“Anche oggi una seduta a vuoto per colpa di governo e maggioranza travolti dalle vicende giudiziarie e politicamente allo sbando, e soprattutto per colpa di un presidente della Regione che continua a far finta di niente mentre la terra sotto i suoi piedi sta franando”.
Così il capogruppo del Partito democratico all’Ars Michele Catanzaro al termine dei lavori d’Aula che hanno visto il rinvio in commissione di un ddl stralcio e la convocazione di Sala d’Ercole per domani pomeriggio con – ancora una volta – lo stesso ordine del giorno dello scorso mercoledì. “Tutto questo è inaccettabile, stanno prendendo in giro i siciliani, così non si può andare avanti”, dice Catanzaro.
Ars, in aula lo sfogo dei deputati: da Fabio Venezia a Cracolici, la linea sul “declino politico” è la stessa
In Aula il collega dem Fabio Venezia è intervenuto parlando di “lento declino politico, morale, sociale ed anche economico” e il presidente della Commissione antimafia siciliana, Antonello Cracolici, nel corso del suo intervento ha sostenuto che “stiamo attraversando una drammatica crisi politica, non possiamo più permettere a questo parlamento di non comprendere quello che succede attorno a noi, ma soprattutto il presidente della Regione non può fare il bell’addormentato nel bosco e non affrontare questa crisi, non è tollerabile”.
Non solo i deputati del Pd su questa linea. Luigi Sunseri, deputato regionale del Movimento 5 stelle, dal pulpito di Sala d’Ercole ha detto in premessa un “ci aspettavamo le dimissioni dell’assessore Amata” per dare subito conto all’Aula di ciò che ritiene essere un profilo di forte incompatibilità di incarico: quello di Marco Sambataro, nuovo dirigente generale dell’Autorità di Audit della Presidenza della Regione siciliana. Già lo scorso mercoledì i lavori d’Aula si avviavano con l’intervento del leader di Controcorrente, Ismaele La Vardera, che così si rivolgeva alla presidenza di turno (Nuccio Di Paola del M5s): “Signor presidente, innanzitutto apprendiamo dalle sue comunicazioni che la seduta di oggi è stata convocata, ma sostanzialmente non accadrà nulla rispetto a quello che era all’ordine del giorno e, quindi per l’ennesima volta, questo Parlamento si riunisce senza portare a casa una sola norma a favore dei siciliani”.
L’intervento di Mario Giambona: “Da inizio anno solo 4 disegni di legge”
Oggi, il tema è stato affrontato nuovamente e l’intervento di Mario Giambona, del Pd, sottolineava come da inizio anno Sala d’Ercole “ha esitato solo 4 disegni di legge”.
Si tratta degli aiuti per gli effetti del ciclone Harry, dello smembrato ddl Enti locali infine approvato dopo una riduzione all’osso delle norme che conteneva, di Comiso città della Pace e di alcuni debiti fuori bilancio in cui a farla da padrone è stato il voto segreto.
Sala d’Ercole però questa volta non aveva assenza del governo. Presenti gli assessori Dagnino, Aricò, Faraoni, Turano e Savarino. Obiezione respinta per Mimmo Turano, che lamentando interventi ex articolo 83 prima della discussione ha appreso dal presidente Di Paola che la discussione non ci sarebbe stata e che era stato concordato il rinvio.
Alessandro Aricò in chiusura di seduta ha invece fatto pesare che il governo era presente, incluso l’assessore all’Economia Alessandro Dagnino, e che si sarebbe potuto procedere. Secondo Aricò, a inizio discussione erano presenti 46 deputati. Presenze che evidentemente sono venute meno nel corso della discussione.
L’Ars e un potere “frenato”: il 4 maggio il processo a Galvagno, poi il filone per la sua ex portavoce Sabrina De Capitani e Cannariato
Mentre l’Assemblea regionale siciliana sembra aver ormai perso la propria prerogativa di parlamento con potere legislativo, il governo della Regione fa i conti con colpi e strattoni che arrivano dall’opposizione, dalle procure della Repubblica e dagli stessi alleati.
