Guerra in Iran, LIVE sul QdS: tutte le ultime news e gli aggiornamenti in diretta sulle azioni di Usa e Israele, Iran e Paesi del Golfo di martedì 10 marzo 2026.
Guerra in Iran, le ultime news in diretta
Il consolato generale della Russia a Isfahan sarebbe stato danneggiato durante un raid condotto domenica scorsa contro un vicino edificio in territorio iraniano. Lo ha reso noto oggi la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, che ha precisato che nell’esplosione non vi sono state vittime o feriti gravi ma anche che l’attacco a una sede diplomatica costituisce una violazione del diritto internazionale.
Nuove esplosioni si sono avvertite questa sera a Teheran. Lo riportano giornalisti dell’Afp.
L’ultima volta è successo a Davos a gennaio. Mentre Wall Street e i mercati globali crollavano a causa delle minacce di Donald Trump alla Groenlandia, parlando al World Economic Forum il presidente americano aveva cambiato completamente direzione: aveva escluso di voler usare la forza in Groenlandia e ricordato di non voler imporre nuovi dazi all’Europa. Per giorni i media americani erano tornati a parlare di ‘Taco Trump’, ovvero la tendenza del presidente a minacciare e poi ammorbidire la posizione non appena i mercati iniziano a crollare: “Trump Always Chickens Out”, Trump si tira sempre indietro.
Ma è possibile fare la stessa cosa con una guerra? Ieri Trump ci ha provato, cercando di invertire le perdite delle Borse (Wall Street aveva chiuso la settimana in rosso) e fermare la crescita del petrolio che aveva toccato i 120 dollari al barile. Prima parlando a Cbs a mercati aperti e poi la sera nel corso di una conferenza stampa dalla Florida, Trump ha promesso che la guerra con l’Iran “finirà molto, molto presto” e che le operazioni militari sono “quasi concluse”. E ancora ha sostenuto che si tratta solo di “una piccola escursione”.
Da Adnkronos
Oltre 5 miliardi di dollari spesi in munizioni solo nei primi due giorni di guerra contro l’Iran. E’ questo il conto presentato dal Pentagono in una valutazione fornita dalla Difesa Usa al Congresso. Una somma altissima, hanno spiegato alla Cnn due fonti a conoscenza del documento, che ha allarmato Capitol Hill. Troppo rapido infatti per il Congresso il modo in cui il Dipartimento della Difesa statunitense starebbe ‘bruciando’ sistemi d’arma avanzati – tra cui munizioni guidate di precisione a lungo raggio – ampiamente utilizzate, spiega ancora Cnn, nei primissimi giorni di guerra.
La protezione delle navi che passano attraverso lo Stretto di Hormuz è stata al centro di una telefonata tra il primo ministro britannico Keir Starmer, la premier Giorgia Meloni e il cancelliere tedesco Friedrich Merz. Nel darne notizia, un portavoce di Downing Street ha affermato che Londra “sta lavorando con i suoi alleati su una serie di opzioni per sostenere la navigazione commerciale attraverso lo Stretto di Hormuz man mano che il quadro delle minacce si evolve”.
Una frase che doveva servire a spiegare il senso del comunicato del governo britannico, laddove si afferma che Meloni, Merz e Starmer hanno concordato sulla “vitale importanza della libertà di navigazione” nello Stretto e “hanno concordato di lavorare insieme a stretto contatto nei prossimi giorni dinanzi alle minacce iraniane”. Ma che sarebbe stata interpretata come l’apertura a una ‘scorta navale’ a protezione dei mercantili che in questi giorni non riescono ad attraversare Hormuz a causa della guerra.
“Non è un’opzione praticabile in questa fase“, spiegano all’Adnkronos fonti informate, sottolineando il rischio che una missione del genere diventi una sorta di ‘pull factor’ per attacchi alle navi, trasformate in bersagli per gli iraniani. Un avvertimento agli europei che arriva anche dai Paesi del Golfo, come emerge dai continui contatti del governo italiano con i suoi interlocutori nella regione.
