Home » Fatti dall’Italia e dal mondo » Guerra Iran, le ultime news in diretta | Gli sforzi per il cessate il fuoco e le tensioni che crescono, gli aggiornamenti

Guerra Iran, le ultime news in diretta | Gli sforzi per il cessate il fuoco e le tensioni che crescono, gli aggiornamenti

Guerra Iran, le ultime news in diretta | Gli sforzi per il cessate il fuoco e le tensioni che crescono, gli aggiornamenti
Foto da Imagoeconomica

Le notizie sulla guerra Iran USA e Israele: news in diretta, aggiornamenti di oggi su morti, feriti e attacchi e su cosa sta succedendo nell’area del Golfo.

Guerra in IranLIVE sul QdS: tutte le ultime news e gli aggiornamenti in diretta sulle azioni di Usa e Israele, Iran e Paesi del Golfo di giovedì 2 aprile 2026.

Guerra in Iran, le ultime notizie sul conflitto USA-Iran-Israele del 2 aprile 2026
Le ultime notizie sulla guerra tra Iran, USA e Israele del 2 aprile 2026: aggiornamenti su attacchi, morti e feriti, e approfondimenti in tempo reale su quanto sta succedendo nell’area del Golfo.
Inizio diretta: 02/04/26 07:00
Fine diretta: 03/04/26 00:00
Teheran risponde a Trump: "Aspettatevi azioni schiaccianti e distruttive"

Teheran risponde a Donald Trump che minaccia di riportare l’Iran “all’età della pietra”, promettendo “azioni schiaccianti”. “Con fiducia in Dio onnipotente, questa guerra continuerà fino alla vostra umiliazione, disgrazia, rammarico certo e permanente e resa – ha dichiarato il comando operativo militare iraniano Khatam Al-Anbiya in un comunicato diffuso dalla televisione di stato – Attendete le nostre azioni più schiaccianti, più ampie e più distruttive”.

Dopo discorso Trump prezzo petrolio torna a salire: 105 dollari al barile
Hezbollah rivendica lancio missili e droni contro nord Israele

Hezbollah ha rivendicato gli attacchi missilistici e con droni nel nord di Israele. In diversi comunicati, il gruppo libanese filo-iraniano ha affermato di aver preso di mira con missili soldati israeliani posizionati in due località della zona di confine e di aver attaccato con droni un villaggio israeliano. Allarmi sono risuonati in queste regioni, ha indicato il Comando del Fronte Interno israeliano, secondo cui gli attacchi non avrebbero fatto né vittime né danni.

Israele, intercettato lancio missili dopo discorso Trump

Difese aeree israeliane in azione per rispondere a un attacco missilistico iraniano lanciato poco dopo il discorso alla nazione di Donald Trump. L’esercito ha dichiarato in un comunicato di aver “identificato missili lanciati dall’Iran verso il territorio dello Stato di Israele” per la terza volta in poco più di tre ore, aggiungendo che “i sistemi difensivi sono operativi per intercettare la minaccia”. Le sirene d’allarme aereo sono risuonate in tutto il nord del Paese, secondo il Comando del Fronte Interno dell’esercito, e non ci sono state segnalazioni immediate di vittime o danni.

Il discorso alla nazione di Trump: "Colpiremo l'Iran duramente ancora per 2-3 settimane"

Intorno alle 3 di notte (ora italiana) il presidente Donald Trump ha tenuto un atteso discorso alla nazione, incentrato sul conflitto contro l’Iran.

“Siamo molto vicini ai nostri obiettivi, finiremo molto presto” il lavoro e colpiremo ancora l’Iran “molto duramente nelle prossime due-tre settimane”. Lo ha annunciato Donald Trump nel suo discorso alla nazione, durato poco più di venti minuti, durante il quale ha ribadito più volte di aver “decimato” il Paese.

Donald Trump, poi, ha esortato i Paesi del mondo che ricevono petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz a mostrare “coraggio” e ad occuparsi del passaggio, che l’Iran ha chiuso alle navi degli Stati ‘nemici’. Nel suo primo discorso alla nazione sulla guerra da quando Stati Uniti e Israele hanno attaccato l’Iran il 28 febbraio scorso, Il presidente ha detto: “I Paesi del mondo che… ricevono petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz devono occuparsi di quel passaggio. Prendetelo e basta, proteggetelo, usatelo per voi stessi”.

