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Goletta Verde lancia l’allarme mare inquinato: ecco le criticità della costa etnea

Goletta Verde lancia l’allarme mare inquinato: ecco le criticità della costa etnea
Criticità e acqua inquinata lungo la costa di Catania

Diverse aree nel mirino di Legambiente, da Aci Trezza alle foci del canale Arci e del torrente Macchia. Il sindaco di Aci Castello: “Monitorato tratto con divieto di balneazione, ma nostre acque eccellenti”

Un’isola in un mare inquinato. Reciterebbe così un vecchio claim pubblicitario che sponsorizzava le bellezze della Sicilia e delle sue coste, se venisse realizzato oggi. Su 23 punti campionati da Goletta Verde di Legambiente in tutta la regione, di cui 16 a mare e 7 in punti critici di scarico o alle foci di fiumi, appena il 30 per cento non risulta inquinato. Di questi, tre sono nella provincia etnea, e tra questi, spicca quello che desta maggiori preoccupazioni, ovvero il tratto di mare di Aci Trezza Galatea. I dati sono stati presentati ieri mattina nella sede di Legambiente Catania e lasciano pochi dubbi.

“Da Aci Trezza alla Plaia: diversi i punti fortemente inquinati”

“Tra i punti fortemente inquinanti preoccupa quello di Aci Trezza, che nello storico di Goletta Verde risulta fortemente inquinato dal 2020 a causa di problemi di depurazione noti da anni ma che risultano ancora oggi non risolti, anche a causa della lentezza dei lavori per la realizzazione del collettore”, si legge nel rapporto. “Per questi motivi i volontari e le volontarie di Legambiente hanno srotolato lo striscione Che Vergogna sul punto monitorato del lungomare Galatea”. Nella stessa area, la cittadinanza avrebbe denunciato che “nella zona adiacente al punto monitorato – riporta ancora il dossier – gli scogli sono ricoperti da materiale di risulta e rifiuti di vario genere, a causa anche delle conseguenze del ciclone Harry. Gli stessi cittadini hanno chiesto un intervento urgente per ripristinare questo tratto di costa”. Non va meglio spostandoci sul litorale sabbioso cittadino: tra i punti fortemente inquinati c’è anche il mare alla foce del canale Arci, lungo la Plaia, le cui condizioni sono state anche recentemente oggetto di denuncia da parte di alcuni bagnanti e, lungo la litorale ionica, presso la foce del torrente Macchia in località Sant’Anna di Risposto.

“Importanti criticità da risolvere sul fronte della depurazione”

“Il monitoraggio della costa siciliana racconta, ancora una volta, delle importanti criticità da risolvere sul fronte della depurazione”, ha sottolineato Tommaso Castronovo, presidente Legambiente Sicilia. “La fotografia scattata da Goletta Verde testimonia ancora una volta i problemi cronici alla rete di depurazione delle acque reflue. Di anno in anno le criticità aumentano, segno che non vengono affrontate dalle Amministrazioni che continuano a girare la faccia per non vedere il problema. Le Amministrazioni devono iniziare a mettere l’efficientamento della rete di depurazione tra le priorità, e a iniziare subito a lavorare in questo senso”.

I problemi del nuovo Piano regolatore del porto di Catania

Particolare attenzione è stata dedicata al nuovo Piano regolatore del porto di Catania: tema caro agli ambientalisti per gli impatti inevitabili in terra e in acqua. Il progetto presenterebbe una serie di criticità, segnalate da consiglieri, associazioni e cittadini, e confermate anche dalla recente sentenza del Tar sull’ampliamento previsto a Nord e a Sud, aree su cui l’Autorità non avrebbe dovuto pianificare poiché non oggetto della concessione. Resta la preoccupazione per l’impatto dell’ampliamento dell’infrastruttura e dell’aumento del traffico, in particolare quello crocieristico su un “territorio dall’importante valore naturalistico e paesaggistico che avrebbe bisogno di interventi di valorizzazione e riqualificazione e non di nuovo cemento” sostiene Legambiente. “Il porto rappresenta un’infrastruttura importante per l’economia del territorio e per molte imprese della Sicilia orientale – aggiungono gli attivisti – ma il Piano regolatore portuale prevede troppe nuove costruzioni e una forte espansione edilizia che rischia di compromettere il fronte mare con nuove colate di cemento rendendolo incompatibile con il contesto urbano e paesaggistico della città”.

L’ennesimo paradosso siciliano

Dopo due giorni di attività con la Goletta Verde, ci portiamo a casa l’ennesimo paradosso siciliano”, è il commento di Viola Sorbello, presidente della sezione catanese di Legambiente. “Da un lato il mare è fortemente inquinato, mancano le infrastrutture per depurare le acque e per bonificare i torrenti che sfociano a mare. Dall’altro, sono previsti milioni di euro per allargare il porto di Catania, distruggendo pezzi di costa naturale come la Scogliera d’Armisi e il tratto della Playa che comprende il torrente Acquicella. I governi dei nostri territori non hanno ancora capito quali sono le vere priorità e come investire i fondi nel modo corretto”.

La risposta del sindaco di Aci Castello

Non ci sta a essere tacciato di inazione, il sindaco di Aci Castello, comune del quale Aci Trezza è frazione. “Ogni anno assistiamo allo stesso copione – sostiene Carmelo Scandurra – vengono diffusi i risultati di un prelievo effettuato sempre nello stesso punto del nostro litorale, proprio dove da anni è in vigore un divieto permanente di balneazione disposto dal Comune. Nessuno mette in discussione la necessità di monitorare quel tratto di mare. Quello che riteniamo discutibile è che si continui a utilizzare esclusivamente quel punto come riferimento per descrivere lo stato del mare di Aci Castello, trasmettendo un messaggio che rischia di far credere che l’intero nostro litorale sia inquinato e non balneabile. La realtà è ben diversa”. Il primo cittadino di Aci Castello evidenzia come l’Asp effettui regolarmente controlli in diversi punti della costa “e i risultati degli ultimi campionamenti, eseguiti il 13 luglio, parlano chiaro: le acque del mare di Aci Castello risultano eccellenti, ottime e pienamente balneabili. Questo, naturalmente, non significa che ci accontentiamo. Il nostro obiettivo è che tutto il mare di Aci Castello sia balneabile, compresi i tratti che oggi sono ancora interessati da un divieto permanente. Per questo l’Amministrazione comunale – conclude – è impegnata con determinazione, in tutte le sedi istituzionali competenti, affinché venga completato e finalmente attivato il collettore fognario, un’opera ormai prossima al completamento e fondamentale per il risanamento definitivo del nostro litorale”.

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