Gela è in piena emergenza sepolture - QdS

Gela è in piena emergenza sepolture

Liliana Blanco

Gela è in piena emergenza sepolture

giovedì 19 Novembre 2020 - 00:00
Gela è in piena emergenza sepolture

Nelle ultime settimane la situazione si è aggravata, alimentando il disappunto dei cittadini. L’Amministrazione Greco alle prese con una patata bollente che arriva da lontano

GELA (CL) – Bare ammassate. Nella casa mortuaria, nei magazzini e perfino negli uffici dell’obitorio. La situazione in città, nelle ultime settimane, è diventata sempre più critica. Perché la morte non si ferma ma i loculi a disposizione sono finiti.

Il sindaco Lucio Greco un mese fa ha emesso due ordinanze per requisire spazi che i gelesi hanno preso in concessione, con corrispettivo in denaro, dalle confraternite. Due provvedimenti, il primo per settanta loculi e un secondo per 15, cui i titolari delle confraternite si sono opposti di fronte al Tar, che ha dato ragione ai ricorrenti sulla prima ordinanza e sospeso la seconda (la discussione avverrà il 9 dicembre).

Così, mentre si attende ancora, i defunti in attesa di degna sepoltura continuano ad aumentare. “Nessun amministratore – ha detto il sindaco – dovrebbe trovarsi di fronte a problemi inaccettabili e mortificanti come quello del caos nei cimiteri. Se a Gela siamo arrivati al punto che non possiamo neanche morire, perché non si riesce a garantire a tutti una degna e immediata sepoltura, qualcuno deve pur avere delle colpe. Io non voglio essere minimamente sfiorato dal pensiero che qualcuno creda che questa emergenza, che offende la mia dignità e quella di tutti i cittadini, sia addebitabile all’attuale Amministrazione”.

Il problema della mancanza di loculi è antico: in passato chi ha gestito il Comune ha preferito agire mediante requisizioni, lasciando ai posteri l’arduo compito di trovare una soluzione strutturale. Il sindaco Lucio Greco adesso è perentorio e per questo ha chiamato in causa quella fetta di politica che non è riuscita a risolvere questa emergenza, una politica che secondo l’attuale primo cittadino deve dichiarare il proprio fallimento, mentre la Magistratura dovrebbe aiutare a fare chiarezza.

A cercare di fare chiarezza, in ogni caso, ci hanno provato gli uffici comunali competenti, secondo cui dal 2015 in poi sono stati lasciati disponibili gli stanziamenti che derivano dalla devoluzione dei mutui per circa 1 milione e 50 mila euro, soldi ai quali si aggiungono gli stanziamenti sulla competenza del bilancio per 313 mila euro da utilizzare per lavori inseriti nel Piano triennale delle opere pubbliche per l’anno 2021. Ci sono, quindi, quasi 1,4 milioni disponibili subito, o comunque nel volgere di poco tempo. Dopo l’approvazione del bilancio, inoltre, si capirà se si possono individuare e sbloccare altre somme.

I soldi incassati dal Comune dalle Confraternite sono rimasti in bilancio e, in parte, sono stati spesi per le manutenzioni ordinarie e straordinarie all’interno del cimitero. In bilancio sono sempre stati previsti i fondi per i cimiteri, ma nessuna amministrazione recente si è attivata per usarli. Soltanto la Giunta di Domenico Messinese aveva avviato le procedure per l’utilizzo delle somme a bilancio con il primo passo amministrativo che consisteva nell’individuazione dei tecnici per la realizzazione di 840 loculi, ma l’iter non è stato mai concluso e definito negli aspetti amministrativi.

“Questa Amministrazione – ha sottolineato l’Esecutivo attualmente in carica – ha riattivato le procedure e definito tutti gli aspetti propedeutici alla realizzazione della progettazione e alla fase di esecuzione dei lavori, mentre i settori Ambiente e Lavori pubblici, insieme alla Ghelas, si sono attivati per pulire, sistemare e calendarizzare interventi di messa in sicurezza”.

Alle promesse, però, adesso devono seguire i fatti. Perché la morte non aspetta, il disagio dei cittadini continua a crescere e la dignità dei defunti non può certo essere messa da parte.

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