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Guerra in Iran, le ultime news in diretta | Esplosioni in Bahrein, tensione per i raid contro le infrastrutture energetiche

Guerra in Iran, le ultime news in diretta | Esplosioni in Bahrein, tensione per i raid contro le infrastrutture energetiche
Foto da Adnkronos

Le notizie sulla guerra Iran USA e Israele: news in diretta, aggiornamenti di oggi su morti, feriti e attacchi e su cosa sta succedendo nell’area del Golfo.

Guerra in Iran, LIVE sul QdS: tutte le ultime news e gli aggiornamenti in diretta sulle azioni di Usa e Israele, Iran e Paesi del Golfo di giovedì 19 marzo 2026.

Guerra in Iran, le ultime news in diretta

Guerra in Iran, le ultime notizie sul conflitto USA-Iran-Israele del 19 marzo 2026
Le ultime notizie sulla guerra tra Iran, USA e Israele del 19 marzo 2026: aggiornamenti su attacchi, morti e feriti, e approfondimenti in tempo reale su quanto sta succedendo nell’area del Golfo.
Inizio diretta: 19/03/26 07:00
Fine diretta: 20/03/26 00:00
Politico: "Pentagono valuta invio altre truppe in Medio Oriente"

Il Pentagono sta valutando l’invio di ulteriori truppe in Medio Oriente, una mossa che potrebbe segnare un’ulteriore escalation nel conflitto con l’Iran e mettere in discussione la promessa del presidente Donald Trump di evitare il coinvolgimento prolungato delle forze americane all’estero. È quanto riferisce Politico.

Gli Stati Uniti dispongono già di circa 50mila militari nella regione e un eventuale rafforzamento della presenza lascerebbe intravedere un coinvolgimento più ampio, fino all’ipotesi di un impiego diretto anche in Iran. Secondo fonti informate, dimensioni e modalità di un possibile dispiegamento restano ancora in fase di valutazione.

Interpellato dai giornalisti, Donald Trump ha però negato un imminente dispiegamento. “Non sto inviando truppe da nessuna parte. E se lo facessi, di certo non ve lo direi. Ma non sto inviando truppe”, ha chiarito oggi, parlando con i giornalisti alla Casa Bianca.

Barrot domani in visita in Israele

Il ministro degli Esteri francese, Jean-Noel Barrot, si recherà domani in Israele, nella sua prima visita nel Paese da novembre 2024 e soprattutto dopo il riconoscimento da parte della Francia dello Stato palestinese a settembre 2025, decisione che aveva irritato il governo di Tel Aviv.

Secondo quanto annunciato dal Quai d’Orsay, Barrot – che oggi era a Beirut – incontrerà le autorità israeliane per discutere della situazione di sicurezza, delle questioni umanitarie e delle prospettive di de-escalation nella guerra in Medio Oriente, nel quadro degli sforzi diplomatici promossi dal presidente, Emmanuel Macron.

Netanyahu: "Israele ha agito da solo in raid su South Pars"

Israele ha colpito autonomamente il giacimento iraniano di South Pars. Lo ha sottolineato il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, nel corso di una conferenza stampa. “Prima di tutto, Israele ha agito da solo contro il complesso gasiero di South Pars. In secondo luogo, il presidente Donald Trump ci ha chiesto di sospendere qualsiasi nuovo attacco e noi ci stiamo conformando”, ha affermato.

Missili verso Israele durante la conferenza stampa di Netanyahu

Alcuni missili balistici sono stati lanciati dall’Iran verso Israele mentre è in corso la conferenza stampa del primo ministro, Benjamin Netanyahu. Secondo i media locali, si è trattato di un numero esiguo di missili che ha fatto scattare le sirene d’allarme nel nord del Paese e che è stato intercettato.

Netanyahu: "Stiamo aiutando gli Usa a riaprire lo Stretto di Hormuz"

“Israele sta aiutando, con mezzi propri, a riaprire lo Stretto di Hormuz”, contribuendo agli “sforzi americani”. Lo ha dichiarato il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, nel corso di una conferenza stampa.

