Guerra in Iran, LIVE sul QdS: tutte le ultime news e gli aggiornamenti in diretta sulle azioni di Usa e Israele, Iran e Paesi del Golfo di venerdì 13 marzo 2026.
Guerra in Iran, le ultime news in diretta
Diverse esplosioni sono state sentite a Doha, in Qatar. Lo riferiscono giornalisti dell’agenzia di stampa francese Afp mentre l’Iran dopo l’attacco di Israele e Usa su Teheran sta amplificando la sua rappresaglia anche sui paesi del Golfo. Queste esplosioni sono arrivate poco dopo che il ministero dell’Interno del Qatar aveva annunciato l’evacuazione di alcune zone strategiche. Un giornalista dell’Afp ha riferito di aver visto dei caccia intercettori sorvolare il centro della capitale qatariota mentre intercettava due proiettili.
Alcuni attacchi aerei israeliani hanno colpito un quartier generale dell’Unifil nel sud del Libano. Lo riferisce l’agenzia di stampa libanese Ani. “Proiettili israeliani sono caduti all’interno del quartier generale del battaglione nepalese delle forze dell’Unifil, nella città di Mays al-Jabal”, ha indicato l’Agenzia, nel pieno della guerra nella regione tra Israele e Hezbollah filo-iraniano. L’Unifil è presente nel sud del Libano dal 1978.
L’Iran ha lanciato nuovi attacchi verso Israele con dei missili. Lo ha riferito la tv di Stato iraniana Irib. L’esercito israeliano, dal canto suo, ha comunicato di aver identificato missili lanciati dall’Iran. “I nostri sistemi di difesa sono operativi per intercettare la minaccia”, ha assicurato l’Idf.
Le Forze di Difesa israeliane (Idf) hanno “ordinato un rafforzamento delle truppe” lungo il confine settentrionale di Israele con il Libano. Qui, hanno spiegato le Idf, l’esercito israeliano sta colpendo obiettivi legati a Hezbollah.
“Il dispiegamento delle truppe lungo il confine settentrionale sarà effettuato utilizzando ulteriori unità regolari, tra cui una divisione, brigate e battaglioni del genio”, ha dichiarato l’Idf in un comunicato. “Le truppe di rinforzo vengono dispiegate in base alla valutazione operativa”, ha aggiunto.
Almeno 773 persone sono state uccise in Libano dall’inizio dell’offensiva israelo-americana in Iran lo scorso 28 febbraio.
Dall’inizio della guerra contro l’Iran lo scorso 28 febbraio l’esercito americano ha schierato in Medio Oriente quasi 10mila droni dotati di intelligenza artificiale. Lo ha dichiarato un funzionario statunitense citato dalla Abc. I droni, noti come Merops, sono stati sviluppati da Perennial Autonomy, un’azienda del settore della difesa sostenuta dall’ex Ceo di Google Eric Schmidt, e sono progettati per individuare e distruggere i droni nemici.
Il sistema è già stato ampiamente utilizzato sul fronte ucraino, ha spiegato il funzionario americano all’Abc, affermando che i Merop in Ucraina hanno abbattuto più di mille droni Shahed di fabbricazione iraniana utilizzati dalla Russia.
“Sappiamo che è ferito. Non sappiamo esattamente quanto gravemente, ma sappiamo che è ferito”. Lo ha detto il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance parlando della nuova guida suprema iraniana, Mojtaba Khamenei. “Beh, in realtà non è del tutto chiaro, ovviamente è molto caotico laggiù”, ha detto Vance ai giornalisti in North Carolina, sottolineando come sia gli Stati Uniti che Israele stiano colpendo obiettivi multipli.
Una modifica del mandato della missione Aspides, a quanto si apprende da altre fonti, non è una opzione sul tavolo, in questo momento. La discussione di lunedì dovrebbe essere concentrata soprattutto sull’apporto di ulteriori mezzi all’operazione militare Ue.
In prospettiva, si lavora per allargare il più possibile lo sforzo per cercare di ripristinare, privilegiando la via diplomatica, la libertà di navigazione nel Golfo Persico, coinvolgendo anche Paesi non europei (l’Asia sta soffrendo molto il blocco dell’esportazione di idrocarburi dal Golfo).
