Guerra in Iran, LIVE sul QdS: tutte le ultime news e gli aggiornamenti in diretta sulle azioni di Usa e Israele, Iran e Paesi del Golfo di giovedì 18 giugno 2026.
Guerra in Iran, le ultime news in diretta del 18 giugno 2026
Emmanuel Macron non crede che “questa guerra sia completamente finita”. Ad affermarlo è stato lo stesso presidente francese intervenendo su France 2. “Sarà al termine dei sessanta giorni di negoziati che vedremo se l’Iran è meno pericoloso di prima”, ha sottolineato, pur commentando positivamente l’accordo: “Da settimane chiedevamo la fine dei combattimenti e di strutturare futuri negoziati. Credo che sia una cosa positiva”. “È sempre meglio avere un accordo che la guerra, soprattutto quando c’è il rischio di un’escalation”, ha aggiunto il presidente francese. “Stiamo entrando in una nuova fase, una fase di cooperazione e dialogo, che è preferibile alla guerra”.
La firma dell’accordo di pace con l’Iran è avvenuta “in modo spontaneo” ieri sera a Versailles, a margine di una cena tra il presidente francese e il suo omologo americano, Donald Trump. A dichiararlo, su France 2, è stato il presidente francese Emmanuel Macron. “È stata una cosa positiva non aspettare e poter iniziare un nuovo capitolo”, ha aggiunto il capo dello Stato, precisando che “c’è stato un andirivieni tra la parte iraniana e quella americana. L’accordo è stato finalizzato nelle ultime ore di questo vertice del G7”.
“Gli Stati Uniti sono impegnati a favore della PACE e incoraggiamo tutti nella regione del Medio Oriente a mantenere il loro impegno affinché i nostri negoziati si svolgano nel migliore dei modi”. A scriverlo, su Truth, è stato il presidente americano Donald Trump. “I mercati stanno apprezzando quello che sta accadendo, con i prezzi del petrolio in forte calo e le azioni in rialzo. Ci aspettiamo un cessate il fuoco completo su tutti i fronti, compresi Libano, Hezbollah e Israele”.
“Pezeshkian ha esplicitamente affermato che se la parte americana farà richieste eccessive, non ci piegheremo a queste”. E’ quanto afferma il leader supremo iraniano, Moqtaba Khamenei, in cui afferma di aver accettato il memorandum di intesa con gli Stati Uniti nonostante la sua posizione diversa. “E’ ovvio che i negoziati di persona in futuro non significareanno l’accettazione della posizione del nemico”, ha aggiunto ancora nella dichiarazione.
Mentre JD Vance dal podio della sala stampa della Casa Bianca difendeva l’accordo con l’Iran come una vittoria a tutto campo degli Usa, il senatore Roger Wicker, il repubblicano che guida la commissione Forze Amate, ha diffuso un comunicato in cui si dice “preoccupato che il memorandum di intesa rinunci alle vittorie di Operation Epic Fury in modo che sono completamente in contrasto con gli obiettivi del presidente”.
Il senatore aggiunge che il 300 miliardi di fondi destinati alla ricostruzione e lo sviluppo economico dell’Iran previsti dal memorandum “anche se non finanziati dai contribuenti americani, faranno apparire nel confronto una miseria la tangente pagata all’Iran ai tempi dell’accordo del presidente Obama nel 2015”.
Il leader supremo iraniano Moqtaba Khamenei ha rilasciato una dichiarazione a commento dell’intesa raggiunta con gli Stati Uniti. “Come vi è stato comunicato, è stato firmato un memorandum d’intesa tra i presidenti dell’Iran e degli Stati Uniti d’America. Io, per principio, avevo una differente posizione; tuttavia, in virtù dell’impegno che lo stimato presidente iraniano – in qualità di capo del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale – ha assunto con me a nome suo e degli altri membri in merito alla salvaguardia dei diritti della nazione iraniana e del Fronte di Resistenza, e della sua esplicita accettazione di tale responsabilità, ho dato il mio consenso.”
“Nel corso del processo che ha portato a questo punto”prosegue Khamenei “i funzionari responsabili, mossi da sincera preoccupazione e buona volontà, hanno compiuto sforzi considerevoli, e naturalmente è stato il presidente americano che, per disperazione, ha utilizzato ogni mezzo a sua disposizione per far sì che ciò accadesse”.
