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Guerra in Iran, le ultime news in diretta | Caos Libano, Hezbollah e Israele raggiungono un fragile cessate il fuoco

Guerra in Iran, le ultime news in diretta | Caos Libano, Hezbollah e Israele raggiungono un fragile cessate il fuoco
Foto The White House, via Imagoeconomica

Le ultime notizie sul conflitto USA-Iran, sulla situazione di Hormuz e sugli ultimi sviluppi in Libano

Guerra in IranLIVE sul QdS: tutte le ultime news e gli aggiornamenti in diretta sulle azioni di Usa e Israele, Iran e Paesi del Golfo di venerdì 19 giugno 2026.

Guerra in Iran, le ultime news in diretta del 19 giugno 2026

Guerra in Iran, le ultime news in diretta del 19 giugno 2026
Guerra in Iran, LIVE sul QdS: tutte le ultime news e gli aggiornamenti in diretta sulle azioni di Usa e Israele, Iran e Paesi del Golfo di venerdì 19 giugno 2026.
Inizio diretta: 19/06/26 07:00
Fine diretta: 20/06/26 00:00
Ambasciatore di Israele in Usa: "Impegno per cessate il fuoco con Hezbollah"

Israele “rimane fermamente impegnato per un cessate il fuoco immediato” con Hezbollah dopo la nuova tregua annunciata oggi. Lo ha affermato l’ambasciatore israeliano negli Stati Uniti, Yechiel Leiter, in un messaggio pubblicato su X. Nelle scorse ore “Israele ha interrotto tutte le operazioni offensive. Le affermazioni contrarie di Hezbollah e dell’Iran sono palesi menzogne”, ha scritto Leiter, aggiungendo che “se Hezbollah onorerà l’accordo e cesserà le ostilità, sarà accolto con la calma”.

“Israele desidera che il Libano prosperi e goda delle libertà democratiche – ha proseguito Leiter – tuttavia, come qualsiasi Paese normale, non scenderà mai a compromessi sulla sua sicurezza. Ciò avverrà solo quando Hezbollah, sanguinario braccio armato dell’Iran, sarà distrutto. La fine di Hezbollah segnerà l’inizio di una splendida pace tra i nostri due Paesi”.

Il presidente libanese Aoun; "Necessario il cessate il fuoco globale"

Il presidente libanese Joseph Aoun ha ribadito, nel corso di un colloquio telefonico con il Segretario di Stato americano Marco Rubio, la necessità di un “cessate il fuoco globale”, considerato “presupposto fondamentale per l’avanzamento dei negoziati tra Libano, Usa e Israele”, il cui prossimo round si terrà a Washington tra una settimana. Aoun ha ringraziato Rubio per il sostegno, sottolineando tuttavia “la necessità di fermare gli attacchi israeliani sul territorio libanese”.

Trump, "Parlato con Israele, ho chiesto cessate il fuoco con Hezbollah"

Nel corso di un colloquio con Nbc News, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha reso noto di aver parlato con Israele, quando negli Usa era mattina, e di aver chiesto un cessate il fuoco con Hezbollah. “È un fatto positivo – ha affermato – È la ciliegina sulla torta”.

Obama: "Siamo tornati dove eravamo prima della guerra di Trump"

“Abbiamo ora combattuto una guerra, speso miliardi e miliardi di dollari, messo un’enorme pressione sulle nostre forze armate. Un sacco di persone sono morte. E sembra che siamo tornati dove eravamo prima di iniziare la guerra, eccetto forse in una situazione un po’ peggiore”. Così, in un’intervista con Nbcnews, Barack Obama afferma di essere comunque “molto contento del cessate il fuoco” e “di sperare che regga”, pur criticando le ragioni per le quali Donald Trump ha iniziato la guerra contro l’Iran il 28 febbraio scorso.

L’ex presidente difende anche l’accordo sul nucleare del 2015 e commenta: “Questa amministrazione, o la precedente versione di questa amministrazione, si è ritirata, cosa che ha spinto allora l’Iran a sviluppare una maggiore capacità nucleare”.

