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Guerra in Iran, le ultime news in diretta | Alta tensione, Israele: “Record di attacchi da Hezbollah”

Guerra in Iran, le ultime news in diretta | Alta tensione, Israele: “Record di attacchi da Hezbollah”
Foto da Imagoeconomica

Le notizie sulla guerra Iran USA e Israele: news in diretta, aggiornamenti di oggi su morti, feriti e attacchi e su cosa sta succedendo nell’area del Golfo.

Guerra in IranLIVE sul QdS: tutte le ultime news e gli aggiornamenti in diretta sulle azioni di Usa e Israele, Iran e Paesi del Golfo di giovedì 26 marzo 2026.

Guerra in Iran, le ultime news in diretta

Guerra in Iran, le ultime notizie sul conflitto USA-Iran-Israele del 26 marzo 2026
Le ultime notizie sulla guerra tra Iran, USA e Israele del 26 marzo 2026: aggiornamenti su attacchi, morti e feriti, e approfondimenti in tempo reale su quanto sta succedendo nell’area del Golfo.
Inizio diretta: 26/03/26 07:00
Fine diretta: 27/03/26 00:00
Iran, Wang: "Washington e Teheran desiderose di riprendere negoziati"
“Stati Uniti e Iran hanno entrambi la volontà di riprendere i negoziati”. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri cinese, Wang Yi, nel corso di una conversazione telefonica con l’omologa canadese Anita Anand.
Wang ha sottolineato che la comunità internazionale dovrebbe incoraggiare entrambe le parti a tornare al tavolo negoziale e “cercare vie efficaci per una soluzione politica” del conflitto. Nel colloquio, il capo della diplomazia di Pechino ha, inoltre, evidenziato come Cina e Canada possano svolgere “un ruolo costruttivo” nel favorire un’intesa e contribuire alla de-escalation.
Iran, Rubio: "Chi tiene a diritto internazionale intervenga per riaprire Hormuz"

Lo Stretto di Hormuz “potrebbe essere riaperto domani se l’Iran smettesse di minacciare il traffico marittimo mondiale, il che costituisce un oltraggio e una violazione del diritto internazionale”. Lo ha affermato il segretario di Stato americano, Marco Rubio, parlando ai giornalisti prima della partenza per il vertice G7 in Francia. “Tutti i Paesi che hanno a cuore il diritto internazionale dovrebbero intervenire in merito”, ha aggiunto.

L'Iran si prepara in caso di invasione di terra dagli USA. Ghalibaf: "Nessuno può imporre ultimatum"

L’Iran sarebbe pronto a mobilitare oltre un milione di combattenti nell’eventualità di un’invasione di terra da parte degli Stati Uniti. Lo riporta l’agenzia Tasnim citando una fonte militare vicina ai Guardiani della Rivoluzione.

Nel frattempo, questo è il messaggio del presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf su X: “Popolo iraniano, campione della nazione! Le vostre 25 notti trascorse nelle strade e i sacrifici delle forze armate hanno creato le condizioni per una vittoria storica per il nostro Iran. Nessuno può imporre ultimatum all’Iran e al suo popolo: i vostri figli non lasceranno sfuggire questa occasione e proseguiranno fino alla piena vittoria, spezzando definitivamente il ciclo distruttivo di ‘guerra-cessate il fuoco-guerra’”.

 

 

L'accusa dell'Iran: "Civili come scudi umani per i soldati statunitensi"

“Dall’inizio di questa guerra, soldati statunitensi hanno lasciato le basi militari nei Paesi del Consiglio di Cooperazione del Golfo (Gcc) per rifugiarsi in hotel e uffici civili, utilizzando di fatto i cittadini come ‘scudi umani’. Negli Stati Uniti alcuni alberghi rifiutano le prenotazioni a ufficiali ritenuti potenzialmente pericolosi per i clienti. Gli hotel del Ccg dovrebbero fare lo stesso”. Così su X il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi.

 

Almeno 3 esplosioni udite nel nord di Teheran

Almeno tre esplosioni sono state udite stasera nel nord di Teheran. Lo conferma un giornalista dell’Afp sul posto. Diversi gli attacchi aerei contro l’Iran nel corso della giornata.