Nel corso della telefonata di ieri sera, ha riferito Downing Street, Starmer ha inoltre aggiornato gli altri due leader “sulle misure difensive in corso adottate dal Regno Unito nella regione negli ultimi giorni, a sostegno dei partner nel Golfo”, mentre il premier, insieme a Merz e Meloni, ha sottolineato “la necessità di una cooperazione continua di fronte alla situazione in escalation e hanno concordato di rimanere in stretto contatto nei prossimi giorni”.
Il colloquio è avvenuto dopo la telefonata del 6 marzo scorso, di cui aveva dato notizia sempre Downing Street, tra i premier di Italia e Regno Unito, il cancelliere tedesco e il presidente francese Emmanuel Macron, che ieri sera, fa sapere l’Eliseo, non ha partecipato “perché impegnato sulla portaerei Charles De Gaulle”.
L’Iran ha accusato Israele di aver ucciso quattro suoi diplomatici in un attacco avvenuto nel fine settimana contro un hotel sul lungomare di Beirut. Lo riferisce una lettera inviata al segretario generale António Guterres dalla missione permanente iraniana.
“Nelle prime ore di domenica 8 marzo 2026, il regime israeliano ha compiuto un deliberato attacco terroristico contro il Ramada Hotel di Beirut, che ha provocato l’assassinio e il martirio di quattro diplomatici della Repubblica islamica dell’Iran”, si legge nella missiva di Teheran.
L’Ue consegnerà al Programma alimentare mondiale e all’Unicef aiuti da distribuire alla popolazione del Libano, dove sono oltre 680mila gli sfollati a causa del conflitto in corso.
Colpi d’arma da fuoco sarebbero stati esplosi nella notte contro il consolato degli Stati Uniti a Toronto: le autorità canadesi parlano di un possibile “incidente di sicurezza nazionale“. Secondo la polizia cittadina e la Royal Canadian Mounted Police (Rcmp), gli spari sarebbero stati esplosi intorno alle 4.30 del mattino. Nessun ferito, nonostante nell’edificio – sotto stretta sorveglianza – si trovassero diverse persone. Scatta un’indagine, condotta con il supporto dell’Fbi statunitense. Non è ancora chiaro se ci sia un collegamento con la vicenda Stati Uniti-Iran e la guerra in corso.
Sospiro di sollievo a Taranto: sono rientrati i cittadini bloccati a Dubai a causa del conflitto nell’area del Golfo. Lo annuncia il sindaco di Taranto Piero Bitetti, che commenta: “Sono stati giorni di ansia e di apprensione ma finalmente possiamo che dire i tarantini bloccati a Dubai a causa del conflitto in corso, sono tornati a casa e hanno potuto riabbracciare amici e parenti. Ne sono felice anche perché ho seguito personalmente la vicenda con attenzione e in maniera del tutto discreta”.
“Termina così una vera e propria odissea che ha tenuto con il fiato sospeso le famiglie dei tarantini trattenuti in Medio Oriente. In virtù della delicata situazione geopolitica internazionale, l’amministrazione comunale continuerà a tenere alta l’attenzione nel suo ruolo istituzionale con riserbo e prudenza”, conclude.
L’inviato speciale di Donald Trump, Steve Witkoff, annuncia che si recherà “probabilmente” in Israele la prossima settimana assieme al genero del presidente americano, Jared Kushner. “La nostra visita non era finalizzata ad assottigliare le divergenze, perché non penso ce ne siano molte – commenta Witkoff a Cnbc – ma è più per coordinarci e capire a che punto sono. Abbiamo dovuto cancellare la visita per ragioni che non hanno nulla a che fare con le nostre divergenze. La faremo probabilmente la prossima settimana, ma al momento non siamo ancora sicuri”.
Nella giornata di martedì 10 marzo gli USA e Israele hanno lanciato nuovi raid contro l’Iran. I “più pesanti da quando Washington ha lanciato la guerra 10 giorni fa”, secondo il segretario alla Difesa Pete Hegseth che ribadisce che gli Stati Uniti andranno avanti “fino alla sconfitta completa del nemico“.
Da parte sua anche Teheran è pronta a continuare gli attacchi finché sarà necessario.
La premier Giorgia Meloni è attesa domani alle 9.30 in Senato per riferire sulla crisi in Medio Oriente e in vista del consiglio Ue del 19 e 20 marzo. Rifiutata la richiesta delle opposizioni per due comunicazioni separate.