Netanyahu, "Iran più debole che mai, noi potenza mondiale"

L’Iran “è più debole che mai” mentre Israele è una potenza regionale “e alcuni direbbero una potenza mondiale”. Lo ha rivendicato il premier israeliano Benjamin Netanyahu, parlando nel corso di una conferenza stampa.

Netanyahu: "L'Iran non ha più la capacità arricchire uranio e produrre missili balistici"

“Posso annunciarvi che l’Iran non ha la capacità di arricchire l’uranio e non ha la capacità di produrre missili balistici”. Così in una dichiarazione ai media il premier israeliano Benjamin Netanyahu, ricordando che la defunta Guida suprema “Khamenei aveva ordinato il rinnovo dei programmi missilistici e nucleari e di seppellirli in profondità sottoterra”.

“Stiamo agendo non solo per distruggere i missili rimanenti, ne rimangono pochi, ma per distruggere le industrie che consentono la produzione di questi programmi – ha detto – e già ora, dopo 20 giorni, posso annunciarvi che l’Iran non ha la capacità di arricchire l’uranio e non ha la capacità di produrre missili balistici”.

Parlando con i giornalisti, Netanyahu ha indicato i tre obiettivi di Israele: He outlines Israel’s three goals: rimuovere la minaccia nucleare, rimuovere la minaccia dei missili balistici (e rimuovere entrambe le minacce prima che vengano seppellite in profondità e diventino immuni agli attacchi aerei), e creare le condizioni affinché il popolo iraniano possa “ottenere la propria libertà”.

Forze israeliane: "Non siamo neanche a metà della campagna militare"

Israele “non è nemmeno a metà” della sua campagna contro l’Iran. Lo ha dichiarato il capo di Stato maggiore delle Forze di difesa israeliane (Idf), Eyal Zamir, in una discussione interna, secondo quanto riferito dal Times of Israel.

Stando all’emittente Canale 12, inoltre, funzionari militari israeliani ritengono che non esista una tempistica definita al momento per la fine della guerra, mentre la leadership delle Idf sarebbe unanime nell’opporsi a una sospensione delle operazioni in questa fase.

Crosetto: "Nessuna missione di guerra"

“Ho letto interpretazioni totalmente errate sul documento approvato oggi da alcune nazioni europee e non, tra cui l’Italia. Nessuna missione di guerra. Nessun ingresso ad Hormuz senza una tregua e senza un’iniziativa multilaterale estesa. Siamo consapevoli però dell’importanza per tutti di lavorare per la riapertura in sicurezza di Hormuz e riteniamo che sia giusto ed opportuno che siano le Nazioni Unite ad offrire la cornice giuridica per un’iniziativa pacifica e multilaterale per raggiungere questo obiettivo”. Lo afferma il ministro della Difesa Guido Crosetto in una nota.

 

Iran "minaccia imminente"? Gabbard non risponde ancora

Anche nell’audizione alla Camera, Tulsi Gabbard, la direttrice della National Intelligence, non risponde a chi le chiede se ritenesse che l’Iran costituisse una “minaccia imminente“. La direttrice ha ribadito che è il presidente a fare questa determinazione, affermando che da parte sua ha presentato “le analisi delle minacce, della severità delle minacce e la loro ampiezza, insieme alla valutazione dei diversi scenari e contesti all’interno del Medio Oriente”.

 

Oltre mille vittime in Libano

Oltre mille vittime in Libano: il bilancio si aggrava. E tra queste vittime ci sarebbero anche 40 operatori sanitari. Amnesty International denuncia “un crescendo di attacchi delle forze israeliane che sostengono, senza fornire prove, che le ambulanze e le strutture sanitarie sono usate per scopi militari” e lancia un appello: “Tutte le parti in conflitto devono rispettare i loro obblighi giuridici di proteggere sempre i civili, il personale sanitario, i pazienti e le strutture mediche. La protezione dell’assistenza sanitaria non è un optional ma una norma di guerra vincolante”.

Israele: "Sganciate oltre 12mila bombe da inizio guerra"

L’Aeronautica militare israeliana (Iaf) ha sganciato oltre 12mila bombe sull’Iran dall’inizio della guerra in più di 8.500 raid. Lo riferiscono le Idf, precisando che 3.600 bombe sono state lanciate solo contro Teheran. “In 18 giorni abbiamo volato tanto quanto avremmo fatto in un anno”, dichiara un funzionario dell’Iaf, citato dal Times of Israel.

