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Guerra in Iran, le ultime news in diretta | Trump su Hormuz: “Alleati codardi”

Guerra in Iran, le ultime news in diretta | Trump su Hormuz: “Alleati codardi”
Foto di repertorio di droni da Imagoeconomica, di Carlo Carino by AI Mid

Le notizie sulla guerra Iran USA e Israele: news in diretta, aggiornamenti di oggi su morti, feriti e attacchi e su cosa sta succedendo nell’area del Golfo.

Guerra in Iran, LIVE sul QdS: tutte le ultime news e gli aggiornamenti in diretta sulle azioni di Usa e Israele, Iran e Paesi del Golfo di venerdì 20 marzo 2026.

Guerra in Iran, le ultime news in diretta

Guerra in Iran, le ultime notizie sul conflitto USA-Iran-Israele del 20 marzo 2026
Le ultime notizie sulla guerra tra Iran, USA e Israele del 20 marzo 2026: aggiornamenti su attacchi, morti e feriti, e approfondimenti in tempo reale su quanto sta succedendo nell’area del Golfo.
Inizio diretta: 20/03/26 07:00
Fine diretta: 21/03/26 00:00
La guerra e le sue conseguenze, Europa e Stati Uniti sempre più lontani

La guerra all’Iran doveva durare meno e avere conseguenze meno pesanti. Almeno nei piani di Donald Trump. Il presidente degli Stati Uniti ha evidentemente sbagliato le sue previsioni e oggi, tra una minaccia e un attacco agli (ex) alleati della Nato, può prendere atto (anche con soddisfazione, secondo alcuni) che le distanze tra le due sponde dell’Atlantico si sono allargate durante le tre settimane di conflitto. Pesano i danni sul piano economico e anche una strategia poco comprensibile, che in Europa viene considerata quantomeno troppo rischiosa.

Iran, media: Pentagono si prepara a dispiegare truppe di terra nella regione

Funzionari del Pentagono avrebbero predisposto preparativi dettagliati per il dispiegamento di forze di terra statunitensi in Iran. Lo riporta la Cbs News citando diverse fonti ben informate. Secondo le fonti che hanno chiesto l’anonimato, alti comandanti militari hanno presentato richieste specifiche per preparare il dispiegamento di truppe e il presidente americano Donald Trump sta valutando se schierare forze di terra nella regione. Ieri Trump aveva detto ai giornalisti nello Studio Ovale che “no, non ho intenzione di inviare truppe da nessuna parte” e “se lo facessi, di certo non ve lo direi”. Secondo due fonti, l’esercito americano ha anche tenuto delle riunioni per prepararsi a gestire l’eventuale detenzione di soldati e paramilitari iraniani qualora il presidente decidesse di inviare truppe americane sul territorio, decidendo anche dove gli iraniani verrebbero inviati.

Iran, Crosetto: "Codardi gli alleati della Nato? Non ho capito il motivo"

“Sì, ho letto che Trump ha dato del ‘codardi’ a tutti gli alleati della Nato, non ho capito per quale motivo, però”. Lo dice il ministro della Difesa, Guido Crosetto, a ’10 minuti’, condotto da Nicola Porro, su Rete4. “Non mi sembra ci sia stato nessun atto di codardia da parte di nessuno – aggiunge – anzi penso penso che l’atteggiamento, tenuto da molti alleati della Nato, sia un atteggiamento che aiuta gli americani anche in un momento di difficoltà ad uscire da una situazione complessa come quella di Hormuz. Perché la decisione, presa ieri da alcuni paesi alleati degli Stati Uniti di utilizzare un”alleanza internazionale’ molto più ampia di quelle europea e della Nato proprio per intervenire su Hormuz  aiuta Trump in questo momento”. “Se si mandano le navi da guerra mentre c’è una guerra a Hormuz, chi riuscirebbero a scortare quelle navi da guerra? Nessuno. Diventano obiettivi”, ha aggiunto Crosetto.