L’Iran ha lanciato una nuova salva di missili contro città israeliane, inclusa Tel Aviv, e obiettivi statunitensi nella regione. Lo rivendicano i Guardiani della rivoluzione iraniana.
Il presidente russo Vladimir Putin ha avuto un colloquio telefonico con il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, confermando “la sua posizione a favore di una rapida de-escalation del conflitto”. Lo riferisce il Cremlino. La telefonata avviene all’indomani di quella tra Putin e Trump, sempre sulla questione iraniana (e non solo).
Gli stati membri dell’Agenzia internazionale per l’energia (Iea) oggi si riuniscono per valutare “l’attuale sicurezza dell’approvvigionamento” e il potenziale sblocco delle scorte di emergenza di petrolio, mentre la guerra nell’area del Golfo sconvolge i mercati. Lo annuncia il direttore esecutivo Fatih Birol, che spiega di essere “in stretto contatto” con i ministri dell’energia dei principali produttori e consumatori di energia di tutto il mondo per discutere la questione.
“Nei mercati petroliferi, le condizioni sono peggiorate negli ultimi giorni. Oltre alle sfide del transito attraverso lo Stretto di Hormuz, una quantità sostanziale di produzione di petrolio è stata ridotta. Ciò sta creando rischi significativi e crescenti per il mercato”, spiega Birol.
“Ho convocato una riunione straordinaria dei governi membri dell’Iea, che si terrà oggi, per valutare l’attuale sicurezza dell’approvvigionamento e le condizioni di mercato, al fine di orientare una successiva decisione sull’opportunità di rendere disponibili al mercato le scorte di emergenza dei paesi dell’Iea”, conclude.
Il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso convoca il tavolo nazionale dedicato alle piccole e medie imprese per martedì 17 marzo, alle ore 10.30, a Palazzo Piacentini. Argomento centrale le attuali tensioni geopolitiche, gli effetti sui mercati energetici e sull’economia e le misure da intraprendere – a livello nazionale ed europeo – a tutela del tessuto produttivo.
All’incontro è previsto l’intervento delle principali associazioni rappresentative della categoria: Alleanza delle cooperative italiane, Ampit, Ance, Anpit – Azienda Italia, Assoknowledge, Casartigiani, Cna, Compagnia delle opere, Confagricoltura, Confapi, Confartigianato, Confcommercio, Confesercenti, Confimi industria, Confindustria, Confederazione Aepi, Conflavoro Pmi, Confprofessioni, Federmanager, Fenapi, Inapp, Innovup, Manageritalia, Unicoop, Unimpresa, Unioncamere, Valore impresa.
La guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran, non sta andando come previsto. Lo sostiene un editoriale del Wall Street Journal a firma di Yaroslav Trofimov, secondo cui il conflitto – pur coinvolgendo numerosi Paesi e avendo avuto conseguenze politiche ed economiche di rilievo – non avrebbe dato i risultati attesi da USA e Israele. “Entrambi sembrano aver sbagliato i calcoli su come avrebbe reagito l’avversario”, si legge nell’articolo.
Trump sperava nell’elezione a Guida Suprema dell’Iran di un soggetto più gradito alla leadership americana rispetto al figlio del defunto Ali Khamenei. Teheran, però, ha risposto diversamente. E ha di fatto bloccato lo strategico Stretto di Hormuz, scatenando il rischio di uno shock energetico. L’obiettivo, secondo diversi osservatori, sarebbe aumentare i costi politici ed economici della guerra. “Il focus iraniano è far capire a Trump quanto questa guerra stia danneggiando l’economia e quanto direttamente gli americani a casa ne subiranno le conseguenze”, ha spiegato Ellie Geranmayeh dell’European Council on Foreign Relations, sottolineando che “più il conflitto si prolunga, più Teheran pensa di poter imporre questi costi”.
Il vincitore in questo contesto e in un eventuale conflitto prolungato? La Russia. Lo sostiene l’economista Alexandra Prokopenko.
Nuovi raid israeliani a sud di Beirut, dopo che l’esercito israeliano ha rinnovato il suo avvertimento alla popolazione di evacuare l’area. “Aerei da guerra israeliani hanno lanciato un raid sui sobborghi meridionali, il primo dopo l’avvertimento emesso dal nemico”, scrive l’agenzia di stampa statale libanese National News Agency.