Il prezzo del barile di Brent, riferimento internazionale per il petrolio, è aumentato di oltre il 42% dal primo giorno della guerra in Medio Oriente. Il suo prezzo è passato da 72,48 dollari il 27 febbraio a 103,14 dollari venerdì alla chiusura, ossia un aumento di oltre il 42% nel periodo e dell’11% nella sola settimana.
Il suo equivalente americano, il barile di Wti, è salito di oltre il 47% dall’inizio del conflitto, raggiungendo 98,71 dollari.
Il Qatar ha riserve idriche strategiche sufficienti per quattro mesi e riserve alimentari per 18 mesi. Lo ha dichiarato il ministro degli Interni del Qatar, Sheikh Khalifa bin Hamad Al Thani, mentre il Paese del Golfo è finito nel mirino degli attacchi di rappresaglia condotti dall’Iran.
Hezbollah si prepara a “un lungo confronto” con Israele e prevede vittoria. “Gli israeliani non hanno i mezzi per raggiungere i loro obiettivi. Dico a Katz: se vuoi entrare, fallo pure, ma non avrai i mezzi per mantenere la posizione sul terreno”, ha avvertito Naim Kassem, rivolto al ministro della Difesa israeliano, secondo cui il Libano pagherà “un prezzo sempre più alto per il suo ritardo nel disarmare Hezbollah, con perdite territoriali e danni alle sue infrastrutture”.
“Ci prepariamo a un confronto lungo e vinceremo. I combattenti della resistenza islamica sono molto motivati e non hanno paura della morte, sono pronti al combattimento”, ha assicurato il leader di Hezbollah.
”Non c’è stata nessuna contestazione da parte del presidente della Repubblica” Sergio Mattarella in merito al Board of Peace. Lo ha dichiarato il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani intervenendo a ’10 Minuti’ su Retequattro.
”Come osservatori noi partecipiamo al Board of Peace perché è l’unica iniziativa concreta per affrontare l’emergenza Gaza dopo un cessate il fuoco, per ricostruire e dare una prospettava a quel martoriato paese. Ma non siamo parte” del Board of Peace ”perché la Costituzione ce lo impedisce. Facciamo quello che fanno la maggior parte dei Paesi dell’Unione europea, quello che fa la Commissione europea e tutti i Paesi dell’area”.
”Assolutamente non stiamo trattando con l’Iran per far passare navi italiane dallo Stretto di Hormuz”. Lo ha dichiarato il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani intervenendo a ’10 Minuti’ su Retequattro e smentendo le indiscrezioni del Financial Times di una trattativa con Teheran insieme alla Francia.
Dallo Stretto di Hormuz ”passano 2-3 navi al giorno, nell’area c’è uno stato di guerra”, ha aggiunto Tajani.
Le Idf hanno annunciato di aver dato inizio a una nuova “estesa” ondata di attacchi aerei contro Teheran, dove media locali hanno riferito di potenti esplosioni nella capitale.
“Mantenere il nostro Paese fuori da questo inferno è la nostra massima priorità”. Lo ha dichiarato il presidente turco Recep Tayyip Erdogan promettendo di non lasciarsi coinvolgere da “provocazioni”. L’intervento di Erdogan arriva dopo l’intercettazione, da parte della Nato, di un terzo missile lanciato dall’Iran verso lo spazio aereo turco.
“Stiamo agendo con molta cautela contro complotti, trappole e provocazioni che mirano a trascinare il nostro Paese in guerra”, ha affermato, promettendo una risposta “adeguata e misurata”.
Attacco contro tre siti nel centro di Israele con un missile armato con bombe a grappolo. Lo riferiscono i soccorritori, che parlano di danni, con un incendio sul tetto di un edificio a Shoham.
È stato inoltre segnalato un cratere in seguito all’impatto di una munizione a grappolo su un’autostrada, e diverse auto sono state danneggiate a Rishon Lezion. Non ci sono segnalazioni di feriti.
