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Nascono Manifesto e Osservatorio dei giovani vignaioli e piccole Cantine

Nascono Manifesto e Osservatorio dei giovani vignaioli e piccole Cantine

Si è chiuso a Città di Castello il “Wine Summit” nato da “Only Wine”

Milano, 28 apr. (askanews) – Si è chiuso a Città di Castello il “Wine Summit – Stati Generali dei Giovani Produttori e delle Piccole Cantine” con due risultati destinati a proseguire oltre l’incontro umbro: la firma del Manifesto dei giovani produttori e delle piccole Cantine e la nascita dell’Osservatorio permanente del settore, che sarà presentato ufficialmente nelle prossime settimane in Senato.

L’appuntamento, ospitato a Palazzo Vitelli a Sant’Egidio, ha riunito istituzioni, associazioni di categoria, produttori, ricerca, ristorazione e comunicazione. Il punto di partenza del confronto è stato il ruolo delle piccole e medie realtà vitivinicole, considerate non soltanto una componente economica del comparto, ma anche un presidio culturale e territoriale.

Il Summit è nato all’interno di “Only Wine”, il salone dei giovani produttori e delle piccole Cantine arrivato quest’anno alla 13esima edizione. L’obiettivo dichiarato è dare continuità a un confronto che non resti confinato a un solo evento ma diventi uno strumento stabile per trasformare le esigenze dei produttori in proposte rivolte alle istituzioni. Le oltre 160 Cantine presenti hanno riportato al centro nodi ricorrenti del settore: accesso al credito, burocrazia, formazione, sostenibilità, competitività e capacità di comunicare il vino in modo più diretto e comprensibile.

Nel corso della giornata si è insistito sulla necessità di rafforzare i percorsi formativi, ritenuti essenziali sia per chi produce sia per chi opera nella ristorazione, di rendere più accessibili i finanziamenti soprattutto alle imprese giovani e di alleggerire procedure giudicate troppo complesse per aziende di dimensioni ridotte. Accanto a questo è emersa la richiesta di un racconto del vino meno autoreferenziale e più efficace nel raggiungere nuovi pubblici.

Ad aprire i lavori sono stati Andrea Castellani, ideatore e project manager di “Only Wine”, Francesco Saverio Russo, selezionatore delle Cantine della manifestazione, e Francesca Romana Gigli, Ad di Leeloo, società promotrice del Wine Summit assieme a “Only Wine” e responsabile della comunicazione del salone. Tra gli interventi istituzionali sono arrivati quelli di Letizia Guerri, assessora al Turismo del Comune di Città di Castello, che ha portato anche i saluti del sindaco, e di Mirco Rinaldi, presidente del Gal Alta Umbria, primo firmatario del Manifesto in rappresentanza del Comune. Sono inoltre intervenuti Mirco Carloni, presidente della Commissione Agricoltura della Camera, e l’eurodeputata Camilla Laureti. Ai contributi istituzionali si sono aggiunti quelli di Diana Lenzi, responsabile dell’Ufficio vitivinicolo di Coldiretti, Federico Sciurpa, vicedirettore del “Corriere dell’Umbria”, Giuliano Rossi, presidente di Vinarius, Cristiana Chiacchierini, delegata Umbria dell’Associazione italiana donne del vino, Davide Merlini, vicepresidente di Noi di Sala, Manuela Zennaro de “Il Gusto”, Catia Minghi di Momenti DiVini e Francesco Ruzzi, agronomo e docente dell’International Campus dell’Iis “Patrizi-Baldelli-Cavallotti”. I temi affrontati hanno toccato qualità, sostenibilità, sistemi di controllo, tutela delle identità territoriali e rapporto tra vino e ristorazione.

Una parte del confronto ha coinvolto direttamente i produttori di “Only Wine”, che hanno portato all’attenzione difficoltà concrete legate alla burocrazia, all’accesso ai finanziamenti, alla sostenibilità e alla presenza sui mercati. Da qui è uscita una richiesta precisa: misure più efficaci e più aderenti alla realtà delle piccole aziende vitivinicole e delle nuove generazioni che stanno entrando nel settore.

Il Summit si è concluso con la firma del Manifesto dei giovani produttori e delle piccole Cantine, documento che riassume in dodici punti una linea condivisa per il futuro del comparto: il vino come espressione autentica dei territori, il valore dei giovani produttori e delle piccole Cantine, il vignaiolo come custode del paesaggio, la centralità della qualità e dell’identità, la biodiversità come bene strategico nazionale, la sostenibilità ambientale ed economica, l’innovazione e la ricerca nel rispetto dei territori, la formazione e l’educazione al vino, il ruolo della ristorazione e della sommellerie, il dialogo continuo tra filiera e istituzioni, trasparenza e legalità, il vino come patrimonio delle future generazioni. Accanto al Manifesto prende forma l’Osservatorio dei giovani produttori e delle piccole Cantine che dovrà raccogliere in modo sistematico le esigenze delle aziende, tradurle in dati, analisi e proposte e offrire un punto di riferimento stabile per leggere le dinamiche del settore e individuare risposte più efficaci alle criticità esistenti.

Con il passaggio previsto al Senato, il percorso avviato a Città di Castello punta ora a consolidarsi come sede permanente di confronto e proposta sul futuro del vino italiano, partendo dalle piccole Cantine, dai territori e dalle nuove generazioni.