Iran, Libano: 20 morti in raid Idf

Sono almeno 20 le persone che sono state uccise e 57 quelle che sono rimaste ferite negli attacchi israeliani condotti oggi in Libano. Lo ha riferito l’Unità libanese per la gestione del rischio di catastrofi. Secondo l’agenzia di stampa libanese National News Agency sale così a 1.021 il numero totale delle vittime degli attacchi israeliani dal 2 marzo. Il numero totale dei feriti è salito a 2.641, mentre sono 134.616 gli sfollati che sono stati registrati nei centri di accoglienza.

Iran, Casa Bianca: "Possiamo conquistare l'isola di Kharg in qualsiasi momento"

Gli Stati Uniti potrebbero “conquistare” l’isola iraniana di Kharg in qualsiasi momento. Lo ha dichiarato la Casa Bianca, dopo l’articolo di Axios secondo cui l’Amministrazione Trump starebbe valutando piani per occupare l’importante snodo petrolifero. “Le forze armate statunitensi possono conquistare l’isola di Kharg in qualsiasi momento se il presidente dà l’ordine”, ha dichiarato all’Afp la vice portavoce della Casa Bianca, Anna Kelly.

Iran, media: droni contro sede diplomatica Usa vicino ad aeroporto Baghdad

Droni hanno preso di mira una sede diplomatica americana vicino all’aeroporto internazionale di Baghdad, in Iraq. Lo riporta l’emittente al-Arabiya su ‘X’ citando fonti di sicurezza. L’agenzia di stampa iraniana Mehr ha segnalato forti esplosioni vicino all’aeroporto di Baghdad.

Frammenti missili su Gerusalemme

Frammenti di un missile balistico lanciato dall’Iran e intercettato dalla difesa aerea israeliana sono caduti sulla Città Vecchia di Gerusalemme. Lo riferisce il sito di Haaretz, precisando che i frammenti hanno colpito un’area distante alcune centinaia di metri dalla Spianata delle Moschee e del complesso della Moschea di al-Aqsa nel giorno in cui la maggior parte dei musulmani celebra l’Eid al-Fitr, la festa di fine Ramadan.

 

Trump: "Il cambio di regime non è l'obiettivo principale"

Per il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, il cambio di regime a Teheran “non rappresenta la priorità” delle azioni militari. Lo rivela un’intervista a Msn Now, dove Trump ha dichiarato: “L’aspetto centrale è che non possono avere un’arma nucleare“.

 

In Libano oltre 1.000 vittime, più di 100 i minori uccisi

In Libano dal 2 marzo – data d’inizio delle operazioni israeliane contro Hezbollah – si contano 1.021 morti, compresi 118 minori. Questo l’ultimo tragico bilancio ufficiale diffuso dal Ministero della Salute di Beirut. I feriti sono in totale 2.641. Solo nelle ultime 24 ore si registrano 20 morti e 57 feriti.

 

Mojtaba Khamenei: "Nemico sconfitto"

La nuova Guida suprema dell’Iran, Mojtaba Khamenei, ha proclamato la vittoria sui nemici della Repubblica Islamica nella guerra contro gli Stati Uniti e Israele. “In questo momento, grazie alla speciale unità che si è creata tra voi, nostri compatrioti, nonostante tutte le vostre differenze religiose, intellettuali, culturali e politiche, il nemico è stato sconfitto”, si legge in un post su X. Khamenei non si è ancora mostrato in pubblico dopo la sua proclamazione.

 

Mojtaba Khamenei nega raid su Oman e Turchia

L’Iran ha inflitto un “colpo devastante” ai suoi nemici durante la guerra scatenata da Israele e dagli Stati Uniti. Lo scrive su X l’ayatollah Mojtaba Khamenei. “Dimostrando unità e risolutezza, gli iraniani hanno inflitto al nemico un colpo così forte da indurlo a pronunciare parole contraddittorie e insensate”, ha affermato Khamenei in un messaggio per il Capodanno persiano.

Mojtaba Khamenei ha però sostenuto che le forze iraniane non sono “in alcun modo” responsabili degli attacchi contro l’Oman e contro la Turchia. A condurre raid contro questi Paesi è “il nemico sionista con l’inganno”, ha aggiunto il leader iraniani con riferimento a Israele.

