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Fondi Pnrr, l’indagine su un agriturismo a Reitano

Fondi Pnrr, l’indagine su un agriturismo a Reitano

L’accusa per un imprenditore del Messinese è di indebita percezione di erogazioni pubbliche

Conclusa l’indagine nei confronti di un soggetto operante a Reitano, in provincia di Messina, e accusato di una presunta frode in materia di contributi del Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza), i finanzieri del comando provinciale messinese hanno disposto un provvedimento di sequestro preventivo da oltre 80mila euro.

AGGIORNAMENTO 3 GIUGNO 2026

Il Tribunale del riesame di Messina ha annullato integralmente il decreto di sequestro preventivo disposto nei confronti del titolare di un’azienda con sede a Reitano (Messina), beneficiaria di un contributo di circa 83.500 euro nell’ambito del P.N.R.R. – Missione 2 “Rivoluzione Verde e Transizione ecologica”, relativo a un progetto per l’installazione di un impianto fotovoltaico.

Il Tribunale del Riesame di Messina ha disposto il dissequestro e la restituzione di tutti i beni, accogliendo la tesi difensiva degli avvocati Francesco Cutraro e Antonio Di Francesco. Con tale decisione il quadro cautelare viene ora completamente azzerato.

Frode su fondi Pnrr in ambito fotovoltaico a Reitano, le indagini e il sequestro

Le indagini ruotano attorno a un imprenditore, beneficiario di un contributo pubblico – in realtà etichettato come “non spettante” dagli inquirenti – del valore di circa 83.500 euro. Si tratterebbe di un contributo erogato nell’ambito della Missione 2 del Pnrr (“Rivoluzione Verde e Transizione ecologica“), destinato a un progetto per l’installazione di un impianto fotovoltaico.

L’indagine si è basata su alcuni elementi informativi inviati dal Nucleo Speciale Spesa Pubblica e Repressione Frodi Comunitarie della Guardia di Finanza nell’ambito di una più ampia analisi di rischio sui beneficiari delle risorse investite nell’ambito dei finanziamenti del Pnrr. Le attività delle Fiamme Gialle hanno consentito di scoprire che l’attività agricola di Reitano oggetto dell’indagine era in realtà “del tutto marginale rispetto a quella agrituristica”.

Per esempio, all’accesso la ditta non presentava in magazzino scorte di prodotti agricoli e – si legge nel comunicato della Finanza – “non era presente alcun macchinario funzionale alla trasformazione dei prodotti agricoli né personale idoneo a svolgere tale attività”. I finanzieri, dopo i dovuti accertamenti di natura contabile e finanziaria, hanno denunciato una persona fisica ritenuta responsabile del reato di indebita percezione di erogazioni pubbliche.

Il provvedimento

Per quanto descritto, il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Patti ha emesso – su richiesta della Procura della Repubblica locale – un provvedimento di sequestro preventivo per un valore totale di 83.500 euro, successivamente annullato dal Tribunale del riesame di Messina.

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