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Guerra in Iran, le ultime news in diretta | Svolta nel conflitto? Al Arabiya: “Hezbollah pronto a cessate il fuoco globale”

Guerra in Iran, le ultime news in diretta | Svolta nel conflitto? Al Arabiya: “Hezbollah pronto a cessate il fuoco globale”
Foto da Adnkronos

Le notizie sulla guerra Iran, USA, Israele e in Libano: news in diretta, aggiornamenti su morti, feriti e negoziati e su cosa sta succedendo

Guerra in IranLIVE sul QdS: tutte le ultime news e gli aggiornamenti in diretta sulle azioni di Usa e Israele, Iran e Paesi del Golfo di martedì 9 giugno 2026.

Guerra in Iran, le ultime news in diretta del 9 giugno 2026

Guerra in Iran, le ultime news in diretta del 9 giugno 2026
Guerra in Iran, LIVE sul QdS: tutte le ultime news e gli aggiornamenti in diretta sulle azioni di Usa e Israele, Iran e Paesi del Golfo di martedì 9 giugno 2026.
Inizio diretta: 09/06/26 07:00
Fine diretta: 10/06/26 00:00
Araghchi: "Forze straniere lascino nostro territorio, rischiano errori e incidenti"

“Le forze straniere devono lasciare il territorio dell’Iran, compreso lo stretto di Hormuz, per evitare il rischio di “errori umani, semplici incidenti o rimanere coinvolti nel fuoco incrociato”. La dichiarazione del ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, che, senza fare un riferimento specifico all’Apache americano abbattuto, afferma che “le nostre potenti forze armate sono in costante allerta per ogni violazione di spazio aereo, sulla terra o sul mare”.

“Lo stretto d Hormuz non è in acque internazionali, ma condivise tra Iran e Oman e a migliaia di miglia dalle coste americane – aggiunge il ministro – i confini marittimi sono chiarissimi”.

“Le forze straniere in prossimità del nostro territorio sono costantemente a rischio a causa di loro possibili errori umani, di semplici incidenti o la possibilità di trovarsi nel fuoco incrociato per ridurre questi rischi, la soluzione migliore per le forze straniere è uscire, al più presto possibile, da un ambiente non è mai stato ospitale verso la loro presenza ostile”, ha aggiunto Araghchi .

La dichiarazione del ministro iraniano arriva dopo che Donald Trump ha detto che l’elicottero Usa è stato abbattuto dall’Iran e che gli Usa “devono necessariamente rispondere a questo attacco”. Fonti della Difesa Usa hanno confermato che l’Apache è stato colpito da uno Shaded, i famosi droni iranani, ma almeno una fonte ha detto alla Cnn che non è chiaro se il drone abbia colpito il veivolo americano intenzionalment o inavvertitamente.

fonti Centcom, piloti Apache abbattuto messi in salvo da drone marino

Parlando con il Washington Post, Hawkins ha spiegato che per l’operazione è stato utilizzato un drone marino di superficie Corsair, che le forze Usa hanno dispiegato nella regione lo scorso marzo, poco dopo l’avvio del conflitto con l’Iran. Il drone ha messo in salvo i due piloti trasportandoli in un’altra posizione in mare, dove è arrivato l’elicottero che poi li ha trasferiti alla base.

Cnn, elicottero Usa abbattuto da drone Shahed di Teheran

L’elicottero Apache dell’esercito statunitense precipitato al largo delle coste dell’Oman sarebbe stato abbattuto da un drone kamikaze iraniano Shahed. Lo ha rivelato la Cnn citando fonti informate.

I due membri dell’equipaggio sono stati tratti in salvo da un’imbarcazione drone senza equipaggio, secondo quanto comunicato in precedenza dalle forze armate statunitensi. I droni Shahed, utilizzati dall’Iran per attacchi unidirezionali, sono noti per la loro capacità di volare a bassa quota e a velocità ridotta, caratteristiche che ne facilitano l’elusione delle difese aeree rispetto ai missili balistici.

Axios, da indagini Usa emerso elicottero colpito da drone Teheran

Dalle indagini preliminari condotte dagli Stati Uniti è emerso che l’elicottero d’attacco Apache precipitato nello Stretto di Hormuz, mentre era impegnato in una missione di pattugliamento, sarebbe stato colpito da un drone iraniano. Lo ha riferito Axios citando un funzionario statunitense, il quale ha precisato che resta ancora da accertare se il velivolo sia stato preso di mira deliberatamente o se l’impatto sia avvenuto in altre circostanze.