Il premier britannico Keir Starmer, la premier Giorgia Meloni e il cancelliere tedesco Friedrich Merz hanno concordato di “lavorare insieme strettamente” per garantire la navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz. Lo ha riferito un portavoce di Downing Street, precisando che i tre leader hanno auto ieri sera una conversazione telefonica “sulla situazione in Merdio Oriente, discutendo dello stretto di Hormuz”.
Alcuni Paesi membri dell’Ue, davanti ai rincari scatenati dalla guerra contro l’Iran, “discutono di possibili misure fiscali, che è quanto consiglia anche il piano di azione Ue. E’ importante, se gli Stati adottano misure di questo tipo”, che “non minino la sostenibilità fiscale e che siano fatte in modo limitato e mirato”. Lo sottolinea il commissario europeo all’Economia Valdis Dombrovskis, a Bruxelles al termine dell’Ecofin.
Le autorità emiratine hanno chiuso “per precauzione” la raffineria di al Ruwais dopo un attacco con un drone iraniano che ha colpito la vicina zona industriale. Lo hanno riferito all’Afp fonti al corrente della situazione.
“La Russia credo che faccia il minimo indispensabile per tenere fede a un accordo che ha con l’Iran e lo stesso fa la Cina, quindi ci saranno informazioni di intelligence. Non credo che arrivino armi, anche perché sarebbe difficile inviare missili, sarebbero bombardati da americani e israeliani”. Lo ha detto il vice premier e ministro degli Esteri Antonio Tajani intervenendo all’apertura di LETexpo 2026.
Gli attacchi contro l’Iran si intensificheranno oggi con i raid più pesanti da quando Washington ha lanciato la guerra 10 giorni fa. “Oggi sarà ancora una volta il nostro giorno più intenso di attacchi all’interno dell’Iran”, ha detto il segretario alla Difesa Pete Hegseth in una conferenza stampa al Pentagono.
Un avvertimento alla Russia arriva dal ministro alla Difesa americano, Pete Hegseth, che ha esortato Mosca a non lasciarsi coinvolgere nella guerra con l’Iran. Rispondendo alle domande sul colloquio telefonico tra il presidente Donald Trump e Vladimir Putin, Hegseth ha auspicato che la telefonata abbia riaffermato “l’opportunità di una qualche pace” nella guerra della Russia contro l’Ucraina. E il colloquio ha anche permesso di riaffermare “il riconoscimento, per quanto riguarda questo conflitto, che non dovrebbero lasciarsi coinvolgere”, ha affermato, parlando di Mosca e del conflitto iraniano. Fonti citate dalla Cnn avevano in precedenza rivelato che la Russia avrebbe aiutato l’Iran nella sua campagna fornendo intelligence sui bersagli militari americani.
La proposta iraniana di concedere il passaggio sullo Stretto di Hormuz a chi rompe le relazioni diplomatiche con USA e Israele appare come un “ricatto” per il ministro degli Esteri Antonio Tajani. All’apertura di LETexpo 2026, infatti, il vicepremier commenta: “La situazione è ancora quella di ieri, passano due, tre navi al giorno. I Pasdaran hanno detto che i Paesi che cacceranno gli ambasciatori americani e israeliani avranno la possibilità di far passare loro navi. Però mi pare che questo è un ricatto, una sorta di rottura di relazioni diplomatiche con gli Stati Uniti e Israele. Io sono in contatto con tutti i Paesi dell’area per vedere cosa si può fare. Ma per adesso c’è ancora grande preoccupazione”.
Tajani ribadisce anche l’impegno dell’Italia nelle missioni europee Atalanta e Aspides contro la pirateria e gli attacchi alle navi mercantili. “Sono due missioni europee che vedono la partecipazione della Marina Militare Italiana, che inoltre è impiegata anche a protezione di Cipro, così come hanno fatto altri Paesi europei dopo l’attacco iraniano che ha subìto questo Paese”.