 

Trump: "Alleati codardi"

Donald Trump torna ad attaccare gli alleati della Nato, accusandoli di essere “codardi” per non appoggiare un’azione militare per sbloccare lo stretto di Hormuz. “Ora che la battaglia è militarmente vinta, con un piccolissimo rischio per loro – scrive su Truth – si lamentano del prezzo alto del petrolio che sono costretti a pagare, ma non vogliono aiutare ad aprire lo stretto di Hormuz, una semplice manovra militare oltre che l’unica ragione per i prezzi alti del petrolio”. “Senza gli Usa la Nato è una tigre di carta”, aggiunge.

 

Tajani in riunione con le ambasciate del Medio Oriente

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha tenuto oggi una riunione con gli ambasciatori dell’area del Medio Oriente per un nuovo punto sulla situazione della Crisi nel Golfo, sullo Stretto di Hormuz e sulle ripercussioni di quanto sta accadendo sui transiti energetici. Lo riferisce la Farnesina in una nota. Prosegue l’attività di assistenza nei confronti dei connazionali e per fare fronte alla grave situazione in Libano; in più, è attivo il coordinamento con le ambasciate italiane a Doha e negli Emirati Arabi. Uniti.

In Libano è arrivato ieri un volo della Cooperazione Italiana con 30 tonnellate di beni di prima necessità. La scorsa settimana, Tajani aveva annunciato anche un nuovo pacchetto di interventi d’emergenza del valore di 10 milioni di euro.

Il presidente del Libano condanna gli attacchi contro il Kuwait

Il presidente libanese Joseph Aoun condanna i recenti attacchi al Kuwait durante una telefonata con l’emiro Sheikh Mishal Al-Ahmad Al-Jaber Al Sabah. Aoun ha definito gli attacchi come una “lampante violazione” della sovranità del Kuwait e delle leggi del diritto internazionale. Anche l’emiro ha condannato gli attacchi israeliani contro il Libano.

 

Si intensificano operazioni aeree Usa e alleati per riapertura Hormuz

Si intensificano le operazioni aeree di Stati Uniti e di alcuni alleati – al momento non noti – per neutralizzare navi, mine e missili da crociera dispiegati dall’Iran, per consentire la riapertura dello stretto di Hormuz. Il Wall Street Journal anticipa il possibile dispiegamento, se lo sforzo in corso non dovesse portare al risultato auspicato, di navi da guerra statunitensi per scortare fisicamente le navi commerciali. Un’unità di risposta rapida di 2.200 marines starebbe inoltre arrivando in Medio Oriente, occupando le isole al largo della costa meridionale dell’Iran.

 

Barrot: "Teheran si rassegni a concessioni importanti"

Il ministro degli Esteri francese, Jean-Noël Barrot, in visita in Israele, ha chiesto a Teheran “concessioni importanti”, nel 21esimo giorno della guerra israelo-americana contro la Repubblica islamica. “Qualunque sia l’esito delle operazioni militari in corso, dovrà essere completato da una soluzione politica che produca effetti duraturi. A questo proposito, il regime iraniano deve rassegnarsi a concessioni maggiori e a un cambiamento radicale di postura”, ha dichiarato Barrot durante un punto stampa all’aeroporto internazionale Ben-Gourion di Tel-Aviv.

“La stabilità della regione passa anche attraverso l’attuazione del piano di pace presentato dagli Stati Uniti d’America lo scorso autunno per Gaza: accesso umanitario senza ostacoli, disarmo di Hamas, ripristino di un orizzonte politico basato sulla soluzione a due Stati” (Israele e uno Stato palestinese che vivono in pace all’interno di confini sicuri e riconosciuti), ha aggiunto il ministro francese.
Iran, nonostante crisi Emirati hanno confermato piano investimenti con Usa da 1.400 miliardi