Nel frattempo, il presidente americano Donald Trump ha annunciato che “gli Stati Uniti dovranno necessariamente reagire a questo attacco”.

Fonti Centcom, piloti Apache abbattuto messi in salvo da drone marino

I due piloti dell’Apache precipitato in mare nei pressi dello stretto di Hormuz sono stati recuperati da un drone marino di superficie in dotazione della Task Force 59 della Marina che ha compiuto l’operazione di salvataggio dei piloti dell’elicottero che, stando a quanto reso noto oggi da Donald Trump, è stato abbattuto dagli iraniani. Lo dichiara a Cbs news il portavoce del Centcom, il capitano Tim Hawkins, dopo che il Comando Centrale americano ha diffuso un comunicato in cui si spiega che i due militari “sono in condizioni stabili” e sono stati messi in salvo due ore dopo che il loro elicottero era stato dato per scomparso in mare nei pressi della costa dell’Oman mentre pattugliavano le acque della regione.

La Task Force 59 è un’unità specializzata nell’uso di droni in mare ed è la prima volta che un drone marino di superficie viene usato in un’operazione di salvataggio in acqua, sottolineano ancora i media statunitensi.

 

Vance: "Tra un anno non si parlerà più di guerra"

Il vicepresidente degli Stati Uniti, JD Vance, in un’intervista a Usa Today, sostiene di essere “estremamente fiducioso” che tra un anno non si parlerà più del coinvolgimento degli Stati Uniti in Iran.

Secondo il vicepresidente, Washington riuscirà a raggiungere i propri obiettivi e, qualora la via diplomatica dovesse fallire, il presidente dispone di ulteriori strumenti per agire. “Finché manterremo questa vicenda ancorata alla missione fondamentale – impedire all’Iran di ottenere un’arma nucleare – non diventerà un pantano”, afferma Vance.

 

Trump: "Usa devono rispondere ad abbattimento elicottero"

Gli Stati Uniti “devono rispondere” all’abbattimento da parte dell’Iran dell’elicottero Apache, impegnato in una missione di pattugliamento nello Stretto di Hormuz. Lo sostiene il presidente statunitense Donald Trump in un post su Truth Social.

“Sono stato appena informato dai nostri grandi militari che la scorsa notte gli iraniani hanno abbattuto uno dei nostri sofisticatissimi elicotteri Apache mentre pattugliava lo Stretto di Hormuz”, aggiunge Trump, precisando che a bordo si trovavano due piloti, entrambi “sani e salvi e senza ferite”. “Ciononostante, gli Stati Uniti devono necessariamente rispondere a questo attacco”. E questo nonostante gli appelli alla pace e gli sforzi internazionali per giungere a un cessate il fuoco.

 

Ghalibaf: "Preferiamo la lingua della diplomazia ma ne padroneggiamo meglio altre"

“Preferiamo la lingua della diplomazia, ma ne conosciamo altre che padroneggiamo molto meglio”. Lo afferma su X il capo negoziatore iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf. “Se non rispetti i tuoi impegni, passeremo a quello che ci riesce meglio. Chi la fa l’aspetti!”, aggiunge.

 

Ue chiede a Israele il ritiro delle truppe

L’Unione Europea ha chiesto a Israele di ritirare le proprie truppe dal Libano e di rispettare pienamente l’accordo di cessate il fuoco, dopo i recenti bombardamenti contro Tiro.

“La posizione dell’Unione Europea è molto chiara. L’accordo di cessate il fuoco mediato dagli Stati Uniti tra Libano e Israele rappresenta una nuova opportunità per porre fine al conflitto e confidiamo che Israele vi parteciperà”, dice il portavoce per gli Affari Esteri della Commissione Europea, Anouar El Anouni.

Durante il briefing con la stampa, il portavoce ha esortato tutte le parti a “rispettare pienamente i termini dell’accordo” e a “cessare immediatamente tutte le azioni militari”. L’Europa chiede che Israele ponga fine agli attacchi e che Hezbollah si ritiri al nord del fiume Litani.