Araghchi sente l'omologo del Pakistan: "Usa responsabili di eventuali violazioni"

Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha avuto un colloquio telefonico con il ministro degli Esteri e vice primo ministro del Pakistan, Muhammad Ishaq Dar. Araghchi avrebbe avvertito che “qualsiasi violazione degli impegni contenuti nel memorandum d’intesa sarà attribuita a Washington”, mettendo in guardia dalle possibili conseguenze dell’eventuale mancato rispetto dell’accordo.

Von der Leyen: "Sviluppare altre rotte commerciali" per il Medio Oriente

L’Unione europea deve sviluppare “altre rotte e corridoi” commerciali nel Medio Oriente come il Corridoio economico India-Medio Oriente-Europa (Imec), che prevede un collegamento via Italia. Lo dichiara la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen nel corso di una conferenza stampa al termine dei lavori del Consiglio europeo, evidenziando che la crisi dovuta alla guerra in Iran “ha messo in luce una lezione importante: non dobbiamo permettere che l’economia globale venga tenuta in ostaggio. Dobbiamo sviluppare altre rotte e corridoi, per esempio in quella regione, il Corridoio Imec. E per questo, approfondiremo il nostro impegno con i nostri partner nel Golfo e oltre, e questo sarà un tema che verrà discusso la prossima volta che incontreremo i Paesi del Golfo”.

 

Iran: "Nessuna urgenza di incontrare i negoziatori USA in Svizzera"

Non ci sarebbe “alcuna urgenza” di incontrare i negoziatori statunitensi in Svizzera, ribadisce l’Iran. “Dato che l’accordo è stato firmato elettronicamente il 18 giugno, non c’è urgenza di tenere l’incontro in Svizzera, ma intendiamo organizzarlo nei prossimi giorni”, conferma il portavoce del Ministero degli Esteri, Esmail Baqaei, dopo il rinvio odierno.

 

Almeno 12 raid dell'Idf dopo l'annuncio del cessate il fuoco

Secondo l’emittente libanese Al-Mayadeen, affiliata a Hezbollah, dopo l’annuncio del cessate il fuoco tra il gruppo e Israele ci sarebbero stati almeno 12 attacchi aerei a opera dell’esercito israeliano.

 

 

"Drone ostile", sirene suonano nel nord di Israele

Le sirene sarebbero suonate nel nord di Israele dopo l’entrata in vigore dell’accordo di cessate il fuoco raggiunto con Hezbollah. Lo riporta il sito di Haaretz. Secondo il Times of Israel, Israele avrebbe attivato l’allerta antiaerea per una “incursione di un drone ostile” nello spazio aereo di Zre’it, nel nord del Paese.

 

Idf: "Piena libertà operativa contro minacce Hezbollah"

Le Forze di difesa israeliane (Idf) manterranno “piena libertà operativa” dopo il raggiungimento di un accordo di cessate il fuoco con Hezbollah e continueranno ad agire contro le minacce provenienti dai miliziani libanesi. A scriverlo su X è il portavoce militare israeliano Avichay Adraee, aggiungendo che l’esercito israeliano “godrà di piena libertà operativa per eliminare le minacce in ogni area in cui il capo di Stato Maggiore ha disposto tutte le capacità necessarie alle forze militari sul campo”.

 

Tregua già in vigore, mediano USA e Qatar

La tregua concordata da Israele e Hezbollah è già entrata in vigore. Ad affermarlo è un responsabile americano citato da Afp. A mediare USA e Qatar.

 

Trump: "Sono loro i disperati, per 60 giorni non avranno soldi da Usa"

“Non ci siamo incontrati con l’Iran per disperazione, erano loro i disperati“. Lo ha affermato il presidente americano Donald Trump su Truth Social, ribadendo che il regime di Teheran è “finito”. “Aspetteremo che scadano i 60 giorni – ha aggiunto – Non avranno un soldo, neanche dieci centesimi!”.

Libano, Fonti Usa: "Raggiunto accordo cessate il fuoco tra Israele e Hezbollah"

Hezbollah e Israele si sono accordati per un cessate il fuoco a partire dalle 15 italiane. Lo riferisce un funzionario Usa ad Axios, secondo cui l’accordo è stato mediato da Stati Uniti e Qatar, dopo aver parlato con Iran e Israele.