In uno scenario sul campo ancora incerto con rischi geopolitici che si intensificano, gli Emirati Arabi Uniti stanno lavorando per mantenere il più possibile intatto lo status internazionale guadagnato negli ultimi decenni. Oltre a minimizzare gli effetti delle disfunzioni provocate dalle attività dell’Iran gli Emirati cercano di rassicurare gli investitori. In una lettera inviata in questi giorni al Comitato d’affari USA-Emirati Arabi Uniti, l’ambasciatore Yousef Al Otaiba ha affermato che il piano di investimenti e di cooperazione economica da 1.400 miliardi di dollari con gli Stati Uniti rimarrà invariato, anzi, con l’intenzione di accelerare l’attuazione e i finanziamenti anche in un contesto di tensioni con l’Iran. Il messaggio giunge mentre i mercati valutano se attacchi prolungati nel Golfo possano mettere sotto pressione le finanze pubbliche della confederazione, soprattutto considerando che le infrastrutture energetiche sono nel mirino e i costi legati alla guerra iniziano ad aumentare.

Nonostante un tasso di missili e droni di Teheran intercettati sui cieli degli Emirati che supera il 90% con la funzionalità più o meno regolare di porti e aeroporti e il mantenimento dei flussi commerciali, si stanno registrando alcune interruzioni. Le infrastrutture dei data center legate ad Amazon sono state colpite, mentre alcune società finanziarie del Dubai International Financial Centre hanno permesso ai propri dipendenti di lasciare temporaneamente il Paese. Nonostante questo contesto, l’afflusso di capitali non si è fermato. L’Abu Dhabi Investment Authority è rimasta attiva nelle trattative internazionali, mentre la Qatar Investment Authority e una società bahreinita produttrice di alluminio hanno annunciato transazioni nella prima settimana di guerra.

I funzionari degli Emirati Arabi Uniti continuano a sottolineare come le riserve sovrane, pari a oltre 2.000 miliardi di dollari, insieme agli investimenti in infrastrutture resilienti, catene di approvvigionamento e sistemi di difesa, rappresentino un cuscinetto in grado di sostenere la stabilità economica. Allo stesso tempo, le multinazionali, tra cui Microsoft , Oracle , Amazon , Walt Disney e Wynn Resorts continuano i propri progetti negli Emirati Arabi Uniti, indicano la stabilità dei flussi di investimenti esteri anche in presenza di rischi geopolitici persistenti.

 

Nato, ritiro temporaneo per missione in Iraq

La missione della Nato in Iraq si è temporaneamente ritirata dal Paese. Lo hanno dichiarato all’Afp due funzionari della sicurezza irachena. “Non c’è disaccordo” con il governo iracheno, spiega uno di loro, precisando che si tratta di “un ritiro temporaneo, sono preoccupati per la situazione”. Un altro funzionario conferma che “l’intera missione Nato si è ritirata”, eccetto un piccolo numero di personale.

La missione dell’Alleanza ha il suo quartier generale in una base militare irachena nella Green Zone di Baghdad, vicino all’ambasciata statunitense, che dall’inizio della guerra è stata più volte bersaglio di attacchi.

 

Ucraina schiera unità per intercettare droni in 5 Paesi

L’Ucraina ha schierato unità militari per proteggere le infrastrutture critiche e civili dai droni in cinque paesi del Medio Oriente, nello specifico Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita, Qatar, Kuwait e Giordania. Lo conferma il segretario del Consiglio di sicurezza ucraino Rustem Umerov.

“Specialisti militari ucraini operano in ciascuno di questi Paesi sotto il coordinamento del Consiglio di sicurezza e difesa nazionale – si legge in un post su X – Sono state dispiegate unità di intercettazione per proteggere le infrastrutture civili e critiche. Sono inoltre in corso i lavori per ampliare le aree di copertura”.

 

Abu Dhabi, 109 arresti per "video e fake news"

Circa 109 persone – di diverse nazionalità sarebbero state fermate negli Emirati Arabi Uniti con l’accusa di aver realizzato video e diffuso “informazioni false” nel mezzo dell’escalation in Medio Oriente e nell’area del Golfo. Lo conferma su X la Polizia di Abu Dhabi, che “annuncia l’arresto di 109 persone di diverse nazionalità”. L’obiettivo dei fermati sarebbe stato quello di “fomentare l’opinione pubblica e diffondere voci” false su quanto sta accadendo.