I Pasdaran rivendicano di aver abbattuto 111 droni nemici di “diversi tipi” dall’inizio degli attacchi che Stati Uniti e Israele hanno lanciato contro la Repubblica islamica. “Un drone armato MQ-9 a Firouzabad, nella provincia di Fars (sud dell’Iran), e un altro nei cieli di Tabriz (nord-ovest) sono stati intercettati e distrutti dal nuovo sistema di difesa avanzato dei Guardiani della rivoluzione”, si legge sul loro sito internet Sepah News.
Il Pentagono starebbe trasferendo cinquemila tra Marines e marinai in Medio Oriente, oltre a delle navi da guerra, dopo che i recenti attacchi iraniani nello Stretto di Hormuz. Lo scrive il Wall Street Journal. L’Abc, citando due funzionari, parla invece di 2.200 Marines diretti in Medio Oriente a bordo di tre navi anfibie della Marina degli Stati Uniti.
“A nome del governo italiano e mio personale, esprimo il più profondo cordoglio alla Francia per la scomparsa di uno dei militari rimasti coinvolti da un nuovo, ingiustificabile attacco a Erbil. Alla sua famiglia e alle autorità francesi va la nostra vicinanza in questo momento di dolore. Rivolgo inoltre un pensiero di pronta guarigione agli altri militari feriti, nell’auspicio di un rapido e completo recupero”. Così la premier Giorgia Meloni in una dichiarazione diffusa da Palazzo Chigi.
Dal 28 febbraio Israele ha condotto 7.600 raid contro l’Iran e dal 2 marzo 1.100 contro il Libano. Questo il bilancio pubblicato dall’Idf nel quattordicesimo giorno di guerra.
In Libano, l’esercito israeliano ha condotto dal 2 marzo, giorno in cui hanno avviato le operazioni contro Hezbollah, “oltre 1.100 raid”, di cui circa 190 contro la forza d’élite al-Radwan del movimento sciita, e oltre 200 contro missili o lanciamissili.
“Diversi Paesi del Medio Oriente ci hanno contattato, chiedendoci di condividere la nostra esperienza nell’intercettazione dei droni iraniani ‘Shahed’ durante i massicci attacchi. Per questo motivo abbiamo già inviato squadre di esperti in tre Paesi. Siamo pronti ad aiutare”. Lo ha scritto in un post il presidente ucraino Volodymyr Zelensky spiegando che “entro la fine della settimana, il nostro personale militare e il Segretario della Commissione Nazionale per la Difesa e lo Sviluppo faranno ritorno e forniranno un rapporto completo” in modo da “comprendere l’assistenza che i nostri partner si aspettano da noi”
“Nei Paesi del Medio Oriente, negli Stati Uniti e negli Stati europei esiste un certo numero di droni intercettori. Ma senza i nostri piloti, senza il nostro personale militare, senza software specializzato, nulla di tutto ciò funziona”, aggiunge il leader ucraino.
Il presidente americano Donald Trump si è rifiutato di rispondere a una domanda di Fox News su una possibile occupazione statunitense dell’isola di Kharg, nel Golfo Persico, considerata una delle infrastrutture chiave per l’export petrolifero iraniano, da cui passa oltre il 90% delle esportazioni di greggio dell’Iran. “Non posso rispondere a una domanda del genere. Non dovrebbe nemmeno essere posta”, parlando di un’ipotesi che non è “in cima alla lista”.
Per riaprire alla navigazione lo Stretto di Hormuz servirebbe l’intervento delle Nazioni Unite, di gran lunga preferibile a negoziati bilaterali con l’Iran. Lo sostiene un alto funzionario Ue, che spiega che si stanno provando “diverse strade” ma dice anche che “personalmente credo che la strada migliore da percorrere sarebbe se ci fosse una forte leadership delle Nazioni Unite”, per vedere se si può organizzare un “passaggio organizzato e legittimo” per le navi.
Il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, sarà al Consiglio Europeo della settimana a Bruxelles. L’argomento, quindi, potrebbe entrare nel dibattito.