 

Iraq condanna attacchi contro Paesi del Golfo e Giordania

L’Iraq ha condannato gli attacchi contro i Paesi del Golfo e la Giordania, dopo la dichiarazione congiunta con cui questi Stati hanno chiesto a Baghdad di impedire operazioni ostili dal proprio territorio.

In una nota del Ministero degli Esteri iracheno si legge che “il governo ribadisce la sua condanna categorica di qualsiasi aggressione o attacco contro i Paesi del Golfo e il Regno di Giordania” e si dice pronto a “lavorare congiuntamente per affrontare tali attacchi in modo responsabile e rapido”.

 

Per Trump prendere controllo del petrolio di Teheran "è un'opzione"

Prendere il controllo del petrolio iraniano è “un’opzione”. Lo dichiara il presidente statunitense Donald Trump, rispondendo alle domande dei giornalisti durante la riunione di gabinetto. “È andata molto bene con il Venezuela”, aggiunge.

 

Trump: "Teheran autorizza passaggio 10 petroliere da Hormuz come regalo per i negoziati"

Donald Trump sostiene che l’Iran ha autorizzato il transito dallo stretto di Hormuz di dieci petroliere come “regalo” nel quadro dei negoziati indiretti con gli Stati Uniti. Un gesto che, per il presidente statunitense, confermerebbe come Washington “stia negoziando con le persone giuste”.

 

Iran: "Prepariamo risposta forte contro gli Emirati"

L’Iran starebbe preparando una “risposta forte” contro gli Emirati Arabi Uniti per il loro “ruolo attivo nell’aggressione” di Stati Uniti e Israele. Lo conferma una fonte di intelligence iraniana di alto livello citata dall’emittente Press Tv.

 

Witkoff: "Materiale sufficiente per 11 bombe atomiche"

“Gli iraniani hanno il ‘diritto inalienabile di arricchire l’uranio‘. Poi abbiamo scoperto che possedevano 460 chilogrammi di materiale arricchito al 60%, una quantità sufficiente per fabbricare 11 bombe atomiche”. Lo dichiara l’inviato della Casa Bianca, Steve Witkoff, che ha preso la parola durante una riunione di gabinetto.

Non avrebbero ceduto per via diplomatica ciò che non siamo riusciti a ottenere con la forza militare”, aggiunge, sottolineando la difficoltà di ottenere risultati senza pressioni dirette.

Witkoff: "Forti segnali di poter convincere Teheran ad accettare accordo"

Gli Stati Uniti hanno “forti segnali” di poter convincere l’Iran a raggiungere un accordo. Lo afferma l’inviato speciale di Donald Trump, Steve Witkoff, durante la riunione di gabinetto.

“Vedremo come si evolverà la situazione e se riusciremo a convincere l’Iran che questo è il punto di svolta, senza alternative valide per loro, se non ulteriori morti e distruzione. Abbiamo forti segnali che questa possibilità esiste”, ha detto Witkoff.

Petrolio e gas in rialzo, Brent oltre 100 dollari e Wti oltre i 94

Prezzi del petrolio in rialzo. A Londra il Brent si colloca sopra i 100 dollari al barile e attualmente guadagna il 4,51% a 101.59 dollari. A New York il West Texas Intermediate (Wti) si attesta a 94,10%, in progressione del 4,19%. Ad Amsterdam anche il gas è in rialzo. Il Ttf si attesta a 55,33 euro al megawattora, in progressione del 4,76%.

Trump: "Questo era test per Nato, ci ricorderemo del mancato aiuto"

Sono molto deluso dalla Nato. Questo era un test: potete aiutarci, ma non siete obbligati. Ma se non lo fate ce lo ricorderemo”. Lo ha ribadito il presidente americano Donald Trump durante la riunione di gabinetto.

Centcom: "Continueremo a colpire Marina pasdaran"

“L’esercito statunitense continuerà a colpire la Marina del Corpo dei Guardiani della Rivoluzione”. Lo ha affermato il Comando Centrale statunitense (Centcom) in un post su X. “Esortiamo tutti gli iraniani in servizio nella Marina dell’Irgc ad abbandonare immediatamente il proprio posto di servizio e a tornare a casa per evitare ulteriori rischi di ferite o morte inutili”, si legge nel post, che riporta le dichiarazioni del Comandante Brad Cooper.

