Home » Fatti » “La Regione fa e disfa”: il Piano paesaggistico accende lo scontro all’Ars

“La Regione fa e disfa”: il Piano paesaggistico accende lo scontro all’Ars

“La Regione fa e disfa”: il Piano paesaggistico accende lo scontro all’Ars
Daniele Tumminello, sindaco di Cefalù

Lo strumento non ha messo d’accordo tutti i Comuni coinvolti. Il sindaco di Cefalù ha dato disposizione per il ricorso. Dopo l’iniziativa di Figuccia (Lega), interrogazione all’Ars anche del dem Giambona: “L’atto produce incertezza”

PALERMO – L’adozione del Piano paesaggistico della Città metropolitana di Palermo da parte della Regione siciliana non ha reso felici tutti i Comuni, e le prime avvisaglie avevano già indotto il presidente Renato Schifani a riunire le istituzioni regionali e i sindaci del territorio per ascoltare le obiezioni. Al tavolo di Palazzo d’Orleans, l’assessore regionale ai Beni culturali Francesco Paolo Scarpinato, il dirigente generale del dipartimento dei Beni culturali Mario La Rocca, la soprintendente di Palermo Selima Giuliano e una trentina di rappresentanti dell’Unione dei Comuni delle Madonie e delle amministrazioni di Campofelice di Roccella, Cefalù, Lascari e Termini Imerese, che avevano richiesto l’incontro. Malgrado le rassicurazioni date ai sindaci e comunicate a esito della riunione, c’è chi ha deciso di procedere per altre vie, ricorrendo ad altre sedi.

Piano paesaggistico Palermo, le preoccupazioni dei Comuni

Schifani aveva di fatto riconosciuto legittime e accolto le preoccupazioni, affermando infine che “nell’imposizione dei vincoli occorre trovare equilibrio con le effettive esigenze delle comunità locali, tenendo però sempre fermo il principio della tutela del territorio”. Il giorno successivo il sindaco di Cefalù, Daniele Salvatore Tumminello, ha dato disposizione per depositare il ricorso al Tar per nulla soddisfatto dalle rassicurazioni di presidente e assessore. “Noi abbiamo avuto approvato il Piano regolatore generale dall’assessorato regionale Territorio e Ambiente nel 2025”, ha spiegato il primo cittadino di Cefalù sottolineando il lungo iter e le tante valutazioni del Prg che infine ottiene il nullaosta dell’Assessorato regionale.

L’approvazione, via libera definitivo, il Comune di Cefalù l’ha ottenuta a maggio dello scorso anno. Poi, sulla base del Piano adottato, sul territorio cefaludese si sono avviate attività volte a investimenti e sviluppo che il Piano paesaggistico giunto circa un anno dopo ha gravemente minato. “Da quello che abbiamo potuto vedere – ha detto Tumminello – ci sono delle aree su cui il nostro Piano regolatore prevedeva possibilità edificatoria e quindi prospettive di crescita e di sviluppo e che nel Piano paesaggistico invece, con la Tutela 2 e la Tutela 3, vengono completamente azzerate”. Secondo Tumminello, che afferma di averne già avuto notizia, “c’è sicuramente qualche privato che avrà agito anche nei confronti dell’assessorato”. Il Comune di Cefalù si era dotato di un nuovo strumento urbanistico che, secondo il sindaco, “rispetto al precedente datato 1974 aveva ridotto del 50% la possibilità di sfruttamento del suolo a fini edificatori”. Un Piano regolatore che giungeva dopo mezzo secolo e che è stato stralciato nella sua programmazione dal Piano paesaggistico approvato un anno più tardi.

Cefalù, il contrasto tra Piano regolatore e Piano paesaggistico

Il paradosso burocratico si sintetizza in quanto afferma Tumminello: “Il Piano regolatore ha superato tutta una serie di esami con la Commissione tecnico-scientifica di cui fa parte anche l’assessorato ai Beni culturali, quindi pensavamo che nel nuovo Piano paesaggistico la cartografia tenesse conto dell’aggiornamento che il Prg aveva dato”. Pende quindi una richiesta di sospensiva che Cefalù ha promosso al Tar, ma nel frattempo anche all’Ars la questione Piano paesaggistico ha investito deputati regionali che si sono fatti portavoce con interrogazioni parlamentari.

