“No, non sono io, non ho commesso l’omicidio, non ho ammazzato Chiara Poggi. Come cambia la mia posizione? Di niente, la mia posizione è sempre quella degli inizi”. Possono scrivere il capo di incolpazione che preferiscono, non cambia nulla”. Questo quanto detto da Andrea Sempio nel corso della puntata di ieri, venerdì 15 maggio, di Quarto Grado, dove l’uomo è tornato a parlare in tv con una posizione certamente complessa: è infatti lui l’unico indagato per il delitto di Garlasco, il caso che riguarda l’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto nella villetta della ragazza il lontano 13 agosto del 2007. A parlare è stato infatti Andrea Sempio, che ha risposto alle domande di Martina Maltagliati, giornalista che ha intervistato l’uomo per la prima volta da quando la Procura di Pavia ha chiuso le indagini sulla vicenda.
“Non ho ammazzato io Chiara Poggi, potrò chiarire tutto. Famiglia Poggi? Ne hanno sentite di ogni contro di loro, è il punto più viscido e basso di questa vicenda. Potrò chiarire tutto” – questa la sintesi delle parole di Sempio, di cui riportiamo una parte di quanto è stato detto a Quarto Grado.
Delitto di Garlasco, Sempio torna a parlare in tv: “Sono innocente, la mia posizione non cambia, è sempre quella degli inizi”
Analizzando subito il possibile movente e lo sfondo sessuale dietro l’omicidio di Chiara Poggi, sorella di un amico di Sempio, Marco Poggi, l’indagato sostiene la sua teoria e parla delle recenti intercettazioni al centro dei pensieri dalla Procura di Pavia. “È un caso d’omicidio, in qualunque modo alla fine ci doveva essere un movente, un qualcosa che legasse assieme il tutto. Francamente sono talmente saturo da questa storia che, ho pensato: “Meno male che finalmente possiamo vedere cosa c’è sotto”. Poi nel merito delle intercettazioni, io ancora non le ho sentite, non ho risposto su questi punti con le autorità; pertanto, per il momento non andrò a rispondere neanche alla stampa”. Alla domanda più importante, ovvero sulla possibile propria responsabilità dietro la morte di Chiara, l’indagato risponde in questo modo: “No, non sono io, non ho commesso l’omicidio, non ho ammazzato Chiara Poggi. Come cambia la mia posizione a seguito delle indagini e intercettazioni di questo momento? Di niente, la mia posizione è sempre quella degli inizi. Possono scrivere il capo di incolpazione che preferiscono, non cambia nulla. “Sono innocente. L’indagine? Come un pugile che prende 60 pugni”.
Ancora: “Col senno del poi son capaci tutti di dire: “Quella cosa non l’avrei scritta”, o magari “Quella cosa l’avrei scritta ma l’avrei scritta meglio, più comprensibile. Però, quando sarà il momento ci dedicheremo a spiegare anche quelle cose, come appunto il discorso del forum. Adesso c’è altro di ben più importante.
Il legame con Marco Poggi: “Non credo che possa avere dei dubbi, lui come i genitori di Chiara”
Sui concreti e possibili dubbi dell’amico Marco Poggi, il fratello di Chiara, oltre che dei genitori della ragazza, Sempio risponde in questo modo: “Pensare che lui o la sua famiglia potessero avere dei dubbi nei miei confronti, ovviamente è un pensiero che mi farebbe star male”. Poi, ancora Sempio: “Io però non lo credo. Non credo che loro abbiano avuto dei dubbi, nonostante tutto il bombardamento mediatico che c’è stato”. Poi, ai microfoni di Quarto Grado, torna nuovamente il tema delle intercettazioni. “Le intercettazioni? Non mi ricordo neanche più tutto quello che è uscito, ma ne abbiamo sentite una marea di robe che sono uscite. Poi vai a rivedere e sono diverse da come vengono riportate, o audio che, se ascoltati meglio, in realtà dimostrano che dicevo un’altra cosa. Era venuto fuori il tema dove io scrivevo dell’omicidio di Garlasco e poi si era scoperto che era un compito che mi avevano dato da fare, non era una cosa che avevo scelto io di fare. Quindi di cose in quest’anno e mezzo ne abbiamo sentite troppe. Io credo che nessuno dei Poggi creda a queste cose perché ne hanno vissute troppe anche loro, ne hanno sentite di tutte e di più. E questo è uno dei punti più bassi di questa vicenda”.
Infine, capitolo giustizia e magistrati. “Giusto che facciano il loro lavoro. Non sono una vittima per ora, è giusto che ci sia l’indagine. Non sono contento di questa situazione, ma non posso neanche dire “magistrati cattivi” che se la prendono con me”. – conclude l’indagato Andrea Sempi
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