Nel Consiglio Affari Esteri di lunedì prossimo a Bruxelles i ministri dei Paesi membri discuteranno dell’operazione militare Ue Aspides e dell’eventuale modifica del suo mandato per consentirle di operare nello Stretto di Hormuz. Una decisione che – spiega un alto funzionario dell’Ue, citato da Adnkronos – “non è stata ancora presa”.
Nata nel 2024 per proteggere il traffico commerciale in mare dagli attacchi degli Houthi yemeniti, attualmente la missione opera nel Mar Rosso, nel Golfo di Aden e nel Golfo Persico. Per lo Stretto di Hormuz – bloccato dall’Iran – ha un “mandato non esecutivo”. I ministri dovrebbero discutere se trasformare il mandato in “esecutivo” per garantire la possibilità di navigazione nell’area.
La Formula Uno starebbe per cancellare i due Gp del prossimo mese in Bahrein e Arabia Saudita a causa della guerra in Medio Oriente, lasciando un vuoto di un mese nel calendario.
Il Pentagono ha deciso di dispiegare in Medio Oriente un’unità di spedizione dei Marines per far fronte all’intensificazione degli attacchi iraniani nello Stretto di Hormuz. L’indiscrezione arriva dal Wall Street Journal, che cita due funzionari statunitensi come fonti. L’unità dovrebbe essere composta da un massimo di circa 2.500 Marines.
“Abbiamo 15 navi nello Stretto di Hormuz e siamo riusciti a farne passare una dopo aver ottenuto il permesso dalle autorità iraniane”. Questo rivela il ministro dei Trasporti turco, Abdulkadir Uraloglu, parlando ai giornalisti.
In merito a quanto riportato oggi da organi di stampa internazionali, la Presidenza del Consiglio dei ministri “smentisce l’apertura di negoziati bilaterali o trattative dirette con l’Iran per garantire il passaggio delle navi italiane attraverso lo Stretto di Hormuz”.
Tutti i sei membri a bordo dell’aereo cisterna americano precipitato ieri in Iraq sono morti. Lo conferma il Comando centrale statunitense (Centcom) in un post su X.
“L’aereo è andato perso mentre sorvolava lo spazio aereo amico il 12 marzo, durante l’operazione Epic Fury. Le circostanze dell’incidente sono oggetto di indagine. Tuttavia, la perdita dell’aereo non è stata causata da fuoco nemico né da fuoco amico – si legge nella nota – L’identità dei militari non verrà resa nota fino a 24 ore dopo la notifica ai familiari”.
Una nuova forte esplosione è stata avvertita a Dubai, mentre il ministero dell’Interno degli Emirati ha inviato un sms sui telefonini della popolazione avvertendo di “possibili minacce missilistiche“, ha riferito l’Afp. “I sistemi di difesa aerea stanno attualmente rispondendo a una minaccia missilistica”, ha riferito il ministero della Difesa emiratino.
La Russia si sbaglia se spera che la guerra in Iran le offra tregua, ha affermato il Presidente francese Emmanuel Macron ricordando la decisione del G7 di non rivedere la politica delle sanzioni contro Mosca. “Il contesto dell’aumento dei prezzi del petrolio non deve in alcun caso portare a rivedere la nostra politica delle sanzioni nei confronti della Russia, è la posizione del G7 ed è la posizione della Francia e dell’Europa”, ha affermato Macron in una conferenza stampa all’Eliseo con Volodymir Zelensky.
Alcuni Paesi europei, tra cui la Francia e l’Italia, hanno avviato colloqui con Teheran nel tentativo di negoziare un accordo che garantisca il libero passaggio delle loro navi attraverso lo Stretto di Hormuz, con l’obiettivo di riprendere le forniture energetiche dal Golfo. E’ quanto sostengono tre funzionari informati sull’iniziativa citati dal Financial Times, secondo cui alcune capitali europee hanno avviato delle discussioni preliminari nel tentativo di riprendere le esportazioni di petrolio e gas senza aggravare il conflitto. La Francia è uno dei Paesi coinvolti nei colloqui, hanno affermato due dei funzionari, il primo dei quali ha aggiunto che anche l’Italia ha tentato di avviare discussioni con Teheran sulla questione.