 

Fondi per armi a Emirati e Kuwait

Il segretario di Stato statunitense Marco Rubio ha annunciato l’approvazione di vendite militari per un valore di oltre 16 miliardi dollari agli Emirati Arabi Uniti e al Kuwait. Rubio – specialmente in considerazione degli attacchi a infrastrutture strategiche recenti – avrebbe “fornito una giustificazione dettagliata dell’esistenza di un’emergenza che richiede la vendita immediata” delle attrezzature militari.

Tajani: "Faremo la nostra parte in caso di missione Onu per Hormuz"

Se dovesse partire una missione dell’Onu “per garantire l’attraversabilità dello Stretto di Hormuz noi faremo la nostra parte”. Lo conferma il ministro degli Esteri Antonio Tajani a Tagadà su La 7, ribadendo la necessità di “lavorare per una soluzione pacifica” per lo Stretto, che “faccia passare non solo i mercantili carichi di greggio ma anche di fertilizzanti”, per scongiurare il rischio di una “carestia tremenda” in Africa.

“Noi siamo disposti a fare la nostra parte”, ribadisce il ministro, pur ribadendo la propria contrarietà assoluta alla guerra.

Fmi, caro-greggio per un anno impatta su inflazione e PIL globale

“Rialzi dei prezzi del petrolio prolungati, e questo vuol dire per almeno un anno” avrebbero un impatto sull’inflazione globale del 2% e porterebbero a un calo della produzione dell’1%. Lo sostiene la portavoce del Fmi Julie Kozack nel corso di un briefing con la stampa.

 

Trump: "Non sto inviando truppe da nessuna parte"

“No, non sto inviando truppe da nessuna parte. Se lo facessi, di certo non ve lo direi. Ma non sto inviando truppe”. A dichiararlo il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, rispondendo alla domanda se avesse intenzione di schierare truppe di terra in Iran.

 

IDF: "A Haifa frammenti di missili intercettati"

L’incendio nella raffineria di Haifa, in Israele, è stato causato dalla caduta di frammenti di missili balistici lanciati dall’Iran e intercettati dalle difese aeree. Lo riferiscono le Forze di difesa israeliane (Idf), precisando che non c’è stato alcun impatto diretto di missili sugli impianti di Haifa e che l’attacco non ha causato “danni significativi ai siti di infrastrutture”.

 

Il Pentagono alla ricerca di fondi? L'indiscrezione del NYT

Il New York Times riporta che il Pentagono avrebbe richiesto 200 miliardi di dollari per finanziare la guerra contro l’Iran. “Ovviamente ci vogliono soldi per uccidere i cattivi”, le parole del segretario della Difesa statunitense Pete Hegseth per spiegare la decisione.

Caccia F-35 Usa costretto ad atterraggio d'emergenza

Un caccia F-35 statunitense sarebbe stato costretto a effettuare un atterraggio di emergenza in una base aerea americana in Medio Oriente dopo essere stato apparentemente colpito da fuoco iraniano. Sarebbe la prima volta da inizio conflitto. Lo rende noto la Cnn citando fonti informate.

Il capitano Tim Hawkins, portavoce del Centcom, ha spiegato che il jet stealth di quinta generazione stava “volando in una missione di combattimento sull’Iran” quando è stato costretto all’atterraggio di emergenza. L’incidente è al centro di un’inchiesta. L’aereo sarebbe “atterrato in sicurezza” e il pilota sarebbe in “condizioni stabili”.

 

Missile iraniano su raffineria di Haifa

Un missile iraniano ha colpito una raffineria a Haifa, in Israele. Lo riferiscono media locali, che riportano di non meglio specificati danni agli impianti.

 

L'impatto dei raid in Qatar

I raid iraniani contro il Qatar avrebbero danneggiato siti che producono il 17% dell’export del Paese. A renderlo noto il ceo di QatarEenergy, Saad al Kaabi, secondo cui potrebbero rendersi necessari tre-cinque anni per riportarli alla piena operatività. Per lo sviluppo di tale siti erano stati investiti 26 miliardi di dollari. “Non avrei mai immaginato che il Qatar sarebbe stato colpito in un tale attacco, in modo particolare da un Paese musulmano fratello nel mese di Ramadan”, dichiara in un’intervista a Reuters.