Kallas: "Russia dà informazioni per uccidere americani"

L’Alta Rappresentante dell’Ue Kaja Kallas ha accusato la Russia di fornire informazioni di intelligence all’Iran, utilizzate “per uccidere americani” nel Medio Oriente, esortando Washington a esercitare una maggiore pressione su Mosca.

“Assistiamo a un aiuto da parte della Russia nei confronti dell’Iran, che fornisce informazioni di intelligence per colpire gli americani, per ucciderli, e ora la Russia fornisce anche droni all’Iran affinché possa attaccare i Paesi vicini e le basi militari statunitensi”, ha dichiarato ai giornalisti a margine della riunione ministeriale dei G7 all’abbazia di Vaux-de-Cernay, nell’Ile-de-France.

“Se l’America vuole che la guerra in Medio Oriente finisca, deve anche fare pressione sulla Russia affinché non possa aiutare l’Iran in questo senso”, ha affermato Kallas.

Fonti Teheran: "Aspettiamo risposta a nostri 5 punti"

“La risposta dell’Iran ai 15 punti proposti dagli Stati Uniti è stata inviata ufficialmente ieri sera tramite intermediari e l’Iran è in attesa della risposta della controparte”. Lo ha indicato una fonte informata all’agenzia di stampa Tasnim, ribadendo che tra le cinque condizioni poste da Teheran per mettere fine alla guerra figurano il pagamento dei danni di guerra e il riconoscimento della sovranità iraniana sullo Stretto di Hormuz come “diritto naturale e legale dell’Iran”.

La fonte ha poi affermato che, secondo Teheran, le dichiarazioni Usa sui negoziati rappresentano un “inganno”, con l’obiettivo di presentarsi come pacifici, mantenere basso il prezzo del petrolio e guadagnare tempo per preparare una nuova azione “aggressiva” in Iran. “Se prima della Guerra dei 12 Giorni l’Iran nutriva dubbi sull’esito dei negoziati, dopo il conflitto ha dubbi assoluti sulla volontà americana di negoziare”, ha concluso la fonte.

Portavoce Idf: "Missili lanciati contro Israele potrebbero colpire anche l'Italia"

“Pensiamo che il regime iraniano stia cercando di sviluppare nuove armi in grado di raggiungere i 4.000 km, il che rappresenterebbe una minaccia totale”. Lo ha detto il portavoce delle Idf, Nadav Shoshani, durante un briefing con la stampa italiana.

“Si tratterebbe di un tipo di arma diverso, ma anche così la questione riguarda probabilmente più da vicino Paesi come il Regno Unito, la Francia o la Spagna – ha spiegato – Per quanto riguarda l’Italia, credo che anche i missili che vediamo impiegati contro Israele, con alcuni adattamenti, potrebbero essere comunque molto letali ed estremamente pericolosi”.

Teheran ha “missili che possono facilmente raggiungere i 2.000 km – ha avvertito il portavoce – Questi missili possono trasportare una quantità molto elevata di esplosivo: il solo serbatoio di carburante è più grande di un autobus e possono contenere fino a una tonnellata di esplosivo. Se si riduce la quantità di esplosivo e si aumenta il carburante, possono arrivare anche a 3.000 km”.

“Anche a una distanza di 3.000 km – che, se i miei calcoli non sono errati, corrisponde più o meno alla distanza dell’Italia – questi missili possono essere estremamente distruttivi: come abbiamo visto a Arad e Dimona, 200-300 chilogrammi di esplosivo possono letteralmente devastare edifici e ferire oltre 100 persone”, ha sottolineato.

Portavoce Idf: "Pronti a operare ancora per settimane"

“Siamo pronti a operare ancora per qualche settimana e a produrre un cambiamento davvero duraturo”. Lo ha affermato il portavoce dell’esercito israeliano, Nadav Shoshani, durante un briefing con la stampa italiana sugli sviluppi della guerra in corso.

Sulla durata del conflitto, il portavoce ha sottolineato che “spetta alla nostra leadership decidere, anche se penso che già a questo punto sentiamo e crediamo di aver ottenuto risultati molto significativi”.