Secondo il quotidiano della City, un portavoce del governo italiano non ha “immediatamente” risposto alla richiesta di commento. Due dei funzionari hanno sottolineato che non vi era alcuna garanzia che i colloqui potessero progredire o che l’Iran fosse disposto a negoziare sulla questione. Italia, Francia e Grecia, ricorda il Financial Times, hanno navi da guerra dispiegate nel Mar Rosso nell’ambito della missione di protezione navale dell’Ue ‘Aspides’. Ma nessuna Marina europea è disposta a scortare le navi attraverso Hormuz, hanno detto i funzionari, per paura di un attacco e di un’escalation della guerra. “Deve esserci un contesto favorevole”, ha confermato una delle fonti, mentre una seconda fonte, che ha rifiutato di rivelare quali Paesi fossero in trattativa con Teheran, ha precisato che diverse capitali europee si erano opposte agli sforzi di dialogo. “Alcuni ritengono che sia necessario dialogare con gli iraniani. Ma (gli Stati dell’Ue, ndr.) hanno opinioni molto diverse al riguardo, il che complica ulteriormente la situazione”.
Emmanuel Macron ribadisce che la posizione della Francia rispetto al conflitto in corso in Medio Oriente “è puramente difensiva” e – ha aggiunto dopo la morte di un militare francese nel Kurdistan iracheno – che “non può in alcun modo giustificare un attacco contro di essa”.
Secondo Hegseth, la nuova Guida Suprema iraniana Mojtaba Khamenei sarebbe “ferito e probabilmente sfigurato”. “Sappiamo che la cosiddetta, non così suprema guida è ferita e probabilmente sfigurata”, ha dichiarato, definendo “debole” il messaggio diffuso ieri da Teheran. “Non c’era voce e non c’era video. L’Iran ha molte telecamere e molti registratori: perché solo una dichiarazione scritta? Penso che sappiate perché”.
“Mai prima d’ora un esercito moderno e capace, come quello che l’Iran possedeva, è stato distrutto così rapidamente e reso inefficace in combattimento – ha detto Hegseth -. Avevamo detto che non sarebbe stata una lotta ad armi pari, e così è stato”.
“L’Italia non partecipa e non prenderà parte alla guerra, come ha ribadito il presidente del Consiglio in Parlamento”. Lo ribadisce il comunicato diffuso al termine della riunione del Consiglio supremo di difesa.
“L’Italia non partecipa e non prenderà parte alla guerra, come ha ribadito il presidente del Consiglio in Parlamento”. A dichiararlo dopo il Consiglio supremo di difesa è il presidente Sergio Mattarella. Nella nota diffusa dopo la riunione, si legge che lo “scenario di crisi che si è determinato con la nuova guerra in corso” genera “grande preoccupazione per i gravi effetti destabilizzanti che questa crisi sta producendo nell’intera regione del vicino Medio Oriente e nell’area del Mediterraneo”.
Al centro dell’attenzione delle autorità nazionali non solo i “nostri interessi strategici vitali” nella regione interessata dal conflitto, ma anche per gli attacchi ai civili – compresa la strage della scuola di Minab in Iran – che sono “sempre inaccettabili”.
“L’estensione del conflitto ad opera dell’Iran rischia anche di aprire spazi a forme di guerra ibrida e a gravissime iniziative di organizzazioni terroristiche”, sottolinea il comunicato. Durante la riunione, anche un appello: “Le azioni di Hezbollah sono inaccettabili, ma Israele eviti reazioni spropositate”
Le forze militari israeliane (Idf) hanno dichiarato di aver colpito infrastrutture ritenute riconducibili a Hezbollah ne Libano meridionale, nello specifico:
- Beirut: l’istituto al-Qard al-Hassan;
- Valle della Beqāʿ: colpiti circa 10 siti utilizzati per nascondere armi di Hezbollah;
- Area tra i fiumi Litani e Zahari.
Nella nota, diffusa su X, Israele precisa: “Prima degli attacchi, sono state prese misure per mitigare il rischio di ferire civili”.
Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha sentito il suo omologo iracheno, Fuad Hussein, due giorni dopo l’attacco alla base italiana di Erbil. “Ho ribadito la solidarietà italiana di fronte agli inaccettabili attacchi subiti, sottolineando la priorità della sicurezza dei nostri militari e connazionali”, scrive il ministro Tajani su X, specificando di aver concordato con Hussein “sulla necessità di seguire con convinzione il percorso della de-escalation e del dialogo diplomatico per risolvere in tempi rapidi la crisi in atto”.
“Li colpiremo molto duramente nel corso della prossima settimana”. Così il presidente statunitense Donald Trump, parlando a Fox News a due settimane dall’inizio dell’operazione militare contro l’Iran.
Il soldato francese morto a Erbil è stato ucciso da un drone Shahed comandato dalle forze iraniane. Lo rende noto il colonnello Xavier de la Chesnay, specificando che il raid mortale è avvenuto “contro la postazione in cui si trovava” il militare. Il nome della vittima è Arnaud Frion, di 42 anni .
Secondo il New York Times, che cita fonti di intelligence statunitensi, l’Iran avrebbe iniziato ieri a posare mine nello Stretto di Hormuz ricorrendo all’uso di piccole imbarcazioni. Una nuova strategia per aumentare la pressione sugli attori internazionali coinvolti nel conflitto.
Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane potrebbe schierare centinaia, persino migliaia, di queste piccole imbarcazioni.
Il presidente Trump aveva già messo in guardia l’Iran contro le attività di posa di mine. In un post di martedì si legge: “Se l’Iran ha posizionato delle mine nello Stretto di Hormuz, e non abbiamo ricevuto alcuna segnalazione in merito, vogliamo che vengano rimosse, IMMEDIATAMENTE!”.
L’Unione Europea potrebbe adottare un regime di sanzioni per colpire chi ostacola la libertà di navigazione. Lo conferma una fonte diplomatica europea, in vista del Consiglio Affari Esteri di lunedì prossimo. Il focus è naturalmente sullo Stretto di Hormuz, fondamentale per il commercio internazionale di petrolio e per il mercato energetico globale.
La Cina ha annunciato la donazione di 200mila dollari ai familiari delle giovanissime studentesse della scuola della regione iraniana di Minab uccise in un raid statunitense lo scorso 28 febbraio.
Il portavoce del ministero degli Esteri a Pechino, Guo Jiakun, ha reso noto che la donazione, a cura della Società della croce rossa cinese effettuerà la donazione, a favore della Mezzaluna rossa, in assistenza umanitaria di emergenza e “per condoglianze e risarcimenti” ai familiari. Guo ha definito il raid come “una gravissima violazione del diritto internazionale umanitario“. “La Cina è disponibile a continuare a fornire all’Iran l’assistenza necessaria e in uno spirito umanitario a sostenere gli iraniani in questo periodo difficile”, ha aggiunto.
Il Ministero della Difesa turco annuncia che un proiettile balistico lanciato dall’Iran ed entrato nello spazio aereo turco è stato neutralizzato dai sistema di difesa aerea e missilistica della Nato dispiegati nel Mediterraneo orientale.
“Adottiamo con decisione e senza esitazione tutte le misure necessarie contro qualsiasi minaccia diretta al territorio e allo spazio aereo del nostro Paese. Sono in corso consultazioni con il Paese interessato per chiarire tutti gli aspetti dell’incidente – si legge nella nota -. Tutti gli sviluppi nella regione vengono monitorati attentamente e valutati con la massima priorità data alla sicurezza nazionale”.
Quattro dei sei membri dell’equipaggio a bordo dell’aereo cisterna statunitense precipitato ieri in Iraq sono morti. A darne notizia è stato il Centcom, precisando che l’aereo è precipitato alle 14 di ieri e ribadendo che la perdita del velivolo non si deve “a fuoco nemico o amico”.