 

Esplosioni nella capitale del Bahrein

Alcune esplosioni registrate oggi nella capitale del Bahrein, Manama. A rivelarlo è stato un giornalista dell’Afp, che ricorda come dall’inizio del conflitto il 28 febbraio scorso, il Bahrein sia stato bersaglio di ondate di attacchi di droni e missili iraniani, con un bilancio di due morti.

 

Idf: "Distrutte diverse navi militari iraniane nel Mar Caspio"

Diverse navi della Marina iraniana e infrastrutture navali sarebbero state colpite e distrutte negli attacchi israeliani contro la città portuale iraniana di Bandar Anzal e nel Mar Caspio avvenuti la scorsa notte. Lo rende noto l’Idf.

Kuwait sospende operazioni nelle raffinerie colpite

La compagnia petrolifera statale kuwaitiana Kuwait Petroleum Corp (Kpc) ha temporaneamente sospeso le attività nelle raffinerie di Mina Abdullah e Mina Al-Ahmadi, colpite da attacchi di droni nelle scorse ore. Lo riferisce il Wall Street Journal, citando fonti kuwaitiane informate sui fatti. Ancora in fase di valutazione i danni.

Italia e altri cinque Paesi: "Sforzi per passaggio sicuro Hormuz"

I leader di Regno Unito, Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi e Giappone si dicono disponibili a “contribuire agli sforzi appropriati per garantire il passaggio sicuro attraverso lo Stretto (di Hormuz, ndr)” e accolgono “con favore l’impegno delle nazioni che stanno intraprendendo una pianificazione preparatoria”, si legge in una dichiarazione congiunta.

“Accogliamo con favore la decisione dell’Agenzia Internazionale dell’Energia di autorizzare un rilascio coordinato di riserve petrolifere strategiche. Adotteremo ulteriori misure per stabilizzare i mercati energetici, inclusa la collaborazione con alcune nazioni produttrici per aumentare la produzione. Lavoreremo inoltre per fornire sostegno alle nazioni più colpite, anche attraverso le Nazioni Unite e le Istituzioni Finanziarie Internazionali”, annunciano i leader dei sei Paesi, che concludono: “La sicurezza marittima e la libertà di navigazione vanno a beneficio di tutti i paesi. Invitiamo tutti gli Stati a rispettare il diritto internazionale e a sostenere i principi fondamentali della prosperità e della sicurezza internazionale”.

Guterres: "Riaprire lo Stretto di Hormuz"

Il Consiglio di Sicurezza dell’Onu “ha condannato gli attacchi” dell’Iran contro gli Stati vicini “e ne ha ordinato la cessazione, come ha ordinato l’apertura dello Stretto di Hormuz”. Lo dice il segretario generale dell’Onu Antonio Guterres, a margine del Consiglio Europeo a Bruxelles.

Per Guterres, “la prolungata chiusura dello Stretto di Hormuz causa immense sofferenze a moltissime popolazioni in tutto il mondo, che non hanno nulla a che fare con questo conflitto. È tempo che la forza della legge prevalga sulla legge della forza. È tempo che la diplomazia prevalga sulla guerra”, conclude.

L'appello di Guterres a Usa e Israele: "È ora di chiudere questa guerra"

È ora di fermare questa guerra in Medio Oriente. È l’appello rivolto dal segretario generale dell’Onu Antonio Guterres a Stati Uniti e Israele. “È più che tempo di porre fine a questa guerra che rischia di diventare completamente incontrollabile, provocando immense sofferenze per i civili e ripercussioni sull’economia mondiale”, ha affermato a margine del vertice europeo a Bruxelles.

Quindi si è rivolto all’Iran: “Smettete di attaccare i vostri vicini. Non sono mai stati parte del conflitto”.

Oman: "Guerra catastrofe, accordo con Usa era davvero possibile"

La guerra contro l’Iran è una “catastrofe”, il segno che l’Amministrazione di Donald Trump “ha perso il controllo della sua politica estera”. Lo scrive il ministro degli Esteri dell’Oman Badr Albusaidi sull’Economist, precisando che un accordo fra Teheran e Washington “era davvero possibile”. I due Paesi sono arrivati vicini a un accordo due volte negli ultimi nove mesi, incluso a giugno dello scorso anno, prima della guerra dei 12 giorni.