 

La Svizzera blocca l'export di armi agli USA

La Svizzera ha fermato l’esportazione di armi verso gli Stati Uniti. La causa? La volontà di mantenere una posizione di neutralità nell’ambito del conflitto tra USA e Iran. Lo scorso venerdì, il Governo ha rilasciato una dichiarazione confermando che “l’export di materiale bellico a Paesi coinvolti in conflitti armati internazionali con l’Iran non può essere autorizzata per la durata delle ostilità”.

Axios: "Trump punta su Kharg"
Trump e i piani su Hormuz - Adnkronos

L’amministrazione Trump starebbe considerando piani per occupare o bloccare l’isola di Kharg per fare pressioni sull’Iran e far riaprire lo stretto di Hormuz. Lo scrive Axios citando quattro fonti. Secondo le fonti, però, gli statunitensi attenderanno ancora un po’ per ridurre al minimo la capacità di risposta militare iraniana prima di procedere. “Abbiamo bisogno di un mese per indebolire gli iraniani con più raid, prendere l’isola e così tenerli per p*lle e usarlo per i negoziati”, le parole di una fonte. L’invasione non sarebbe esclusa, ma al momento non sarebbe stato deciso niente.

Bombardate 16 navi iraniane

Gli Stati Uniti e Israele avrebbero bombardato 16 navi iraniane in città portuali nel Golfo. Lo riferiscono le autorità locali, citate dall’agenzia di stampa Tasnim. “A seguito di un attacco aereo americano-sionista, almeno 16 navi appartenenti a cittadini delle città di Bandar Lengeh e Bandar-e Kong sono state completamente distrutte”, dichiara un funzionario della provincia di Hormozgan.

 

Crosetto: "Un errore coinvolgere infrastrutture energetiche"

”Il fatto di aver coinvolto gli impianti di produzione energetica da tutte e due le parti è stato un errore drammatico. Sono danni che durano una vita. La produzione di gas liquido in Qatar per noi è molto importante, molto più del petrolio che arriva da quelle zone. L’impianto che è stato colpito, ha detto ieri l’autorità qatarina, ci vorranno 3-5 anni per rimetterlo in piedi. Quindi tu fai un danno all’economia del mondo, ad altri paesi che sono al di fuori della guerra per i prossimi 3-5 anni”. Lo dichiara il ministro della Difesa italiano, Guido Crosetto, a Omnibus su La7.

 

Missile a pochi metri da un giornalista in Libano – VIDEO
Missile in diretta, paura per un giornalista RT in Libano

Paura per un giornalista di RT, che si è trovato a pochi metri da un missile caduto a terra mentre realizzava con un collega un servizio in Libano.

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Arrestato un riservista dell'Iron Dome: "Spiava per l'Iran"

Arrestato con l’accusa di aver trasferito informazioni ad agenti iraniani in cambio di denaro un riservista di Gerusalemme, in servizio nel sistema di difesa aerea Iron Dome. L’imputato, identificato come Raz Cohen, è accusato di reati contro la sicurezza. Le autorità non hanno specificato al momento né la portata delle informazioni presumibilmente trasmesse né le somme esatte ricevute.

 

Idf conferma la morte del portavoce dei Pasdaran

“ELIMINATO: Ali Mohammad Naini, portavoce e responsabile delle pubbliche relazioni del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC)”. Con questo messaggio su X, l’esercito israeliano ha confermato l’uccisione del portavoce dei Padaran, annunciata poco prima dall’Iran.

“Naini ha ricoperto diversi ruoli nell’ambito della propaganda e delle pubbliche relazioni – scrive l’Idf – Nel suo ruolo di principale propagandista delle Guardie Rivoluzionarie negli ultimi due anni, ha diffuso la propaganda terroristica del regime ai suoi alleati in tutto il Medio Oriente al fine di influenzare e promuovere attacchi terroristici contro Israele”.