Gli Stati Uniti hanno colpito oltre 5mila obiettivi nel corso della guerra in Iran iniziata 11 giorni fa. Lo dichiara il capo degli Stati maggiori riuniti degli Stati Uniti, il generale dell’aeronautica Dan Caine, fornendo un aggiornamento operativo sull’offensiva contro l’Iran. Gli Stati Uniti – afferma – hanno affondato più di 50 navi iraniane, “utilizzando una combinazione di artiglieria, caccia, bombardieri e missili lanciati dal mare”.
Caine ribadisce anche che gli Stati Uniti hanno compiuto “progressi significativi” nella riduzione del numero di attacchi missilistici e con droni dall’Iran.
Oltre 2mila euro per rientrare da Dubai, una fuga pericolosa e costosa per il giovane studente Filippo Trento. Al QdS il racconto e la replica della Farnesina sulla vicenda.
Il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan ha avuto oggi un colloquio telefonico con l’iraniano Abbas Araghchi, durante il quale ha ribadito che le violazioni dello spazio aereo turco da parte di Teheran sono inaccettabili. Lo hanno riferito fonti informate ad al Jazeera, secondo cui Fidan ha avvertito Araghchi che la Turchia prenderà le misure necessarie per rispondere le violazioni. Il capo della diplomazia di Teheran ha assicurato che i missili non sarebbero stati lanciati dal territorio iraniano, assicurando che saranno svolte indagini accurate.
“Spero che chi è partito con l’attacco abbia contezza delle conseguenze e della durata del conflitto che è stato aperto, non voglio pensare che qualcuno sia partito senza calcolare dove saremmo arrivati e quale sarebbe stato il costo umano ed economico di questo intervento, su cui non mi esprimo“. Queste le parole del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini intervistato da Bruno Vespa nella prima giornata di LetExpo 2026.
Le Forze di difesa israeliane annunciano l’avvio di una seconda ondata di attacchi a Teheran, avviando raid contro il “regime terroristico iraniano a Teheran”.
Dopo le tensioni dei giorni scorsi, dovute al lancio di droni contro il territorio azero attribuito all’Iran, il Ministero per le Situazione di emergenze dell’Azerbaigian ha dato notizia dell’invio di tonnellate di generi alimentari e medicinali all’Iran, “a seguito della telefonata tra i presidenti di Azerbagian e Iran”.
Il Cremlino non commenta le notizie secondo cui la Russia avrebbe trasferito informazioni di intelligence all’Iran per colpire obiettivi americani. “Non le commenteremo in alcun modo”, ha ribadito il portavoce Dmitry Peskov.
Oltre 667.000 persone sono sfollate in Libano a causa della guerra in Iran e nell’area del Golfo, 100mila in più nelle ultime 24 ore. Ad annunciarlo è stato l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR). Da lunedì “oltre 667mila persone in Libano si sono registrate come sfollate sulla piattaforma online del governo, con un aumento di 100mila in un solo giorno”, ha dichiarato ai giornalisti a Ginevra la rappresentante dell’UNHCR Karolina Lindholm Billing.
“Le difese aeree degli Emirati Arabi Uniti stanno attualmente affrontando minacce missilistiche e di droni provenienti dall’Iran”. Lo ha scritto su X il Ministero della Difesa emiratino, sostenendo che “i suoni uditi in varie parti del Paese sono il risultato dell’intercettazione dei missili balistici da parte dei sistemi di difesa aerea e dell’intercettazione dei droni e degli aerei da combattimento da parte dei caccia”.
La guerra tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran ha causato finora la morte di 193 bambini, il più piccolo un neonato di 8 mesi. Lo riferisce il portavoce del governo iraniano Fatemeh Mohajerani, aggiungendo che c’è anche un bambino di 4 mesi ferito dopo i recenti attacchi. Morti – secondo quanto riferito da Mohajerani – anche 11 operatori sanitari.
Gli Emirati Arabi Uniti – già da giorni sotto attacco diretto dell’Iran – denuncia “un attacco terroristico non provocato con droni” contro il loro consolato nel Kurdistan iracheno. Nessun ferito, fortunatamente. L’attacco – si legge in una nota – rappresenta “una flagrante violazione delle norme e del diritto internazionale, in particolare della Convenzione di Vienna sulle relazioni diplomatiche. Questi atti rappresentano una pericolosa escalation e una minaccia per la sicurezza e la stabilità della regione”. Il ministero esorta il governo iracheno e quello dei Kurdistan a “indagare le circostanze di questo attacco, identificare i responsabili e prendere le misure necessarie per garantire che i responsabili siano assicurati alla giustizia”.
