Milano, 28 apr. (askanews) – General Motors alza le stime sugli utili 2026 grazie a un beneficio legato ai dazi Usa, ma avverte che la guerra in Iran sta spingendo i costi oltre le attese, soprattutto su alluminio, acciaio, trasporti e logistica. Negativa la reazione in Borsa: dopo un avvio in positivo nel premercato il titolo è arrivato a perdere fino al 4%.
Il gruppo di Detroit prevede ora un impatto dell’inflazione sulle materie prime fino a 2 miliardi di dollari sull’utile operativo rettificato, rispetto alla stima precedente di 1,5 miliardi. GM ha comunque rivisto al rialzo la guidance sull’ebit rettificato 2026, ora atteso tra 13,5 e 15,5 miliardi di dollari, da 13-15 miliardi. La revisione riflette l’attesa di un rimborso di circa 500 milioni di dollari legato ai dazi dopo la bocciatura di gran parte delle misure da parte della Corte Suprema.
GM prevede ora un impatto legato ai dazi tra 2,5 e 3,5 miliardi di dollari nel 2026, in calo rispetto alla precedente stima di 3-4 miliardi. L’utile netto è invece atteso tra 9,9 e 11,4 miliardi, sotto la precedente forchetta di 10,3-11,7 miliardi.
Nel primo trimestre il gruppo ha registrato un utile netto di 2,6 miliardi di dollari, in calo del 5,7%, ricavi a 43,6 miliardi (-0,9%) e un utile operativo rettificato di 4,25 miliardi (+22%) pari a un margine del 9,7%. Le vendite globali sono scese a 1,3 milioni di veicoli da 1,45 milioni, negli Usa a 626mila pari a una quota del 16,5%. Nel primo trimestre GM ha sostenuto costi pari a 2,2 miliardi di dollari legati alla cancellazione di contratti con i fornitori dopo il ridimensionamento della strategia sull’elettrico.