Putin: "Conseguenze guerra in Medio Oriente gravi quanto quelle pandemia Covid"

Le conseguenze del conflitto in Medio Oriente sono difficili da prevedere, ma l’impatto della guerra potrebbe essere simile a quello della pandemia di Covid-19. Lo ha detto il presidente russo Vladimir Putin, secondo cui il conflitto in Iran sta causando danni significativi alla logistica, alla produzione e alle catene di approvvigionamento internazionali, esercitando al contempo una forte pressione sulle aziende che operano nei settori degli idrocarburi, dei metalli e dei fertilizzanti.

“È ancora difficile prevedere con precisione le conseguenze del conflitto in Medio Oriente”, ha dichiarato Putin a Mosca. “Mi sembra che chi è coinvolto nella guerra non possa prevedere nulla, ma per noi è ancora più difficile. Tuttavia, ci sono già stime che paragonano gli effetti all’epidemia di coronavirus. Permettetemi di ricordarvi che ha rallentato drasticamente lo sviluppo di tutte le regioni e di tutti i continenti, senza eccezioni”.

Idf: "Ucciso anche capo intelligence della Marina"

Le Forze di difesa Israeliane hanno annunciato di aver ucciso i vertici della Marina del Corpo dei Guardiani della rivoluzione, incluso il suo comandante Alireza Tangsiri e il capo dell’intelligence della Marina Behnam Rezaei. L’attacco aereo notturno dell’Aeronautica israeliana nella città portuale iraniana di Bandar Abbas è stato effettuato mentre Tangsiri era impegnato in un incontro con alti ufficiali della Marina dei Pasdaran.

Tangsiri ha ricoperto l’incarico negli ultimi otto anni. Le Idf affermano che “nel corso degli anni è stato responsabile di attacchi contro petroliere e navi mercantili e ha minacciato la libertà di navigazione e di commercio nello Stretto di Hormuz”.

Idf: "Record di attacchi di Hezbollah, 600 nell'ultimo giorno"

Nelle ultime 24 ore Hezbollah ha aperto il fuoco oltre 600 volte contro Israele e le truppe israeliane, circa il doppio del precedente picco di circa 300 minacce aeree registrato durante il conflitto del 2023-2024 tra le due parti, secondo quanto confermato da fonti delle Forze di Difesa Israeliane.

La stragrande maggioranza dei razzi, dei mortai e dei droni è stata lanciata contro le forze dell’Idf che occupavano posizioni nel Libano meridionale o che cercavano di avanzare nell’area. Il notevole incremento degli attacchi di Hezbollah, rispetto a una media generale di circa 100 attacchi al giorno nellla guerra in corso, si è verificato mentre viene ventilata l’ipotesi della fine del conflitto tra Israele e Iran. Nonostante le crescenti aspettative di un possibile cessate il fuoco, Israele ha lasciato intendere di voler continuare a bombardare Hezbollah con attacchi aerei e a proseguire l’invasione del Libano meridionale.

Iran: "Oltre 1.900 morti da inizio guerra"

L’Iran afferma che sono più di 1.900 i morti e oltre 24.800 i feriti dal 28 febbraio. Alla tv satellitare al-Jazeera, il vice ministro iraniano della Salute, Ali Jafarian, ha parlato di 1.937 morti, dei quali 240 donne e 212 minori.

 

Pakistan conferma mediazione

Il Pakistan insiste sul proprio ruolo di mediazione tra Stati Uniti e Iran e conferma di aver consegnato a Teheran un piano di pace in 15 punti. “Colloqui indiretti tra Usa e Iran avvengono tramite messaggi trasmessi dal Pakistan – scrive su X il ministro degli Esteri pakistano, Ishaq Dar – In questo contesto gli Stati Uniti hanno condiviso 15 punti, che sono in fase di valutazione da parte dell’Iran”.

Il capo della diplomazia di Islamabad aggiunge che Turchia ed Egitto, insieme ad altri Paesi che non vengono indicati, “hanno esteso il loro sostegno a questa iniziativa”. Atteso anche un possibile incontro

 

Il G7 per la de-escalation

Il G7 dovrebbe sostenere collettivamente una de-escalation della guerra in Medio Oriente. A dichiararlo è la ministra degli Esteri canadese, Anita Anand, prima dell’inizio del vertice dei ministri degli Esteri del forum intergovernativo incentrato anche sulla guerra in Iran e nell’area del Golfo. In un’intervista all’Afp, Anand dice di aver parlato con i Paesi della regione e del G7 “per garantire che tutti noi sosteniamo collettivamente la de-escalation, l’apertura dello Stretto di Hormuz e un percorso per i cittadini iraniani che preservi le loro vite”.