Sostenendo che lo Stretto di Hormuz “si aprirà naturalmente” una volta concluso il conflitto, Trump ha affermato che, essendo l’Iran “essenzialmente decimato, la parte difficile è fatta, quindi dovrebbe essere facile”. E poi, parlando della riapertura di Hormuz, ha aggiunto: “Vorranno poter vendere petrolio, perché è tutto ciò che hanno per cercare di ricostruire”.

Il mistero dei negoziati

Prosegue il giallo sui colloqui Iran-USA. Per Trump, l’Iran avrebbe chiesto il cessate il fuoco. Quasi implorato, a dire il vero. Al contrario, le autorità della Repubblica islamica negano l’esistenza di veri e propri negoziati, accennando solo a dei colloqui e dei messaggi tramite intermediari per incrementare gli sforzi diplomatici verso la pace. Nulla di concreto. Al centro una domanda: lo Stretto di Hormuz farà parte di un eventuale accordo o no? E una seconda domanda: Israele? Queste due delle questioni aperte che fanno presagire una fase eventuale di colloqui molto complessa e non priva di elementi oscuri tra i Paesi coinvolti nel conflitto.

Cosa succede in Iran e nei Paesi del Golfo, le ultime notizie

Dopo 34 giorni di guerra, non c’è ancora fine alle tensioni. Il presidente statunitense Donald Trump sostiene che l’Iran abbia chiesto un cessate il fuoco. Teheran nega e precisa – tramite il ministro degli Esteri Abbas Araghchi, intervistato da Al Jazeera – che “Non accettiamo un cessate il fuoco. Chiediamo la fine della guerra in Iran e in tutta la regione. Chiediamo garanzie che tali aggressioni non si ripetano e il risarcimento dei danni causati a noi e al popolo iraniano”. L’Iran nega l’esistenza di veri e propri negoziati.

Al centro del dibattito rimane lo Stretto di Hormuz, quel “piccolo” angolo di mondo la cui chiusura rischia di gettare l’Europa in primis ma anche buona parte del resto del mondo in una crisi energetica senza precedenti. Su questo argomento, gli USA dicono tutto e il contrario di tutto: prima la riapertura dello Stretto è un presupposto per trovare un accordo, poi non è la priorità. Poco dopo il focus è il nucleare, poi NO. Un attimo i negoziati procedono alla grande, quello successivo arrivano minacce gravi – comprese quelle di invasioni via terra – qualora non si arrivi all’accordo. E Trump si scaglia anche contro la NATO per il mancato intervento contro l’Iran, valutando “seriamente” di abbandonare l’Alleanza.

In questo contesto, i timori di nuove escalation sono diffusi più che mai. In particolare, nelle scorse ore gli Emirati Arabi Uniti si sarebbero detti pronti a intervenire direttamente – potenzialmente al fianco degli USA – pur di garantire la riapertura di Hormuz. E sarebbe il primo Paese del Golfo a farlo. C’è poi preoccupazione per il fronte Libano, ormai fuori controllo. Pare che Israele – in vista di una possibile mossa verso lo stop alle operazioni degli USA – stia colpendo più obiettivi iraniani e di Hezbollah possibili. E questo non facilita sicuramente la strada per la pace.

Nel suo discorso alla nazione, Trump ha sottolineato che colpiranno l’Iran per altre due-tre settimane e di essere vicini agli obiettivi dichiarando pure di aver ottenuto vittorie schiaccianti e di non abbandonare i Paesi del Golfo. Per tutta risposta il prezzo del petrolio è salito arrivando a 105 dollari al barile.

In Italia, tiene ancora banco il dibattito sull’uso delle basi militari statunitensi e NATO nel territorio nazionale. Tra il 7 e il 9 aprile il ministro Crosetto e la premier Meloni dovrebbero riferire in Parlamento in merito.

Segui tutti gli aggiornamenti di QdS.it sui canali WhatsApp Telegram