Il presidente del parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, respinge l’idea di porre fine alla guerra con Stati Uniti e Israele attraverso dei negoziati. “Non stiamo assolutamente cercando un cessate il fuoco“, ha scritto in un post su X. “Crediamo che l’aggressore debba essere colpito in faccia in modo che impari la lezione e non pensi mai più di attaccare il nostro amato Iran”. Ghalibaf ha aggiunto che l’Iran vuole interrompere il ciclo “guerra-negoziati-cessate il fuoco e poi di nuovo guerra”, la strategia che – a suo dire – avrebbe utilizzato Israele con l’obiettivo di stabilire la propria egemonia sul cosiddetto Medio Oriente.
Lo Sheba Medical Center di Tel Hashomer conferma che è morto anche il secondo operaio rimasto ferito nel bombardamento iraniano di ieri in Israele. Non è stato al momento reso noto il nome della vittima.
Le sirene dell’allarme aereo sono scattate a Gerusalemme dopo che l’esercito israeliano aveva avvisato di un probabile attacco missilistico. Lo riferiscono i giornalisti dell’Afp.
L’Iran è pronto a riaprire lo Stretto di Hormuz, ma a una condizione: il transito sarà concesso solo a chi espellerà gli ambasciatori di Israele e USA dal proprio Paese. Lo riferisce la Cnn, che cita la tv Iraniana IRIB. snodo cruciale in particolare per il passaggio delle petroliere, sin da oggi. Ma pone una condizione ben precisa.
“Non permetterò a un regime terroristico di tenere in ostaggio il mondo e tentare di interrompere l’approvvigionamento globale di petrolio. Se l’Iran farà qualcosa in tal senso, subirà un contraccolpo molto, molto più duro”, questa la posizione del presidente statunitense Donald Trump da Miami. “Lo Stretto di Hormuz resterà sicuro, porremo fine a queste minacce una volta per tutte. Il risultato saranno prezzi più bassi per petrolio e gas”, aggiunge.
L’esercito israeliano emette avvisi di evacuazione per alcuni edifici nelle città costiere libanesi di Tiro e Sidone, in vista di attacchi aerei contro le infrastrutture di Hezbollah. “Le IDF, nel prossimo futuro, colpiranno le infrastrutture militari appartenenti all’organizzazione terroristica Hezbollah”, afferma il portavoce, il colonnello Avichay Adraee. I civili nella zona hanno ricevuto istruzioni di tenersi a una distanza di almeno 300 metri dagli edifici.
I Guardiani della Rivoluzione iraniani hanno annunciato di aver attaccato una base statunitense nel Kurdistan iracheno. “Il quartier generale dell’esercito statunitense invasore nella base aerea di Al-Harir, nella regione del Kurdistan, è stato preso di mira con cinque missili“, hanno dichiarato le Guardie in una dichiarazione sul loro canale Telegram.
Il portavoce arabo dell’esercito israeliano, il colonnello Avichay Adraee, ha nuovamente avvertito gli abitanti del Libano meridionale, che si trovano a sud del fiume Litani: “Le Idf stanno operando con grande forza nella zona, per la vostra sicurezza dovete evacuare immediatamente le vostre case e dirigervi a nord del Litani”. Inoltre, le Forze di difesa israeliane affermano di aver completato un’ondata di attacchi aerei contro filiali dell’associazione Al-Qard al-Hasan, legata a Hezbollah e nota per essere utilizzata dal gruppo come rete finanziaria parallela. Secondo l’esercito, i raid condotti ieri hanno colpito diverse strutture e caveau dell’associazione. Nell’ultima settimana, ha dichiarato l’Idf, circa 30 strutture dell’istituzione finanziaria sono state colpite in tutto il Libano. L’esercito afferma che l’associazione viene utilizzata da Hezbollah per conservare denaro, gestire gli stipendi dei suoi operativi, trasferire fondi dall’Iran e acquistare armi.
