Le parole sono poche ma sono secche e perentorie. E difendono a spada tratta il figlio. Giuseppe Sempio, il padre di Andrea indagato nella nuova inchiesta giudiziaria sull’omicidio di Chiara Poggi a Garlasco, ne parla a Mattino Cinque.
“Noi non parliamo. Andrea è innocente e basta. Andrea non c’entra niente con la morte di Chiara Poggi”, dichiara Giuseppe Sempio. L’inviato della trasmissione Mediaset prova a fare qualche domanda all’uomo sul nuovo filone di indagini che, però, decide di non rispondere.
L’inviato aggiorna sulle ultime notizie sul caso: “È un momento non semplice per la famiglia Poggi e per Andrea. Lui è assolutamente fermo nel ribadire l’innocenza di Andrea. Il team difensiva sta preparando le consulenze che vanno a controbattere tutto ciò che la Procura ha in mano. Una consulenza che riscrive la dinamica”.
Andrea Sempio: “Non ho ucciso Chiara Poggi”
“Non ho commesso l’omicidio, non ho ammazzato Chiara Poggi. Come cambia la mia posizione? Di niente, la mia posizione è sempre quella degli inizi. Possono scrivere il capo di incolpazione che preferiscono, non cambia nulla. Siamo arrivati alla fine di questo percorso che va avanti da un anno e mezzo e questa è l’unica cosa buona”. Lo ha affermato Andrea Sempio in un’intervista esclusiva, realizzata da Martina Maltagliati, andata in onda pochi giorni fa a Quarto Grado condotto da Gianluigi Nuzzi con Alessandra Viero su Retequattro.
“Mai visti i video di Chiara”
Quanto alle intercettazioni nella sua auto, Sempio ha sottolineato: “Allora, come detto, la mia posizione non cambia, e come ho detto altre volte, io non ho mai visto i video di Chiara, non c’è mai stato questo mio interesse verso Chiara, non c’è mai stato nulla di tutto ciò. Capisco che alla fine bisognava trovare un qualche tipo di movente, è stato scelto questo, va bene”.
Sempio ha aggiunto: che “col senno del poi son capaci tutti di dire ‘Quella cosa non l’avrei scritta, o magari quella cosa l’avrei scritta ma l’avrei scritta meglio, più comprensibile’. Però, quando sarà il momento ci dedicheremo a spiegare anche quelle cose, come appunto il discorso del forum – osserva – Adesso c’è altro di ben più importante”.
Riguardo all’amico Marco e alla famiglia Poggi, ha detto che “pensare che lui o la sua famiglia potessero avere dei dubbi nei miei confronti, ovviamente è un pensiero che mi farebbe star male. Io però non lo credo. Non credo che loro abbiano avuto dei dubbi, nonostante tutto il bombardamento mediatico che c’è stato”.
“Ora non posso dire di essere una vittima”
Ha detto poi che “per ora non posso dire di essere una vittima, perché se ci sono dei sospetti, è giusto che la legge faccia il suo lavoro, è giusto che ci sia l’indagine. Non sono contento di questa situazione, ma non posso neanche dire ‘magistrati cattivi’ che se la prendono con me. Giusto che facciano il loro lavoro”.
E ha continuato: “L’ho già detto una marea di volte in passato. Lo so che gli ho dato una mano a sembrare un tipo strano, già quando erano uscite delle intercettazioni nelle precedenti indagini. È sempre la solita cosa che si ripete. Già un’idea di massima, in generale, da quello che è uscito, me la sono fatta. Quando avrò proprio in mano tutto, secondo me sarà spiegabile”.
Sulle intercettazioni o agli scritti ha concluso: “Ovviamente sono intercettazioni fatte nel momento in cui ero indagato. Facile indovinare che cosa avessi in testa in quel momento. Ovviamente i pensieri girano attorno a quell’argomento, come da un anno e mezzo. È un anno e mezzo che dico che io mi sveglio e penso solo a questa storia”.
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