Guerra in Iran, LIVE sul QdS: tutte le ultime news e gli aggiornamenti in diretta sulle azioni di Usa e Israele, Iran e Paesi del Golfo di mercoledì 10 giugno 2026.
Guerra in Iran, le ultime news in diretta del 10 giugno 2026
Punti chiave
- Segretario Difesa americano: l'Iran farebbe una sconsideratezza a sfidarci ulteriormente"
- India convoca ambasciatore Usa: "Dispersi tre marinai a bordo della petroliera colpita"
- Raid Usa su petroliera carica in Golfo Oman
- Teheran: "Risoluzione Aiea controproducente"
- Trump: "L'accordo è negoziato, devono solo firmarlo"
- Ancora morti in Libano, gli ultimi dati
- Trump: "Blocco navale muro d'acciaio"
- L'allarme delle Nazioni Unite: "Rischio guerra totale"
- Morto soldato francese in Libano
“In questo momento, si tratta di attacchi difensivi per garantire la protezione del nostro popolo. Ripeto, l’Iran farebbe una sconsideratezza a sfidarci ulteriormente”, ha dichiarato Hegseth durante una visita alla base statunitense di Guantanamo Bay, a Cuba. Ha aggiunto: “Il Presidente Trump sta cercando un accordo. Ma non un accordo qualsiasi, bensì un ottimo accordo a nome del popolo americano, affinché l’Iran non ottenga mai un’arma nucleare”.
L’India convoca l’incaricato d’affari Usa a Nuova Delhi per presentare “una forte protesta” per il fatto che tre marinai indiani risultano dispersi dopo l’attacco alla petroliera Settebello a largo delle coste dell’Oman. Lo riferiscono all’Afp alte fonti del Governo indiano, che condanna fermamente l’accaduto.
Un aereo statunitense avrebbe colpito una petroliera carica, ma in panne, nel Golfo dell’Oman. Pare stesse trasportando greggio dall’Iran in violazione al blocco imposto dagli Usa. Lo ha reso noto il Comando centrale americano. Ieri era stata colpita “con munizioni di precisione la stanza motori della nave, dopo che l’equipaggio non aveva risposto positivamente alle direttive imposte dalle forze americane”, spiega il CentCom in un post su X in cui identifica la nave come la M/T Settebello con bandiera di Palau.
L’Iran reputa “controproducente” la risoluzione del Consiglio dei governatori dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) che chiede alle autorità di Teheran di fornire immediatamente informazioni e concedere l’accesso alle proprie scorte di uranio e agli impianti di produzione. Lo dichiara all’Afp il rappresentante permanente dell’Iran presso le Nazioni Unite a Vienna, Reza Najafi, sostenendo che questa risoluzione “complica ulteriormente una situazione già instabile, un cessate il fuoco fragile e i negoziati incompiuti tra l’Iran e gli Stati Uniti”.
“Abbiamo messo in guardia dalle conseguenze di un atto così illegittimo da parte degli Stati Uniti e dei loro sostenitori”, aggiunge, parlando di un atto “motivato politicamente” ed “errato da un punto di vista legale”.
“Li attaccheremo duramente, eravamo molto vicini ad un accordo, ma continuavano a prendere tempo, a prenderci in giro“. Parla così Donald Trump dei negoziatori iraniani, aggiungendo che “l’accordo è completamente negoziato” e che gli iraniani devono “solo iniziare a firmarlo” ma ritardano perché “sanno che è significativo” in quanto “proibisce completamente di avere l’arma nucleare”.
“Ieri li abbiamo colpiti duramente, oggi li attaccheremo di nuovo con forza – nel caso ve lo foste perso, nel caso non aveste acceso la televisione”. Così il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, riferendosi all’Iran.
“Li attaccheremo duramente”, ribadisce Trump, parlando ai giornalisti nello Studio Ovale dopo l’abbattimento di un elicottero Apache statunitense sullo Stretto di Hormuz che all’origine di una nuova escalation.
Sono almeno 30 le persone uccise e 92 quelle ferite nei raid aerei condotti dalle Forze di difesa israeliane (Idf) in Libano nelle ultime 24 ore. Lo conferma il Ministero della Salute libanese in una nota. Sale così a 3.696 morti e 11.413 feriti il bilancio totale delle vittime dal 2 marzo, inizio dell’attività militare israeliana contro Hezbollah in territorio libanese.
