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Guerra in Iran, le ultime news in diretta | BBC: “Quattro navi hanno attraversato lo Stretto di Hormuz da inizio blocco”

Guerra in Iran, le ultime news in diretta | BBC: “Quattro navi hanno attraversato lo Stretto di Hormuz da inizio blocco”
Foto da Adnkronos

Le notizie sulla guerra Iran USA e Israele: news in diretta, aggiornamenti di oggi su morti, feriti e attacchi e su cosa sta succedendo nell’area del Golfo

Guerra in IranLIVE sul QdS: tutte le ultime news e gli aggiornamenti in diretta sulle azioni di Usa e Israele, Iran e Paesi del Golfo di martedì 14 aprile 2026.

Guerra in Iran, le ultime notizie del 14 aprile 2026 in diretta

Guerra in Iran – martedì 14 aprile 2026 -, LIVE sul QdS
Guerra in Iran, LIVE sul QdS: tutte le ultime news e gli aggiornamenti in diretta sulle azioni di Usa e Israele, Iran e Paesi del Golfo di martedì 14 aprile 2026.
Inizio diretta: 14/04/26 07:00
Fine diretta: 14/04/26 00:00
Iran, Gourinchas (Fmi): "Danni contenuti se stop guerra e riapertura Hormuz"

“Con le politiche giuste ed una rapida cessazione delle ostilità e la riapertura dello Stretto di Hormuz, i danni possono restare contenuti”. Così il capoeconomista del Fondo monetario internazionale Pierre-Olivier Gourinchas durante il briefing sul World economic outlook a Washington.

Iran: Fmi: "Rischio più grave crisi energetica dei tempi moderni"

“I rischi al ribasso prevalgono: le tensioni geopolitiche potrebbero aggravarsi ulteriormente – trasformando la situazione nella più grave crisi energetica dei tempi moderni – oppure potrebbero esplodere tensioni politiche interne”. Così il Fondo monetario internazionale nel World economic outlook.

“I fattori di stress politico possono intrecciarsi con i cambiamenti nelle politiche commerciali e in altre politiche internazionali. Indipendentemente dagli sviluppi geopolitici, potrebbero divampare controversie commerciali”, si avverte. “Il ruolo critico degli elementi delle terre rare nelle catene di approvvigionamento globali costituisce un particolare punto di attrito”.

Inoltre “un indebolimento delle istituzioni, compresa l’indipendenza della banca centrale e la credibilità della politica monetaria, potrebbe far crescere le aspettative di inflazione, specialmente in un momento in cui l’inflazione complessiva è in aumento a causa di uno shock sui prezzi dei beni di consumo”. Sul versante positivo, l’attività potrebbe ricevere un ulteriore impulso dagli investimenti legati all’IA e trasformarsi infine in una crescita sostenibile se una più rapida adozione dell’IA si traducesse in forti aumenti di produttività e in un maggiore dinamismo delle imprese. L’attività potrebbe inoltre essere sostenuta da un rinnovato slancio per le riforme strutturali e da un allentamento duraturo delle tensioni commerciali, scrive il Fmi.

Iran: Trump al Corriere: "Scioccato da Meloni, pensavo che avesse coraggio. Mi sbagliavo"

“Piace il fatto che la vostra presidente (del Consiglio, ndr) non stia facendo nulla per ottenere il petrolio? Piace alla gente? Non posso immaginarlo. Sono scioccato da lei. Pensavo che avesse coraggio, mi sbagliavo”. Lo dice Donald Trump in un’intervista esclusiva al Corriere della Sera parlando di Giorgia Meloni e alla domanda se abbia parlato di questo con lei replica: “No. Dice semplicemente che l’Italia non vuole essere coinvolta. Anche se l’Italia ottiene il suo petrolio da là, anche se l’America è molto importante per l‘Italia. Non pensa che l’Italia dovrebbe essere coinvolta. Pensa che l’America dovrebbe fare il lavoro per lei”.

