Guerra in Iran, LIVE sul QdS: tutte le ultime news e gli aggiornamenti in diretta sulle azioni di Usa e Israele, Iran e Paesi del Golfo di mercoledì 18 marzo 2026.
Guerra in Iran, le ultime news in diretta
La Protezione civile libanese riferisce che 11 membri del proprio personale sono rimasti feriti in un attacco israeliano avvenuto nella notte nella città meridionale di Nabatieh. Secondo le autorità libanesi, dall’inizio dei raid il 2 marzo, gli attacchi israeliani hanno causato almeno 912 morti e oltre un milione di sfollati nel Paese, evidenziando un forte aggravamento della crisi umanitaria nel sud del Libano.
Le Forze di difesa israeliane hanno riferito di aver colpito a Teheran centri di comando, siti missilistici e altre infrastrutture tramite una nuova ondata di raid aerei. Tra gli obiettivi figurano un centro di comando dei Guardiani della rivoluzione, incaricato della gestione dell’ordine pubblico e delle proteste, e una struttura logistica delle forze di sicurezza interne. Colpiti anche un centro di comando della difesa missilistica e sistemi di difesa aerea, secondo fonti militari israeliane.
Almeno quattro persone sono morte in un attacco israeliano che ha preso di mira quattro case nella città di Sahmar, nella valle della Bekaa, in Libano. Lo riporta l’agenzia di stampa libanese Nna.
Secondo Israele, il segretario del Consiglio di sicurezza nazionale iraniano Ali Larijani e il comandante dei Basij Gholamreza Soleimani sarebbero stati uccisi nei raid israeliani contro l’Iran. Due figure leader dell’establishment iraniano e filo-iraniano, quindi, sarebbero stati eliminati. Questo apre diversi scenari sia per il futuro della Repubblica Islamica che per l’evoluzione del conflitto.
Iran, cosa sta succedendo e le ultime notizie dal Golfo
La notizia del giorno del 17 marzo è arrivata nella mattinata: Ali Larijani, segretario del Supremo consiglio per la sicurezza nazionale dell’Iran, sarebbe rimasto ucciso in un raid. A confermarlo è stato il ministro della Difesa israeliano Israel Katz, anche se l’Iran non avrebbe ancora confermato. Dall’agosto 2025 ricopre il ruolo di segretario del Supremo consiglio per la sicurezza nazionale, un organo fondamentale per l’Iran in quanto coinvolto nella determinazione delle politiche di difesa e di sicurezza, ma anche nell’utilizzo delle risorse materiali e intellettuali della Repubblica Islamica. In passato ha anche giocato un ruolo fondamentale nei negoziati sul nucleare.
Importanti novità anche negli USA: il direttore del Centro nazionale antiterrorismo americano Joe Kent si è dimesso per protesta contro la guerra di Stati Uniti e Israele al’Iran. Un conflitto che, secondo Kent, è frutto di “pressioni da parte di Israele e della sua potente lobby americana”. L’ex direttore del Centro nazionale antiterrorismo ha quindi deciso di non poter sostenere “in buona coscienza” l’operazione in corso contro l’Iran. D’altro canto, il presidente Trump sembra sempre più convinto di andare avanti: si dice fiducioso che “tra non molto” lo stretto di Hormuz – centro geografico e simbolico della guerra – sarà sicuro e conferma di non “avere paura di niente”, nemmeno di una disfatta.