Secondo quanto riportato da Afp, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, in una intervista all’emittente americana Pbs News, ha affermato che il Paese continuerà gli attacchi missilistici finché sarà necessario. Araghchi ha escluso i colloqui dopo che il presidente americano Donald Trump ha dichiarato che la guerra con l’Iran finirà “molto presto”. Inoltre, ha sottolineato che: “L’Iran è pronto a continuare gli attacchi missilistici e che i negoziati con gli Stati Uniti non sono più all’ordine del giorno”.
Una nuova ondata di attacchi aerei ha colpito nella notte tra lunedì e martedì 10 marzo la capitale iraniana Teheran e altre città del Paese, provocando forti esplosioni e vittime tra i civili. Stando a quanto riferito da corrispondenti di Al Jazeera, almeno 40 persone sono morte in uno dei bombardamenti che ha colpito aree residenziali della capitale iraniana. Raid sono stati segnalati anche in altre città, dove in alcuni casi si registrano interruzioni delle forniture di energia elettrica. Nonostante i tentativi diplomatici di alcuni Paesi per ridurre le tensioni, la situazione sul terreno appare ancora lontana da una de-escalation. La Mezzaluna Rossa iraniana ha ribadito frattanto la popolazione a evitare l’esposizione alla pioggia caduta sulla capitale dopo i bombardamenti iraniani contro decine di siti di stoccaggio petrolifero del Paese.
Se “fermasse il flusso di petrolio nello Stretto di Hormuz”, l’Iran verrebbe colpito dagli Usa “venti volte più forte” di quanto fatto finora. È il monito del presidente Donald Trump. Il tycoon su Truth ha aggiunto che sarebbero eliminati “obiettivi facilmente distruggibili che renderebbero virtualmente impossibile per l’Iran ricostruirsi, come nazione. Morte, Fuoco e Furia regnerebbero su di loro. Ma spero, e prego, che ciò non accada! Questo è un regalo Usa alla Cina e a tutte le nazioni che sfruttano intensamente lo Stretto di Hormuz. Spero sia un gesto che sarà molto apprezzato”.
L’esercito israeliano ha annunciato di aver portato a termine una serie di attacchi contro sei basi aeree in Iran, ritenute basi utilizzate per “armare e finanziare” gli alleati di Teheran, principalmente Hezbollah in Libano e i ribelli Houthi in Yemen. A Teheran una forte esplosione nella tarda serata di lunedì 9 marzo.
Cosa sta succedendo in Iran e nell’area del Golfo, le ultime notizie
Il fronte della guerra in Iran, purtroppo, continua ad allargarsi. Per Donald Trump, presidente USA, “finirà presto”, perfino prima delle 4-5 settimane preventivate per l’operazione Epic Fury. Nonostante ciò, le notizie delle ultime 24 ore suggeriscono altro: l’Iraq si trova di fatto in mezzo a due fuochi, i filoiraniani da una parte e gli USA dall’altra; in Libano i morti si contano ormai a centinaia e gli sfollati sono ormai più di 500mila; sempre più territori rischiano di trovarsi in mezzo al conflitto pur non essendovi, sul piano ufficiale, coinvolti, come Cipro nei giorni scorsi e la Turchia lunedì 9 marzo.
Nella serata di lunedì, l’esercito israeliano ha annunciato di aver lanciato un’ondata di attacchi aerei “su larga scala” su Teheran con il tentativo di colpire “obiettivi terroristici” legati al regime.
Sul fronte europeo, a preoccupare – oltre all’escalation di violenza e morte – è anche il rischio sempre più concreto di un nuovo shock energetico. Il prezzo del petrolio ha superato, per la prima volta dal 2022, i 100 dollari a barile e numerosi Paesi hanno già messo in campo azioni speciali per limitare i rincari e contrastare le speculazioni. Nel frattempo, l’Iran ha una nuova guida: Mojtaba Khamenei, 56 anni e figlio secondogenito di Ali Khamenei, ucciso nei primi raid di Usa e Israele lo scorso 28 febbraio. Trump non si è detto felice di questa scelta, come prevedibile. Ciò nonostante, i piani degli USA – e le potenziali conseguenze di un eventuale nuovo colpo ai danni della leadership iraniana – non sono noti.