 

Zelensky: "Da Mosca intelligence a Teheran"

“La Russia sta fornendo supporto di intelligence all’Iran. Abbiamo prove dalle nostre agenzie di intelligence. La Russia lo fa mentre afferma: ‘Non forniremo più informazioni di intelligence all’Iran se gli Stati Uniti smetteranno di condividerle con l’Ucraina’. Non è forse un ricatto? Assolutamente sì. La Russia ha comunque continuato a condividere informazioni di intelligence. Ma ora le sta usando come merce di scambio in questo gioco. Potrebbe spingere gli Stati Uniti a sospendere la condivisione dei dati? Probabilmente. Dipende dalla situazione in Medio Oriente e da come si svilupperà questa operazione”. Lo scrive su X il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.

 

Trump: "La nato non ha fatto nulla contro una nazione folle"

“La Nato non ha fatto assolutamente nulla per aiutare con la nazione folle, ora militarmente decimata, dell’Iran. Gli Stati Uniti non hanno bisogno di niente dalla Nato, ma ‘non dimenticheremo mai’ questo momento molto importante”. Lo scrive Donald Trump su Truth Social in merito alle decisioni degli alleati sulla questione Hormuz e sul conflitto in corso.

Trump: "Negoziatori iraniani strani"

“I negoziatori iraniani sono molto diversi e strani. Facciano i seri prima che sia troppo tardi, perché una volta che succede, non c’è modo di tornare indietro, e non sarà una cosa bella”. Così Donald Trump in un messaggio postato su Truth Social. Una nuova minaccia, quella del presidente statunitense, che sostiene che Teheran stia mentendo in merito ai negoziati. Nello specifico, il tycoon sostiene che – mentre in pubblico l’Iran nega l’esistenza di negoziati diretti già avviati – la Repubblica islamica stia in realtà “implorando” gli USA per ottenere un accordo.

 

Peskov sulle forniture russe di droni: "Menzogne"

Il Cremlino definisce “menzogne” le affermazioni contenute in un articolo del Financial Times secondo cui la Russia avrebbe intenzioni di inviare di droni in Iran. “Ci sono veramente molte menzogne nei media. E anche gli editori più rispettabili non si vergognano a pubblicarle”, dichiara il portavoce Dmitry Peskov, rispondendo a una domanda dell’Afp.

 

Cina: "Cogliere occasioni di pace"

La Cina chiede di “cogliere le occasioni per la pace” e “colloqui sinceri” tra Usa e Iran per porre fine al conflitto perché una guerra infinita “non è nell’interesse di nessuno, farà altre vittime, provocherà perdite inutili e un ulteriore ampliamento del conflitto”. “La priorità, l’urgenza, è promuovere colloqui di pace e cogliere le occasioni per la pace, lavorare per porre fine ai combattimenti”, dice il portavoce del ministero degli Esteri di Pechino, Lin Jian, in dichiarazioni riportate dal Global Times.

Il gigante asiatico “sostiene tutti gli sforzi che possano contribuire a ridurre le tensioni”.

Attacchi Iran, 3 feriti a Tel Aviv

Tre persone sarebbero rimaste lievemente ferite a Tel Aviv, per la caduta di frammenti dopo un attacco missilistico dall’Iran. Lo riferisce il sito di notizie Ynet.

 

Ucciso comandante della Marina dei Pasdaran

Ucciso il comandante della Marina dei Guardiani della Rivoluzione, i Pasdaran iraniani. Lo conferma un ufficiale israeliano citato dal Jerusalem Post, secondo il quale Alireza Tangsiri sarebbe stato ucciso in un’operazione a Bandar Abbas. Non è chiaro se si sia trattato di un raid americano o israeliano.

 

In Corea del Sud appello al risparmio energetico

Il presidente sudcoreano Lee Jae Myung rivolge alla popolazione un appello per il risparmio energetico, principalmente a causa delle conseguenze che il conflitto contro l’Iran ha scatenato in termini di approvvigionamenti di energia elettrica e carburanti.