Oltre al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, sono presenti alla riunione il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni; i ministri degli Esteri, Antonio Tajani; dell’Interno, Matteo Piantedosi; della Difesa, Guido Crosetto; dell’Economia, Giancarlo Giorgetti; dello Sviluppo economico, Adolfo Urso; il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano; il capo di stato maggiore della Difesa, Luciano Portolano; il segretario del Consiglio supremo di difesa, Francesco Garofani; il segretario generale della Presidenza della Repubblica, Ugo Zampetti.
Il gruppo armato filoiraniano Ashab al-Kahf annuncia l’intenzione di prendere di mira “tutti gli interessi francesi in Iraq e nella regione” in risposta al dispiegamento della portaerei francese Charles de Gaulle nel Mediterraneo orientale. “Tutti gli interessi francesi da ora saranno sotto attacco”, scrive il gruppo su Telegram.
Le forze israeliane emettono un “avviso urgente” ai residenti di diverse aree della regione di Teheran in vista di prossimi raid aerei. “Nelle prossime ore le Idf opereranno nell’area, come fatto nei giorni scorsi su Teheran, per colpire infrastrutture militari del regime iraniano. Per la vostra sicurezza, vi chiediamo di lasciare immediatamente l’area indicata sulla mappaPer la vostra sicurezza, vi chiediamo di lasciare immediatamente l’area indicata sulla mappa”, afferma il portavoce Kamal Penhasi.
Due persone sono morte a causa dell’impatto di un drone nel nord dell’Oman. Lo confermano i media statali, mentre l’Iran continua con i suoi attacchi di rappresaglia in tutto il Medio Oriente. “Due droni si sono schiantati nel governatorato di Sohar. Uno di essi è caduto nella zona industriale di Al Awahi, causando la morte di due lavoratori stranieri e diversi feriti. Il secondo si è schiantato in un’area aperta senza provocare vittime”, riferisce l’agenzia di stampa omanita, citando una fonte di sicurezza.
L’Idf annuncia con un comunicato di aver lanciato una nuova ondata di attacchi su larga scala su Teheran.
“Stiamo distruggendo completamente il regime terroristico dell’Iran, militarmente, economicamente e in ogni altro modo. Abbiamo una potenza di fuoco senza pari, munizioni illimitate e tutto il tempo che vogliamo. Guardate cosa succede oggi a queste squilibrate canaglie. Hanno ucciso persone innocenti in tutto il mondo per 47 anni e ora io, come 47° presidente degli Stati Uniti d’America, sto uccidendo loro. Che grande onore è farlo”. Così su Truth il presidente degli Usa Donald Trump.
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha ipotizzato che la nuova Guida suprema dell’Iran, Mojtaba Khamenei, sia rimasta “ferita” nel primo giorno degli attacchi congiunti tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran. “Penso che sia ferito, ma credo che probabilmente sia vivo in qualche modo”, ha dichiarato Trump in un’intervista a Fox News. Trump si è così espresso dopo che ieri Khamenei non è apparso in pubblico per il suo primo discorso da Guida suprema. Il suo messaggio è stato infatti letto da una giornalista alla tv di Stato, con la sua immagine sullo sfondo.
Un attacco missilistico ha provocato oltre 33 feriti e danneggiato edifici a Zarzir, nel nord di Israele, nelle prime ore di oggi. Lo riferisce Al Jazeera, dopo che l’Iran ha annunciato una nuova ondata di attacchi contro Tel Aviv e basi Usa. A quanto riferito dalle squadre dei vigili del fuoco e dei soccorsi, il missile ha danneggiato diverse abitazioni e causato un incendio che è stato poi spento. Il servizio di pronto intervento israeliano ha affermato che i paramedici hanno curato 58 persone, la maggior parte con ferite lievi.
Per ampliare la portata globale delle forniture esistenti di petrolio il dipartimento del Tesoro ha concesso un’autorizzazione temporanea che consente ai Paesi di acquistare petrolio russo attualmente bloccato in mare”. Lo annuncia il segretario al Tesoro Scott Bessent sui social media precisando che si tratta di “una misura, circoscritta e di breve durata che si applica solo al petrolio già in transito e non apporterà significativi benefici finanziari al governo russo, che ricava la maggior parte delle sue entrate energetiche dalle tasse riscosse nel punto di estrazione”.