JD Vance afferma di non essere “per nulla” preoccupato dalla possibilità che Donald Trump possa scaricare su di lui ogni responsabilità, rendendolo una sorta di capro espiatorio, nel caso che l’accordo con l’Iran dovesse naufragare. “Penso che il presidente scherzasse come fa spesso”, ha risposto ai giornalisti che oggi alla Casa Bianca gli hanno chiesto un commento della battuta di Donald Trump che, durante il G7, ha detto che “se le cose funzionano, mi prenderò il merito, se non funzionano darò la colpa a JD, fai megli a stare attento JD”.
In effetti, il vice presidente è diventato il volto dell’accordo con l’Iran, facendo nei giorni scorsi il giro dei principali media americani per difenderlo ed oggi, durante la lunga conferenza alla Casa Bianca durante la quale ha insistito sul fatto che per gli Usa il memorandum è un win-win contestando le diverse interpretazioni in patria e all’estero, ha confermato che guiderà la delegazione Usa per i negoziati con l’Iran nei prossimi giorni, affermando che si recherà in Svizzera forse nel weekend.
Le forze americane hanno revocato oggi il blocco navale dei porti iraniani. Ad annunciarlo è stato l’esercito statunitense dopo oltre due mesi di blocco alla navigazione da e verso la Repubblica islamica. “Oggi, le forze statunitensi hanno revocato il blocco di tutto il traffico marittimo in entrata e in uscita dai porti e dalle zone costiere iraniane”, ha dichiarato il Comando Centrale degli Stati Uniti in un comunicato su X, aggiungendo che le navi da guerra americane “rimarranno nell’area per garantire il rispetto di tutti gli aspetti dell’accordo”.
“Non ci sono 300 miliardi di dollari all’Iran dagli Stati Uniti. Si tratta di una fake news. Per gli USA ci sono solo successo, prezzi bassi per il petrolio e vittoria. Controllate i mercati. Il resto è propaganda dei democratici in azione”. Lo scrive Donald Trump difendendo il memorandum di intesa ufficializzato con l’Iran su Truth Social.
“Quello che mi dà fastidio è che abbiamo visto persone nel governo di Bibi attaccare l’accordo e in alcuni casi hanno attaccato personalmente il presidente. Il mio messaggio a loro è che Donald Trump è l’unico capo di stato in tutto il mondo che è solidale con Israele, ed è anche il capo della superpotenza mondiale”. Questo il duro monito che JD Vance rivolge a Israele, ricordando anche che “negli ultimi 3 mesi, due terzi delle armi difensive che ha protetto la vostra nazione sono state costruite da mani americane e pagate con soldi di contribuenti americani”. “Se io fossi nel governo israeliano – aggiunge – non attaccherei l’unico alleato potente che mi è rimasto nell’intero mondo”.
“Il problema per Israele non è Donald Trump e chiunque in Israele pensi che il loro maggiore problema sia il presidente degli Stati Uniti si deve svegliare e rendersi conto della realtà della situazione in cui si trova il loro Paese”, commenta ancora. Sulle morti civili in Libano, Vance ha ribadito che sono “inaccettabili”.
I Paesi dell’Ue discuteranno di revocare le sanzioni all’Iran quando lo consentiranno le condizioni. Lo dichiara l’Alta rappresentante Ue agli Affari esteri, Kaja Kallas, entrando al vertice del Consiglio europeo, sottolineando che l’Ue ha “condizioni chiare in vigore” per l’eventuale revoca.
“Abbiamo diversi tipi di sanzioni contro l’Iran”, ricorda Kallas. Per quanto riguarda quelle legate al nucleare, “gli Stati membri ne discuteranno” quando e se ci sarà un accordo sul nucleare. “Ci sono poi sanzioni per le violazioni dei diritti umani, e vediamo che la situazione dei diritti umani è in realtà più grave che mai. Abbiamo anche sanzioni relative alla libertà di navigazione. Una volta che le condizioni lo consentiranno, gli Stati membri discuteranno se sia opportuno revocare le sanzioni, ma non siamo ancora a quel punto”.
“Il piano è di andare in Svizzera, non so esattamente quando, credo nel weekend, ma non sono sicuro”. Così JD Vance risponde a una domanda sulla sua annunciata missione in Svizzera, confermando che sarà lui a guidare il team negoziale Usa per l’accordo finale con l’Iran.