Hezbollah pronto a cessate il fuoco globale

Hezbollah sarebbe disposto a accettare un cessate il fuoco globale con Israele e non si opporrebbe a un ritiro delle proprie forze a nord del fiume Litani nell’ambito di un’intesa reciproca. Lo sostengono fonti citate da Al Arabiya, secondo le quali il presidente del Parlamento libanese, Nabih Berri, avrebbe informato l’ambasciatore statunitense a Beirut, Michel Issa, della disponibilità del cosiddetto “duo sciita”, formato da Hezbollah e dal movimento alleato Amal, ad accettare un cessate il fuoco complessivo. Le stesse fonti ritengono che Hezbollah non avrebbe obiezioni a ritirarsi a nord del Litani secondo il principio del “punto per punto”, nell’ambito di un accordo reciproco con Israele.

 

Idf: "In arrivo colpo più significativo e potente"

La recente ondata di attacchi contro l’Iran è “stata solo una preparazione a un colpo molto più significativo e potente”. Lo afferma il capo dell’esercito israeliano, Eyal Zamir, durante una visita a un’esercitazione militare nel nord di Israele.

“Le Idf sono preparate a tornare ad agire e a infliggere un altro colpo duro e di vasta portata contro l’Iran“, afferma Zamir, aggiungendo che le forze armate israeliane “continuano a mantenere il massimo livello di prontezza e preparazione per riprendere le operazioni in Iran”.

 

Crisi energetica legata alla guerra in Iran, Foti: "Usare fondi Pnrr? Vedremo"

“Se mi si chiede dopo giugno, quando avrete visto l’andamento di alcune rendicontazioni potete utilizzare qualche fondo, può darsi di sì, ma in questa fase…siamo intervenuti anche nell’ultima riprogrammazione, stiamo parlando di qualche centinaio di milioni di euro, non possiamo pensare di parlare di miliardi, poi evidentemente quando saremo in una fase più avanzata, quindi chiuso il Pnrr, faremo i conti di quello che eventualmente è rimasto, ma sono anche convinto che non rimarrà molto”. Così il ministro per gli Affari europei, il Pnrr e le Politiche di coesione Tommaso Foti interpellato, durante il Forum Pa, sulla possibilità che una quota di soldi del Pnrr possa essere utilizzata per affrontare la crisi energetica scatenata dalla chiusura di Hormuz e dalla guerra in Iran.

Ghalibaf celebra 100 giorni resistenza contro Usa e Israele

Il capo negoziatore iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, celebra la “resistenza della grande nazione iraniana” contro gli attacchi di Stati Uniti e Israele, nel centesimo giorno dall’inizio del “jihad nazionale che si è levata per preservare la linfa vitale dell’Iran”. “La benedizione di Dio sia su di voi che avete sostenuto l’Iran, scoraggiato il nemico e strappato il Paese dalle fauci dei lupi feroci che avevano mostrato i denti per costringere alla sottomissione l’Iran islamico – scrive Ghalibaf su X -. Lunga vita all’Iran e lunga vita alla resistenza della grande nazione iraniana”.

 

Guterres: "Temo escalation"

Il Segertario generale delle Nazioni Unite António Guterres si dice “profondamente preoccupato per la nuova escalation in Medio Oriente” e ha chiesto che “tutti gli attacchi devono cessare immediatamente“, sottolineando che “i cessate il fuoco in Libano, Iran e Gaza devono essere pienamente rispettati”. Guterres ha aggiunto che “qualsiasi azione che possa compromettere gli sforzi diplomatici in corso deve essere evitata”.

Guterres esprime anche preoccupazione per la “decisione di Israele di chiudere i valichi di frontiera con Gaza”, chiedendo che venga garantito “il passaggio rapido, sicuro e senza ostacoli degli aiuti umanitari”.

Parlando dello Stretto di Hormuz, inoltre, afferma che “l’esercizio dei diritti e delle libertà di navigazione, in conformità con il diritto internazionale, deve essere rispettato. Tutti devono adempiere ai propri obblighi ai sensi del diritto internazionale e adottare tutte le precauzioni possibili per proteggere i civili”. Perché, conclude Guterres, “non esiste una soluzione militare ai conflitti in Medio Oriente. L’unica via da seguire è il dialogo e i negoziati. Esorto tutte le parti interessate a lavorare per soluzioni diplomatiche che promuovano la pace e la sicurezza regionali e internazionali”.

Continuano i negoziati Iran-USA

Stanno continuando i negoziati tra Stati Uniti e Iran per arrivare, almeno così auspicano i mediatori pakistani, a un accordo “entro questa settimana”. Lo afferma l’emittente saudita Al-Hadath sul suo sito Internet citando una fonte pakistana.