“È stato uno shock ma non una sorpresa quando il 18 febbraio scorso, solo poche ore dopo l’ultimo, e più sostanziale, round di negoziati (il 26 febbraio a Ginevra, ndr), Israele e Stati Uniti hanno lanciato un attacco militare illegale contro la pace che per breve tempo era sembrata possibile”, scrive Albusaidi puntando il dito contro la “leadership di Israele”, per aver persuaso Trump che “una resa incondizionata avrebbe velocemente fatto seguito ai primi raid e l’assassinio del leader supremo”.

“Il maggior errore di calcolo dell’Amministrazione americana è stato prima di tutto quello di lasciarsi trascinare in questa guerra. Gli amici dell’America hanno la responsabilità di dire le cose come stanno”, aggiunge.

Iraq, chiusura spazio aereo prorogata fino a domenica

Chiuso, almeno fino a domenica, lo spazio aereo dell’Iraq. L’Ente iracheno per l’aviazione civile ha reso noto che lo spazio aereo resterà chiuso anche per i prossimi tre giorni, fino a mezzogiorno di domenica, riferiscono le tv satellitari arabe.

Lo stop va avanti dal 28 febbraio, quando Usa e Israele hanno annunciato l’avvio di operazioni contro l’Iran, ricorda l’emittente Rudaw.

"Trump sapeva dell'attacco a South Pars"

Gli Stati Uniti “sapevano” dell’attacco israeliano contro strutture iraniane nel giacimento di South Pars. Lo rivela una fonte Usa alla Cnn dopo il post su Truth in cui Donald Trump nega di aver saputo delle operazioni prima. Anche una fonte israeliana avrebbe confermato il coordinamento tra USA e Israele per l’attacco.

 

Udite esplosioni vicino aeroporto Erbil in Kurdistan iracheno

Un’esplosione è stata udita nei pressi dell’aeroporto internazionale di Erbil, nel Kurdistan iracheno. Lo segnalano giornalisti dell’agenzia Afp. Un testimone avrebbe riferito di due esplosioni analoghe nelle scorse ore.

 

Tajani: "Ripudiamo la guerra, ma no polemiche con gli USA"

L’Italia “ripudia la guerra“, ma non ha intenzione di portare avanti alcuna “polemica” con gli USA. Lo spiega il ministro degli Esteri Antonio Tajani, a Bruxelles a margine del prevertice del Ppe.

“Noi – dichiara – siamo alleati leali, ma non dobbiamo e non vogliamo partecipare a una guerra alla quale siamo estranei. Non vogliamo essere parte di un conflitto. Lo abbiamo sempre detto: ripudiamo la guerra, come dice la nostra Costituzione. Questo non significa non andare a Hormuz, non significa che noi non siamo alleati degli Stati Uniti. Siamo alleati degli Stati Uniti, ma ci sono delle posizioni comuni che difendiamo e sosteniamo”.

“Quando ci sono posizioni divergenti – continua – lo diciamo, quando non le condividiamo, così come l’abbiamo detto sulla Groenlandia, così l’abbiamo detto su Hormuz. Non facciamo nessuna polemica. Non sono preoccupato, perché sono rapporti talmente storici che, a volte, possono esserci idee e posizioni diverse. Questo non significa che il legame tra le due stesse facce dell’Occidente siano deteriorati”, conclude.

 

L'appello di Mattarella per la pace

Tocca all’Europa saper dire di no. Dire di no all’ampliamento dei conflitti, a una perenne instabilità con la moltiplicazione dei fronti di crisi. Come dimostrano le drammatiche vicende che, a partire dal sanguinoso attacco terroristico di Hamas del 7 ottobre 2023, vedono oggi Iran, Libano, l’intera regione mediorientale del Golfo al centro di un arco di crisi di cui non si intravede lo sbocco, con gravissime conseguenze sulle popolazioni”. Queste le parole del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nella lectio magistralis seguita al conferimento del dottorato honoris causa da parte dell’Università di Salamanca.