Il presidente americano insiste e dice “Non vuole aiutarci con la Nato, non vuole aiutarci a sbarazzarci dell’arma nucleare. E’ molto diversa da quello che pensavo…Non è più la stessa persona, e l’Italia non sarà lo stesso Paese, l’immigrazione sta uccidendo l’Italia e tutta l’Europa”.

Trump torna poi a ripetere che l’Europa sta “distruggendo sé stessa dall’interno” con le sue politiche di immigrazione e con quelle legate all’energia: “Pagano i più alti costi del mondo per l’energia e non sono nemmeno pronti a battersi per lo stretto di Hormuz da dove la ricevono. Dipendono da Donald Trump perché lo tenga aperto”. Quando gli chiediamo se abbia chiesto all’Italia l’uso di dragamine per lo stretto di Hormuz, il presidente americano afferma: “Ho chiesto di inviare tutto quello che vogliono, ma non vogliono perché la Nato è una tigre di carta”

Iran: capo Mossad: "Operazione israeliana terminerà quando regime cadrà"

Barnea paragona Teheran all’Olocausto e parla di guerra necessaria per sopravvivenza Israele

 

L’operazione israeliana contro l’Iran terminerà ”quando verrà sostituito il regime” degli Ayatollah. Lo ha dichiarato il capo del Mossad, David Barnea, intervenendo a una cerimonia in memoria dell’Olocausto. Barnea ha paragonato l’Olocausto al regime iraniano, sottolineando che l’impegno di Israele “sarà pienamente rispettato solo quando il regime estremista sarà sostituito. Quel regime, che mira alla nostra distruzione, deve scomparire dal mondo”.

Barnea ha poi detto che ”si sbagliano coloro che credono ingenuamente che l’Olocausto appartenga al passato e che nella realtà odierna il genocidio non possa verificarsi, che non possano esserci appelli allo sterminio né odio che minacci l’esistenza di un popolo”. Nello specifico, ”la minaccia iraniana si è intensificata costantemente sotto i nostri occhi, quasi senza che il mondo intervenisse”. Come israeliani, ha aggiunto, ”più volte abbiamo messo in guardia dal pericolo nucleare come minaccia esistenziale; più volte abbiamo messo in guardia dalla quantità di missili balistici che minacciano i civili israeliani in tutto il paese e dal pericolo rappresentato dal regime iraniano. Alla fine, abbiamo preso il nostro destino nelle nostre mani e siamo andati incontro a due guerre necessarie”.

Il ruolo dell'Egitto

Missione a Washington per il capo della diplomazia egiziana, Badr Abdelatty. Atteso un faccia a faccia con il segretario di Stato Usa, Marco Rubio, sugli “ultimi sviluppi nella regione”.

I media ufficiali egiziani sottolineano come l’Egitto abbia intensificato il lavoro a livello diplomatico per contenere l’escalation in Medio Oriente. Ieri sera, inoltre, secondo l’agenzia iraniana Irna, ci sarebbe stato un colloquio telefonico tra Abdelatty e il ministro degli Esteri del governo di Teheran, Abbas Araghchi. Al centro della discussione, anche in questo caso, i negoziati Iran-USA a Islamabad e gli ultimi sviluppi dopo il fallimento dei colloqui.

UE: "No a qualsiasi misura che impedisca passaggio da Hormuz"

“Rifiutiamo e continueremo a rifiutare qualsiasi misura o accordo che possa ostacolare la sicurezza marittima e che possa impedire la libertà di navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz in conformità con il diritto internazionale”. Lo afferma il portavoce della Commissione europa Anouar El Anouni nel corso del briefing giornaliero con la stampa.