 

Prezzi del petrolio in calo

Seduta in calo per i prezzi del petrolio con il Brent, riferimento in Europa, è sceso dell’1,56% a 92,78 dollari al barile.Il Wti, West Texas Intermediate, riferimento in Usa, perde l’192% a 89,55 dollari al barile.

 

Ben Gvir e caso Flotilla, Tajani: "Parole inaccettabili"

“Le parole pronunciate da Ben Gvir dimostrano qual è il livello politico e morale di questo signore”, sono parole “inaccettabili” e “non degne di un ministro”. Così il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani davanti alle Commissioni riunite Esteri e Difesa di Camera e Senato, commentando le parole pronunciate dal ministro della Sicurezza nazionale di Israele dopo che la procura di Roma lo ha indagato per il trattamento riservato agli attivisti della Global Sumud Flotilla.

“Non ho parole per commentare ciò che lui ha detto nei confronti dell’Italia ieri, dopo aver saputo che era indagato dalla Procura della Repubblica: sono parole inaccettabili che rispediamo al mittente, non sono degne di un ministro”, ha detto Tajani commentato le parole di Ben Gvir, che ieri ha detto “il Paese dello stivale è diventato quello delle ciabatte“.

“L’Italia è un Paese amico di Israele, che ha sempre difeso la libertà e la democrazia, ed è protagonista della pace”, per cui “respingiamo qualsiasi offesa e qualsiasi tentativo di denigrare il nostro Paese”, ha aggiunto Tajani.

Hezbollah ringrazia Iran per raid contro Israele dopo l'attacco a Beirut

Hezbollah ringrazia l’Iran per aver attaccato Israele dopo i raid aerei israeliani contro la periferia meridionale di Beirut. “La risposta missilistica iraniana all’entità sionista in difesa del nostro popolo libanese è un messaggio di impegno morale e politico da parte della Repubblica islamica nei confronti del Libano”, si legge in una nota.

“Il sostegno iraniano ai nostri legittimi diritti e la sua volontà di sopportare il costo finanziario e politico di questo impegno confermano che è l’Iran a sostenere il Libano, e non il contrario”, prosegue la nota, affermando che “l’Iran ha sempre voluto il meglio per il nostro Paese e ha contribuito a sostenere la sua resistenza per liberare la sua terra, ricostruire ciò che l’aggressione sionista ha distrutto”. Per cui, “la sua posizione a fianco del Libano merita gratitudine” e “non insulti in risposta a diktat stranieri”.

Rivolgendosi “alle autorità libanesi“, Hezbollah chiede di “cogliere l’opportunità e correggere le loro relazioni ufficiali con la Repubblica islamica” in modo da “beneficiare di questo sostegno iraniano per raggiungere i nostri obiettivi nazionali, specialmente alla luce della formazione del nuovo ombrello regionale che emerge dai negoziati di Islamabad”.

Libano cerca collaborazione con il Pakistan

Il capo dell’esercito libanese Rodolphe Haykal si è recato a Rawalpindi, in Pakistan, per incontrare il suo omologo pakistano Asim Munir. Secondo una nota ufficiale, i due avrebbero discusso di “questioni di interesse comune, del contesto di sicurezza regionale in evoluzione, della cooperazione in materia di difesa e delle prospettive per il rafforzamento delle relazioni militari bilaterali“.

Munir, in particolare, “ha sottolineato l’impegno dell’esercito pakistano ad ampliare la collaborazione in materia di difesa con le forze armate libanesi”. Il Pakistan continua anche il suo ruolo di mediatore tra USA e Iran.

 

Almeno 8 morti dopo raid su Tiro

Almeno otto morti dopo un raid aereo israeliano su un quartiere residenziale di Tiro, città costiera nel sud del Libano. Lo riferisce al Jazeera citando la Protezione civile del Libano meridionale.

Uccisi alti ufficiali dell'Aeronautica iraniana

Due alti ufficiali dell’Aeronautica iraniana vittime dei raid aerei condotti da Israele su Teheran: a confermarlo è la televisione di stato iraniana. Oggi i funerali.

Tajani: "Per la missione a Hormuz serve mandato internazionale"

L’Italia non condurrà una missione nello Stretto di Hormuz “da sola”. Serve “un mandato internazionale” dall’Europa o dalle Nazioni Unite. Lo ribadisce il vice premier e ministro degli Esteri Antonio Tajani davanti alle Commissioni riunite Esteri e Difesa di Camera e Senato.