 

Ahmed al-Sharaa: "Lavoro per tenere la Siria fuori dalla guerra"

Il presidente siriano Ahmed al-Sharaa ha dichiarato di essere al lavoro per tenere il suo Paese fuori dalla guerra in Iran, sottolineando che il suo governo intrattiene buoni rapporti con tutti i Paesi della regione. Afferma: “Stiamo calcolando le nostre mosse con estrema precisione e lavorando per tenere la Siria lontana da qualsiasi conflitto. È importante ricordare che la Siria è sempre stata teatro di conflitti e scontri negli ultimi 15 anni e anche prima, ma oggi è in armonia con tutti i Paesi limitrofi a livello regionale e internazionale e in piena solidarietà con gli stati arabi”.

 

Tajani: "Noi estranei alla guerra"

“È una guerra che noi non abbiamo voluto, alla quale siamo assolutamente estranei, non intendiamo parteciparvi”. Lo ribadisce a Mattino Cinque il vice premier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, ricordando che “ieri abbiamo dato un contributo fondamentale all’Unione Europea per inviare un messaggio forte perché si arrivi a una moratoria degli attacchi alle basi, ai centri da dove si estrae il petrolio o da dove parte il gas”. L’obiettivo rimane puntare alla de-escalation.

Rimane ferma la condanna di Tajani per gli attacchi iraniani. “L’Iran non deve attaccare più Paesi come quelli del Golfo, che sono i nostri amici e nostri alleati. L’Iran deve chiudere la stagione del nucleare, la bomba atomica non può essere più parte del progetto e deve smettere di attaccare paesi che non hanno nulla a che vedere con la guerra, compresa la Turchia, che è un paese Nato, e Cipro, che è un Paese dell’Unione Europea. Il tentativo di creare il caos nell’area è inaccettabile”, commenta Tajani.

 

Pasdaran: "Nostro portavoce ucciso in attacco Usa-Israele"

I Guardiani della Rivoluzione iraniani annunciano la morte del loro portavoce Ali Mohammad Naini nei raid israelo-americani sul paese. Naini “è stato martirizzato nel criminale e codardo attacco terroristico della parte americano-sionista all’alba”, affermano i Pasdaran in una dichiarazione sul sito Sepah News.

 

Mojtaba Khamenei è "vivo e in buona salute"

Il nuovo leader supremo iraniano Mojtaba Khamenei è “vivo e in buona salute” e non si trova nascosto in bunker. Lo ha dichiarato l’ambasciatore iraniano in Francia, Mohammad Amin-Nejad, a BFM Tv. “Non siamo obbligati a mostrarlo dietro una vetrina, è vivo e in buona salute”, ha affermato il diplomatico in un’intervista televisiva. Il capo della missione diplomatica ha inoltre smentito le notizie secondo cui i vertici iraniani si troverebbero in rifugi sotterranei.

USA, la guerra è costata finora oltre 25 miliardi

La guerra contro l’Iran è costata finora oltre 25,3 miliardi di dollari ai contribuenti statunitensi, secondo il sito Iran War Cost Tracker che monitora in tempo reale le spese del conflitto. “Il calcolo si basa sulle informazioni che il Pentagono ha presentato al Congresso: 11,3 miliardi di dollari nei primi sei giorni, più 1 miliardo al giorno in modo continuativo”, spiegano i promotori del progetto.

Emirati Arabi, smantellato un gruppo operativo nel Paese collegato all'Iran e al movimento libanese Hezbollah

Le autorità degli Emirati Arabi uniti hanno dichiarato di aver smantellato un gruppo operativo nel Paese collegato all’Iran e al movimento libanese Hezbollah. Lo riferisce l’agenzia di stampa statale Wam. Secondo quanto riportato, il gruppo sarebbe composto da cinque persone ed è accusato di minare l’economia, finanziare il terrorismo, riciclaggio di denaro e minaccia alla sicurezza nazionale.