Trump: "Per democratici Iran più forte dopo guerra, quanto si può essere stupidi?"

“La guerra ha indebolito l’Iran!”. Lo ha ribadito il presidente americano Donald Trump, ricordando come Teheran – a suo dire – non abbia più “un’aeronautica, una marina, sistemi antiaerei, radar o praticamente qualsiasi altra cosa”. “Eppure – ha scritto su Truth Social – i democratici sostengono che l’Iran stia meglio ora di quanto non fosse quattro mesi fa – Riuscite a immaginare di farla franca con affermazioni del genere??? Quanto possono essere stupide alcune persone???”.

Cnn, Usa comunicano a Teheran che Israele non amplierà operazioni in Libano

Gli Stati Uniti avrebbero comunicato all’Iran che Israele non intende ampliare ulteriormente le proprie operazioni militari in Libano, nel tentativo dell’amministrazione Trump di riportare sui binari la seconda fase di delicati negoziati sul programma nucleare iraniano. Lo riferisce a Cnn una fonte informata, secondo cui “Hezbollah ha violato il cessate il fuoco. Israele ha accettato di non reagire oltre e questo è stato comunicato agli iraniani. Ora spetta a Hezbollah fermarsi”.

Le dichiarazioni arrivano dopo una nuova ondata di raid israeliani in Libano, lanciati in risposta a un attacco attribuito a Hezbollah che avrebbe causato la morte di quattro soldati israeliani nel sud del Paese, nonostante l’accordo tra Stati Uniti e Iran prevedesse la cessazione delle ostilità su tutti i fronti.

Hezbollah: "Difenderemo la nostra terra dalle violazioni di Israele"

Hezbollah promette di difendere il Libano da Israele. “La Resistenza islamica resterà vigile di fronte a qualsiasi aggressione. I suoi combattenti difenderanno la loro terra e il loro popolo – si legge in una nota del gruppo – il nemico non ha mai rispettato alcun accordo di cessate il fuoco”.

 

La versione di Hezbollah: "Israele non rispetta i patti dal 2024"

“Confutando le affermazioni del nemico israeliano secondo cui Hezbollah avrebbe violato il cessate il fuoco, la Resistenza Islamica afferma che il nemico non ha mai rispettato alcun accordo di cessate il fuoco dal 27 novembre 2024 al 16 aprile 2026, fino agli esiti del recente accordo iraniano-statunitense, che nella sua prima clausola prevedeva la fine della guerra su tutti i fronti, Libano compreso”. Così Hezbollah in una nota, riportata dall’agenzia libanese Nna, si esprime su quanto sta accadendo in Libano.

“Al contrario – prosegue la nota – il nemico israeliano ha persistito nelle sue crescenti violazioni del cessate il fuoco, commettendo massacri e distruggendo edifici residenziali e infrastrutture civili. Ha continuato le sue incursioni di terra tentando di infiltrarsi e impadronirsi di villaggi e aree che non era in grado di raggiungere prima dell’accordo. Come sua consuetudine, il nemico, per compensare la propria incapacità di affrontare i combattenti della resistenza e per nascondere i propri fallimenti e le perdite subite sul campo di battaglia, ricorre a massacri contro i civili e ad attacchi contro villaggi sicuri, come è accaduto oggi in seguito al respingimento, da parte dei valorosi combattenti della resistenza, del suo tentativo di avanzare verso la collina di Ali al-Taher la scorsa notte”.

Ancora rallentato il traffico di Hormuz

Anche dopo la firma del memorandum d’intesa tra Stati Uniti e Iran, nello Stretto di Hormuz la situazione rimane difficile. Secondo il The Guardian, che cita Intertanko, l’associazione degli armatori di petroliere indipendenti, circa 80 mine sarebbero ancora disseminate lungo la principale rotta di navigazione dello Stretto. “Ci vorrà del tempo per ripulire l’area”, dichiara Phil Belcher, direttore marittimo dell’organizzazione.

Katz: "Restiamo nel sud del Libano"

Le Forze di Difesa Israeliane (Idf) rimarranno nel Libano meridionale. Lo annuncia il ministro della Difesa israeliano Israel Katz. “Non permetteremo – dichiara – che i nostri soldati e i civili subiscano danni, e ogni violazione del cessate il fuoco da parte di Hezbollah sarà contrastata con grande forza”.