 

Teheran annuncia 97 arresti

L’Iran annuncia l’arresto di 97 persone accusate di attività per conto di Usa e Israele. Tra loro, ci sarebbero 13 presunte “spie”. Gli arrestati – secondo le autorità iraniane – avrebbero cercato di “creare disordini e preparare omicidi”.

 

Emirati Arabi: "Solo oggi intercettati 7 missili e 15 droni"

Gli Emirati Arabi Uniti rendono noto che solo oggi i sistemi di difesa aerea avrebbero identificato “sette missili balistici e 15 droni lanciati dall’Iran“. Il Ministero della Difesa precisa via X che “dall’avvio della palese aggressione iraniana”, dopo l’inizio dell’operazione militare di Usa e Israele contro l’Iran lo scorso 28 febbraio, negli Emirati la difesa aerea è stata attivata per “attacchi con 334 missili balistici, 15 missili da crociera e 1.714 droni”. Il bilancio al momento è di 8 morti, tra i quali due uomini delle Forze Armate, e 158 feriti.

 

Nuova minaccia da Teheran: "Raid ben peggiori se veniamo ancora attaccati"
Guerra in Iran, attacchi a raffinerie del Medio Oriente e del Golfo - Adnkronos

L’esercito iraniano minaccia di distruggere le infrastrutture energetiche dell’area del Golfo se Israele e Stati Uniti continueranno ad attaccare. “Avvertiamo il nemico che ha commesso un grave errore attaccando le infrastrutture energetiche della Repubblica islamica dell’Iran, e la risposta è in corso e non è ancora conclusa – si legge in una dichiarazione del comandante operativo militare Khatam Al-Anbiya in un comunicato diffuso dall’agenzia di stampa Fars – Se ciò dovesse ripetersi, gli attacchi successivi contro le vostre infrastrutture energetiche e quelle dei vostri alleati non si fermeranno fino alla loro completa distruzione, e la nostra risposta sarà ben più severa degli attacchi di ieri sera”. Il riferimento, naturalmente, è agli attacchi contro Ras Laffan (Qatar) e la raffineria Mina Abdullah (Kuwait).

 

Droni non identificati su base dove vivono Rubio e Hegseth

Droni non identificati sarebbero stati avvistati sulla base dell’Esercito a Washington dove Marco Rubio e Pete Hegseth si sono trasferiti nei mesi scorsi a vivere per ragioni di sicurezza. Lo rivela oggi il Washington Post, citando fonti informate. L’episodio rafforza le preoccupazioni per possibili minacce in seguito all’avvio dell’operazione di USA e Stati Uniti contro l’Iran.

Secondo il WP, tra le opzioni valutate ci sarebbe quella di spostare il segretario di Stato e della Difesa, ma per il momento non sarebbero state prese decisioni. Il portavoce del Pentagono, per adesso, non ha rilasciato commenti sulla vicenda.

Incontro Lagalla e ambasciatore di Israele, in Sicilia interrogazione

A Palermo le opposizioni presentano un’interrogazione a risposta scritta al sindaco Roberto Lagalla per chiedere “chiarimenti sull’incontro con l’ambasciatore dello Stato di Israele, reso noto attraverso comunicazioni pubbliche dello stesso ambasciatore”.

“Non è accettabile che un incontro di questo livello, in un contesto internazionale così drammatico, avvenga senza alcuna comunicazione istituzionale alla città e al Consiglio comunale – si legge nella nota – Parliamo di un incontro con il rappresentante di uno Stato il cui governo è oggi al centro di gravissime accuse sul piano internazionale e il cui vertice è ricercato dalla Corte penale internazionale, mentre nella Striscia di Gaza è in corso una catastrofe umanitaria sotto gli occhi del mondo, con migliaia di vittime civili”.

“Da quanto emerge – scrivono ancora le opposizioni – si è discusso di cooperazione, innovazione, cyber security, risorse idriche, senza che sia stata resa pubblica alcuna posizione sui diritti umani, sulla tutela dei civili, sul rispetto del diritto internazionale”.