“Ci sono numerose iniziative sul tavolo, ma fondamentalmente, è molto semplice: vogliamo solo la libertà di passaggio sicuro per qualsiasi imbarcazione o nave attraverso lo Stretto di Hormuz”, sottolinea il portavoce, ribadendo il supporto Ue a “tutte le iniziative lanciate dagli Stati membri, inclusa una maggiore cooperazione con i nostri partner nella regione per garantire che possiamo assicurare un passaggio sicuro attraverso lo Stretto di Hormuz”.

 

L'Iran chiede i danni ai Paesi del Golfo

Arabia Saudita, Bahrein, Emirati arabi uniti, Giordania e Qatar. Questi i Paesi che, secondo l’Iran, dovrebbero pagare i risarcimenti dopo la fine della guerra per i danni “materiali e morali”, frutto anche delle loro “azioni illecite”. La stima dei danni ammonta a circa 270 miliardi di dollari, secondo Teheran.

 

Smentite voci sui nuovi colloqui

Arriva subito la smentita sui nuovi colloqui USA-Iran. Secondo una fonte diplomatica citata dall’agenzia di stampa iraniana Irna, al momento non  vi sarebbero accordi per il nuovo incontro a Islamabad. Starebbe proseguendo, però, lo scambio di messaggi tra l’Iran e il Pakistan per valutare gli sviluppi successivi dei colloqui.

 

I prossimi colloqui Iran-Usa potrebbero essere giovedì

Si parla di un secondo round di colloqui tra delegazioni di Iran e Stati Uniti. L’incontro potrebbe essere nuovamente a Islamabad o a Ginevra già giovedì. Lo riferisce l’Associated Press. Cina, Egitto, Arabia Saudita e Turchia sarebbero in contatto con Teheran e Washington per agevolare i negoziati.

BBC: "Quattro navi legate all'Iran hanno attraversato lo Stretto di Hormuz da inizio blocco"

Almeno quattro navi legate all’Iran avrebbero attraversato lo Stretto di Hormuz dopo l’inizio del blocco navale annunciato dagli Stati Uniti a partire dalle 16 di ieri ora italiana. Lo riporta la Bbc, citando un’analisi dei dati di tracciamento marittimo.

Secondo MarineTraffic, due delle imbarcazioni avrebbero fatto scalo in porti iraniani. Tra le imbarcazioni ci sarebbero la portarinfuse Christianna, la Rich Starry – sanzionata dagli USA per presunti traffici legati all’Iran e diretta negli Emirati Arabi Uniti -, la petroliera Murlikishan (anche questa sotto sanzioni statunitensi).

 

La conferenza dei Paesi "non belligeranti" a Parigi

Si terrà venerdì a Parigi una conferenza dei Paesi “non belligeranti” desiderosi di “ripristinare la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz”. Emmanuel Macron e il premier britannico Keir Starmer presiederanno l’incontro che riunirà nella capitale francese paesi pronti a contribuire a “una missione multilaterale e puramente difensiva, destinata a ripristinare la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz quando le condizioni di sicurezza lo consentiranno”. Lo ha annunciato l’Eliseo.

 

Pakistan pronto a nuovi colloqui

Il Pakistan è pronto a ospitare tutti i round di colloqui necessari per ripristinare il dialogo tra USA e Iran e porre fine alla guerra. Lo riferisce alla tv satellitare al-Jazeera un funzionario pakistano rimasto anonimo. I contatti diplomatici proseguono, aggiunge, e ci sarebbe anche – secondo l’Afp – l’intenzione di estendere la tregua e “riportare entrambe le parti al tavolo dei negoziati”. Non c’è una data, al momento, ma il nuovo incontro “potrebbe tenersi presto”.

 

Meloni: "Fondamentale riaprire Hormuz"

“La situazione internazionale è una situazione sulla quale bisogna continuare a lavorare per mandare avanti i negoziati di pace, fare ogni sforzo possibile per stabilizzare il quadro e riaprire lo stretto (di Hormuz, ndr), che per noi è fondamentale, non solo per i carburanti ma anche per i fertilizzanti, altro elemento essenziale per il settore del quale parliamo oggi”. Così la premier Giorgia Meloni, a margine del Vinitaly a Verona.

