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Paura dopo il furto al MuMe, la Regione corre ai ripari: a Palazzo Abatellis tornano le telecamere

Paura dopo il furto al MuMe, la Regione corre ai ripari: a Palazzo Abatellis tornano le telecamere
Alcuni dei quadri rubati al Museo Regionale di Messina

Dopo quanto accaduto a Messina si corre ai ripari per la tutela delle opere esposte sull’Isola

Se si tratti di una mera coincidenza o della comprensibile preoccupazione seguita al furto di opere al Museo regionale Accascina (Mume) di Messina, non è facile stabilirlo. Certo è che negli ultimi giorni, la Regione ha ordinato di effettuare piccole spese in due dei più importanti luoghi espositivi dell’isola. Interventi di piccola entità ma che riguardano la tutela delle opere d’arte esposte, nell’ottica di proteggerle dai malintenzionati ma anche dalle condizioni che ne mettono a rischio la conservazione.

Quella di quest’anno non è stata l’estate più fortunata per i luoghi della cultura in Sicilia. Il blitz di Ferragosto che ha portato al furto di quattro opere di Antonello da Messina si è trasformato in pochissime ore in un giallo investigativo, ma anche nell’ennesima testimonianza di come non si prestino le sufficienti cure per garantire la sicurezza di beni che a parole tutti fanno presto a definire di “inestimabile valore”, salvo poi nella quotidianità non riuscire non solo a valorizzarli ma anche a garantirne la sicurezza.

Mentre si attendono gli sviluppi dell’indagine aperta dalla procura peloritana, che al momento vede indagato uno dei custodi del Mume, per via di alcune dichiarazioni contraddittorie fatte agli inquirenti, con il sospetto che il furto possa essere stato favorito da complicità all’interno del museo, a Palermo sono state firmate alcune determine a contrarre destinate al Palazzo Abatellis di Palermo e al museo regionale di Trapani Agostino Pepoli.

Telecamere a Palermo

Per gli amanti della pittura di Antonello da Messina, il Palazzo Abatellis è meta irrinunciabile. Il sito ospita infatti L’Annunciata, una delle opere simbolo del Rinascimento, nota anche a non addetti ai lavori.

Per motivi di sicurezza è necessario provvedere urgentemente al ripristino urgente della funzionalità dell’impianto di videosorveglianza”, si legge nel provvedimento con cui la Regione ha affidato a una ditta specializzata l’incarico di rimettere in uso le telecamere all’interno delle sale espositive. L’affidamento, dell’importo di poco inferiore ai duemila euro, è andato a favore della ditta palermitana Sistemi di Alessandro Catania.

A porre l’attenzione sulla questione sicurezza era stata nei giorni scorsi la deputata del M5s Roberta Schillaci. “Il clamoroso furto di opere di Antonello da Messina avvenuto il 15 agosto al Museo regionale di Messina impone una riflessione immediata sulla sicurezza dell’intero patrimonio culturale siciliano. Non possiamo permetterci – ha scritto l’esponente pentastellata – che capolavori di valore inestimabile siano esposti a rischi evitabili. Sono precarie le condizioni di sicurezza al Palazzo Abatellis di Palermo dove è custodita l’“Annunciata” di Antonello da Messina. La tecnologia e i sistemi di videosorveglianza sono strumenti indispensabili ma non possono sostituire la presenza fisica degli operatori”.

Condizionatori a Trapani

Schillaci, che ha presentato un’interrogazione parlamentare per chiedere al governo quali misure ha intenzione di adottare per migliorare le condizioni dei musei di competenza regionale, ha sollevato anche un altro tema: le elevate temperature che in estate si raggiungono all’interno delle sale espositive. Condizioni che non facilitano la vita dei lavoratori e l’esperienza dei visitatori, ma che in alcuni casi comportano rischi anche per le opere in esposizione.

“Nei musei di Caltanissetta e di Gela i climatizzatori sono vecchi e non funzionanti. Al museo Pepoli di Trapani solo una piccola parte dell’intero complesso, esattamente Pinacoteca e Sezione Archeologica, risultano climatizzati, mentre nel rimanente 80% del complesso museale si suda. Anche i musei di Centuripe, Morgantina e Aidone non hanno climatizzazione. Piazza Armerina, invece, ha solo termoconvettori per l’aria calda. All’interno del Baglio Florio, nel Parco di Selinunte, i climatizzatori, invece, sono nuovi di zecca, ma li hanno accesi soltanto per il collaudo; manca infatti un’adeguata cabina elettrica per alimentarli”, ha denunciato la deputata regionale.

A inizio luglio la Gam – Galleria arte moderna – di Palermo, che è sotto la gestione del Comune, ha chiuso i battenti per via di guasti ai condizionatori. Nei giorni scorsi, la Regione ha pubblicato un provvedimento per finanziare, con circa 19mila euro, la sostituzione di due climatizzatori nella Galleria Nunzio Nasi del Museo Pepoli di Trapani.

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