“Dobbiamo avviare questi negoziati tecnici, pensavamo che sarebbero iniziati questo weekend, ma questo potrebbe cambiare perché l’Iran non è un Paese facile da cui uscire”, aggiunge.
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu sottolinea l’importanza di mantenere stretti legami tra Israele e gli Stati Uniti dopo la firma del memorandum. “La lotta non è finita e ci attendono altre sfide. Queste richiedono discernimento, una difesa risoluta degli interessi di sicurezza di Israele e, al tempo stesso, la salvaguardia del nostro vitale rapporto con i nostri amici americani, che ci sono stati vicini in questa lotta: una partnership che apprezziamo profondamente”, commenta.
L’esercito statunitense ha consentito ad almeno 12 navi di superare il blocco navale imposto sui porti iraniani dopo la firma del memorandum. Lo conferma JD Vance ai giornalisti in conferenza stampa.
“Non vogliamo che succeda di nuovo”, dice JD Vance in merito alla chiusura dello Stretto di Hormuz. “Noi crediamo che un passaggio marittimo internazionale non debba avere pedaggi, e questa è la nostra posizione”, aggiunge, sottolineando che i pedaggi rischierebbero di “strozzare l’economia globale” e che questo “non credo sia quello che vogliono gli iraniani, non è quello che vuole l’Oman”.
“Direi che il periodo di 60 giorni è ufficialmente iniziato oggi“. Così JD Vance risponde alla domanda su quando scatta l’inizio del periodo di negoziati previsto dal memorandum firmato da Usa e Iran. “Considerato la differenza di ora, direi che sia stato tecnicamente firmato oggi nell’orario dell’Iran – aggiunge – quindi sì l’accordo è iniziato oggi, l’orologio è scattato oggi”.
“Il semplice fatto che l’unico modo in cui gli iraniani avranno queste risorse è che rispettino a pieno l’accordo e che cambino il loro comportamento”. Lo sostiene JD Vance in una conferenza stampa, ribadendo che “in ogni caso non un singolo centesimo arriverà dagli Stati Uniti” e “in nessuna circostanza”. “Così abbiamo veramente una situazione win-win per gli Usa – aggiunge -. Se gli iraniani non cambiano il loro atteggiamento, il loro esercito e il loro programma nucleare è già distrutto. Se cambiano, allora avranno l’evoluzione del rapporto con il Medio Oriente”.
La cerimonia di firma del memorandum tra Iran e Stati Uniti, prevista domani in Svizzera, è stata annullata perché l’intesa è già in vigore dopo essere stata firmata digitalmente. A confermarlo alla Bbc è il ministro degli Esteri pakistano, Ishaq Dar.
Il passaggio delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz “è un segno positivo, anche per tutto il mondo del commercio”. Lo dichiara il ministro degli Esteri Antonio Tajani uscendo dalla riunione pre-Consiglio europeo del Partito popolare europeo, sottolineando che il ripristino della libertà di navigazione nella via d’acqua “significa che possiamo guardare con più ottimismo verso il futuro. Detto questo, servono ancora 60 giorni per lavorare, per perfezionare” i termini dell’accordo tra USA e Iran, “ma vedere navi che passano attraverso Hormuz, anche navi italiane, questo incoraggia tutti quanti”.
Il primo ministro pakistano, Shehbaz Sharif, ha rinviato la prevista visita in Svizzera per la cerimonia legata al memorandum d’intesa tra Stati Uniti e Iran dal momento che l’intesa è già stata firmata “elettronicamente” ed è entrata in vigore. Lo conferma all’Afp il portavoce del primo ministro, Mosharraf Zaidi. “La visita prevista è stata rinviata perché il memorandum di Islamabad è già stato firmato elettronicamente, è entrato in vigore ed è ora nella fase di attuazione”, spiega.
Secondo una fonte israeliana citata dalla CNN, il premier Benjamin Netanyahu starebbe cercando di influenzare l’esito del negoziato sul memorandum d’intesa tra Stati Uniti e Iran attraverso media di area conservatrice e senatori statunitensi vicini alla sua posizione. Sempre secondo la fonte, Netanyahu sarebbe scettico sulle buone intenzioni dell’Iran nell’ambito dei negoziati. In più – questo è apparso su più fonti nelle scorse ore – c’è la questione Libano aperta, che potrebbe ancora creare motivi di tensione.