 

Crosetto e l'allarme terrorismo in Italia

La guerra in Medio Oriente resta un’enorme preoccupazione anche in Italia, soprattutto per il rischio terrorismo. A ribadirlo, in un’intervista rilasciata la mattina del 19 marzo a Rtl 102.5, è il ministro della Difesa Guido Crosetto, che parla di “centinaia di cellule dormienti”.

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Gli Stati del Golfo chiedono aiuto all'onu

Gli Stati del Golfo chiedono una riunione di emergenza del Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite dopo gli ultimi attacchi iraniani contro civili e infrastrutture energetiche. Lo riporta Ynet News, citando documenti visionati da Reuters. In tali documenti, gli attacchi contro Bahrein, Giordania, Kuwait, Oman, Qatar, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti sono descritti come “una situazione di profonda preoccupazione per la pace e la sicurezza internazionali”, con gravi implicazioni in termini di diritti umani.

 

Israele: "La guerra continuerà ancora per diverse settimane"

Ancora nessuna prospettiva di pace. Secondo Israele, i piani di guerra stanno procedendo come previsto e al momento l’idea è quella che la guerra continuerà ancora per diverse settimane. Questo è quanto emerge da un briefing sul conflitto contro l’Iran e Hezbollah tenuto dal Consiglio israeliano dei ministri per la sicurezza politica nelle scorse ore.

 

Petrolio, prezzo record: Brent a oltre 115 dollari

Continua a salire vertiginosamente il prezzo del petrolio, soprattutto dopo gli attacchi a siti energetici strategici nell’area del Golfo. Il prezzo del Brent è balzato di oltre il 7%, superando i 115,51 dollari al barile, mentre i future sul Wti sono aumentati dell’1,4%, arrivando a 96,80 dollari.

 

Missili contro Israele, esplosioni a Tel Aviv

Tre esplosioni sono state udite a Tel Aviv dopo un allarme missilistico iraniano. L’esercito israeliano aveva annunciato poco prima di aver “identificato missili lanciati dall’Iran in direzione del territorio dello Stato di Israele”. Sarebbe il sesto lancio di missili dalla mezzanotte verso il territorio israeliano.

 

Drone colpisce raffineria saudita nel porto di Yanbu, sul Mar Rosso

Un drone ha colpito la raffineria saudita Samref, nella zona industriale di Yanbu, gestita dal gigante petrolifero saudita Aramco e da Mobil Yanbu Refining Company Inc., sulle rive del Mar Rosso. Lo rende noto il Ministero della Difesa saudita, specificando che “la valutazione dei danni è in corso”.

 

Kent nel mirino dell'Fbi

Dopo le clamorose dimissioni dall’incarico di direttore del National Counterterrorism Center e la posizione contraria all’attacco statunitense e israeliano contro l’Iran, Joe Kent finisce nel mirino dell’Fbi per la presunta diffusione di informazioni riservate. Lo rivela il New York Times.

“L’Iran non rappresentava una minaccia imminente per la nostra Nazione”, si legge nella lettera di dimissioni di Kent, sostenendo che gli attacchi contro l’Iran sono iniziati per “le pressioni di Israele e della sua potente lobby in America”.

 

Israele sostiene che Trump "era a conoscenza dell'attacco a impianti petrolchimici"

Israele ribadisce che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump fosse a conoscenza dell’attacco contro gli impianti petrolchimici nel sud dell’Iran, che trasportano gas nel Golfo Persico. Lo riferisce Ynet News.

 

Sirene nel nord di Israele

Le sirene di allarme missilistico sono state attivate nella città israeliana di Karmiel – al nord – e in diverse comunità limitrofe, a causa di un apparente attacco missilistico di Hezbollah proveniente dal Libano. Lo riportano i media israeliani.

 

Kuwait, colpita altra raffineria

Non solo Qatar. Colpita in Kuwait un’altra raffineria. Lo riferisce l’agenzia Kuna che parla di una segnalazione della Kuwait Petroleum Corporation secondo cui “una delle unità operative della raffineria Mina Abdullah, gestita dalla Kuwait National Petroleum Company, è stata presa di mira stamani da un drone” e nel sito è scoppiato un “incendio”. Sarebbero state “immediatamente” dispiegate squadre per “contenere e controllare” le fiamme.

La raffineria di Mina Abdullah si trova a circa 46 chilometri a sud di Kuwait City.