Quello imposto dagli Stati Uniti nello Stretto di Hormuz è un blocco navale che rappresenta un vero “muro d’acciaio”. Lo sostiene, in un post su Truth, il presidente Donald Trump, secondo cui “l’Iran sta facendo zero business, non paga il proprio esercito né le altre spese, e sta rapidamente diventando una Nazione fallita“. Secondo Trump, inoltre, “sta uscendo un sacco di petrolio. Sia lodato Allah!”.
In Medio Oriente c’è il rischio di un ritorno a una “guerra totale” dopo l’escalation delle ultime ore. A lanciare l’allarme è il segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres, intervenendo davanti al Consiglio di Sicurezza sulla situazione nella regione. “Non dobbiamo minimizzare i rischi che un incendio limitato diventi un incendio generalizzato o, in altre parole, guerra totale”, afferma.
Un soldato francese è morto in Libano dopo essere stato “colpito accidentalmente da un proiettile durante la fase preparatoria di un’esercitazione”. Lo rende noto il Ministero delle Forze armate francesi in un comunicato, spiegando che il soldato era “di stanza in Libano nell’ambito del distaccamento operativo di partenariato militare a Saliyeh”.
La vittima è il 21enne Florian Gillet, che prestava servizio nell’ottavo reggimento paracadutisti di Fanteria di Marina a Castres. Era stato schierato in Libano dal primo giugno. “Nonostante la tempestività dei soccorsi, purtroppo è deceduto a causa delle ferite riportate”, specifica il Ministero nella nota.
“In questo momento storico questa festa ha un valore ancora più importante perché abbiamo tutti ben chiaro cosa significa presidiare i distretti fondamentali che sembravano lontani, come Hormuz, ma dai quali dipende la nostra vita quotidiana la nostra economia e anche la sicurezza di tutte le nostre famiglie”. A dirlo il ministro della Difesa, Guido Crosetto, a Palermo, a margine della celebrazione della Giornata della Marina militare.
“Sapere che ci sono uomini e donne che hanno giurato di fare questo per la loro vita – aggiunge – e sapere che la Marina italiana presidia la nostra sicurezza anche in posti lontani migliaia di chilometri va ricordato e va spiegato ai cittadini”. “Oggi – ricorda il ministro – viene lodato l’impegno delle donne e degli uomini della Marina. Io lo lodo tutti i giorni, l’impegno delle nostre forze armate. E lo ricordiamo al resto del Paese, perché, ad esempio, nessuno sa che in questo momento ci sono migliaia di persone che sono a difendere i nostri interessi con la Marina o altre forze militari in giro per il mondo, a migliaia di chilometri, magari lontani sei mesi dalle proprie famiglie, e a cui viene chiesto di farlo magari nel giro di una settimana o 10 giorni. Nessuno sa qual è l’impegno dei militari, bisogna ricordarlo”.
“Il dittatore antisemita Erdoğan, che sta compiendo un genocidio contro i curdi, sostiene l’organizzazione terroristica Hamas, reprime il proprio popolo e imprigiona gli oppositori politici, è l’ultima persona che può impartire lezioni morali allo Stato di Israele”. Lo ha dichiarato il premier israeliano Benjamin Netanyahu. “Lo Stato di Israele e l’Idf, l’esercito più morale del mondo, continueranno ad agire con determinazione contro l’Iran e i suoi alleati, che minacciano il Medio Oriente e il mondo intero”.
“Qualsiasi aggressione incontrera’ una risposta diretta e decisa”: il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha commentato in questi termini l’escalation con gli Stati Uniti e le ultime minacce del presidente Donald Trump di riprendere gli attacchi contro l’Iran. Poco prima il presidente Usa ha affermato che “gli iraniani stanno impiegando troppo tempo a negoziare e a raggiungere un ottimo accordo per loro”.
“A seguito di consultazioni con gli Stati Uniti, i negoziatori del Qatar si sono recati a Teheran questa mattina per incontrare gli iraniani nel tentativo di colmare le divergenze rimanenti” e finalizzare un accordo fra Usa e Iran. Lo riferisce la Cnn, citando una fonte diplomatica a conoscenza della questione.
Donald Trump è vicino all’ordinare nuovi attacchi contro l’Iran. Lo ha detto lo stesso presidente a Fox.
