Il conflitto in Iran e Medio Oriente, ormai datato settimane e senza nessuna via d’uscita all’orizzonte, provoca naturalmente dei grandi effetti ai mercati di ogni settore: dal rinomato caro petrolio e carburanti all’energia, quindi il settore alimentare che – inevitabilmente – rientra nella catena (praticamente infinita) di parti danneggiate dalla guerra.
In tal senso, esistono prodotti che – spesso presenti sulla nostra tavola – rischiano adesso non solo di subire notevoli rincari, ma anche di essere messi in commercio con la solita frequenza che tutti noi conosciamo bene. Questo è il caso del pistacchio, con il concreto rischio che – se dovesse prolungarsi la guerra in Iran – la sua campagna di raccolta autunnale sarebbe ridotta al minimo. Ma è anche ciò che sta succedendo allo zafferano, prodotto praticamente ormai sempre già raro per via del blocco dello stretto di Hormuz e i costi sulla gestione di questa merce che, così come per altre, risente del conflitto.
Il caso dello zafferano e i danni dal conflitto in Medio Oriente
Ma perché lo zafferano rischia di “scomparire” dalle nostre tavole se il conflitto non trova una soluzione? Bisogna fare una premessa e, da qui, sarà tutto molto facile da capire. L’Iran è un grande produttore di zafferano e lo esporta ovunque, anche in Italia. La domanda è: quanto? A ciò, il “Sole24 Ore” riferisce del 90% dei 300mila chilogrammi di tutto lo zafferano prodotto al mondo, dati Fao e World Bank. Questo, basta per capire come lo zafferano sia un prodotto ormai raro, a costi carissimi per via della guerra in Iran e che le sue scorte, man mano che il conflitto va spedito, diminuiranno sempre di più.
In questo contesto, uno scenario ancora peggiore rispetto ad altri paesi del mondo è in Italia. Tutto ciò, perché il nostro Stato rientra nei primi cinque importatori dall’Iran, con lo zafferano che dunque potrebbe concretamente scarseggiare a breve sulle nostre tavole.
La guerra in Iran e l’effetto sul pistacchio: ormai è un lusso, la produzione fatica
Capitolo a parte per il pistacchio. Subito una premessa anche per questo grande prodotto: la situazione non è migliore dello zafferano. La guerra in Iran ha infatti provocato un forte aumento dei prezzi di un prodotto, esattamente come lo zafferano, già di base costoso. Il tutto, rendendo più rigide le esportazioni dal paese del Medio Oriente, anche in questo caso uno dei maggiori produttori mondiali. Secondo i conteggi di Expana, una società che monitora i prezzi del settore agricolo-alimentare, il prezzo dei pistacchi – oggi sui 4,5 a libbra – si aggira già adesso su un aumento del 20% per il prodotto con guscio, ma altri rincari sono dunque attesi a breve se tutto dovesse continuare.
A queste difficoltà, si aggiungono fattori ambientali: è il caso della siccità che, nel 2205, ha penalizzato i raccolti di pistacchio in Iran, Turchia e Stati Uniti, con una guerra economica che non può fare altro che complicare ulteriormente l’esportazione di questo genere di prodotto, anch’esso – come il caso dello zafferanoi – sempre più raro e soggetto a rincari, sostanzialmente quasi un lusso.
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