Scattano ulteriori ispezioni preventive su rischio epatite A. Il comando carabinieri per la Tutela della salute, d’intesa con il Ministero della Salute, ha condotto una vasta campagna di controllo a livello nazionale a partire dal 26 marzo e fino al 4 maggio scorsi. L’operazione è stata finalizzata alla prevenzione sul rischio di diffusione dell’Epatite A, concentrandosi in particolare in centri di spedizione molluschi, centri di depurazione, pescherie, ristoranti, mercati rionali e rivendite di alimenti vegetali.
Le aziende sospese e le multe
Il bilancio dell’operazione contro il rischio di epatite A restituisce sanzioni e sequestri per 15 milioni di euro. I controlli hanno portato alla luce un quadro significativo di irregolarità su tutto il territorio nazionale: 1.104 le ispezioni, di cui 416 con esiti irregolari, pari al 38% del totale; segnalate 378 persone all’Autorità Amministrativa e/o Sanitaria; contestate 15 infrazioni penali e 638 infrazioni amministrative, per un importo complessivo di 596.100 euro. Sequestrati oltre 16 tonnellate di prodotti alimentari, per un valore commerciale di oltre 320.000 euro; sospesa l’attività di 44 aziende a causa di gravi carenze igienico-strutturali e/o autorizzative.
Cibo in cattivo stato di conservazione e senza tracciabilità
Tra le criticità più frequenti, carenze igienico-strutturali e la mancata attuazione dei piani di autocontrollo Haccp, diffuse mancanze nella tracciabilità degli alimenti e irregolarità nell’etichettatura . Le infrazioni penali si sono concentrate sull’igiene degli alimenti, in particolare sul cattivo stato di conservazione e sulle frodi in commercio.
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