Le forze israeliane “rimarranno nella zona di sicurezza in Libano, dalla costa alle alture del Beaufort, per proteggere le comunità settentrionali, sventare le minacce e distruggere le infrastrutture terroristiche nella zona, sia sotterranee che in superficie”.

 

Netanyahu: "Hezbollah pagherà un prezzo molto alto"

Hezbollah “pagherà un prezzo molto alto” per l’uccisione di quattro soldati israeliani nel sud del Libano. La minaccia arriva direttamente dal primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, che afferma che “Israele non tollererà attacchi contro i nostri soldati o il nostro territorio e farà pagare un prezzo molto alto a Hezbollah per questi attacchi”. E aggiunge: “Israele rimarrà nella zona di sicurezza nel Libano meridionale finché sarà necessario per proteggere le comunità del nord”.

 

Il team iraniano non parte per Svizzera dopo i raid di Israele

L’inizio dei negoziati tra Stati Uniti e Iran è stato rinviato a causa dei raid israeliani nel sud del Libano. Lo scrive il Financial Times citando fonti informate che hanno rivelato che la delegazione iraniana non si è recata a in Svizzera per i colloqui nucleari e ha chiesto “garanzie sulla fine della cessazione delle ostilità in Libano, come previsto dall’accordo firmato”. “I mediatori al momento stanno lavorando per risolvere la questione”, spiega una fonte diplomatica informata.

Noi abbiamo trattenuto Hezbollah, gli Stati Uniti non sono in grado di fare lo stesso con Israele, fino a quando non lo faranno non verremo”, è il messaggio dell’Iran.

 

Colpiti 80 obiettivi Hezbollah in Libano

L’esercito israeliano ha dichiarato di aver colpito più di 80 obiettivi di Hezbollah in Libano e di aver ucciso decine di miliziani in risposta ai raid che hanno portato all’uccisione di quattro soldati dell’Idf. “Durante la notte, le Forze di Difesa Israeliane (Idf) hanno colpito più di 80 centri di comando, terroristi, postazioni di lancio e ulteriori siti infrastrutturali terroristici nell’area di Nabatieh e in altre zone del Libano meridionale, all’interno e all’esterno della zona di sicurezza – si legge in un comunicato dell’esercito israeliano – Inoltre, durante gli attacchi, decine di terroristi di Hezbollah che operavano nei centri di comando sono stati eliminati”.

Tajani: "Niente speculazioni sul petrolio"

“Il fatto che si sia raggiunto il cessate il fuoco e che sia stato firmato questo primo accordo — che poi dovrà essere sviluppato nei prossimi 60 giorni — ci fa tirare un sospiro di sollievo e, soprattutto, dà respiro alla nostra economia”. Lo afferma il ministro degli Esteri Antonio Tajani a margine della presentazione, all’Unità di crisi della Farnesina, della Campagna 2026 Viaggiare Sicuri. Sulla questione Hormuz e sul petrolio, Tajani aggiunge: “Noi vigiliamo affinché non possano esserci speculazioni in questo momento: siccome la situazione migliora, deve migliorare anche il costo del petrolio. Lo diciamo ai petrolieri: è il momento di riportare le cose come erano prima. Visto che si abbassa il prezzo al barile, bisogna che si abbassi anche il prezzo al consumatore, quindi niente speculazioni”.

“La partecipazione dell’Italia a una eventuale missione – ribadisce Tajani – deve esserlo all’interno di una missione internazionale, frutto di un accordo internazionale: o una decisione dell’Onu, o dell’Unione Europea, o di un accordo internazionale a vasto raggio. Noi siamo pronti a fare la nostra parte quando sarà necessario; adesso mi pare ancora troppo presto perché si dovrà consolidare la situazione del cessate il fuoco. Intanto mi auguro che possa partire il maggior numero possibile di mercantili; stiamo lavorando per farne partire altri due o tre italiani. Quindi, ripeto, l’importante è che ora si liberi Hormuz e possa riprendere la circolazione marittima”.