 

A Parigi una maxi manifestazione per chiedere la democrazia in Iran

Una grande manifestazione è in programma sabato 20 giugno a Parigi per protestare contro quella che gli organizzatori definiscono un’ondata senza precedenti di esecuzioni politiche in Iran e per sostenere l’avvento di una Repubblica democratica nel Paese. Si attendono circa 100mila persone da tutta Europa e anche dal Nord America. Attese anche diverse figure politiche.

 

Baghaei cita Shakespeare per criticare la confisca dei beni iraniani

Il portavoce del ministero degli Esteri di Teheran Esmaeil Baghaei cita William Shakespeare per criticare la confisca da parte degli Stati Uniti di beni iraniani. Condividendo su X un video di Scott Bessent, segretario al Tesoro statunitense, in cui quest’ultimo parla con orgoglio del sequestro di beni appartenenti all’Iran, Baghaei cita Macbeth. “Ora sente il suo titolo che gli pende addosso, come la veste di un gigante su un ladro nano”.

 

Crosetto e l'attenzione al conflitto in Iran

L’operazione militare contro l’Iran, ha assunto una dimensione più ampia, e Teheran ha dimostrato di essere in grado di condurre attacchi missilistici di ampia portata verso Israele e non solo”. Così il ministro della Difesa Guido Crosetto davanti alle Commissioni riunite Esteri e Difesa di Camera e Senato sulle missioni internazionali dell’Italia. “L’Iran ha mostrato come le capacità militari e gli arsenali non siano esauriti. Lo testimoniano gli attacchi di domenica scorsa che hanno colpito Israele con oltre 30 missili balistici”.

‘Teheran è stata in grado di imparare dalla guerra dei 12 giorni modificando le proprie tattiche e dimostrando una straordinaria resistenza, in particolare attraverso la dispersione delle forze e la diffusione e indipendenza dei vari settori della propria catena di comando. Due armi hanno consentito all’Iran non solo di sopravvivere, ma di presidiare con forza il tavolo negoziale: il caos regionale generato dalla scelta di attaccare indiscriminatamente i suoi Paesi vicini e la crisi globale creatasi con il blocco dello Stretto di Hormuz – afferma Crosetto -. Quella che doveva essere inizialmente un’operazione militare circoscritta motivata dalla necessità di contrastare il programma nucleare iraniano e ridimensionare la rete di attori armati sostenuti da Teheran nella regione ha assunto una dimensione più ampia coinvolgendo tutta l’area”.

Israele ordina evacuazione di Tiro e aree circostanti

L’esercito israeliano invita gli abitanti di Tiro, città del Libano meridionale, e delle zone circostanti a evacuare in vista di nuovi attacchi aerei. “Avvertimento urgente ai residenti della città di Tiro, compreso il quartiere cristiano, i campi profughi e le zone circostanti. Per la vostra sicurezza, vi chiediamo di evacuare immediatamente le vostre case e di spostarvi a nord del fiume Zahrani”, si legge in un messaggio postato su X dal portavoce in lingua araba dell’esercito israeliano, Avichay Adraee.

 

Crosetto: "Quadro desolante in Libano"

“La situazione in Libano desta quotidiana preoccupazione e il quadro di sicurezza del Paese è tornato a deteriorarsi dopo alcuni segnali incoraggianti”. Lo dice il ministro della Difesa Guido Crosetto davanti alle Commissioni riunite Esteri e Difesa di Camera e Senato sulle missioni internazionali dell’Italia. Secondo il ministro, “la crisi sembra aver riportato il Paese a condizioni che richiamano quelle dei primi anni Duemila, con una crescente presenza militare israeliana nel sud del Libano e un significativo incremento delle operazioni condotte contro Hezbollah. L’obiettivo perseguito  sembra essere quello di eliminare in modo permanente la minaccia rappresentata dall’organizzazione sciita, ma questo approccio ha costi altissimi“.

“Il quadro attuale è desolante – sottolinea  Crosetto -. Il Libano sta soffrendo una crisi con quasi un milione e mezzo di sfollati ed è continuamente martoriato nel sud del Paese, praticamente fino alla stessa Beirut”. Allo stesso tempo, ha aggiunto Crosetto, “Israele ha rafforzato la sua presenza occupando militarmente diverse aree e al momento non sembrano presentarsi segnali di rientro oltre la linea di demarcazione tra i due stati. E la connessione con il conflitto in Iran e l’utilizzo del suolo libanese per combattere una guerra per procura rendono lo scenario ancora più complesso da risolvere. Di fronte a una crisi che sta provocando ferite indelebili alla popolazione e al territorio”.

