Maxi frode fiscale: sequestri per oltre 2,5 mln, anche il ristorante galleggiante sull'Adige - QdS

Maxi frode fiscale: sequestri per oltre 2,5 mln, anche il ristorante galleggiante sull’Adige

denisemarfia

Maxi frode fiscale: sequestri per oltre 2,5 mln, anche il ristorante galleggiante sull’Adige

venerdì 07 Ottobre 2022 - 09:11

I beni sono riconducibili a un sessantaduenne veronese e residente in provincia

I Finanzieri del Comando Provinciale di Verona hanno eseguito un provvedimento di sequestro preventivo, emesso dal G.I.P. del Tribunale di Verona su richiesta della locale Procura della Repubblica, di beni riconducibili a un sessantaduenne veronese e residente in provincia, indagato per i delitti di associazione per delinquere finalizzata alla bancarotta fraudolenta, alla frode fiscale, oltre che per autoriciclaggio e trasferimento fraudolento di valori. Sono oltre 2,5 milioni i beni sequestrati, tra questi anche un ristorante galleggiante sull’Adige. Le indagini, dirette dalla Procura della Repubblica scaligera e condotte dai Finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Verona hanno preso avvio dall’approfondimento di taluni fallimenti di società cooperative.

Le Fiamme Gialle, ampliando e approfondendo le investigazioni, hanno quindi individuato 34 società, operanti soprattutto nei settori delle pulizie e del facchinaggio, tutte facenti capo a due consorzi della provincia e gestite di fatto da un’unica persona. Più nel dettaglio, le indagini – rese oltremodo complesse anche in relazione al numero dei soggetti coinvolti e alla mole di documenti analizzati – hanno consentito alla Guardia di Finanza di disvelare l’operatività di una vera e propria organizzazione criminale dedita alla gestione di cooperative c.d. “spurie”. Tali società, infatti, lungi dal rispettare i principi ispiratori della disciplina cooperativistica, si sono rivelate imprese asservite agli interessi di due consorzi, riconducibili ad un unico dominus, che riuscivano ad ottenere importanti commesse grazie ad un rodato sistema illecito: i consorzi, infatti, presentavano offerte a prezzi talmente bassi da sbaragliare la concorrenza di qualsiasi operatore onesto. Tali condizioni “fuori mercato” discendevano dal fatto che le cooperative omettevano sistematicamente il versamento di imposte e di contributi nei confronti dei lavoratori, maturando enormi debiti nei confronti dell’Erario.

Tali cooperative erano infatti utilizzate quali entità giuridiche di comodo, meri contenitori di forza-lavoro, soggetti fiscali su cui dirottare oneri tributari e contributivi mai assolti. Le stesse, ponendo in essere comportamenti anti-economici, finalizzati a falsare la concorrenza, dopo essere state depauperate dei loro beni venivano scientemente pilotate verso il fallimento. Il meccanismo più frequentemente utilizzato consisteva nel prelievo periodico di cospicue somme di denaro contante dai conti societari delle cooperative. Ad operare tali prelievi erano i formali amministratori delle varie cooperative, risultati essere mere teste di legno che agivano sulla scorta di direttive fornite da taluni dei componenti dell’associazione criminale, che – a loro volta – ricevevano e gestivano il denaro prelevato.

0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Commenta

Ediservice s.r.l. 95126 Catania - Via Principe Nicola, 22

P.IVA: 01153210875 - Cciaa Catania n. 01153210875


SERVIZIO ABBONAMENTI:
servizioabbonamenti@quotidianodisicilia.it
Tel. 095/372217

DIREZIONE VENDITE - Pubblicità locale, regionale e nazionale:
direzionevendite@quotidianodisicilia.it
Tel. 095/388268-095/383691 - Fax 095/7221147

AMMINISTRAZIONE, CLIENTI E FORNITORI
amministrazione@quotidianodisicilia.it
PEC: ediservicesrl@legalmail.it
Tel. 095/7222550- Fax 095/7374001