 

Colpita nave nel golfo dell'Oman

Una nave portarinfuse sarebbe stata colpita da due proiettili non identificati nel Golfo dell’Oman, a circa 112 miglia nautiche a sud-est di Ras Al Hadd. Lo ha riferito l’Ukmto su X, spiegando che a bordo dell’imbarcazione colpita sarebbe scoppiato un incendio e una nave della marina pakistana ha prestato assistenza.

 

Soldato israeliano ucciso in Libano

L’esercito israeliano ha annunciato l’uccisione di un suo soldato in Libano, il primo da quando è entrata in vigore la tregua tra Stati Uniti e Iran. “Il sergente maggiore (riservista) Ayal Uriel Bianco, di 30 anni, originario di Katzrin, autista di un veicolo antincendio nella 188ª brigata, è caduto in combattimento nel Libano meridionale”, si legge nella nota.

Sánchez supporta l'intervento della Cina per favorire i negoziati

“La Cina può svolgere un ruolo importante” nei negoziati per porre fine alla guerra in Iran e nel Golfo il premier spagnolo Pedro Sánchez dopo un incontro di un’ora con il presidente cinese Xi Jinping a Pechino.

“Sono benvenuti, ma anche assolutamente necessari tutti gli sforzi che possiamo compiere, in particolare da parte dei Paesi che hanno la capacità di dialogare e che non hanno partecipato attivamente a questa guerra illegale“, ha aggiunto Sanchez.

 

Anche la Cina contro il blocco navale di Trump

Anche la Cina si schiera contro il blocco navale di Trump, definendolo “pericoloso e irresponsabile“. Il portavoce del ministro degli Esteri cinese Guo Jiakun sostiene che l’azione statunitense “non farà altro che esacerbare le tensioni e minare il già fragile accordo di cessate il fuoco, mettendo ulteriormente a repentaglio la sicurezza del passaggio attraverso lo Stretto”.

Pechino annuncia anche “contromisure” contro il presidente statunitense, probabilmente nuovi dazi doganali. Il portavoce del Ministero degli esteri cinese ha anche smentito le voci secondo cui la Cina starebbe fornendo armi all’Iran, etichettandole come notizie “completamente inventate”.

 

Il piano della Cina per la pace

Il presidente cinese Xi Jinping ha annunciato di voler svolgere ”un ruolo costruttivo” per la pace e la stabilità in Medio Oriente e in quest’ottica ha presentato un piano in quattro punti al principe ereditario di Abu Dhabi, lo sceicco Khaled bin Mohamed bin Zayed Al Nahyan, in visita a Pechino. Lo rende noto l’agenzia di stampa Xinhua.

La proposta include il rispetto del principio di coesistenza pacifica, del principio di sovranità nazionale, del principio dello stato di diritto internazionale e del coordinamento tra sviluppo e sicurezza, riporta l’agenzia.

 

L'Arabia Saudita contro il blocco USA

L’Arabia Saudita sta facendo pressione sugli Stati Uniti affinché revochino il blocco navale dello Stretto di Hormuz e tornino al tavolo dei negoziati. Lo scrive il Wall Street Journal citando funzionari arabi a condizione di anonimato. Il timore è che l’operazione statunitense possa alimentare le tensioni e ostacolare un eventuale nuovo round di negoziati.

 

Trump ha respinto offerta Teheran di bloccare per 5 anni l'arricchimento dell'uranio

L’Iran, nei negoziati che si sono svolti a Islamabad, avrebbe proposto agli Stati Uniti di sospendere per cinque anni l’arricchimento dell’uranio, come condizione per arrivare a un accordo di pace. Gli Stati Uniti, però, secondo il New York Times avrebbe rifiutato. Tra gli altri temi “caldi” dei negoziati il ripristino della libera navigazione nello Stretto di Hormuz e la fine del sostegno iraniano a gruppi come Hamas e Hezbollah.