Iran: "Colloqui con gli USA vincolati alle nostre linee rosse"

I colloqui tra l’Iran e gli Stati Uniti rimarranno vincolati alle “linee rosse” di Teheran. Lo dichiara all’agenzia di stampa Irna il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf, capo negoziatore iraniano.

“Come abbiamo dimostrato in passato durante i negoziati, siamo determinati ad attenerci alle condizioni e alle linee rosse stabilite e a salvaguardare gli interessi della nazione iraniana”, afferma.

 

Libano, raid Idf sulla Valle della Bekaa

Si scatena la violenza dell’esercito israeliano. In seguito a un nuovo raid nella Valle della Bekaa, sono morte tre persone. L’attacco – si legge sull’agenzia di stampa libanese Nna, che cita una nota dell’Idf – sarebbe “una risposta alle violazioni del cessate il fuoco da parte di Hezbollah“.

 

Smotrich: "In Libano bisogna aprire le porte dell'inferno"

In Libano occorre “aprire le porte dell’inferno”. Lo sostiene il ministro delle Finanze israeliano Bezalel Smotrich dopo l’attacco di Hezbollah nel sud del Libano contro i soldati israeliani. Su X, il ministro parla di “mattinata difficile” e minaccia di tornare a “parlare con il fuoco”.

 

Libano, altri 5 militari israeliani feriti in attacco di Hezbollah

Oltre ai quattro carristi uccisi, altri cinque soldati israeliani sarebbero rimasti feriti in un attacco di Hezbollah avvenuto nella notte nel sud del Libano. Uno di questi sarebbe stato colpito in modo grave. Lo annunciano le forze di difesa israeliane (IDF). Massima tensione per questo fronte di guerra, che potrebbe mettere a rischio l’intesa raggiunta tra Iran e Stati Uniti e ostacolare i già difficili negoziati.

 

Ben-Gvir dopo la morte di quattro soldati Idf: "Ora brucerà tutto"

Tutto il Libano deve bruciare!”. Lo ha dichiarato il ministro per la Sicurezza nazionale di Israele Itamar Ben-Gvir dopo l’uccisione di quattro soldati israeliani nel sud del Libano. “Per ogni lacrima di una madre israeliana, mille madri libanesi devono piangere”, sono le terribili parole che appaio su X.

“Con tutto il dovuto rispetto per gli statunitensi, Israele deve chiarire al mondo intero che il sangue dei nostri figli e la sicurezza dei nostri cittadini non sono sacrificabili”.

Il ministro israeliano sostiene anche che “il nostro dovere supremo è proteggere i cittadini di Israele e i soldati delle Forze di Difesa Israeliane, e questo impegno ha la precedenza su ogni altra considerazione. L’ho detto al primo ministro, anche nei nostri incontri privati: per ogni lacrima di una madre israeliana, mille madri libanesi devono piangere. Basta con questo tira e molla. In Medio Oriente non si vince con risposte misurate e moderazione: bisogna scatenarsi. Annientare. Schiacciare il terrore”.

Libano, 16 morti nel sud

Raid israeliani condotti nella notte nella regione di Nabatiyé, nel sud del Libano, hanno causato almeno 16 morti. Lo riferisce l’Agenzia di stampa nazionale libanese. Gli attacchi sono avvenuti nonostante la firma del protocollo iraniano-statunitense che prevede una cessazione delle ostilità. “Il nemico ha commesso diversi massacri”, scrive l’agenzia . Gli attacchi avrebbero provocato almeno 16 morti, di cui otto nella città di Harouf. Si tratta del bilancio più pesante registrato dall’annuncio della conclusione dell’accordo lunedì.

 

Militari israeliani uccisi in Libano

Un comandante di battaglione carri armati delle forze di difesa israeliane e altri tre soldati sono stati uccisi in un attacco di Hezbollah nel sud del Libano durante la notte. Lo riferisce The Times of Israel citando fonti dell’esercito. L’ufficiale ucciso era comandante del 52° Battaglione della 401ª Brigata Corazzata.

Nell’attacco, avvenuto poco dopo la mezzanotte, un drone o un missile anticarro avrebbe colpito il carro armato israeliano nel villaggio di Kfar Tebnit, nel sud del Libano. Il tenente colonnello rimasto ucciso aveva peraltro da poco sostituito il precedente comandante di battaglione, rimasto gravemente ferito nel sud del Libano ad aprile.