L’Iran deve uscire dalla condizione di “né guerra né pace” che caratterizza l’attuale fase regionale. Lo afferma il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, citato dall’agenzia di stampa Irna, sottolineando che il conflitto non è nell’interesse del Paese, ma che Teheran non accetterà minacce alla propria sovranità. “Gestire la guerra non è un compito facile”, dichiara il presidente. “Dobbiamo uscire da questa situazione di né guerra né pace. Certamente la guerra non è nell’interesse del Paese, ma se qualcuno vorrà violare la nostra dignità, la nostra terra e la nostra patria, non ci arrenderemo”, aggiunge.
“Questa è la questione più importante che il nemico sta perseguendo oggi – dichiara Pezeshkian – Spera che creando discordia e divisione all’interno del Paese possa raggiungere i suoi obiettivi. Non essendoci riuscito con altri mezzi, ora vuole percorrere questa strada”.
Secondo Pezeshkian, un altro obiettivo degli avversari dell’Iran sarebbe quello di isolare Teheran nel mondo arabo e musulmano. “La seconda politica del nemico è mobilitare i Paesi arabi e musulmani contro di noi. Le politiche attualmente in corso mirano a sventare questo piano affinché i Paesi della regione prendano le distanze dagli Stati Uniti e da Israele. Questo processo è già in atto”.
“L’esercito iraniano è un disastro totale. La marina e l’aeronautica neanche esistono più. Sono stati completamente sconfitti. L’Iran chiacchiera ma non agisce. Il bullo del Medio Oriente è MORTO! Ci hanno messo troppo a firmare un accordo che sarebbe stato molto vantaggioso. Adesso ne pagheranno il prezzo“. Così, in un post su Truth, il presidente statunitense Donald Trump.
In attesa del summit NATO di Ankara, il presidente turco Recep Tayyip Erdoğan punta il dito contro Israele e la sua minaccia alla pace (con riferimento principale a Libano e Gaza, ndr). “Israele deve essere fermato: è un dovere dell’umanità! Non si deve permettere che la storia si ripeta”, dice. E aggiunge: “Se il banditismo di Israele non sarà fermato, il mondo intero – compresa questa regione – dovrà subirne le conseguenze”. Lo riporta l’agenzia Anadolu.
“Nell’attacco terroristico missilistico delle forze statunitensi contro le infrastrutture vitali per la distribuzione dell’acqua nella contea di Sirik, nella provincia iraniana di Hormozgan, all’alba del 10 giugno, due serbatoi strategici d’acqua (uno da 500 metri cubi e uno da 2mila metri cubi) sono stati completamente distrutti”. Lo conferma in una nota l’ambasciata iraniana a Roma dopo i raid aerei condotti gli Stati Uniti in risposta all’abbattimento di un elicottero Apache sullo stretto di Hormuz.
“Questi serbatoi svolgevano un ruolo fondamentale nell’approvvigionamento di acqua potabile per la popolazione locale e ora oltre 20mila persone, nel caldo torrido del sud dell’Iran, sono rimaste senza accesso all’acqua”, rivela l’ambasciata, secondo cui “questo brutale attacco contro infrastrutture civili costituisce un chiaro esempio di crimine di guerra contro la popolazione civile”.
L’UKMTO, l’Agenzia britannica per la sicurezza marittima, riferisce di un incidente al largo della costa dello Yemen. Una cannoniera avrebbe sparato contro un’imbarcazione. Ci sarebbe stato uno scontro a fuoco. Sono in corso le indagini, mentre in tutto il Medio Oriente la tensione è massima.
Secondo Al Arabiya, sarebbe di almeno 10 morti il bilancio dei raid israeliani su Tayr Debba e Deir Qanun an-Naher nel distretto di Tiro in Libano.
La guerra in Medio Oriente, rispetto alle previsioni pre-guerra dello scorso febbraio, comporta “una riduzione della crescita del PIL pari a 0,3 punti percentuali nel 2026 e a 0,4 punti nel 2027 e un aumento dell’inflazione di 1,4 punti percentuali quest’anno e 1,1 punti il prossimo”. Questi i dati contenuti nel rapporto sulla politica di bilancio dell’Upb. “I conflitti e le altre tensioni geopolitiche rappresentano il principale fattore di rischio per lo scenario macroeconomico”, sottolinea l’Ufficio parlamentare di bilancio.