Giovedì il giorno dei possibili nuovi colloqui USA-Iran in Pakistan

In base a quanto affermato da l’Associated Press (Ap), citando due funzionari americani e una persona a conoscenza della vicenda, USA e Iran potrebbero incontrarsi giovedì per un secondo round di colloqui. Si tratterebbe di un nuovo appuntamento rispetto a quello fallito nei giorni scorsi e sarebbe ancora in Pakistan il prossimo 21 aprile. Parti dunque al lavoro per un secondo tentativo di trattative di pace a parte dei prossimi giorni.

 

Il Pakistan tenta di organizzare un nuovo giro di colloqui USA-Iran a Islamabad

Il Pakistan avrebbe proposto un secondo giro di colloqui in presenza tra Stati Uniti e Iran, con un nuovo round che si terrebbe ancora una volta a Islamabad nei prossimi giorni, proprio nelle ore precedenti alla fine del cessate il fuoco.

 

Conflitto Iran-USA, le ultime news: cosa sta succedendo

C’è il blocco navale con la prospettiva di nuovi negoziati e il rischio di attacchi mirati. Il braccio di ferro tra Donald Trump e l’Iran si sposta tutto nello Stretto di Hormuz, la via fondamentale per il 20% del commercio mondiale. Teheran paralizza il braccio di mare da settimane, consentendo il passaggio di poche petroliere privilegiate, con effetti sulle quotazioni del greggio e sui prezzi dei carburanti che – in numerosi paesi, Italia compresa – rischiano di aumentare ulteriormente nel quadro ad alta tensione.

Il blocco navale di Trump

Da lunedì 13 aprile, gli Stati Uniti bloccano il braccio di mare: non si entra e non si esce dai porti iraniani, la Repubblica islamica non può esportare petrolio e gas. una prova di forza, dopo il fallimento dei negoziati di sabato scorso in Pakistan: tra una settimana, il 21 aprile, scade formalmente la tregua di 14 giorni.

“La Marina iraniana giace sul fondo del mare, completamente annientata: 158 navi. Quelle che non abbiamo colpito sono le loro poche, come le chiamano loro, ‘navi da attacco veloce’, perché non le consideravamo una minaccia significativa. Avviso: se una qualsiasi di queste navi si avvicinerà anche solo minimamente al nostro blocco, verrà immediatamente eliminata, con lo stesso sistema di uccisione che usiamo contro i trafficanti di droga sulle imbarcazioni in mare. È rapido e brutale”, dice Trump.

Secondo il Wall Street Journal, gli Usa avrebbero schierato almeno 15 navi. Tra i mezzi impiegati figurano una portaerei, diversi cacciatorpediniere lanciamissili, una nave d’assalto anfibio e altre unità della Marina, in grado di far decollare elicotteri per operazioni di abbordaggio e di scortare le navi commerciali verso aree prestabilite, impedendo loro di proseguire la rotta.

Per il presidente degli Stati Uniti, la strategia funziona: “Siamo stati chiamati dall’altra parte. Vogliono assolutamente fare un accordo. Ci hanno chiamato le persone giuste e appropriate e vogliono un accordo”, afferma il numero 1 della Casa Bianca. L’Iran non conferma, da Teheran nessuna comunicazione su nuovi contatti per riaccendere il dialogo.

Adesso c’è il blocco navale e non ci sono combattimenti. L’Iran non sta facendo assolutamente alcun affare: e faremo in modo che le cose restino così. Non mi piaceva vedere navi uscire da lì, perché vuol dire che erano in affari con loro”, dice Trump scommettendo sull’efficacia del pressing.