Il prossimo 4 maggio inizierà il processo al presidente dell’Ars Gaetano Galvagno che, sicuro di sé ha scelto di affrontare il giudizio con il rito immediato. Ma due giorni dopo, il 6 maggio, in aula di Tribunale entreranno per altro procedimento del filone la sua ex portavoce Sabrina De Capitani con Marcella Cannariato – già condannata oggi – e con loro la dipendente della Fondazione orchestra sinfonica siciliana Marianna Amato e il manager della comunicazione Alessandro Alessi.
Galvagno e Amata sono esponenti di Fratelli d’Italia, ma in sospeso c’è anche il caso giudiziario che pende sulla testa dell’assessore all’Agricoltura Luca Sammartino, della Lega.
Un clima da “bunker” in cui resistere alla guerra politica che viene dall’esterno
Tra deputati arrestati e sospesi, leader di partito estromessi dalla politica regionale e attualmente ai domiciliari, deleghe rimosse e assunte ad interim per ben un semestre, richieste continue e perentorie di riassegnazione e strattoni vari, Palazzo d’Orleans sembra un bunker in cui resistere alla guerra politica esterna.
Il riflesso di tutto ciò si concentra a Sala d’Ercole, dove anche il capogruppo del M5s Antonio De Luca reitera il refrain: “Ancora una seduta a vuoto all’Ars, l’ennesima a riprova di una legislatura fallimentare, travolta dagli scandali e incapace di varare provvedimenti per i siciliani. Schifani prenda atto di tutto questo e stacchi la spina, sarebbe la prima cosa degna di nota del suo mandato. Intanto metta alla porta l’assessora Amata, visto che non ha ritenuto opportuno fare il passo indietro che il rinvio a giudizio deciso dalla magistratura rendeva quantomeno doveroso”.
La eco capitolina del refrain anche nelle parole della collega di partito pentastellato, la capogruppo M5s in commissione Giustizia della Camera Valentina D’Orso: “Attendiamo che Giorgia Meloni batta un colpo e prosegua nel suo repulisti a scoppio ritardato, manderà via Amata o pensa di rimandare per anni come ha fatto con Santanchè?”. Rilancia Avs: “Dalle inchieste che hanno travolto Cuffaro e la Dc alla bufera giudiziaria che ha coinvolto Iacolino, il centrodestra ha perso qualsiasi legittimazione a governare una Regione umiliata, saccheggiata e mortificata da una corruzione dilagante e, nei casi più gravi, dalla connivenza tra politica e criminalità organizzata”.
Queste le parole di Pierpaolo Montalto, segretario regionale di Sinistra Italiana-Avs, e Fabio Giambrone, portavoce regionale di Europa Verde – Avs che oggi, ore del rinvio a giudizio per l’assessore al Turismo di Fratelli d’Italia, reitera la richiesta di assunzione di responsabilità del presidente della Regione: “In questa situazione gravissima Schifani non può continuare a scaricare le sue responsabilità solo sui componenti del suo governo e della sua maggioranza”.
La posizione di Amata e il rimpasto della giunta Schifani: la data cruciale è quella del 27 aprile a Enna
Le dimissioni di Elvira Amata sono attese e i bookmaker prendono scommesse su giorno e ora, ma il rimpasto della giunta Schifani e tutte le conseguenti mosse politiche fino allo sblocco dello stallo di Sala d’Ercole passeranno quasi certamente da Enna il 27. Lunedì prossimo infatti Arianna Meloni – sorella della premier e sua emanazione nel partito con la carica di capo della segreteria politica – e il responsabile nazionale dell’organizzazione dei Fratelli, Giovanni Donzelli, saranno in Sicilia. Lo Stato maggiore di Fratelli d’Italia scende giù e dopo gli incontri ci saranno le presumibili decisioni di Giorgia Meloni.
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