“Lo shock energetico conferma, inoltre, una vulnerabilità strutturale dell’economia italiana e rafforza la necessità di accelerare il percorso di transizione energetica, che può diventare una leva di competitività e innovazione”.
Gli Stati Uniti hanno compromesso l’attuale sforzo diplomatico internazionale volto a porre fine alla guerra con gli ultimi attacchi. L’accusa arriva dal Ministero degli Esteri di iraniano: “Purtroppo, gli Stati Uniti stanno compromettendo questo processo diplomatico attraverso i messaggi contraddittori che inviano, i ripetuti cambiamenti di posizione e di richieste e, cosa peggiore di tutte, attraverso le ripetute violazioni del cessate il fuoco“, afferma il portavoce Esmaeil Baqaei. “Qualsiasi processo diplomatico viene compromesso dall’uso della forza e dal ricorso ad azioni illegali sul terreno”, aggiunge.
Attenzione massima in Giordania, Bahrein e Kuwait per i raid dell’Iran in risposta agli attacchi statunitensi seguiti all’abbattimento di un Apache. Nei pressi della base di Al-Azraq in Giordiania – riporta Al Jazeera citando fonti militari – sarebbero stati abbattuti 5 missili provenienti dall’Iran. Operazione che avrebbe provocato la caduta di qualche scheggia ma senza causare “feriti o danni materiali”. Suonano le sirene d’allarme in Bahrein e Kuwait.
Dopo la Cina, anche la Russia si dice “estremamente preoccupata” per la rinnovata escalation delle tensioni nell’area del Golfo. La portavoce del Ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, lancia un appello alle parti coinvolte: “Esortiamo le parti a esercitare moderazione e a cessare immediatamente gli attacchi armati“.
Profonda preoccupazione per il conflitto in Medio Oriente è stata espressa oggi da Pechino. “Le varie parti interessate dovrebbero mantenere la calma ed esercitare moderazione, smettere di intensificare il conflitto e di aggravare la situazione, e adottare misure concrete per allentare le tensioni”: queste le parole del portavoce del Ministero degli Esteri cinese, Lin Jian, durante una conferenza stampa.
La base statunitense di Al-Azraq in Giordania sarebbe stata oggetto di un attacco missilistico iraniano. Lo riferisco i media iraniani citando una dichiarazione dei Pasdaran. Si tratta di una risposta agli attacchi aerei statunitensi dopo l’abbattimento di un elicottero Apache.
“Hanno preso di mira e distrutto quattro obiettivi principali, tra cui gruppi di caccia F-35 in una base aerea e il centro di comando militare statunitense” ad Azraq, in Giordania, si legge nella dichiarazione pubblicata dai media iraniani.
Secondo quanto riferisce l’agenzia iraniana Mehr, nella notte esplosioni sono state udite nel sud dell’Iran mentre era in corso l’attacco degli Stati Uniti. Interessate la città costiera iraniana di Sirik, a Bandar Abbas e Qeshm, che si affacciano sullo Stretto di Hormuz. Sarebbe la risposta statunitense all’abbattimento di un Apache.
I prezzi del petrolio sono aumentati di quasi l’1% nelle prime contrattazioni di oggi, probabilmente a causa delle nuove tensioni registrate nelle scorse ore. I futures sul Brent hanno guadagnato 83 centesimi, pari allo 0,9% (92,29 dollari al barile). Contemporaneamente, i futures sul greggio statunitense West Texas Intermediate (Wti) sono aumentati di 68 centesimi, +0,8%, (88,97 dollari al barile).
L’esercito israeliano (Idf) ha affermato di aver colpito infrastrutture di Hezbollah a Tiro e in altre aree del Libano meridionale nelle ultime 24 ore. Secondo quanto scrive il ‘Times of Israel’, citando l’Idf, a Tiro, sono stati colpiti sei siti di Hezbollah utilizzati dal gruppo terroristico per attacchi contro obiettivi civili israeliani e dell’Idf, tra cui una struttura da cui venivano lanciati droni esplosivi con telecamera a infrarossi. In altre zone del Libano meridionale, l’Idf afferma di aver colpito lanciarazzi armati, oltre a militanti di Hezbollah nelle aree in cui l’Idf opera.