L’Iran non si piega: le minacce di Teheran

L’Iran risponde al blocco con accuse e minacce. Per il capo di stato maggiore delle forze armate iraniane, Khatam al-Anbia, l’ordine di Trump “illegale e costituisce pirateria”. L’Iran implementerà “un meccanismo permanente per il controllo di Hormuz a causa delle minacce”.

“Nessun porto nel Golfo Persico e nel Mare dell’Oman sarà al sicuro”, avvertono i Pasdaran. “La sicurezza dei porti nel Golfo Persico e nel Mare dell’Oman è una questione che riguarda tutti o nessuno”, dice un portavoce, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa semi-ufficiale iraniana Isna. La Repubblica islamica apparentemente non si piega ed è pronta alla sfida, con la consapevolezza che il blocco produrrà un ulteriore aumento dei prezzi: “Godetevi gli attuali prezzi, presto rimpiangerete la benzina a 4-5 dollari” al gallone, dice il presidente del parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, rivolgendosi agli Stati Uniti. Il messaggio in realtà può essere esteso a numerosi altri paesi, Italia compresa, che rischiano di vedere aumentare il costo di benzina e diesel.

Il dialogo dietro le quinte e la proposta americana

Al netto di dichiarazioni e messaggi social, dietro le quinte il dialogo prosegue grazie alla mediazione di Pakistan, Egitto e Turchia. “Non siamo in una situazione di stallo totale. La porta non è ancora chiusa. Entrambe le parti stanno negoziando. È un vero e proprio bazar”, dice a Axios una fonte. Trump dice e ripete che l’obiettivo prioritario non cambia: l’Iran deve rinunciare al programma nucleare. Teheran dispone di 440 chili di uranio arricchito al 60%. Mancano pochi step, relativamente semplici, per raggiungere la soglia del 90% necessaria per l’utilizzo del materiale in ambito militare. Il blocco navale, nella strategia di Washington, è uno strumento di pressione per riportare la Repubblica islamica al tavolo e riaprire il dossier atomico: gli Stati Uniti, secondo Axios, nei colloqui di Islamabad hanno proposto all’Iran una moratoria di 20 anni sull’arricchimento dell’uranio.

L’Iran ha rilanciato con una controproposta limitata a un periodo “a una sola cifra”, inferiore quindi a 10 anni, secondo quanto riferito da un funzionario Usa e da una fonte informata sui colloqui per porre fine alla guerra. Le divergenze sul programma nucleare iraniano restano il principale ostacolo a un accordo, spiegano le fonti, e sono alla base dello stallo negoziale. Washington chiede anche la rimozione dalla Repubblica islamica di tutto l’uranio altamente arricchito, mentre Teheran si è detta disponibile solo a un “processo monitorato di diluizione” del materiale. La speranza dei mediatori è che, con il loro lavoro, si possa arrivare a un nuovo round di negoziati prima del 21 aprile, quando scadrà il cessate il fuoco.

Guerra in Iran. Nuovo attacco possibile, Israele si prepara

Trump non esclude una ripresa delle operazioni militari. Il presidente e i suoi consiglieri stanno valutando la possibilità di attacchi limitati contro l’Iran: secondo il Wall Street Journal, i raid dovrebbero servire per spingere Teheran a posizioni più soft in ambito negoziale. Meno probabile una fase 2 ‘totale’ dell’operazione Epic Fury, con il concreto rischio di provocare un conflitto prolungato con effetti dirompenti per l’intera regione.

Alla finestra c’è Israele, che attende sviluppi. “La tregua potrebbe finire da un momento all’altro”, dice il premier Benjamin Netanyahu, che basa le sue considerazioni in particolare sui colloqui con il vicepresidente americano JD Vance, capodelegazione nei colloqui di Islamabad. Per gli Usa, dice il primo ministro, la questione centrale è “rimuovere tutto il materiale nucleare arricchito e garantire che non ci sarà alcun arricchimento nei prossimi anni, per decenni, all’interno dell’Iran. Questo è il loro obiettivo e ovviamente è importante anche per noi“.

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