Milano, 8 gen. (askanews) – L’ultimo gesto simbolico del 2025, compiuto prima del brindisi di Capodanno, è stato per Gianni Tessari l’interramento di una “capsula del tempo” nel giardino della sua azienda di Roncà (Verona). A segnalarne la presenza, una targa metallica con la scritta “Capsula del tempo. Non aprire prima del 2050”, posta a memoria di un anno che il produttore veneto definisce cruciale per il comparto vitivinicolo.
“Il 2025 del vino passerà alla storia come particolarmente complesso, per ragioni economiche, politiche e sociali ampie che si sono riflesse sul nostro settore. Uno di quegli anni che, giunti a conclusione, chiedono più di altri al comparto e ai suoi protagonisti di fermarsi e riflettere con calma sul modo migliore di procedere”, ha spiegato Tessari. L’idea, ha precisato, “è scaturita dopo la nascita ad agosto del mio primo nipote, Lorenzo. Diventare nonno è uno di quegli accadimenti che ti cambia la prospettiva: sulla percezione del tempo che scorre, sulle priorità, su ciò che si è fatto finora e quanto si lascia a chi possiede il futuro. Il contenuto della ‘capsula del tempo’ vuole essere una fotografia del presente vitivinicolo, in un anno denso di cambiamenti e così importante per me”.
All’interno del contenitore in acciaio inox, il produttore e il suo team hanno raccolto oggetti e testimonianze dal valore simbolico e documentale, pensati per restituire una lettura concreta del lavoro quotidiano e del contesto del 2025. A partire dall’origine del vino, sono stati inseriti campioni di terreno relativi alle tre Denominazioni in cui l’azienda opera, Monti Lessini, Soave e Colli Berici, accompagnati dalle rispettive mappe. La fase della vendemmia è rappresentata dalle forbici e dai guanti utilizzati in vigneto per la selezione dei grappoli, insieme ad una nota sulla vendemmia 2025 redatta dallo stesso Tessari.
Il lavoro in cantina trova spazio attraverso il “ladro di botte”, l’apposita “pipetta” impiegata per i monitoraggi periodici dell’enologo, indicato come simbolo dell’attenzione quotidiana e della necessità di concedere al vino il tempo necessario per evolvere, assieme ai tappi, elemento essenziale per la sua conservazione. A completare il percorso, le bottiglie che riassumono l’attività produttiva dell’azienda: un “Dosaggio Zero Monti Lessini Riserva Doc”, un “Perinato Soave Classico Doc”, un “Pian Alto Colli Berici Doc” e il “Rebellis” Piwi da uve Solaris, accompagnati da un calice destinato agli assaggi previsti a distanza di 25 anni.
“Se ripenso a come è cambiato il mondo nell’ultimo quarto di secolo e, in particolare, a come è evoluto l’universo vino, sono estremamente curioso di sapere nel 2050 quali strumenti, che oggi diamo per scontati, saranno ancora in uso e quali no, quali nuove creazioni si inseriranno nella nostra quotidianità e con quali parole e su quali supporti continueremo a parlare di vino e a comunicarlo”, ha aggiunto Tessari. Coerentemente con questa riflessione, nella capsula sono state inserite anche riviste e quotidiani di settore che nel 2025 hanno raccontato l’attualità del vino, la rassegna stampa dell’azienda Giannitessari, una selezione di guide vini autorevoli e altre testimonianze utili a ricostruire il clima culturale e professionale dell’epoca.
La realizzazione della “capsula del tempo” ha rappresentato per Tessari un’occasione di bilancio personale e professionale, un gesto pensato per condividere risultati, dubbi e insegnamenti con il Lorenzo del 2050 e, più in generale, con chi in futuro vorrà interrogarsi su come il vino e il suo racconto venivano interpretati all’inizio del terzo decennio del Duemila.
L’azienda vitivinicola Giannitessari nasce nel 2013 dalla volontà dell’omonimo vignaiolo di esprimere la propria concezione del fare vino nelle Doc Monti Lessini, Soave e Colli Berici su un totale 35 ettari. La Cantina, che ha sede a Roncà (Verona), produce complessivamente circa 350mila bottiglie l’anno, che vanno dal Tai Rosso dei Colli Berici, ai bianchi del Soave, fino al “Monti Lessini Spumante Metodo Classico” da uva Durella. Quest’ultima è una varietà autoctona che negli ultimi trent’anni è stata al centro di un processo di riscoperta e valorizzazione, e che dal 2025 vede protagonista Gianni Tessari anche in veste di presidente del Consorzio di Tutela Vini Lessini Durello.