Per il vicepresidente statunitense JD Vance ribadisce l’affermazione Washington è “molto vicina” a un accordo che affronti il programma nucleare iraniano “a lungo termine”. “Credo che ne sapremo molto prima delle elezioni di metà mandato [di novembre]”, ha dichiarato in un’intervista a CBS News registrata prima degli ultimi attacchi. “Penso che l’accordo potrebbe essere raggiunto entro la prossima settimana, ma potrebbe anche concretizzarsi tra qualche mese”.
“In questo momento, ritengo che siamo in grado di raggiungere un accordo che sia vantaggioso per gli Stati Uniti dal punto di vista economico e che affronti davvero il programma nucleare iraniano, non solo ora, non solo durante la presidenza di Donald Trump, ma a lungo termine, in modo che i miei figli, una volta adulti, possano dire: ‘L’Iran non avrà armi nucleari’”, ha affermato Vance. “Questo è l’obiettivo della politica. E credo che siamo molto vicini a raggiungerlo. Ma c’è ancora molta strada da fare. Continueremo a farlo”, afferma.
Il ministero degli Esteri iraniano ha chiesto ai Paesi vicini del Golfo di non mettere a disposizione degli Stati Uniti e di Israele basi per attacchi contro Teheran. In una nota, il ministero degli Esteri iraniano ha “ribadito la responsabilità legale e morale di tutti i Paesi della regione (in particolare quelli situati lungo le coste meridionali del Golfo Persico) di impedire che l’esercito statunitense e Israele utilizzino il loro territorio o le loro infrastrutture per pianificare, organizzare, eseguire o sostenere azioni ostili contro l’Iran”.
La scorsa notte l’esercito giordano ha annunciato di aver abbattuto cinque missili lanciati dall’Iran. “Abbiamo intercettato e abbattuto cinque missili lanciati dall’Iran verso Azraq. L’intercettazione ha provocato la caduta di detriti, ma non ci sono state vittime né danni materiali”, si legge in un comunicato delle Forze Armate giordane.
L’Iran ha lanciato missili e droni contro obiettivi statunitensi nella regione. A riferirlo il Corpo delle guardie della rivoluzione islamica in un post su Telegram citato dalla Cnn. L’annuncio arriva dopo che gli Stati Uniti hanno annunciato di aver sferrato attacchi di rappresaglia contro l’Iran per l’abbattimento di un elicottero.
“Voglio una risposta molto potente”. Così il presidente Usa Donald Trump in un’intervista ad Abc riferendosi all’attacco sferrato all’Iran in risposta all’abbattimento dell’elicottero Apache sullo Stretto di Hormuz.
Dalle Nazioni Unite e anche dall’Europa si moltiplicano gli appelli alle parti coinvolte nel conflitto per il rispetto del cessate il fuoco in vigore sia tra Iran e USA sia tra Israele e Libano. Di fatto, però, le minacce continuano a susseguirsi e il rischio escalation rimane. Questo nonostante la presunta timida apertura di Hezbollah a un accordo. Nella giornata di ieri raid israeliani in Libano hanno provocato altre vittime.
Cosa succede tra Iran, Stati Uniti e Israele e in Libano: le ultime notizie
Regna il caos nell’area del Golfo. Secondo Al Arabiya, Hezbollah sarebbe disposto a accettare un cessate il fuoco globale con Israele. I patti dell’eventuale intesa potrebbero essere questi: le forze del duo sciita Hezbollah-Amal si ritirerebbero a nord del fiume Litani, mentre l’esercito israeliano dovrebbe porre fine agli attacchi e alle azioni in territorio libanese. Non c’è nulla di ufficiale, se non le indiscrezioni su questa potenziale apertura.
“I nostri grandi militari mi hanno informato che l’Iran ha abbattuto uno dei nostri sofisticatissimi elicotteri Apache lunedì notte”. Nel frattempo, l’accusa di Donald Trump agli iraniani. L’azione sarebbe avvenuta mentre gli Usa pattugliavano lo Stretto di Hormuz. Con una comunicazione sui social, il presidente ha espresso la “necessità” di una pronta risposta. Dopo le parole di Trump, arriva la dichiarazione del ministro iraniano Araghchi: “Le forze straniere in prossimità del nostro territorio sono costantemente a rischio a causa di loro possibili errori umani, di semplici incidenti o la possibilità di trovarsi nel fuoco incrociato. Per ridurre questi rischi, la soluzione migliore per le forze straniere è uscire, al più presto possibile, da un ambiente non è mai stato ospitale verso la loro presenza ostile”.
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