Crosetto parla anche della missione Unifil, definendo “ammirevole” lo sforzo degli uomini e delle donne impegnate nella missione in una terra “martoriata”.

Tajani: "L'Italia pronta a fare la sua parte dopo l'accordo"

L’Italia è pronta a fare la sua parte nell’ambito delle iniziative multilaterali che verranno lanciate dopo la conclusione dell’accordo tra Iran e Stati Uniti”. Lo dichiara il vice premier e ministro degli Esteri Antonio Tajani davanti alle Commissioni riunite Esteri e Difesa di Camera e Senato.

“Voglio ribadire che la nostra partecipazione è subordinata al raggiungimento di un cessate il fuoco stabile e di un ampio consenso internazionale sul mandato della missione. Quando queste condizioni saranno soddisfatte torneremo in Parlamento per chiedere l’autorizzazione del Parlamento”, precisa.

 

Iran: "A lavoro con gli Usa: speriamo in accordo entro fine mese"

Il rappresentante dell’Iran presso le Nazioni Unite Saeed Iravani ha dichiarato che Stati Uniti e Iran stanno “presentando e scambiando punti di vista e opinioni per raggiungere il testo definitivo di un memorandum d’intesa, tramite il Pakistan”. “Non abbiamo ancora raggiunto il testo definitivo, ma stiamo seguendo la questione”, ha aggiunto, secondo l’agenzia Irna, esprimendo la speranza che il processo si concluda entro la fine di questo mese. Ha poi proseguito affermando: “Il cessate il fuoco sarà globale e riguarderà l’intera regione, Libano compreso”.

Trump su Netanyahu: "Se gli dico di fare qualcosa, la fa"

In una conversazione telefonica con la Bbc, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha negato che il premier israeliano Benjamin Netanyahu gli abbia disobbedito ordinando un’azione militare contro l’Iran in risposta agli attacchi missilistici contro Israele: “Se gli dico di fare qualcosa, lui la fa”, ha detto Trump all’emittente britannica riferendosi al primo ministro dello Stato ebraico. “Tutto quello che ho detto” a Netanyahu “è che dobbiamo usare il buon senso, siamo vicini a firmare un accordo molto importante, un ottimo accordo”, riporta la Bbc.

Elicottero Usa precipita a Hormuz, Trump: "Piloti salvi"

Un elicottero dell’esercito americano, un ‘Apache’, è precipitato nelle scorse ore vicino allo stretto di Hormuz. Il presidente americano Donad Trump, riporta il New York Times, ha detto che i “due piloti sono salvi”. Le cause dell’incidente ancora non sono state chiarite e un’indagine è in corso.

Trump: "Siamo nelle fasi finali per accordo molto buono"

“Siamo nelle fasi finali per un accordo molto buono con l’Iran”. Lo ha dichiarato il presidente americano, Donald Trump, parlando con i giornalisti al termine della finale di Nba. “Non gli permetteremo di avere un’arma nucleare”, ha spiegato. “L’accordo sarà molto migliore di quello siglato da Obama”, ha evidenziato ancora il capo della Casa Bianca.

Cosa succede tra Iran, Stati Uniti e Israele e in Libano: le ultime notizie

Iran e Israele si ritirano dopo lo scambio di attacchi. Il Primo Ministro Benjamin Netanyahu ha dichiarato che Israele “ha sospeso gli attacchi” dopo una telefonata con il presidente Trump. Anche l’Iran ha affermato che avrebbe cessato i suoi attacchi, ma, come Israele, ha avvertito di essere pronto a riprenderli in qualsiasi momento.

Oggi, lunedì 8 giugno, Iran e Israele hanno bruscamente interrotto un’escalation militare che aveva messo a repentaglio un cessate il fuoco di due mesi e riportato il Medio Oriente sull’orlo di una guerra su vasta scala. Dopo gli attacchi reciproci, domenica e lunedì, in Libano, Israele e Iran, Donald Trump ha telefonato al primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. Il presidente Usa gli ha chiesto di desistere da nuovi attacchi contro l’Iran. Questo è quanto dichiarato da un alto funzionario statunitense e da due funzionari israeliani, che hanno chiesto l’anonimato perché non autorizzati a parlare pubblicamente della telefonata. A riferirlo è il New York Times.

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