“Il petrolio scorre, l’Iran non potrà avere l’arma nucleare (il mondo sarà più sicuro!), i mercati sono in forte crescita, l’occupazione è ai massimi livelli e i prezzi sono in calo”. E ancora: “Il nostro Paese è forte, sicuro e rispettato come mai prima d’ora”. Così parla il presidente statunitense Donald Trump in uno degli ultimi post su Truth Social, celebrando i risultati ottenuti – a suo dire – grazie al memorandum d’intesa USA-Iran ufficializzato nelle scorse ore.
Cinquantacinque pallet di farmaci destinati alle popolazioni più vulnerabili del Libano partiranno il prossimo 21 giugno dall’aeroporto militare di Pratica di Mare nell’ambito di una missione umanitaria realizzata grazie alla collaborazione tra la Difesa e la Confederazione Nazionale delle Misericordie d’Italia.
“Questa missione dimostra come la solidarietà possa trasformarsi in un aiuto concreto quando istituzioni, volontariato e mondo dell’impresa scelgono di lavorare insieme per il bene comune – dichiara il presidente della Confederazione Nazionale delle Misericordie d’Italia, Domenico Giani -. Desidero esprimere la nostra gratitudine al Nunzio Apostolico a Beirut mons. Paolo Borgia, a Bruno Farmaceutici per la generosità per l’alto valore della donazione, al Comando Operativo di Vertice Interforze per il prezioso supporto garantito, alla nostra Area Emergenze impegnata nella valutazione e nella progettazione della missione, e a tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione di questa iniziativa a favore di popolazioni che vivono una situazione di particolare fragilità”.
“Letti i 14 punti del memorandum d’intesa firmato a Versailles tra Stati Uniti e Iran, con tanto di coro finale ‘great job, bravo’, viene spontanea una domanda: perché scatenare una guerra che ha incendiato il Medio Oriente, chiuso lo Stretto di Hormuz e scaricato sui Paesi alleati costi economici ed energetici enormi? Se l’obiettivo era arrivare a questo accordo, il prezzo pagato appare difficilmente giustificabile. Forse, lo spero, sarà il tempo a dirci chi trarrà davvero vantaggio da questo disordine geopolitico ed energetico”. Lo dichiara in una nota il vicepresidente M5s Stefano Patuanelli.
L’incontro con il segretario alla Guerra degli Usa Pete Hegseth “è andato benissimo”. Lo afferma il ministro della Difesa Guido Crosetto, specificando che “le basi in Italia sono state totalmente utilizzate nel rispetto dei trattati che abbiamo. L’America non ha mai avuto alcuna lamentela da fare”.
L’accordo tra Stati Uniti e Iran costituisce una “solida base” per il prossimo round di colloqui. Lo ha affermato in una dichiarazione il ministero degli Esteri del Qatar.
Il Paese del Golfo ha dichiarato che, in vista dei colloqui tecnici previsti in Svizzera venerdì, l’accordo “rappresenta una solida base per avanzare alla prossima fase dei negoziati tra le parti americana e iraniana”.
La televisione di Stato iraniana ha dichiarato che le navi in transito nello Stretto di Hormuz devono ancora coordinarsi con la Marina delle Guardie Rivoluzionarie per il loro passaggio nella via marittima. Lo riferisce Iran International.
“La riapertura dello Stretto è esplicitamente di competenza dell’Iran, secondo il memorandum d’intesa”. Lo conferma il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baqaei, citato dalla TV di Stato. “Non vi è assolutamente alcun bisogno di un intervento di soggetti stranieri”, aggiunge, specificando che operazioni esterne potrebbero “complicare la situazione”.
“Qualsiasi azione esterna nello Stretto di Hormuz senza coordinamento con la Repubblica Islamica dell’Iran sarà considerata una violazione della sovranità iraniana, e noi non permetteremo alcun tipo di violazione da parte di nessun attore”. Lo afferma all’Adnkronos l’ambasciatore iraniano a Roma, Mohammad Reza Sabouri.
“Esiste per noi una questione del tutto chiara – sottolinea Sabouri a poche ore dall’entrata in vigore del memorandum di intesa con gli Stati Uniti -. Lo Stretto di Hormuz si trova nelle acque costiere della Repubblica Islamica dell’Iran e dell’Oman” e per quanto riguarda la sicurezza dello Stretto “si applica la sovranità della Repubblica Islamica dell’Iran”.