Impennata del greggio Brent: aumento del 5%

A causa dei timori relativi alle forniture energetiche del Medio Oriente, dopo che l’Iran ha minacciato di colpire gli impianti del Golfo in rappresaglia per un attacco a uno dei suoi principali giacimenti di gas, il greggio Brent ha registrato un’impennata superiore al 5%. Il contratto è salito del 5,1% a 112,84 dollari, mentre il West Texas Intermediate ha guadagnato il 2,5% attestandosi a 98,69 dollari nelle contrattazioni asiatiche.

Trump: “Se Iran attacca Qatar, distruggeremo giacimento di gas iraniano”
Guerra in Iran e attacchi a infrastrutture del gas in Qatar e Kuwait - Adnkronos

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato che se l’Iran attaccherà ancora il Qatar, e in particolare l’impianto di produzione di Ras Laffan, gli Stati Uniti potrebbero reagire “distruggendo completamente” l’intero giacimento iraniano di South Pars.

Arabia Saudita: “Ci riserviamo diritto di reagire militarmente contro l’Iran”

L’Arabia Saudita ha dichiarato di “riservarsi il diritto” di reagire militarmente contro l’Iran, che prende regolarmente di mira il Paese con droni e missili. “Ci riserviamo il diritto di intraprendere azioni militari se necessario”, ha affermato il ministro degli Esteri saudita, Faisal bin Farhan bin Abdullah, sottolineando che “il Regno non cederà alle pressioni; al contrario, tali pressioni si ritorceranno contro coloro che le esercitano”.

Il futuro dell'Iran
Esmaeil Khatib, ministro Intelligence Iran - Adnkronos

Esmail Khatib, nuova vittima per la leadership iraniana dopo Ali Larijani. Altra figura strategica in quanto ministro dell’Intelligence.

Per la direttrice dell’intelligence nazionale degli USA, Tulsi Gabbard, in un’audizione al Senato, il regime iraniano ha subìto grosse perdite ma resta “intatto” seppur con “opzioni limitate” sul fronte dell’azione militare. Nonostante ciò, sottolinea l’esperta, “l’Iran e i suoi proxy rimangono capaci di e continuano ad attaccare gli interessi statunitensi e alleati in Medio Oriente. La comunità dell’intelligence ritiene che se un regime ostile sopravvive, cercherà di avviare uno sforzo pluriennale per ricostruire le sue forze missilistiche e di droni”.

 

 

 

Iran, cosa sta succedendo e le ultime notizie dal Golfo

Dopo Ali Larijani, segretario del Supremo consiglio per la sicurezza nazionale dell’Iran, è confermata l’uccisione di Esmail Khatib, ministro dell’Intelligence. Una perdita importante per un regime che, in meno di un mese, ha visto decapitati praticamente tutti i vertici, a partire dalla Guida Suprema Ali Khamenei. Chi sia il prossimo obiettivo di Israele e Stati Uniti, in particolare del primo, è difficile predirlo. La guerra, però, non accenna a finire. Anzi, si hanno notizie di sempre più numerosi attacchi e raid con vittime civili. E quella del Libano, a 20 giorni dall’inizio dell’operazione di USA e Israele contro l’Iran che ha gettato l’area del Golgo nel caos, è ormai una guerra nella guerra. La tensione si estende anche al Qatar, con l’attacco all’impianto di gas di Ras Laffan che ha innalzato il livello di tensione diplomatica tra Iran e il Paese della penisola araba.

Per la direttrice dell’intelligence nazionale statunitense, Tulsi Gabbard, in un’audizione al Senato, il regime iraniano ha subìto grosse perdite ma resta “intatto” seppur con “opzioni limitate” sul fronte dell’azione militare. Nonostante ciò, “l’Iran e i suoi proxy rimangono capaci di e continuano ad attaccare gli interessi statunitensi e alleati in Medio Oriente. La comunità dell’intelligence ritiene che se un regime ostile sopravvive, cercherà di avviare uno sforzo pluriennale per ricostruire le sue forze missilistiche e di droni“.

Sul fronte internazionale, rimane alta l’attenzione sullo Stretto di Hormuz. In Italia Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha firmato il decreto legge contro il rincaro dei carburanti.