Piano paesaggistico Palermo, le interrogazioni all’Ars

Il primo ad annunciare un’interrogazione parlamentare urgente era stato il deputato di maggioranza Vincenzo Figuccia, della Lega, che già il 12 agosto aveva sostenuto che il Piano paesaggistico fosse oggetto di potenziali, gravi criticità: “Il punto non è mettere in discussione la tutela del paesaggio, che resta un valore fondamentale, ma evitare che nuove prescrizioni introdotte senza un’adeguata concertazione preventiva possano bloccare investimenti, progetti e programmi di sviluppo già avviati sulla base degli strumenti urbanistici vigenti”.

Figuccia aveva quindi chiesto “l’apertura immediata di un tavolo tecnico con i territori e una verifica puntuale, Comune per Comune, delle criticità e delle eventuali incompatibilità con gli strumenti urbanistici già approvati”. La riunione era stata richiesta anche dai sindaci dei Comuni che accusavano maggiormente il colpo e che ricevevano le più agguerrite istanze sui rispettivi territori, e si è tenuta il secondo martedì di settembre. Ma quella del deputato questore della Lega non è l’unica interrogazione depositata all’Ars all’indirizzo di governo e assessore. Mario Giambona, vice capogruppo del Partito Democratico all’Ars, ha depositato ieri un’interrogazione per avere chiarezza su come sia possibile che “la Regione da una parte fa e dall’altra disfa ciò che ha fatto”.

Ars, scontro tra tutela del paesaggio e sviluppo economico

Giambona pone l’attenzione sulla questione cardine dello sviluppo economico dei territori, precisando che non è in discussione la tutela del paesaggio: “Il rischio è quello di produrre incertezza, bloccare interventi già programmati e mortificare le prospettive di sviluppo dei territori. Ancora più grave è che tutto questo avvenga senza un reale e preventivo coinvolgimento delle comunità locali, degli ordini professionali e delle categorie produttive, come invece sarebbe necessario per uno strumento destinato a incidere profondamente sul futuro urbanistico ed economico della provincia di Palermo”.

Piano paesaggistico, come presentare le osservazioni

Il decreto assessoriale, come già annunciato da Palazzo d’Orleans, prevede che possano essere presentate osservazioni entro 30 giorni lavorativi successivi ai 90 giorni di pubblicazione del Piano paesaggistico sull’Albo pretorio di ciascun Comune. Al termine della riunione presieduta da Renato Schifani, l’assessore Francesco Paolo Scarpinato aveva assicurato che “i rilievi che arriveranno nei tempi previsti dalla norma saranno valutati sia dalla Soprintendenza sia dall’Osservatorio regionale per la qualità del paesaggio”. A questi si aggiungeranno adesso i rilievi del Tar e quelli di Sala d’Ercole.

Scarpinato al QdS: “Continueremo a valutare osservazioni ed esigenze”

Raggiunto dal nostro giornale, l’assessore ai Beni culturali Francesco Paolo Scarpinato ha chiarito il proprio punto di vista e la posizione – o predisposizione – del governo regionale in merito al Piano paesaggistico e alle criticità rilevate dai alcuni sindaci che hanno prodotto le interrogazioni parlamentari dei deputati Figuccia e Giambona. “Ognuno, nel rispetto dei propri ruoli e delle proprie prerogative, svolge il proprio lavoro”, afferma in premessa Scarpinato. “Per quanto riguarda le interrogazioni parlamentari, avremo modo di fornire tutte le risposte e i chiarimenti necessari – prosegue l’assessore – non appena arriveranno nelle sedi competenti. Il nostro impegno resta quello di lavorare con serietà e nel pieno rispetto delle procedure previste”.

Altra questione è il ricorso al Tar promosso dal Comune di Cefalù all’indomani della riunione di Palazzo d’Orleans. “Il governo regionale – dice Scarpinato in merito al ricorso al Tribunale amministrativo – ha dimostrato fin dall’inizio la massima disponibilità all’ascolto, cercando di andare incontro alle esigenze rappresentate dai territori, sempre nel rispetto della normativa e della necessità di tutelare il patrimonio paesaggistico e gli stessi territori. Proprio in questa direzione abbiamo promosso tavoli tecnici e politici, creando occasioni concrete di confronto con i Comuni. Continueremo a valutare, nell’ambito degli strumenti previsti dalla legge, le osservazioni e le esigenze che saranno rappresentate”.