Il prezzo del greggio scende dopo le rassicurazioni di Netanyahu

I prezzi del greggio sono scesi di oltre il 2% dopo che il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha affermato che l’Iran sta subendo una “decimazione” e che la guerra finirà prima di quanto molti temessero. Accolte con favore anche le dichiarazioni del presidente americano Donald Trump, secondo cui le forze israeliane non avrebbero più preso di mira le infrastrutture energetiche di Teheran. Nonostante ciò, con il conflitto che entra nella quarta settimana, la maggior parte dei titoli azionari ha registrato un calo poiché gli investitori sono preoccupati per i mercati energetici, con il petrolio che si mantiene ancora intorno ai 100 dollari e il gas in forte aumento a causa dell’effettiva chiusura dello Stretto di Hormuz.

Kuwait, incendio in una raffineria dopo attacco di droni

Un incendio è scoppiato oggi in una raffineria appartenente alla compagnia petrolifera nazionale del Kuwait a seguito di attacchi di droni, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa ufficiale del Paese. “La raffineria di Mina Al-Ahmadi, di proprietà della Kuwait National Petroleum Company (Knpc), è stata presa di mira questa mattina presto da diversi attacchi ostili di droni che hanno provocato incendi in alcune delle sue unità”, portando alla chiusura di diverse di esse, secondo la Knpc, dopo un attacco avvenuto il giorno precedente allo stesso impianto che aveva già causato un incendio.

Nessuna operazione militare a Hormuz

Nessuna missione di guerra” a Hormuz per l’Italia. E soprattutto, nessuna ingresso “senza una tregua e senza un’iniziativa multilaterale estesa”. Lo ha chiarito nelle scorse ore il ministro della Difesa Guido Crosetto, fornendo dei chiarimenti sulla dichiarazione congiunta firmata dall’Italia assieme a Germania, Francia, Olanda, Regno Unito e Giappone. L’Italia chiede una soluzione pacifica all’interno di una cornice giuridica di competenza dell’Onu.

Cosa sta succedendo in Iran e nell’area del Golfo, le ultime notizie

Si supera il 20esimo giorno di guerra e il protagonista rimane ancora uno: il petrolio. Mentre in Libano – il fronte più “caldo” – si supera il tragico bilancio di oltre mille morti dall’inizio dell’operazione Epic Fury di USA e Israele contro l’Iran, lo Stretto di Hormuz rimane al centro del dibattito internazionale. I prezzi dei carburanti aumentano e si aggiunge un ulteriore elemento di tensione e instabilità: gli attacchi dell’Iran alle infrastrutture energetiche strategiche dell’area del Golfo, come l’impianto di gas di Ras Laffan in Qatar e la raffineria Mina Abdullah in Kuwait.

A livello italiano e internazionale, il dibattito rimane incentrato sulle posizioni della Nato, dell’Onu e dei Paesi dell’Ue rispetto alla libertà di navigazione dello Stretto di Hormuz – a rischio a causa delle tensioni geopolitiche delle ultime settimane – e alle operazioni da intraprendere. L’Italia (tramite i ministri Tajani e Crosetto, che hanno rilasciato più dichiarazioni nelle scorse ore) continua a rifiutare ogni missione di guerra – pur non alimentando tensioni con gli USA, che di fatto spingono per un maggiore intervento degli alleati – e a ricercare una “soluzione pacifica” all’interno di una cornice giuridica, umanitaria e diplomatica che dovrebbe far capo principalmente all’Onu.

L’Italia e cinque altri Paesi (Germania, Francia, Olanda, Regno Unito e Giappone) hanno firmato un documento che manifesta la volontà di “contribuire agli sforzi appropriati per garantire un passaggio sicuro attraverso lo stretto” (di Hormuz, ndr). Si tratta di “un documento politico, non militare”, ha commentato Antonio Tajani. Lo ribadisce anche il ministro Crosetto, che spiega: “Nessuna missione di guerra. Nessun ingresso ad Hormuz senza una tregua e senza un’iniziativa multilaterale estesa”. E aggiunge: “Riteniamo che sia giusto ed opportuno che siano le Nazioni Unite ad offrire la cornice giuridica per un’iniziativa pacifica e multilaterale” per risolvere la questione.