“Il governo per ora non prevede modifiche alle tariffe dell’energia elettrica, ma mantenerle al livello attuale potrebbe incidere in modo significativo sulle perdite per la Kepco (il fornitore Korea Electric Power Corp, ndr)”, commenta Lee, esortando anche la popolazione a usare i mezzi pubblici.

 

Giappone rilascia nuove riserve petrolio

Il Giappone avrebbe iniziato a rilasciare una nuova quota delle sue riserve petrolifere per rispondere alla domanda interna nel mezzo della crisi provocata dalla guerra contro l’Iran. Lo riferisce l’agenzia Kyodo, precisando che si tratta di una risposta mai attuata in passato a questi livelli.

 

WSJ: "Trump potrebbe ordinare invasione di terra"

La Casa Bianca ammette che gli USA – qualora non si arrivasse all’accordo – colpirebbe l’Iran “più duramente di quanto non sia mai stata colpita prima”. Lo dice la portavoce Caroline Leavitt. E dalla stampa statunitense arriva l’ipotesi di una nuova possibile escalation, magari un intervento via terra.

 

Soldato israeliano morto in scontri con Hezbollah in Libano

Un soldato delle forze israeliane (Idf), un sergente capo di 21 anni, sarebbe morto in uno scontro a fuoco con gli Hezbollah libanesi avvenuto nella notte nel sud del Libano. Lo confermano i militari israeliani, come riporta il Times of Israel. Sale a tre il bilancio dei caduti tra le fila delle Idf dall’inizio dell’offensiva di terra contro Hezbollah nel Paese.

 

Stati Uniti, dissenso ampio dei cittadini per la guerra in Iran

C’è grande dissenso per gli USA per ciò che continua ad accadere in Iran. Secondo un sondaggio del Pew Research Center infatti, quest’ultimo ripreso dal quotidiano Politico, ben il 61% degli intervistati dagli Stati Uniti esprime il dissenso verso la gestione della crisi da parte del presidente.

L'esercito israeliano ha identificato dei missili lanciati dall'Iran verso il proprio territorio

Israele ha annunciato che le proprie difese aeree stanno rispondendo agli attacchi missilistici provenienti dall’Iran, con le sirene attivate in tutta la zona centrale di Israele, parti di Gerusalemme e dalla Cisgiordania. In queste ore infatti,  l’esercito ha affermato di aver “identificato missili lanciati dall’Iran verso il territorio dello Stato di Israele”.

 

Le indiscrezioni sui colloqui

Dal Pakistan nelle scorse ore sono arrivate notizie su possibili colloqui per arrivare a una risoluzione della guerra tra Iran e Stati Uniti già entro il weekend. Pare ci sia un piano del presidente Trump. Piano non condiviso da Teheran, che parla di “richieste eccessive”, e che sembra non convincere pienamente neanche Israele. I prossimi giorni daranno senza dubbio una svolta al conflitto. Senza accordo, però, si rischia una nuova escalation.

Cosa sta succedendo in Iran e nell’area del Golfo, le ultime notizie

Sono giornate decisive per la guerra in Iran. Sui negoziati per arrivare a un potenziale accordo, le notizie sono sempre più contrastanti: da una parte c’è la Casa Bianca che propone un piano e parla di “colloqui positivi”, dall’altra l’Iran che rigetta le proposte ritenute eccessive e mira alle coste di Bahrein ed Emirati Arabi in caso gli Stati Uniti “commettessero degli errori” e dall’altra ancora Israele che, forse per preoccupazione di non poter conseguire gli obiettivi strategici dietro l’operazione Epic Fury lanciata lo scorso 28 febbraio, intensifica gli attacchi. In Libano è ormai disastro umanitario da settimane e il fronte sembra ormai quasi una guerra a sé. Tesa anche la situazione nel resto del Medio Oriente e del Golfo, che si trova – suo malgrado – nel vortice del conflitto. Il Pakistan rivela che le prossime 48 ore saranno decisive e che si potrebbe ottenere un primo colloquio Iran-USA già nel weekend. Rimane tutto da vedere, però.

A livello economico, la preoccupazione globale ricade sempre sul settore energia: l’Europa soprattutto rischia la crisi energetica, soprattutto per i problemi legati allo Stretto di Hormuz e l’approvvigionamento dei carburanti; in Italia gli esperti prevedono anche una stima al ribasso per la crescita del Pil nel 2026 se il conflitto proseguirà.

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