Nei giorni scorsi il capoluogo siciliano è diventato il palcoscenico di “Echo 1”, campo di competenza nazionale del settore Competenze dell’Agesci (Associazione guide e scout cattolici italiani). Ventisei giovani, tra esploratori e guide provenienti da diverse regioni d’Italia, si sono riuniti nel capoluogo siciliano per un percorso educativo dedicato al giornalismo e alla grafica-multimediale.
L’inizio del “viaggio” ha avuto come cornice lo storico Teatro Massimo, punto di convergenza di 26 fazzolettoni, accenti differenti ed abitudini scout non sempre uguali. Nonostante l’iniziale e naturale timore di non riuscire a superare le barriere geografiche e caratteriali, la condivisione dei valori dello scoutismo ha rapidamente trasformato la diversità in un punto di forza, cementando in poche ore legami autentici e sinergie di gruppo. “Per noi, essere scout significa molto più che partecipare ad attività: vuol dire sentirsi parte di una seconda famiglia, collaborare, condividere esperienze e crescere insieme. Questo campo ci ha dato l’opportunità concreta di mettere in pratica tutti questi valori, attraverso lo sviluppo di nuove competenze”, queste le parole di esploratori e guide che vi hanno preso parte. Alla domanda “cosa sono le competenze? Le guide e gli esploratori rispondono “Le abbiamo scoperte giorno dopo giorno: non solo conoscenze teoriche, ma abilità concrete da sperimentare e vivere. Nelle botteghe guidati dai capi, abbiamo lavorato sull’animazione giornalistica e grafico-multimediale, imparando a raccontare storie, comunicare in modo efficace e dare forma alle idee”.

A coinvolgere maggiormente i giovani in questo percorso è stata la suggestiva cornice tematica: un viaggio nello spazio.
Partendo dal proprio “pianeta” d’origine – metafora delle abitudini e delle passioni personali – i partecipanti sono stati guidati verso nuove
dimensioni concettuali attraverso sfide collettive, momenti di riflessione e i tradizionali momenti di espressione scout. Il valore civile e sociale dell’esperienza ha trovato la sua massima espressione nella scelta delle sedi. Dopo un iniziale soggiorno presso la sede del Masci Palermo
3, il gruppo si è trasferito alla base scout “Volpe Astuta”, situata nel quartiere Altarello. Questa, dall’altissimo valore simbolico, un tempo proprietà di organizzazioni mafiose, è stata confiscata grazie all’operato del giudice Giovanni Falcone. Oggi la base rappresenta un presidio concreto di legalità, restituzione alla cittadinanza e riscatto sociale. Durante la permanenza, i ragazzi hanno approfondito la storia del sito e l’origine del suo nome.
“Volpe Astuta” era infatti il “nome totem” di una giovane guida scout scomparsa prematuramente; una scelta che porta con sé un profondo
significato legato alla memoria attiva, alla continuità dei valori scout e alla testimonianza.
I partecipanti, al termine dell’esperienza, dichiarano che siano bastati pochi giorni per vivere molto più di quanto immaginassero, non soltanto abbiano acquisito nuove competenze, ma abbiano costruito relazioni, superato paure, scoperto lati di loro stessi fino a quel momento mai emersi e sperimentato nuovi ambiti che all’inizio non ritenevano appassionanti. “Questo campo è stato molto più di un’esperienza formativa: è stato un viaggio che ci ha cambiati, lasciandoci qualcosa che porteremo con noi nel tempo”.