Il Corpo delle guardie della rivoluzione islamica dell’Iran annuncia l’avvio di una nuova ondata di attacchi contro le forze israeliane e statunitensi nella regione. Lo riporta l’agenzia di stampa iraniana “Fars“. I Guardiani della rivoluzione affermano di aver preso di mira con “una moltitudine di missili” località “nel nord dei territori occupati”, tra cui le città israeliane di Kiryat, Shmona, Hadera e Haifa, nonché basi statunitensi nella regione e la Quinta Flotta statunitense. Numerose esplosioni sono state avvertite anche a Teheran, capitale dell’Iran, bersaglio in queste ore di attacchi israelo-statunitensi. Al momento non ci sono dettagli sull’entità dei danni o su possibili vittime.
Un militare francese ha perso la vita e diversi altri sono rimasti feriti durante un attacco avvenuto nella regione di Erbil, nel nord dell’Iraq. Ad annunciarlo è stato il Presidente Emmanuel Macron, che ha identificato la vittima nel maresciallo Arnaud Frion, appartenente al 7° Battaglione Cacciatori Alpini di Varces. Il capo dell’Eliseo ha espresso il proprio cordoglio alla famiglia e la solidarietà dell’intera nazione ai soldati colpiti mentre erano impegnati nella missione antiterrorismo.
Nel condannare duramente l’accaduto, Macron ha definito “inaccettabile” l’offensiva contro le truppe francesi, presenti in Iraq dal 2015 per contrastare la minaccia dello Stato Islamico. Il Presidente ha inoltre sottolineato con fermezza che l’attuale contesto bellico in Iran non può in alcun modo giustificare aggressioni contro le forze internazionali dedite alla sicurezza regionale e alla lotta al terrorismo.
Il petrolio continua a essere protagonista del conflitto nell’area del Golfo. Uno scontro che sta diventando globale non solo per il numero di Paesi coinvolti e per i risvolti umanitari, ma anche per le conseguenze geoeconomiche di quanto sta accadendo. L’attenzione del mondo è attualmente rivolta allo Stretto di Hormuz, fondamentale per il mercato energetico. La nuova Guida Suprema dell’Iran Mojtaba Khamenei ha espresso la volontà di utilizzarlo come “strumento di pressione” sui nemici nel suo primo discorso pubblico nella giornata del 12 febbraio.
Cosa sta succedendo in Iran e nell’area del Golfo, le ultime notizie
All’alba del quattordicesimo giorno dall’inizio dell’operazione Epic Fury di USA e Israele contro l’Iran, la pace sembra ancora – purtroppo – un risultato lontano. Mentre sul fronte umanitario il disastro è purtroppo realtà, soprattutto in Libano e sul fronte iracheno che si allarga costantemente, al centro dell’attenzione globale c’è anche la questione economica. E questa questione ruota attorno allo Stretto di Hormuz, dove passa oltre un quinto del petrolio messo in commercio a livello mondiale e la cui chiusura comporterebbe uno shock energetico tra i più forti degli ultimi decenni. E proprio di quest’area strategica ha parlato, nel suo primo discorso pubblico, la nuova Guida Suprema dell’Iran Mojtaba Khameini.
L’intenzione pare tutt’altro che rassicurante. L’idea del nuovo leader iraniano è quella di utilizzare lo Stretto di Hormuz come “strumento di pressione” sulle potenze globali nemiche. Che effetti possa avere sulle decisioni dei Paesi interessati – praticamente gran parte del mondo – è uno dei maggiori interrogativi del conflitto. Le altre domande riguardano, invece, i pericoli di escalation: i fronti del Libano e dell’Iraq sono purtroppo aperti, mentre si paventa l’entrata in gioco degli Houthi in Yemen (a favore dell’Iran). Mentre i raid si susseguono, generando tensione globale ma soprattutto vittime (molti civili e bambini), il bilancio delle vittime continua a salire. Così come crescono, purtroppo, le minacce di ulteriori violenze in caso non si riuscisse a ristabilire il dialogo diplomatico.