 

I prezzi del petrolio

Il prezzo del petrolio Wti, riferimento in Usa, torna a salire oggi dello +0,63% a 77,23 dollari al barile. Il prezzo del Bret, riferimento in Europa, segna -0,07% a 79.78 dollari al barile.

 

Iran presenterà un reclamo per le "restrizioni" a Mondiali USA 2026

Il conflitto fa naturalmente anche discutere in tema Mondiali, con l’Iran regolarmente impegnato nel torneo in corso tra USA, Canada e Messico. In tal senso, la Federazione iraniana di calcio presenterà un reclamo alla Fifa per le “restrizioni” che sono state “imposte” alla selezione proprio durante i Mondiali 2026.

Accordo di pace, JD Vance "non sarà in Svizzera"

“I piani per le prossime discussioni tecniche non sono stati ancora definiti e la delegazione statunitense si è preparata a partire alla prima occasione utile. Tuttavia, la logistica di questi negoziati non è mai stata né semplice né prevedibile. Per il momento, il vicepresidente non partirà stasera” si legge nella nota diffusa della Casa Bianca.

Trump: "Dobbiamo mantenere Netanyahu sano di mente"

Nel corso di una intervista ad Axios, Donald Trump ha parlato così di Netanyahu: “Con Bibi è tutto normale ma lo dobbiamo mantenere sano di mente“. Poi conclude: “Non ci sono limiti al mio potere”.

Khamenei non era favorevole all'accordo USA-Iran

Moqtaba Khamenei, Guida Suprema dell’Iran, inizialmente non era favorevole all’accordo con gli Stati Uniti. Poi, ha detto sì seguendo la linea del presidente Masoud Pezeshkian. “Come vi è stato comunicato, è stato firmato un memorandum d’intesa tra i presidenti dell’Iran e degli Stati Uniti d’America. Io, per principio, avevo una differente posizione. Tuttavia, in virtù dell’impegno che lo stimato presidente iraniano Masoud Pezeshkian, in qualità di capo del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale, ha assunto con me a nome suo e degli altri membri in merito alla salvaguardia dei diritti della nazione iraniana e del Fronte di Resistenza, e della sua esplicita accettazione di tale responsabilità, ho dato il mio consenso”, si legge in una nota.

Niente firma in Svizzera, ma partono i colloqui

La cerimonia di firma del memorandum tra Iran e Stati Uniti è stata annullata. I Paesi hanno firmato digitalmente, quindi l’accordo è in vigore. Adesso partono i 60 giorni previsti per arrivare a una forma più definitiva dell’accordo per porre fine alla guerra. Libano, Stretto di Hormuz e nucleare rimangono al centro del dibattito.

Cosa succede tra Iran, Stati Uniti, Israele e Libano: le ultime notizie

La cerimonia di firma del memorandum tra Iran e Stati Uniti in Svizzera non si terrà, perché l’intesa è stata firmata digitalmente ed è quindi entrata in vigore. Partono quindi i 60 giorni – che a detta degli USA potrebbero essere di più – per definire i termini per una pace auspicabilmente definitiva nell’area del Golfo. Al centro dei colloqui, naturalmente, la riapertura dello Stretto di Hormuz (si allentano già, seppur lievemente, le tensioni legate al blocco navale e alle azioni iraniane), il nucleare e la questione Libano.

E su quest’ultimo punto ci sarà molto da discutere. Nonostante il memorandum preveda il cessate il fuoco per tutti i fronti di guerra, i raid israeliani in Libano non si sono del tutto fermati. Non è un segreto che si siano registrate alcune tensioni tra USA e Israele e che il premier israeliano Netanyahu non abbia accettato di buon grado l’accordo con l’Iran e la prospettiva di un ritiro delle truppe dell’Idf dal Libano. Gli Stati Uniti però sembrano voler proseguire sulla strada del dialogo, al momento. E dal vicepresidente USA JD Vance arriva un monito alle autorità israeliane: “Se io fossi nel governo israeliano non attaccherei l’unico alleato potente che mi è rimasto nell’intero mondo”.

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