“Come ha mostrato l’esperienza della recente guerra di aggressione, qualsiasi movimento o iniziativa nella regione del Golfo Persico porterà soltanto a un aggravamento della situazione, con conseguenze per tutti i Paesi”, aggiunge.
Secondo Sabouri, l’unico ruolo “positivo e costruttivo” che i Paesi europei potrebbero svolgere è quello di esercitare pressioni politiche sugli Stati Uniti e sul “regime sionista” affinché “rispettino i propri impegni, non violino l’intesa raggiunta e osservino i principi fondamentali del diritto internazionale, incluso il principio di non aggressione”.
Il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, condivide su X il memorandum d’intesa tra Stati Uniti e Iran, definendolo “un testo storico e un messaggio di un Iran forte”. Inoltre, sottolinea che “la pace si raggiungerà all’ombra del rispetto reciproco”, aggiungendo che la Repubblica Islamica “rimane impegnata per la pace globale, preservando al contempo la propria dignità e indipendenza, nonché per il progresso e la cooperazione regionale”.
Netanyahu non sembra avere intenzione di ritirare le truppe nel sud del Libano e per questo starebbe conducendo – secondo quanto confermato da un funzionario anonimo all’agenzia Reuters – “negoziati ostinati” con gli Stati Uniti per trovare un modo di rimanere sul territorio libanese. Nonostante il raggiunto accordo tra USA e Iran, che aprirà la strada a nuovi negoziati, continuano i raid dell’Idf in Libano.
Il segretario alla Difesa statunitense Pete Hegseth ha minacciato di riprendere le operazioni militari contro l’Iran in caso di mancato rispetto degli accordi: “Siamo più che in grado di reintrodurre un blocco navale ferreo“.
“Saremo noi la forza trainante dei negoziati”, aggiunge.
“Questi sciocchi, che pensano che non sia stato abbastanza duro con l’Iran, quando la Borsa ha appena raggiunto un altissimo record e i prezzi del petrolio stanno ‘crollando’, sono o invidiosi o cattivi o stupidi. Rendiamo l’America di nuovo grande!!!”. Così, su Truth Social, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, rispondendo alle critiche sul memorandum d’intesa con l’Iran.
“La nave mercantile italiana ‘Grande Torino‘, del Gruppo Grimaldi, a poche ore dalla firma dell’accordo tra Usa e Iran è stata fra le prime ad attraversare lo Stretto di Hormuz. Ora è in navigazione verso l’Oriente”. Lo annuncia in un post su X il ministro degli Esteri, Antonio Tajani.
Durante la guerra l’89% degli impianti petrolchimici iraniani erano stati disattivati e ora sono pronti a tornare in funzione. Lo conferma all’Isna il capo della Persian Gulf Petrochemical Industries Company Mohammad Shariatmadari.
Una persona è rimasta uccisa e un’altra ferita in un attacco dell’esercito israeliano contro un veicolo a Kfar Tebnit, vicino a Nabatieh, nel sud del Libano. Lo riporta l’agenzia di stampa nazionale libanese. Nonostante – secondo il canale Al Araby – Israele abbia ridotto i raid, le operazioni militari non sarebbero cessate del tutto nemmeno dopo la firma dell’accordo USA-Iran.
L’esercito israeliano ha comunicato anche che il sergente maggiore riservista Alexander Filin, di 29 anni, è rimasto ucciso in combattimento nel sud del Libano ieri. Altri sette soldati sarebbero rimasti feriti.
La Germania ha posizionato due navi nel Mar Rosso nell’ambito dei preparativi per una possibile operazione militare nello Stretto di Hormuz. Lo conferma il ministro della Difesa tedesco Boris Pistorius, sottolineando che le future azioni militari dipendono dall’andamento dei colloqui tra USA e Iran e che eventuali azioni che richiedano la neutralizzazione di mine navali sarà effettuata con l’approvazione di Iran e Oman.
Prezzi del petrolio in discesa oggi, dopo la firma del memorandum d’intesa tra Stati Uniti e Iran. Il prezzo del Brent, riferimento per l’Europa, è sceso dell’1,925 a 77,63 dollari al barile. Il prezzo del Wti, rifimento per gli Usa, è sceso del 2,16% a 74,63 dollari al barile.
