormuz nelle ultime ore, da quando il Centcom ha annunciato il blocco contro “tutto il traffico marittimo che entra ed esce dai porti iraniani”. Lo riferisce Bbc verify, che sta monitorando il passaggio delle imbarcazioni nello stretto sulla base dei dati di MarineTraffic. Il Centcom aveva precedentemente annunciato che due cacciatorpedinieri – USS Frank e Petersen Jr e USS Michael Murphy – si trovano nell’area come parte di una missione per rimuovere “mine marine precedentemente posizionate dal Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche dell’Iran”.

 

Anche la Turchia chiede la riapertura di Hormuz

Lo Stretto di Hormuz dovrebbe essere riaperto “il prima possibile”. L’appello arriva dal ministro degli Esteri turco Hakan Fidan all’agenzia di stampa ufficiale Anadolu. “Bisogna avviare negoziati con l’Iran, ricorrere alla persuasione e riaprire lo stretto il prima possibile”, dichiara il capo della diplomazia turca.

Sui colloqui in Pakistan, Fidan spiega che sia USA che Iran sembrerebbero “sinceri” nella loro volontà di rispettare l’accordo di cessate il fuoco nonostante il fallimento a Islamabad. Fidan afferma anche di essere in contatto con le parti coinvolte nei negoziati.

 

La Cina chiede la riapertura di Hormuz

La Cina chiede che la navigazione  che avvenga “senza ostacoli” la navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz. Il portavoce del ministro degli Esteri Guo Jiakun dichiara in conferenza stampa che “lo Stretto di Hormuz è un’importante rotta commerciale internazionale per merci ed energia, e mantenerne la sicurezza, la stabilità e il libero flusso è nell’interesse comune della comunità internazionale”.

 

Iran: "I porti non sono al sicuro"

Nessun porto nel Golfo Persico e nel Mare dell’Oman sarà al sicuro” con il blocco navale degli Stati Uniti. Lo dichiara il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane, dopo che l’annuncio statunitense seguito al fallimento dei negoziati in Pakistan.

“La sicurezza dei porti nel Golfo Persico e nel Mare dell’Oman è una questione che riguarda tutti o nessuno”, commenta un portavoce dei Pasdaran, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa semi-ufficiale iraniana Isna, parlando di “pirateria marittima”. Come l’Iran ha ripetutamente sottolineato dall’inizio della guerra con gli Stati Uniti e Israele, “le navi affiliate al nemico non hanno il diritto di attraversare lo Stretto di Hormuz”.

 

Polemica sul blocco navale

Il Regno Unito non parteciperà all’applicazione del blocco militare statunitense contro i porti iraniani. Lo annuncia la BBC. Anche la Spagna si mostra contraria: il blocco “non ha senso” per la ministra della Difesa spagnola Margarita Robles. “È solo un altro episodio di questa spirale discendente in cui siamo stati trascinati”, le sue parole.

Nel frattempo, è polemica sul blocco che l’Iran ha definito “pirateria” e che rischia di portare a una nuova escalation a Hormuz. Secondo il Wall Street Journal, infatti, c’è la possibilità che gli USA decidano di riprendere attacchi militari limitati contro l’Iran per sbloccare la situazione dello Stretto. Una decisione temuta dai leader mondiali – a partire dal portavoce del ministero degli Esteri cinese Guo Jiakun – che esortano a riprendere i colloqui e a evitare la fine della tregua.

Il blocco di Hormuz? Per l'Iran è "pirateria"

Il capo di stato maggiore delle forze armate iraniane, Khatam al-Anbia, definisce “illegale e costituisce pirateria” il blocco annunciato dal presidente statunitense Donald Trump nello Stretto di Hormuz. In risposta, dice, l’Iran implementerà “un meccanismo permanente per il controllo di Hormuz a causa delle minacce”.

"Eravamo a un passo dall'accordo"

Teheran era arrivata ad un passo dall’accordo con Washington durante i colloqui del fine settimana con gli Stati Uniti a Islamabad. A scriverlo, su X, è stato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi. “L’Iran ha collaborato con gli Stati Uniti in buona fede per porre fine alla guerra”, scrive.

Ma quando (eravamo) “a un passo” da un accordo a Islamabad, “abbiamo trovato massimalismo, cambiamenti di obiettivi e chiusura. La buona volontà genera buona volontà. L’inimicizia genera inimicizia”, dice.

 

Prezzo del petrolio sale ancora: Wti supera i 104 dollari
Prezzo del petrolio in deciso aumento questa mattina sui mercati delle materie prime: il Wti con consegna a maggio passa di mano a 104,57 dollari con un avanzamento dell’8,28%, mentre il Brent con consegna a giugno è scambiato a 102,03 dollari con una crescita del 7,12%.
Trump: "Dalle 16 il blocco delle navi dai porti iraniani"

Gli Stati Uniti bloccheranno le navi “in entrata o in uscita” dai porti iraniani a partire dalle 16 di questo pomeriggio, ora italiana (le 10 nella costa orientale). Lo ha scritto su Truth il presidente Donald Trump, in merito alla crisi dello Stretto di Hormuz..

Trump attacca Papa Leone: “Un debole, deve ringraziarmi se si trova al Vaticano”

Donald Trump attacca duramente Papa Leone, definendolo “debole sulla criminalità e pessimo in politica estera” e criticandolo per le sue posizioni sull’Iran. Il presidente afferma di preferire il fratello Louis, “totalmente Maga”, e sostiene che senza di lui alla Casa Bianca Leone non sarebbe stato eletto, invitando il pontefice a essergli grato. Trump ha inoltre dichiarato che il cessate il fuoco con l’Iran “sta reggendo bene” e ha annunciato un blocco navale nei porti iraniani da oggi, mentre altri Paesi lavorerebbero per impedire a Teheran di vendere petrolio. “Non mi importa se l’Iran torna al tavolo dei negoziati”, ha concluso.

Ghalibaf: "Non cediamo alle minacce"

L’Iran non cede alle minacce degli Stati Uniti e di Donald Trump, che ha ordinato il blocco navale dello Stretto di Hormuz. Lo ha detto il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, al suo ritorno a Teheran dopo aver guidato i negoziati a Islamabad: “Se combattono, combatteremo, e se si presentano con la logica, useremo la logica. Non ci piegheremo ad alcuna minaccia, che mettano di nuovo alla prova la nostra volontà in modo che possiamo dare loro una lezione più grande”.

Conflitto Iran-USA, le ultime news: cosa sta succedendo

Sono falliti i negoziati tra Usa e Iran. Lo Stretto di Hormuz resta, dunque, ancora bloccato. Il Premier del Libano Nawaf Salam ha reso noto di essere al lavoro per cercare di fermare la guerra di Israele contro Hezbollah per arrivare al ritiro delle forze israeliane, dopo che il Premier israeliano Benjamin Netanyahu, dal sud del Libano, ha detto invece che la guerra prosegue. “Continueremo a lavorare per fermare questa guerra, arrivare al ritiro delle forze israeliane dalle nostre terre, al ritorno di tutti i prigionieri, per la ricostruzione dei villaggi e delle città distrutte e il ritorno degli sfollati”, ha dichiarato. “Stiamo proseguendo i nostri sforzi per negoziare la fine della guerra”, ha aggiunto, in anticipo sui negoziati di martedì a Washington con Israele e gli Stati Uniti.

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