I primi colloqui tra Stati Uniti e Iran si terranno domani nella località montana di Buergenstock, in Svizzera, a seguito della firma dell’accordo di cessate il fuoco. Lo conferma il Governo svizzero, aggiungendo che “allo stato attuale, il piano prevede ancora che Stati Uniti e Iran, insieme ai mediatori Pakistan e Qatar e ad altri paesi coinvolti, si incontrino domani a Burgenstock per i negoziati iniziali sull’attuazione dell’accordo“. In un comunicato, il Ministero degli Esteri svizzero ha dichiarato che “al momento non sono disponibili ulteriori informazioni in merito al programma e ai dettagli dell’incontro”.
L’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) si è detta pronta a iniziare a definire i “passi concreti” che dovranno essere fatti per attuare l’intesa tra Stati Uniti e Iran. “Ora tocca a noi sederci con i nostri colleghi americani, con i nostri colleghi iraniani, e iniziare a formulare i passi concreti che dovranno essere intrapresi”, dichiara a Ginevra il direttore generale dell’Aiea, Rafael Grossi.
“Non è stata una cosa facile…”. Donald Trump si lascia sfuggire una “confessione” mentre firma l’accordo tra Stati Uniti e Iran per porre fine alla guerra. Il presidente americano sigla una copia del memorandum d’intesa a Versailles, alla cena di gala organizzata dal presidente francese Emmanuel Macron in chiusura del G7.
VIDEO | Trump dopo la firma dell’accordo con l’Iran: “Non è stato facile…”
Donald Trump firma l’accordo tra Stati Uniti e Iran. Il presidente americano sigla il memorandum d’intesa, che pone fine alla guerra, nella cena di gala del G7 a Versailles. Il video pubblicato su X da Dan Scavino, assistente del presidente, mostra la firma di Trump a tavola. Seduto tra il presidente francese Emmanuel Macron e la premiere dame Brigitte Macron, il numero 1 della Casa Bianca sigla il documento. “Bravo”, dice Macron, aggiungendo “Great job”, “Ottimo lavoro”.
Il memorandum d’intesa tra Stati Uniti e Iran è destinato a dare una svolta al conflitto, ponendo fine alle ostilità e avviando una nuova fase dei negoziati. Rimangono alcuni elementi critici, come il nucleare e la questione Libano.
Cosa succede tra Iran, Stati Uniti, Israele e Libano: le ultime notizie
Trump ha firmato l’accordo con l’Iran durante la cena del G7. Nonostante alcune tensioni legate principalmente all’attività di Israele in Libano e alle varie notizie – talvolta, a detta delle fonti informate, inesatte – trapelate in anticipo sui contenuti dell’intesa, l’intesa è stata raggiunta. Non si tratta di un punto d’arrivo, ma del primo passo per l’avvio di nuovi negoziati. I temi “caldi” rimangono sempre gli stessi: il nucleare, i fondi iraniani congelati e il cessate il fuoco in Libano. Il memorandum d’intesa prevede 60 giorni di colloqui per arrivare a una soluzione definitiva su questi fronti, ma per Trump non si tratta di una “scadenza rigida” e potrebbe servire più tempo. Rimane la minaccia, se l’Iran non dovesse “comportarsi bene”, della ripresa del conflitto.
Il Libano e lo Stretto di Hormuz sono centrali per le sorti della guerra del Golfo. Per Trump, il Libano è “un tassello molto piccolo del puzzle” di cui “si parla molto”. In realtà i raid israeliani mai del tutto fermati e le potenziali risposte di Hezbollah potrebbero mettere in pericolo il fragile equilibrio costruito negli ultimi giorni. L’accordo in attesa di firma dovrebbe prevedere il cessate il fuoco su tutti i fronti, compreso quello libanese. Se le condizioni verranno rispettate, però, rimane da vedere. Intanto, il disastro umanitario continua.
Per l’economia globale, però, il punto più interessante del nuovo accordo è la riapertura dello Stretto di Hormuz. Si parla di riapertura totale, senza blocchi o pedaggi, e dell’avvio di un confronto reale per garantire la libertà di navigazione. Secondo il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, lo gestirà l’Iran assieme all’Oman.
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